Giovani con le idee chiare

Continuano le mie interviste per il nuovo libro ed ogni volta riesco a farmi sorprendere dai ragazzi che incontro. Questa volta si tratta di nuovo di una giovane, giovanissima coppia, Maura e Michael. A dire la verità la prima sorpresa, con Maura, era stata qualche tempo fa, credo ormai sia passato più di un anno, quando lei mi aveva cercata via e-mail. Se mi ricordavo di lei? Certo che sì… la ragazzina di Prali che si faceva accompagnare dal Pastore per passare qualche ora lì a giocare con lui, in mezzo alle pecore. Avevo anche scritto di lei su "Dove vai pastore?". Era il 2004 e lei aveva 10 anni! Quando mi aveva scritto, tra le varie cose che ci eravamo raccontate, è che anche lei adesso aveva un pastorello al suo fianco.

Anche se nell'azienda di famiglia prevalgono le vacche, nel corso della nostra chiacchierata Michael mi spiegherà che la sua passione va soprattutto alle pecore. Poi… andrà come andrà, ma comunque non ci sono dubbi nel fatto che il suo mestiere è questo, lavorare con gli animali. Perchè? "Sapevo che me l'avresti chiesto… Non c'è un perchè, è così, non vorrei fare niente altro che questo." Però adesso entrambi studiano, Istituto Agrario per lui, Ragioneria per lei. "Solo che a scuola non imparo molte cose che servano per il mio mestiere, la parte di pratica è relativa soprattutto alle piante, alla vigna. Dopo, nella specializzazione, faremo anche delle ore di caseificazione, ma i formaggi li so già fare, non è che sia una cosa difficile."

Anche se si sono conosciuti grazie al Pastore ed alle sue pecore, Maura ammette invece la sua preferenza per le vacche. A casa ne hanno alcune, oltre alla sua coppia di pecore. "Ma su da noi in montagna è diverso, un tempo tutti avevano due mucche, poi le mettevano insieme per l'estate, ma è più il tempo che stanno in stalla di quello che possono pascolare fuori." Trovo che questa ragazza abbia una maturità superiore alla sua età e lo dimostrano anche le sue considerazioni sul futuro. "Non ho più tanta voglia di studiare, anche perchè le cose che sto facendo non mi interessano più di tanto. Però sarebbe anche bello andare avanti all'università e fare veterinaria. Oppure finisco di studiare, lavoro qualche anno in un ufficio, per fare qualche soldo e poter iniziare un mestiere che mi permetta di stare fuori all'aria aperta! Non posso pesare sui miei, siamo in quattro, tre sorelle ed un fratello. Avere qualche soldo per iniziare…". Ed è sottinteso che l'intenzione è quella di avere una azienda propria, loro due, con gli animali.

Vi ricordate? Michael (e pure Maura) li avevamo incontrati qui durante la discesa dall'alpe in Val Germanasca, a piedi fino alla cascina in Val Chisone. C'era il suono dei rudun a fare da sottofondo… Ed adesso tutti quei campanacci sono al sicuro, appesi e ben ordinati, in attesa di tornare a risuonare nella valle quando sarà ora di risalire. Parliamo delle transumanze, il carattere tranquillo di questo ragazzo fa sì che non sia un esaltato per queste occasioni, pur giudicandole dei bei momenti allegri. "Quasi quasi siamo sempre più gente che vacche…"

E' un sabato pomeriggio, i due ragazzi sono tornati da scuola, lei si è fermata da lui per in fine settimana, ma invece di prepararsi per uscire, alla fine della nostra intervista si cambiano, indossano i vestiti da lavoro e vanno insieme in stalla. Ma come viene visto questo dai compagni di scuola? E' più difficile per lei, nella cui classe la compagna che può solo lontanamente avvicinarsi a comprendere che significa è una ragazza che ha un cavallo, per tutti gli altri vacche/stalla = puzza. Ma comunque gli amici e le amiche non mancano. Maura pratica anche lo sport di famiglia, lo sci di fondo, e poi ci sono tante ragazze e ragazzi con la passione per gli animali anche su Facebook. "Con certi ci siamo conosciuti lì… poi dal vivo ci siamo incontrate per esempio alle fiere."

Le foto meglio però farle poi in montagna, con gli animali liberi sui pascoli, anche se Michael la stagione d'alpe non la vive interamente in quota. "Scendo quando c'è da fare il fieno… D'estate ci sono pure i compiti da fare… Io comunque seguo soprattutto i lavori a casa, oppure vado in moto a controllare gli animali. Al pascolo ci sono stato quando mi sono rotto la spalla, partivo al mattino, ma a volte c'era anche da annoiarsi." Parlando dei progetti per il futuro, Michael afferma di voler seguire uno dei corsi a Moretta, dopo la fine delle scuole superiori. "Quello per la lavorazione della carne. In valle non c'è nessuna azienda che vende direttamente la carne. Formaggio sì, ce ne sono diverse, ma carne ancora nessuno."

Andiamo a fare un tour nell'azienda, dopo vacche e manze passiamo alla piccola tettoia delle pecore, una di queste è regalo di Maura. I primi animali acquistati personalmente da Michael, due anni fa, quando aveva appena tredici anni, sono state proprio delle pecore. In alpeggio però deve darle via, in guardia, perchè sarebbe impossibile lasciarle da sole, specialmente con il rischio del lupo. "Le avevo date al Pastore quando era a Balmetta, adesso le mando da Silvio, nella montagna loro, alle Sellette…".

"Un sogno è avere un gregge mio, 250 pecore biellesi, avere i soldi per fare una bella stalla per tenerle d'inverno". Lì le stalle non mancano, ma sono tutte occupate dai bovini. Ed il resto della famiglia non vede tanto di buon occhio le aspirazioni di Michael. "Solo mia madrina, che ha sempre avuto pecore, e mio nonno. Lui mi ha regalato le prime bestie, delle capre."
 

Siamo diretti proprio alla stalletta delle capre, dove c'è un gran affollamento, con i nati delle ultime settimane. Fotografar capre è sempre un'impresa, con la poca luce che c'è qui poi l'impresa è ancora più ardua. "In montagna le lasciamo andare, partono al mattino, rientrano da sole alla sera, lo scorso anno abbiamo messo insieme il maremmano ed è andato tutto bene. Invece due anni fa il lupo me ne ha uccise otto, otto su quaranta!"
 

Come i capretti, anche il piccolo Matteo salta con un'energia infinita, giocando insieme al cane. Sua mamma si era raccomandata di tornare in casa, non appena io me ne fossi andata, che bisognava lavarsi in vista della serata a teatro. Adesso è salito sulla balla di fieno fuori dalla stalla delle capre…
 

Dentro invece qualche capretto attende con un po' più di pazienza. Finalmente una coppia fotogenica e fotografabile!!!
 

Questi altri invece ambiscono al primo piano e la messa a fuoco nell'obiettivo e pressochè impossibile. Si sta facendo tardi, Matteo ricorda che devo ancora vedere una stalla con altre mucche e non si può non obbedire!
 

Adesso abbiamo veramente terminato il giro, con gli ultimi bovini al loro posto nella stalla. Ho materiale a sufficienza per tracciare anche questi due ritratti e rifletto su quanti loro coetanei magari pensano solo a fare la velina, ambiscono al Grande Fratello o qualche altro reality per un "facile successo". Loro invece, classe 1994 e 1995, condividono nella bacheca su Facebook frasi come queste: "Noi che… la puzza della stalla non la sentiamo… Noi che… la nascita di un vitello, agnello, o puledro è la cosa più bella che ci sia…"

  1. Io e mio figlio condividiamo … la nascita di un vitello, agnello, puledro (persino pulcino!!!!) è la cosa più bella che ci sia… un'emozione che non si può spiegare a chi non è del mestiere o comunque che non ama questa vita e non ha questa passione. Personalmente, pensando a certi momenti, sento il cuore e lo stomaco stringersi in una morsa, come quando sento una rudunà che mi vengono le lacrime agli occhi dall'emozione.
    Mi sembra comunque che oggi siano molti di più i giovani che apprezzano la vita da marghè o da pastori. Sono di meno quelli che abbandonano la vita con gli animali di quando ero giovane io.
    Bravi ragazzi!!!
    Ciao. Tiziana F.B.

  2. Sì, questa è la realtà degli ultimi anni dei paesi di montagna. Mi riferisco all'arco alpino. Fa piacere, molto piacere; purtroppo, però, per molti mancano le possibilità concrete.
    Buona fortuna a chi è partito per questo cammino, sicuramente duro ma non meno, oggi giorno, di una qualsiasi strada professionale che dia un mestiere e non un semplice lavoro.
    Bravi!

  3. @tiziana: ah… allora non sono l'unica a cui prende la commozione nel sentire una rudunà…
    è vero, adesso c'è un ritorno dei giovani, specialmente di quelli per i quali c'è stato un salto generazionale, tornano  a fare il mestiere dei nonni
    @BB: ma le possibilità concrete mancano un po' dappertutto… certo che però bisognerebbe avere sempre un occhio di riguardo per ma montagna, e non solo ricordarsene quando frana ed alluviona la pianura!

  4. Pingback: Dopo qualche anno | Storie di pascolo vagante

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