Il prezzo della paglia, la legge forestale ed altre storie

"Sei impegnata? Perchè… avrei bisogno. Ce ne dobbiamo andare di qua, e veloce… Mi sa che o porti rogna, o avevi ragione, perchè ci sono già macchine che girano e penso che ci stiano cercando." Non sono nuova a queste storie, le ho già vissute altrove e, come sempre, le trovo assurde. Cambia la provincia, ma siamo sempre lì, anche se gli spazi sono diversi.

Così il gregge se ne deve andare. Il pastore aveva già parlato con un po' di gente in giro, aveva saputo che certi pascoli erano stati affittati, ma in qualche pioppeto avrebbe potuto mangiare. E le stoppie? Lì c'era da ridere… La motivazione quest'anno è quantomeno particolare. "Ah, quest'anno… La paglia ha certi prezzi! Vale più del fieno!! Allora mio figlio (mio marito, mio genero, dipende dall'interlocutore) adesso la imballa per fare gias." C'è ancora fango ovunque, le nuvole e le previsioni porteranno nuova pioggia, voi ci credete che andranno ad imballare adesso, nel mese si marzo? In compenso, da quando hanno visto girare pecore, un buon numero di contadini si sono affrettati a tirar fuori le botti del liquame e fanno avanti ed indietro verso le meliere che erano state trinciate, impedendo così il pascolamento delle infestanti.

Si attraversa il paese con la scorta, a quanto pare vogliono essere ben sicuri che si vada via di qui. Gliel'abbiamo detto che l'intenzione era quella di spostarsi e passare il ponte, ma evidentemente non ci credevano. Prima il problema era che i terreni erano stati affittati ad altri… Ma chiarito quel punto, sono le capre a diventare colpevoli. "Il pascolamento in bosco è vietato." Ma… ma perchè nel NUOVO regolamento forestale è rimasto questo strascico di una legge degli anni Trenta, quando il bosco era in pericolo? Oggi… ben venga la pulizia operata dalle capre per far sì che il bosco non invada tutto. Se poi andiamo a guardare i boschi qui lungo il fiume, con tutto il loro campionario di specie invasive non autoctone… Discorsi già fatti mille volte, ma per questa volta mi mordo la lingua a metà, un sorriso ed un grazie a chi ci aiuterà nella "transumanza".

Ci insegnano anche la strada per evitare il centro e così sfiliamo nelle vie secondarie. C'è un vecchio in un orto, si emoziona al passaggio del gregge. Quando mi vedrà ripercorrere a ritroso la strada per andare a recuperare l'auto, inizierà a raccontarmi di un ragazzo che ha visto alla TV. "Sai? Padre chirurgo e madre maestra, 18 anni e fa il pastore…!". Gli dico che lo so, lo conosco, è di Biella. "Anch'io avevo delle pecore da ragazzo, ma poi… Che bello vederle passare adesso, che spettacolo, sì…".

La nostra scorta ci evita di correre troppi rischi nel passaggio più difficile, così posso precedere il gregge di pochi passi e fare anche le foto. Si cammina velocemente e non si sa bene dove andare, questo è il bello di quella giornata! Ma stiamo per uscire dalla "zona calda" e per adesso questo è sufficiente, poi si vedrà.

Sul ponte le pecore esitano, il rumore delle loro stesse zampe sulle assi le spaventa, ma alla fine tutte imboccano la strettoia. Per fortuna c'è chi ci aiuta a fermare le auto, altrimenti qui sarebbe stato un bel guaio. In qualche modo adesso si farà passare qualche altro giorno, sempre attendendo la primavera. Sembra davvero di portare a spasso le pecore, in quei giorni… Chilometri e chilometri, quasi solo per fare qualcosa in attesa che venga sera! Finirà l'inverno, finiranno le piogge? Perchè i pascoli lasciati indietro necessitano di giorni di sole per asciugare ed essere utilizzabili. Vana speranza, ma di quello parleremo poi.

Ringraziamo i nostri guardiani/aiutanti, che gentilmente ci hanno scortato fin qui. Capita raramente che un pastore abbia un aiutante stipendiato dallo Stato!! Siamo arrivati al di là del fiume e l'ultima raccomandazione è di tenersi ben alla larga dal corso d'acqua, anche se su questa sponda i campi di mais arrivano proprio a confinare con le sue rive. L'equazione Parco Fluviale + pecore continua a non funzionare. Mi domando se in quei campi non vengano usati antiparassitari e diserbanti, quelli sì dannosi per flora e fauna selvatica…

La meliera è vasta, mentre il gregge si allarga lì, bisogna andare a vedere dove passare e dove fermarsi per la sera. Lunghi giri, si parla con uno e con l'altro, tra l'abbaiare dei cagnetti nelle cascine. La paglia è cara… E siamo di nuovo alle solite! "Io vi lascerei, ma la terra non la lavoriamo più noi… Una volta passava sempre un marghè… Dovete andare a chiedere a quelli della cascina laggiù…".

E' già quasi notte quando, più o meno, si capisce dove passare, dove pascolare e dove fermarle. Si parte, bisogna attraversare la strada prima che faccia buio! Ci sarebbe forse qualcosa da pascolare in queste stoppie, ma bisogna andare avanti. E poi… siamo ancora verso il fiume! Il pastore chiama le pecore, queste lo seguono senza fretta, ignare delle avventure delle ore precedenti.

Il recinto è già pronto, c'è parecchio mais a terra, quindi i pastori possono già chiudere le pecore all'interno. E l'indomani? L'indomani si vedrà, come sempre. Poteva andar peggio, ma… fondamentalmente, cosa c'era di male? I fiumi, si sa, sono sempre stati salvezza e pericolo. Un tempo il pericolo era rappresentato solo dalle piene, dalle alluvioni, oggi invece bisogna guardarsi prima da altro, anche in quei giorni in cui non hai altri posti dove andare e ti serve quel terreno sabbioso che fa scolare via l'acqua e permette di fare un recinto senza sprofondare nel fango.

  1. Ciao Marzia. Forza, sta arrivando la primavera. Nella mia stalla stamattina c'erano due rondini. Sono arrivate.
    Speriamo che anche il tempo tenga.
    Ciao. Tiziana F.B.

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