Il freddo avanza

Dicevano che sarebbe arrivato, ed infatti ecco il freddo. Ma non infastidisce i pastori, anzi… fa sì che il terreno sia gelato e si possa pascolare senza rovinare i prati. Però i contadini possono anche andare con i trattori a spargere il letame, e questo non va bene! Tutti ti chiamano per sapere quando arrivi, qualcuno ha smesso di aspettarti ed ha iniziato a concimare prima del pascolamento. C'è sempre qualcosa per cui lamentarsi, insomma!

In quel caso il padrone del prato era presente e veniva a dare una mano per spostare il gregge. Anche quel giorno le pecore erano belle piene e non sarebbe stato un problema spostarle. Bisognava fare un tratto di strada, poi attraversare la Statale e proseguire tra le case. Il cielo era terso, l'aria tagliente, ma il sole comunque riusciva ancora a scaldare un po'. "Aspettiamo che la finiscano bene… Non bisogna sprecare erba!"

Decidiamo come organizzare lo spostamento. Io porterò avanti il furgone con gli agnelli, poi tornerò indietro per aiutarli ad attraversare la rotonda. Il gregge è già pronto a partire. "Animali viziati… Sono due o tre giorni che pascolo senza reti e vogliono sempre andare avanti! Mangiano meglio, così. Sono più brave, ma sprecano anche più erba."

Mentre torno indietro a piedi, osservo i segni del freddo. Pozzanghere gelate, brina sulle foglie laddove non è arrivato il sole. Ci si sta avviando verso i giorni più difficili. Dovesse nevicare, adesso la neve si fermerebbe sul terreno gelato, e potrebbe durare a lungo. Per qualche mese, di erba ce ne sarà sempre meno.

Il gregge sbuca tra case e capannoni. "Adesso che c'è la rotonda è meglio, le macchine rallentano di più, è più facile passare." Le pecore camminano in fila, senza correre, alla giusta velocità. Dietro alle siepi e tra le sbarre dei cancelli abbaiano i cani, qualcuno si affaccia, il Pastore mi spiega dove arriverà quel giorno, ha già portato là le reti.

La rotonda viene attraversata senza intoppi, si formano code su entrambi i lati, ma poi anche gli ultimi agnelli sono passati ed il gregge "scompare" tra cascine e case. Delle vacche bianche e nere osservano il passaggio delle pecore, mentre nel pollaio le faraone schiamazzano rumorosamente. Adesso sono in coda, tra poco riprenderò il furgone con il suo carico belante.

Gli agnelli avanzano senza problemi. Stiamo per incrociare la ciclostrada dove siamo transitati la settimana prima. Se si dovesse tracciare su di una cartina il cammino di un gregge, alla fine della stagione risulterebbe una contorta ragnatela di righe avanti ed indietro, a cercare tutti i possibili pascoli. Maggiore è la dimensione del gregge e più ci si sposta…

Finalmente si arriva nel pezzo. L'erba non è alta, ma è comunque di un bel verde e le pecore si allargano a pascolare. "Ho visto dove ho fatto i recinti appena sceso… adesso c'è un'erba alta così, verde scuro! La mangeranno bene, quando arriverò di nuovo da quelle parti!". Il Pastore tira le reti, poi mi fa vedere come anche l'altro cane, Tango, inizi a lavorare a comando. "Devi fargli vedere, fare qualche passo con lui nella direzione dove deve andare, e poi parte…"

Le pecore pascolano tranquille, il sole sta calando, sono le giornate più corte. "Non nevicasse…". Ma il tempo non può essere comandato, si prende quello che viene, vivendo alla giornata. Sulla strada sfrecciano le macchine, solo dall'altra parte c'è un altro gregge, molto più piccolo. Il Pastore chiama i cani, affinchè non salgano sull'asfalto. "Meglio che li chiuda nel furgone, mentre sono qui che tiro le reti!"

Gli agnelli si godono l'ultimo sole. Chiacchiero ancora un po' con il Pastore, poi mi incammino per ritornare alla mia macchina. "Vai a piedi? Se aspetti che finisco di tirare le reti…". Preferisco fare due passi, tanto è ancora presto ed il tragitto non è lungo. Seguo a ritroso le tracce che abbiamo lasciato sull'asfalto, sulla Statale non si capisce nemmeno più che di lì sia passato un gregge.

Nel prato da dove siamo partiti ci sono decine e decine di uccelli di tutte le specie. Gazze, ballerine, passeri ed anche due aironi cenerini che si alzano in volo subito dopo questo scatto. C'è tutto un ecosistema che ruota intorno alla pastorizia, anche per questo motivo è importante che questo mestiere possa continuare ad esistere.

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