Storie di pastori (e capretti) alla RAI – parte II

Ci siamo lasciati alle spalle il Parco di Stupinigi, dove avevamo incontrato Giorgio, e abbiamo imboccato l'autostrada per Asti. Questa giornata in Piemonte sarebbe stata l'unica per la troupe di TG2 Dossier che poi sarebbe ripartita verso la Sardegna, quindi purtroppo non li avrei accompagnati anche nel Biellese. Il giornalista mi confida che stava quasi per rinunciare al Piemonte, per questo servizio, ma poi si è fidato dell'istinto e di quel qualcosa che gli avevo trasmesso quando ci eravamo sentiti al telefono. Mi sa che era "la maladia", il "senso per le pecore", quello che fa sì che, tra l'altro, gli appassionati riescano a vedere greggi ovunque… oppure che mi porta a girarmi casualmente mentre transitiamo su di un viadotto, così scorgo il pick-up ed il rimorchio che compongono l'accampamento di Fulvio. Andiamo a pranzare ad Asti, poi cerchiamo il pastore.

Il gregge avanza sulla collina, tra l'erba ingiallita. Questi sono i pascoli di stagione, da queste parti. Nonostante l'apparenza, gli animali trovano di che nutrirsi e stanno meglio qui che in certe zone pianeggianti e fangose. Il cielo è grigio, cadeva persino qualche goccia di pioggia, ma per fortuna in questo momento sembra che il maltempo non ci infastidirà e ci permetterà di concludere il lavoro.

Dopo qualche ripresa di ambiente, avviene l'incontro con il pastore. Fulvio non è nuovo ad interviste, filmati, articoli, documentari, ma non per voglia di apparire, quanto per la sua storia, il modo in cui riesce a trasmettere l'amore, la passione per questo mestiere, la sua capacità di essere spontaneo e genuino, sia che parli con un amico, sia con un giornalista, sia davanti alla telecamera, che è come se non esistesse, per lui. Come se lì intorno ci fossero solo le sue pecore, le capre, gli asini, le colline…

I cani vengono a reclamare qualche carezza dai nuovi arrivati, Francesco e Fulvio chiacchierano ed il giornalista si fa subito un'idea del "personaggio". In seguito mi confiderà quanto abbia gradito quest'incontro. "All'inizio uno fa delle domande generiche, di circostanza, ma poi il bello è vedere quel che viene fuori." E con Fulvio gli argomenti e le ispirazioni non sono mancate. La transumanza a piedi, una vita a seguire il gregge, l'alpeggio, la famiglia, la figlia. "Volesse seguire il mio mestiere? Perchè no? Io la lascio libera di scegliere, adesso va a scuola ad Asti, ma piace anche lei, viene qui, d'estate è con me in montagna."

Sapevo che, in questa stagione, avrei trovato capretti a volontà, ma non speravo in uno spettacolo del genere. Ricordo che le capre "andavano al buc" quando ero stata su in montagna… Adesso ci sono capretti ovunque, radunati ai piedi dell'albero in mezzo al prato o sparsi qua e là nell'erba tra le pecore. Chissà se riuscirò a scattare qualche foto come voglio io? Quelle con questi diavoletti sulla schiena delle pecore? Sono anni che inseguo quelle immagini…

E' un quadro, il gregge in questo ambiente è un vero dipinto dai colori tenui. Le pecore sono belle, ben tenute, fanno la loro figura, gli agnelli sono grassi e rotondi, il pastore può essere orgoglioso dei suoi animali. E pensare che questo gregge l'abbiamo visto in montagna, sui pascoli dell'alpeggio, poi nel fondovalle, durante la lenta transumanza, nella pianura pinerolese e poi più giù, appena prima di Natale…

Nell'intervista Fulvio non ha esitazioni davanti alle domande di Francesco. E gli brillano gli occhi quando parla dei suoi animali, del crescerli, tirarli su, avere la soddisfazione di trovarsi circondato da un bel gregge, specialmente quando riesci a saziarlo, a trovare pascoli sufficienti. "Sei sempre contento…!". "Mah… mica sempre! Ci sono anche quei giorni che… Ma con questo lavoro, bisogna andare avanti!". Mi è capitato di vedere Fulvio arrabbiato, ma sfogato il nervoso tutto torna come prima. D'altra parte, per fare questo mestiere, bisogna per forza avere uno spirito adatto: se ti lasci abbattere dalle difficoltà e dai problemi, lasci perdere il pascolo vagante, un mestiere dove imprevisti ed inconvenienti sono sempre dietro l'angolo!

L'asino è caricato con la bastiera, Fulvio prende due agnelli per far vedere a cosa serve e come vengono caricati i piccoli. Spiega la necessità di tenere separati ed al caldo i neonati, racconta come la madre riconosca il piccolo dall'odore, ripete i gesti quotidiani davanti alla telecamera che lo insegue in mezzo al gregge.

Io intanto ho trovato i "miei" capretti. Eccone uno già comodamente sistemato in groppa ad una pecora che si era seduta a ruminare. La naturalezza di queste scene è quasi commovente. Spero di non rovinare l'attimo e fotografo con lo zoom, senza avvicinarmi troppo.

Altri capretti sono nell'erba secca, accucciati. Più in là un gruppetto balla e salta attorno ad un mucchietto di terra, riuscire a fotografarli è una missione impossibile, non stanno fermi un attimo.

Un altro sofà lanoso su cui trascorrere placidamente qualche minuto prima di ripartire verso i pascoli. L'erba da brucare qui è finita, ma il gregge attende il pastore, adesso impegnato con le telecamere. Sarà una sosta breve, la troupe segue Fulvio nelle sue attività, ogni tanto aggiungendo qualche domanda.

Vediamo un po' com'è questa poltrona? Salgo? Riesco a salire? Accidenti, scivolo… Ma stai un po' ferma, che io mi devo sistemare!

Ah, sì… Così sì che si sta bene. Adesso mi faccio un pisolino, che poi si riparte e c'è da camminare… Scusatemi, mi sono lasciata prendere dallo spettacolo, non si può restare indifferenti. Così come non posso restare lontano da questo mondo, dalle pecore, dal pascolo vagante, dai pastori, dalle loro chiacchiere, dagli aneddoti. Mentre Fulvio parlava, in alcuni casi sapevo già quale sarebbe stata la risposta alle domande che gli venivano poste.

Il pastore spiega, si immedesima nelle situazioni, le rivive mentre le racconta. Dice la sua sull'attualità, sul mondo che c'è lì oltre quei pascoli dove passa con il gregge. Moglie e figlia sono su Facebook. "Penso che anche quello sia buono, per i giovani, per tenersi informati, comunicare… Poi mia figlia sa quel che fa, il telefonino lo usa poco, quello che è giusto." Se la prende con la burocrazia, quello che viene imposto ai pastori. "E' mia moglie che va per uffici, lei ha tempo, io… come farei? Non capiscono, ti fanno fare la coda, poi ti chiedono di tornare, ma tu devi stare con le pecore, devono mangiare!"

Il lento pascolo vagante e, oltre la collina, il viadotto dell'autostrada con il traffico incessante, i camion che passano rombanti. La città di Asti è lì, poco lontana, ed il pastore parla dei rischi dell'inquinamento, dell'erba vicino alle strade che fa male agli agnelli, al suo senso di soffocamento nello stare in una metropoli. Capita di doverci andare, ma non è nel suo ambiente.

Ci sono anche i 17 asini e Fulvio mi spiega che ormai ci sono dei problemi anche ad allevare questi animali. "Hanno fatto l'anagrafe e devi avere il maschio con la genealogia. Io non ce l'ho, quindi non mi fanno i documenti per i puledri. Pensa che ad un certo punto mi hanno detto che i puledri non a posto dovevano essere… abbattuti! Ma ti rendi conto? Tutte queste storie per il benessere animale e poi vogliono abbattere i puledri? Ma dove siamo? Adesso sembra che l'abbiano aggiustata in qualche modo, avranno scritto <<figlio di N.N.>>, ma che ne so io se la mia soma è scappata ed è stata con qualche maschio?!?!!". Ride, il pastore, ma di fronte a certe assurdità della legge vien quasi da piangere.

Una pecora ha partorito, viene presa per essere marcata. "L'agnello lo segno dopo, quando sarà poi asciutto." Basta stare qualche ora con i pastori per vedere tante piccole quotidianità di questo mestiere. Ma solo vivendolo per lunghe giornate, settimane, anni si può arrivare a comprenderlo fino in fondo, andare oltre la poesia, il romanticismo, le apparenze positive e negative che derivano dal primo impatto.

Ci salutiamo velocemente, le pecore devono essere condotte altrove, qui il pascolo è finito. "Che personaggi, che storie…". Siamo tutti soddisfatti, resta l'attesa per vedere il risultato finale del filmato. Giorni e giorni di riprese, viaggi, chilometri, interviste, per ottenere poi 50' di trasmissione. Dovrebbe andare in onda nella giornata del 6 marzo, a TG2 Dossier, ma comunque mi faranno sapere. E poi si potrà rivedere qui sul sito RAI.

  1. Fortissime le foto dei capretti, sono proprio così, da me salgono sulle mucche, anche quando sono in piedi. Per quanto riguarda i puledri, è proprio una vergogna. Capisco Fulvio (e anche la rabbia che ti viene dentro) perchè ci è successa la stessa cosa con la cavallina nata l'anno scorso. Ce la volevano fare abbattere. Ma scherziamo!!! Mica abbiamo ucciso nessuno e nemmeno rubato…Volevo chiamare la protezione animali quando hanno detto che dovevamo ucciderla… e perchè poi? Perchè era nata? Prendetevela con chi abbandona gli animali, non con chi li ama e li accudisce con passione. Ti fanno passare la voglia di lavorare.
    Ciao. Tiziana F.B.

  2. Guardando le foto dei capretti che salgono sopra le pecore, mi viene da pensare al nipotino "PiccoloLord", se la mamma gioca a terra con lui,, lui si avvicina, si aggrappa ai vestiti e ridendo le sale sopra, spesso scavalcandola . . . i cuccioli sono tutti uguali!

    Non entro in merito a questa assurdità di abbattere i puledrini perchè non si sa di chi sono figli . . . la genealogia avrà il suo perchè, ma dirlo prima che le cose accadano, non dopo!

    Vado a segnarmi sul calendario l'appuntamento!

    Ciao, R

  3. @clà: fulvio è fulvio!!
    @tiziana: ce l'hai una foto dei capretti sulle mucche? sarebbe bellissima!!!!
    sul resto… no comment, non ho proprio parole
    @fioredicactus: i cuccioli hanno quella spontaneità che purtroppo si perde con il tempo…

  4. La foto dei capretti sulle mucche (e non solo capretti, ma anche le adulte), cerco di farla e fartela avere. Ora ho comprato la macchina digitale così la tengo a portata di mano e colgo…l'attimo.
    ciao. Tiziana.

  5. "Dovrebbe andare in onda nella giornata del 6 marzo, a TG2 Dossier, ma comunque mi faranno sapere "

    Hai avuto conferma della data?
    Grazie Clà 
     

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