Mosche bianche?

Sono sempre più felice di aver iniziato a lavorare ad un libro sui giovani allevatori, perchè sto incontrando delle persone speciali, che sembrano delle "mosche bianche" nella società attuale. Ma è davvero così? Secondo me no, i giovani come quelli di cui sto per scrivere sono più numerosi di quello che si possa pensare, solo che non si parla mai di loro. Sui giornali ed in TV i ggggiovani di oggi sono quelli del Grande Fratello, sono quelli che protestano in piazza, sono quelli del disagio, i delusi dalla vita che cercano emozioni forti… Poi per caso esce un articolo su ragazzi come Andrea, che nel XXI secolo "esiste" perchè è protagonista di un film. E' bene che se ne parli, ma non c'è solo lui (per fortuna!). Speriamo che si parli anche di tutti gli altri, ma soprattutto che si faccia qualcosa per loro, perchè rischiano di non farcela a realizzare i loro sogni di vita e lavoro. Sogni semplici, concreti.

Ieri sono stata da Francesca e Matteo. Mi hanno portata alla loro stalla, adesso gli animali sono lì, da una parte le 4 vacche, con le due grigie che hanno acquistato recentemente alla fiera di Caselle. Dall'altra invece ci sono capre e pecore. "Sono un po' allo stretto… ma per adesso ho solo questo posto qui! Sarebbe bello avere una stalla come da Gianca… Ci sei mai stata? Tutte quelle fila di corna, tutte le capre ai loro posti, i box dei capretti… Quando vado a trovarlo, li abbraccerei tutti, quei capretti!". Matteo non è un allevatore di tradizione, ma fin da bambino aveva quella passione lì per gli animali, le capre principalmente. "I miei subito non erano daccordo, le prime capre le ho acquistate di nascosto."

"Adesso mio papà vorrebbe andare in pensione e poi lavorare con noi… Ci appoggiano, eccome se ci appoggiano!". Il capretto saltella sul davanzale della finestra. Lui ha la passione per le capre, lei preferisce le pecore. Poi ci sono le vacche, le due cavalle… Al mattino Matteo si alza alle 5:00, viene in stalla a fare i lavori, munge, si prepara il caffè sul fornello che c'è in un angolo. E poi avanti, con tutti i vari lavori. A volte va a tagliare un po' di legna, per sè ed anche per altri. Ma il sogno è quello di avere un'azienda che permetta loro di vivere. "Avere anche un punto vendita…".

E che dire di Francesca? Ha solo diciotto anni, sta per terminare l'Istituto Agrario, preparerà la tesina sulla pastorizia e, prima che io inizi ad intervistarli, mi fa qualche domanda per avere delle dritte su come organizzare il suo lavoro. Ha tra le mani una copia di "Dove vai pastore?" e mi ricordo come ho conosciuto questi due ragazzi che abitano non lontano da me. Seguendo questo blog, erano venuti alla fiera di Castellengo di Cossato e si erano presentati, invitandomi anche alla "loro" transumanza. Matteo infatti la scorsa estate per la prima volta è salito in alpeggio, con i suoi animali, ma anche sorvegliando un gregge composto da animali di varia provenienza. Avevo parlato di loro qui. Francesca ha le idee ben chiare, sul futuro. "Sposarci, lavorare insieme. Però non potrei mai lasciare l'azienda dei miei, che con un socio hanno un'attività di contoterzisti, magazzini per cereali e preparano anche i mangimi. Così al mattino aiuterei lui a mungere e fare i formaggi, poi andrei in azienda, ed alla sera di nuovo ad aiutare lui. A me lavorare piace, non sono capace di star lì senza fare niente. Seduta dietro ad un computer… No, non fa per me. Io devo stare fuori, muovermi!"

Le pecore se le sono tosate tutte loro due, senza ricorrere all'aiuto di nessun altro. "Ma qui ogni tanto ci diamo una mano a vicenda con i vicini che hanno le vacche, come l'altro giorno che avevano bisogno perchè c'era qualcuno della famiglia che non stava bene." Il lavoro non manca, per questi due ragazzi, anche adesso che sono così giovani. Parlano dell'alpeggio, della nebbia che ha accompagnato tutta la stagione, degli attacchi dei lupi. "Il prossimo anno spero di riuscire a sistemarmi da un'altra parte, quest'estate lì non mi sono trovato tanto bene. O trovo una montagna, anche piccola, solo per me, oppure riuscire a salire con qualcun altro, per aiutarci l'uno con l'altro." Francesca finirà la scuola: "Ma poi d'estate io posso andare su solo nei fine settimana, perchè sono i mesi in cui a casa abbiamo più lavoro con i cereali."

"Volevo farti vedere una cosa…". Matteo esce e rientra con delle canaule intagliate, alcune anche dipinte. "Le compro già piegate, ma poi me le intaglio tutte io, quando sono in pastüra… Alcune le ho anche colorate. I pastori li hanno sempre fatti, questi lavori!". La loro semplicità, i loro sogni, il modo in cui si guardano l'un l'altro, la grande determinazione di Francesca sono quasi commoventi, specialmente poi quando Matteo racconta degli scontri con la realtà che c'è appena oltre il loro piccolo mondo. "Avevo ordinato 15 orecchini per le pecore e le capre all'ASL. Sono andato a ritirarli, mi hanno detto che faceva 53 euro. <<Ma non è che me ne avete presi 150??>> Adesso che hanno il microchip dentro, sono carissimi, e tocca a noi pagarli. Non me la sono presa con la ragazza lì, lei cosa ne può, non dipende da lei, dovrà già sentirsi tutte le lamentele degli altri… Però non è giusto, le spese aumentano e quando devi vendere guadagni sempre meno."

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  1. grazie per queste testimonianze.
    conoscere anche i costi per tenere animali di questo tipo ci aiuta a capire quanto sia difficile lavorare.
    se poi si è giovani monta la rabbia.
    non sapevo neanche che quegli orecchini si pagassero,pensavo che fosse una spesa a carico della asl,non del pastore…
    ancora più rispetto per loro…e tanta invidia perchè quel mondo lì io lo vorrei dal profondo.
    invece mi ritrovo dietro una scrivania,non fare niente di concreto spesso demoralizza.
    è per questo che a casa mi sfogo creando con l'uncinetto,dar da mangiare agli uccelli selvatici per tutto l'inverno.
    vorrei una fattoria con b&b..mi ritrovo con un mouse in mano 😦
    come si dice?i sogni son desideri…..
    un forte abbraccio a quei ragazzi così in gamba ed uno a te perchè sei grande!

  2. se penso che kissà per quanti anni sarò costretta a lavorare in un call center per pochi soldi, mi taglierei le vene… amo troppo la natura, ma questi tempi bui ci hanno tolto la libertà…

  3. @luby78: costi… costi ce ne sono a volontà! burocrazia, alimentazione, attrezzature, cure veterinarie…
    sono più grandi loro, io sono solo una narratrice
    @#2: la libertà ce la possiamo conquistare…

  4. Pingback: Chi ce l’ha fatta – Di terre, pietre, erbe, bestie e persone

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