Interviste difficili

Lo dico sempre, i libri ovviamente li scrivo qui, seduta davanti al computer, ma tutto il resto avviene fuori, in campo. Così ieri sono andata ad intervistare un giovane pastore presso il suo gregge ed è stata un'intervista difficile, con la mano che teneva la biro che gelava nonostante i guanti e la biro stessa che non voleva scrivere sulla carta!

La giornata era davvero gelida. Giuseppe ed Elisa prima erano dalle pecore degli agnelli nella cascina affittata, ma il gregge era qui, tra campi e prati gelati. In quel giorno nemmeno il sole ce l'avrebbe fatta a far sciogliere la brina. C'erano alcune pecore che avevano partorito così, dopo la mia intervista, siamo entrati nel recinto per andare a vedere che tutto fosse a posto. Dai discorsi di Giuseppe continuavano ad emergere informazioni interessanti per il mio lavoro, ma ormai il quaderno era in macchina, quindi dovevo tenere tutto a mente.

Sullo sfondo del gregge, l'antica cascina che abbiamo attraversato per arrivare qui, passando all'interno della corte. Giuseppe mi spiega come si sia "costruito" una zona di pascolo, dal momento che è stato lui ad iniziare il nomadismo con il gregge. "Mio papà aveva 100 pecore, ma le tenevamo a casa. Sono stato io che, dopo due mesi di scuola, ho lasciato perdere ed ho detto che volevo partire con le pecore. Sono stati belli quei 2-3 inverni che non c'è stato da fermarle…".

Il cielo è livido, le pecore attendono quasi immobili, montagne e campagna sono quasi prive di colore. Per il libro userò poi le foto dell'alpeggio, magari quelle della transumanza, visto che il pastore raccontava che proprio quello è uno dei momenti più belli di questo mestiere: "Attaccare i rudun, attraversare il paese con la fila delle pecore…", anche se comunque "…di questo lavoro mi piace tutto…".
E adesso andiamo a mettere a posto gli appunti e trascrivere l'intervista, perchè ho scritto talmente male che temo di non riuscire poi a ricordarmi tutto, tra qualche giorno!

  1. mazia, comprati un dittafono, costa qualche decina di euro, registri tutto senza taccuini, biro che non scrivono, mani gelate, poi a casa riascolti e scrivi al caldo sul pc 🙂

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