A Roaschia, in un giorno di fiera

Ero già in viaggio verso Roaschia quando mi ha telefonato Giuseppe, uno degli "storici" Ruascin, pastore ormai in pensione nel suo paese. "Volevo chiederti se venivi a Roaschia, oggi c'è la Fiera, scusa se ti chiamo solo adesso…". Sono quasi a Saluzzo, ancora poco meno di un'ora di viaggio, in quella domenica mattina dalle strade deserte, e sarò là.

C'erano 21 aziende con i loro animali: questi erano 190, o meglio… 188, poi nella notte c'era stato un parto e quindi si era raggiunta la cifra tonda. Quest'anno la struttura dell'esposizione delle pecore la si incontrava subito, entrando nel paese, così tutti, anche i semplici curiosi, avrebbero potuto vedere gli animali. Al mattino c'erano però soprattutto gli intenditori, allevatori, appassionati, ex pastori…

Una delle caratteristiche di questa razza sono le corna ed alcuni capi le presentavano molto ben sviluppate. Per la fiera poi ciascuno aveva "agghindato" gli animali come meglio credeva: campane, nastri, bandane con su scritto il nome delle pecore e dei montoni. Questo piccolo gregge poi sembrava esser stato lavato con l'ammorbidente!

Incontro anche Federico, il giovane allevatore appassionato che mi ha invitata qui. Già nei giorni precedenti mi aveva raccontato della "preparazione" delle sue pecore: campane, bandane… E sono proprio le prime, nel box accanto al palco per la premiazione. Un po' di disappunto per non essere tra i premiati, ma l'importante è partecipare, e poi c'è tanta gente, amici, persone con cui chiacchierare…

Ci sarà comunque un riconoscimento per tutti, anche per coloro i quali non hanno un animale tra quelli scelti dalla giuria il giorno precedente. Alcuni pastori criticano il montone che verrà poi insignito del primo premio: ha le corna asimmetriche e sul lato destro il corno copre l'occhio. A loro dire questo è un difetto! Non mi pronuncio, vedo qua e là delle belle bestie, ma ammetto di non essere un'intenditrice di Roaschine.

In giro per la fiera, oltre alle solite bancarelle di prodotti vari, c'è un po' di artigianato, il banchetto di Marilena con i suoi formaggi di latte di pecora e/o capra e questa bella esposizione di lane di artigiani francesi.

Si tratta di prodotti della confinante terra brigasca, la Brigasca è anche una razza ovina in via di estinzione. Su questi tappeti i disegni riproducono i graffiti dei pastori preistorici nella Valle delle Meraviglie. A proposito di pecore brigasche: poco dopo incontrerò Mario, il pastore di Coumboscuro, che mi chiede se ce ne sono ancora in giro e… se si riesce ad acquistarne. Qualcuno dei lettori di questo blog mi sa dare delle notizie in merito?

Roaschia… Quest'anno non c'è (ancora) la neve, ma presto qui inizierà un lungo inverno. L'inverno che i suoi abitanti (pastori) un tempo non trascorrevano mai qui, ma vaganti giù giù fin verso la Lomellina. Quanti Roaschini non sono nati a Roaschia, ma nei vari comuni attraversati durante la transumanza?

In paese c'è anche una piccola mostra che parla del passato, degli oggetti di un tempo, di quelli legati alla pastorizia, alla mungitura, alla caseificazione. Chissà se c'è ancora da qualche parte il carro dei pastori, quello che avevo visto in una passata edizione della fiera?

Torno dalle pecore, i capi premiati vengono presentati al pubblico, il tecnico della Comunità Montana Dario Adamo sta spiegando le loro caratteristiche, poi si susseguono agli interventi da parte di veterinari, docenti universitari, tecnici, politici… La speranza è sempre che poi qualcosa di quelle parole si possa concretizzare, perchè di pastori ce ne sono sempre meno. A Roaschia ne è rimasto giusto uno, Franco Fantino, che riceverà numerosi premi ed il giorno successivo verrà anche intervistato dalla troupe di Melaverde che registrerà qui una puntata. Peccato che quelli della TV non siano presenti nel giorno della fiera…

Quelle belle pecore che avevo già fotografato prima vengono chiamate fuori per essere mostrate al pubblico. Sono state scelte come gregge più bello, più omogeneo. In effetti il loro proprietario le ha davvero lavate e pettinate, ma in aggiunta di tratta davvero di animali che ben rappresentano la razza.

Ci sono anche gli agnelli al seguito delle loro madri, i montoni che rincorrono le pecore… E così il suono delle campane ed i belati vanno a coprire le parole degli oratori che parlano, raccontano, spiegano… La gente guarda, indica un animale piuttosto che un altro, e si avvicina il vero momento delle premiazioni.

Il proprietario, Giovanni Martini, richiama dentro gli animali per ricondurli al loro box, ed il gregge trotterella via, mentre la gente si disperde per la fiera. Per fortuna non piove, ma comunque per il momento c'è poco movimento in giro, se si escludono gli appassionati.

Un altro giro per i box delle pecore. "E da quando ci sono le Roaschine nere? Perchè portarla alla fiera, quella?". Ognuno dice la sua. C'è chi critica, chi loda, chi pensa ai bei tempi andati, chi afferma che non c'è più futuro e fanno male i giovani a scegliere di fare i pastori, gli allevatori, perchè le cose stanno andando sempre peggio. Le sue parole sembrano essere smentite dai tre figli di Marilena ed Aldo, che aiutano la famiglia in questo mestiere, ma anche da tutti gli altri ragazzi appassionati che sono presenti qui alla fiera.

Ecco i due nati della notte, spostati in un box apposito. Federico, che insieme ad un'amica ha dormito qui nella struttura per controllare che non succedesse niente di strano, racconta di aver dovuto fare l'ostetrico. "Uno nasceva al contrario… E poi aveva una testa gonfia, sarebbe morto se non l'avessi tirato fuori!". Sono grossi, questi agnelli di Roaschina! Per fortuna tutto è andato bene e così ci sono 190 capi esposti…

La mamma e la nonna di Federico portano sul palco la torta che hanno preparato per l'occasione. Un dolce appositamente realizzato per la fiera, con la pecora preferita agghindata con il campanaccio "da festa"! Premio o non premio, alla fine la si mangerà in compagnia… Poi iniziano le premiazioni degli allevatori.

Prende la parola anche Aldo Macario, allevatore e presidente del consorzio della Pecora Frabosana – Roaschina. Questo consorzio è stato costituito già alcuni anni fa, più precisamente nel 1995, in Val Pellice, dove si allevano numerose pecore di questa razza. Oggi qui si presenta il marchio Rouaschin Frabouzan, che andrà ad accompagnare carne, prodotti caseari e lana che proviene da queste pecore. Per maggiori informazioni in merito, leggete qui.
E adesso però tutti a tavola… Permettetemi pubblicamente di ringraziare ancora la famiglia di Federico per il pranzo offerto! Nel pomeriggio Roaschia sarà poi invasa da molta, molta più gente e le macchine verranno parcheggiate giù giù lungo lo stretto vallone…

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  1. sai perchè amo le pecore?
    perchè la lana è morbida e calda e per averla non sono obbligata ad uccidere l'animale stesso!

    e anche perchè mi ricorda la mia nonnina che con la lana ha riempito,per una vita,materassi!
    da piccola ne vedevo tantissima e di tutti i tipi 🙂
    avrei voluto partecipare a questa festa,decisamente.
    grazie per le foto!
    specialmente per quella con l'agnellino!!!!
    troppo bello!!!!

  2. ciao marzia sono stefano seguo il tuo blog da tanto volevo chiederti di albino nn lo vedo da tanto nel blog è successo qualcosa ciao grazie e complimenti sei una grande donna

  3. Pingback: Riflessioni dopo la fiera di Roaschia – Di terre, pietre, erbe, bestie e persone

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