Promossa sul campo

La prima mattinata decisamente invernale. Nonostante io abiti in mezzo alla natura, ho "vissuto pienamente" le stagioni solo quando ho iniziato a seguire il pascolo vagante. Stamattina lo so che fa freddo, anche più di ieri. Me lo dice il termometro, il prato brinato che vedo dalla finestra, ma ieri…

Ieri mattina ero nella fredda pianura pinerolese mentre il sole iniziava appena ad illuminare la cima del Monviso. Gli alberi sono ormai spogli, il terreno zuppo d'acqua inizia ad indurirsi per il gelo notturno. L'autunno piovoso, ma mite, sembra essere ad una svolta.

C'era ancora la luna in cielo, poco meno che piena. Sarebbe stata una bella giornata di sole, quella. Il Pastore mi aveva appena telefonato per dirmi che andava ancora a spostare le reti al gregge delle pecore degli agnelli, così avevamo combinato dove incontrarci, di modo che io potessi lasciare l'auto a metà strada. Per quel giorno era previsto un "lungo" spostamento.

Mi sono fermata lungo le strade di campagna che solitamente percorro in bici per immortalare le luci di quella mattinata fredda. Le nuvole si stavano allontanando verso la pianura, mentre invece le montagne ormai brillavano bianche di neve sotto il sole del mattino. Freddo, freddo alle mani. E' quasi ora di lasciare nell'armadio i jeans ed indossare pantaloni imbottiti, per andare a fare il pastore.

Alla mia sinistra appare un gregge. Ne avevo già scorti altri due, nei chilometri precedenti. Ma questo è inequivocabilmente quello di Fulvio, ed un istante dopo vedo il pastore che cammina lì accanto alle reti. Ci salutiamo e mi aggiorna sulle ultime novità. In giornata aveva intenzione di spostarsi, andare più giù nella pianura, un lento, lentissimo cammino, nella speranza di trovare sempre prati e stoppie dove fermarsi.

Il gregge è ancora immobile, in attesa del sole. "Sai di qualcuno che ha bisogno di un cane da pastore? Mi hanno chiamato dal canile di Bibiana… Hanno là un cane che inizia ad agitarsi ed uggiolare quando vede passare le pecore. E' stato portato là perchè era denutrito e maltrattato, ma è un cane da pastore… Se sai di qualcuno, dì che vadano al canile a chiedere." Se qualcuno fosse interessato, questo è il numero del canile: 0121-590540. "Sai, da un altro pastore sono passati quelli del benessere animale… Dicono che i cani devono avere la cuccia! Anche i maremmani che dormono con le pecore!!". Penso al mio cane, un incrocio di pastore bergamasco, che dormiva in mezzo al cortile ignorando la cuccia in occasione delle giornate invernali più fredde e nevose! Saluto Fulvio e riprendo la mia strada, mentre lui va a vedere le pecore che hanno figliato nella notte.

Mi reco al posto dell'appuntamento, poi con il Pastore raggiungiamo il gregge. Nel frattempo è arrivata un po' di nebbia, sicuramente molto più fitta più in giù nella pianura. Carichiamo gli agnelli più piccoli nel furgone, mentre lui mi spiega l'itinerario della giornata. Poi apre le reti e le pecore escono dal recinto pronte per andare al pascolo.

Ci sono stoppie e prati da mangiare durante il cammino. Un tratto di strada, una pausa, un altro tratto di strada. Sono in coda al gregge per occuparmi degli agnelli. Il Pastore ogni tanto si volta per vedere che sia tutto a posto e Linda, la cagna, corre indietro per contenere gli animali che sconfinano verso un prato, verso il grano tenero. Non è un gregge immenso, ma ormai so bene come, una volta che si è in cammino, il punto critico è poi quasi solo la coda con gli animali più lenti: agnelli, qualche pecora zoppa, eventualmente un animale con qualche problema di salute. Per il primo tratto sembra che vada tutto bene e c'è quasi solo da fare attenzione ad un'agnellina più lenta degli altri.

Una sosta in una stoppia: c'è tanto mais a terra, la maggior parte sono pannocchie ancora avvolte nelle foglie, senza muffa o marciumi. "E' bella sana, eh? Guarda, tutte ferme a mangiare… Ma non devono mangiarne troppa, o poi domani mattina ho qualche brutta sorpresa!! Se mangiano quella sporca di terra, non fa loro bene." Gli mostro l'agnellina che resta indietro: "Già… quella è nata solo due giorni fa… Dovevo caricarla, ma non l'ho vista! Per forza che fatica a seguire gli altri!"

Il sole inizia a scaldare l'aria, la nebbia si è ritirata alle nostre spalle, ma la terra fuma letteralmente. La pioggia ormai aveva non solo stufato, ma anche numerosi terreni sono impraticabili. Ci sono campi attraversabili senza problemi, altri invece sembrano delle risaie. Il Pastore si sposta in su, verso terre più sane e più drenanti. Purtroppo le previsioni del tempo non sono buone, ma questa volta si parla addirittura di neve in arrivo nel fine settimana.

Dopo una stoppia verde di erbe infestanti, si raggiungono altri prati. Il gelo ha già colpito le erbe più "grasse", le cui foglie adesso sembrano una gelatina poco appetitosa. Il Pastore si lamenta per l'abbondanza di greggi nei dintorni, ed infatti siamo appena passati accanto a dei prati recintati con dentro altre pecore. Si chiede come facciano certi suoi colleghi a sborsare certe cifre per pascolare nei prati, quando poi al momento della vendita i ricavi sono i medesimi per tutti.

Il gregge pascola in un'altra stoppia verde. Il sole adesso è più caldo, ci si gode la bella giornata, dopo tanto maltempo. Si ferma un'auto, il Pastore chiacchiera con l'uomo, gli racconta dell'estate in montagna. "Fin là sei andato? Ecco perchè non ti avevo più visto…". Poi gli chiede se può accompagnarmi indietro a prendere il furgone con gli agnelli. Ripercorriamo a ritroso il cammino compiuto con le pecore, poi raggiungo i prati dove il gregge si fermerà per qualche ora, prima dell'ultimo tratto di cammino.

Di nuovo in marcia, di nuovo a fine colonna. C'è poco traffico per queste strette strade di campagna, nessuno si lamenta per l'attesa, c'è anche chi scatta qualche foto con i telefonini. E' un breve tratto, poi ci fermeremo nel prato dove il Pastore aveva già lasciato le reti. "Così lì mangiamo anche noi un boccone…"

"Non gliela dò tutta… altrimenti la sprecano! Ce n'è qui di erba". Il Pastore sta aspettando anche l'arrivo di un amico/collega, il cui gregge si trova altrove sempre qui nella pianura pinerolese. "Adesso diamo giù gli agnelli, poi mangiamo, poi arriva lui e… dopo partiamo ed andiamo su…". In teoria è tutto chiaro e definito.

Finalmente arriva l'amico, così insieme cercano le madri degli agnellini. Però, tra le macchine che si fermano, c'è anche quella del padrone di questi prati, che parla con il Pastore e gli offre altra erba da pascolare. Vanno insieme a vedere ed io racconto a Claudio del giorno in cui, nella passata estate, non sono riuscita a raggiungere il suo gregge. Non è una montagna facile, la sua, ed adesso che il lupo è arrivato ed ha colpito ripetutamente, la paura è ancora maggiore per la prossima stagione.

Torna il Pastore, i progetti per la giornata sono totalmente cambiati. I nuovi prati fanno sì che non sia più necessario spostarsi di lì. I due amici finiscono le varie incombenze nel gregge, guardando le pecore e commentando questa e quella. Il Pastore sa raccontare qualcosa su ogni animale: non soltanto la provenienza, la discendenza, il numero di parti… ma anche qualche elemento distintivo del carattere. C'è quella che in montagna patisce, ma si riprende appena arriva in pianura. Quella che non si lascia prendere e quella che invece viene a farsi accarezzare. Quest'ultima adesso la conosco anch'io, non solo grazie al suo atteggiamento, ma anche ad alcune chiazze leggermente più scure sul muso. E poi ci sono gli agnelli, ed il Pastore riconosce quelli "gialli" (figli dei montoni del pastore con cui ha trascorso l'estate in alpeggio) da quelli "bianchi" (figli dei suoi montoni) già subito fin dalla nascita.

Si approfitta subito degli aiutanti presenti in quel momento… e così, tirate alcune reti, il Pastore ci lascia a guardia del gregge per andare a recuperare tutto quello che era stato lasciato indietro al mattino. Tanto ormai la transumanza è finita e non ci si sposterà più di lì, per quel giorno. Vengo promossa sul campo aiuto pastore a tempo perso, l'esame è stato superato. Contrattiamo, scherzando, sulla mia "paga". Quando c'è il sole, è facile trovare di buon umore il Pastore, che ha sempre la battuta pronta e chiacchiera senza sosta, snocciolando i soprannomi creati un po' per tutti. D'altra parte, se non avessi incontrato lui quella lontana mattina di luglio, nel 2003… chissà dove sarei adesso? Chissà quale sarebbe stata la mia vita? Linda obbedisce ai miei comandi, sorvegliamo il prato alle nostre spalle chiacchierando, poi torna il Pastore e noi possiamo ripartire. Sarà per la prossima. Quando posso, qui a pochi chilometri di casa, è sempre un piacere poter essere lì tra le pecore, dando una mano a chi rifiuta ostinatamente un aiutante, perchè è meglio essere soli… che male accompagnati!

  1. @gp: nel 2003 nemmeno sapevo cosa fosse il pascolo vagante… la maladia per le pecore inizia forse allora, forse dopo, ma comunque i miei legami non questo mondo non moriranno mai, grazie anche agli amici come il Pastore e a molti altri!

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