Ancora in terra biellese

Dopo aver lasciato Andrea ed il suo gregge in periferia di Biella, ci siamo spostate in altra parte della provincia biellese, alla ricerca di altri pastori vaganti. Così siamo passate da uno degli "ultimi arrivati" ad uno dei pastori "storici" di queste terre. Grazie alle indicazioni precise, siamo riuscite ad arrivare al campo dei pastori, ben mimetizzato tra la boscaglia a poca distanza dal paese.

Maria Pia era intenta a far cuocere quello che sarebbe poi stato il pasto serale per i cani. Sofia e Penny sembravano saperlo, che si trattava di "roba loro", e così sorvegliavano attentamente la cottura a pochi centimetri dal focolare.

C'erano alcune novità, nel gregge. La prima era Paloma, l'asinella figlia di Minnie. Un'asinella dolcissima ed affettuosa, niente a che vedere con certi puledrini inavvicinabili. Ma più che altro, ciò che stupiva, era vedere quella presenza lì tra le pecore… Riuscite a capire che c'è di particolare in questa foto? Un qualcosa di inconsueto, pur in questo "strano" mondo dei pastori vaganti? Certo, c'è la tosatura pancia-gambe delle pecore, ma già lo scorso anno questo gregge aveva subito il medesimo trattamento "estetico". Però…

Mentre Maria Pia finisce i suoi lavori ed in attesa del ritorno di Carlo Alberto, coccoliamo Paloma e ci aggiriamo intorno al recinto per vedere gli animali. Queste tre caprette asociali voltano le spalle al resto del gregge e stanno là, nella parte meno affollata della mandra, aspettando di andare al pascolo.

C'è anche un buon numero di agnelli, confusi tra le pecore. Anche loro sono in paziente attesa. Maria Pia diceva che in questi giorni c'è stato un po' di subbuglio: risanamento, vendita dei montoni… Normali attività di stagione, dalle quali escono provati sia gli uomini, sia gli animali. Intanto arriva anche Carlo Alberto, sempre in gamba come al solito. Un saluto, quattro chiacchiere, ma poi c'è da fare uscire qualcuno dal recinto.

Chi? Ma sì, l'avevate visto, tra le pecore? A dire il vero io sapevo della sua esistenza in montagna, ho delle foto ancora da pubblicare dove compare pure lui, un po' più piccolino. E' un maiale simpatico, chiacchierone (risponde grufolando, quando gli parli), fedele al gregge, da cui non si allontana più di tanto. Chissà la faccia della gente quando l'ha visto in transumanza! Ed è sceso tutto a piedi, sempre accompagnando il gregge. Mentre mangiamo un rapido pasto, lui si mette comodo davanti al recinto. Viene anche a curiosare accanto a noi, ma stiamo avendo a che fare con qualche suo lontano parente, quindi il consiglio è quello di cambiare zona!

Poi viene il momento di partire verso i pascoli. Vengono caricati alcuni degli agnelli più piccoli, anche se il cammino non sarà lungo. Il rischio però è di perderli nella boscaglia, tra i rovi, in qualche punto di scarsa visibilità. Le pecore ormai hanno capito che si sta per uscire dal recinto e si accalcano contro la rete.

E' Carlo Alberto ad aprire il recinto, il gregge preme alle sue spalle, anche il maiale si lancia di corsa, cercando di non venire "travolto" dalle pecore. Si avvicina troppo agli asini, questi scalciano in sua direzione e lui strepita ancor prima di essere colpito. "Anche quando cammina tra le pecore, se sono troppo vicine e lui, se anche solo una gli dà un colpetto nel fondoschiena, lo senti fare certe urla…". Suggerisco a Carlo Alberto di tenere pure un pavone, potrebbe appollaiarsi sul tetto del rimorchio, sarebbe una bella nota di colore aggiuntiva alla carovana. Non vi dico lo sguardo che ricevo in cambio di questa battuta!

Intorno al gregge, ci sono gli agnelli che giocano. Sì, i ballerini! Questa scena ancora una volta mi fa sorridere per la sua bellezza e la sua spensieratezza, ma contemporaneamente mi fa sentire una fitta da qualche parte giù dentro di me. Troppi ricordi di quelle giornate quando, lo scorso inverno, eravamo lì a badare ad un gregge di pecore con gli agnelli, ed i ballerini facevano quello che volevano loro, incuranti di me, dei cani, di tutto. Erano felici loro, ero felice io.

Poi la malinconia viene ricacciata giù e si parte dietro al gregge, che si incanala nella strada dietro al pastore. Per adesso continua ad essere un autunno non freddo, spesso piovoso, nebbioso, ma non ci sono ancora state quelle nottate gelide, con la brina. L'inverno, più tardi arriva, meglio è, per i pastori. Certo che, se piovesse anche un po' meno…

Maria Pia ci indica un nespolo sull'angolo di un campo, è carico di frutti e di foglie di un giallo brillante. "Ne ho colte un po', quando maturano poi sono buonissime." Si fiancheggiano i recinti dei cavalli, in direzione del paese. Il cielo si sta progressivamente velando sempre più, le previsioni del tempo non sono buone, per i giorni successivi, quindi si preannunciano altre giornate difficili per tutti i pastori.

Il gregge si infila tra gli alberi accanto al cimitero, le capre trovano foglie ed arbusti in abbondanza, per le pecore c'è erba ancora verde. "Per qualche giorno dovremo rimanere per qui, poi…". Poi il cammino continuerà verso la pianura, le stoppie, fino ad arrivare al fiume, alle colline. Speriamo di non rivederci nel solito posto, con la solita neve, a cercare di far passare la giornata mangiando edera!! Ci salutiamo, qui le strade si dividono, per me viene il momento di riprendere la via verso casa, ma ho promesso di fare una consegna… Così telefono ad un altro pastore, per farmi spiegare esattamente dov'è il suo gregge.

Inizio a conoscere anche le strade del Biellese. Andare alla ricerca di pecore e pastori ti fa scoprire anche le vie secondarie! Scorgo il gregge mentre sono ancora sulla strada principale, rallento, svolto, e mi avvio a salutare i pastori che lo stanno sorvegliando. Siamo tra pioppeti e stoppie, le classiche scene da pascolo vagante autunnale.

Alberto e suo padre Marco sorvegliano il gregge. Ci eravamo visti la sera prima alla proiezione di "Sentire l'aria", ed insieme commentiamo il film, poi sfogliamo il libro. "Come <<Fame d'erba>>…", ma è inevitabile per ogni libro fotografico un rimando a quell'opera meravigliosa di oltre trent'anni fa. Anche a loro è piaciuto il film, Alberto ribadisce che avrebbe voluto vedere una transumanza, quella transumanza che, fortunatamente, sul libro compare in qualche immagine. Non dev'essere facile filmare in modo professionale un gregge in movimento, molto più "semplice" correre in avanti con la macchina fotografica. Comunque tutti concordiamo sull'importanza che vengano fatte queste cose, libri, film sulla pastorizia. "O qui va a perdere tutto! Sui giornali si parla di noi solo in negativo, altrimenti!"

Alberto, mentre sorveglia gli animali, mi racconta di un fatto capitato in un Comune non lontano da dove ci troviamo adesso. "Sono sempre passato lì, non ci sono mai stati problemi, la gente mi conosce. Un giorno io non c'ero, mio padre lavorava ancora, aveva fatto il turno e poi era venuto nelle pecore. E' successo che si è addormentato e le pecore sono andate in una lista di uno che non voleva. Un pezzo piccolo, hanno mangiato un po', pestato… Questo ha fatto su un finimondo, articoli sui giornali, tutte quelle cose lì. Siamo assicurati, gli incidenti succedono a tutti, non le fai apposta, certe cose. Lo so che devi rispettare, ma può capitare… Tutto dove passi e non succede niente, dove la gente ti chiama per pascolare… E poi, basta un piccolo incidente e sui giornali ti fan passare per delinquente, non è giusto!!"

"Hai sentito? Delle campane! Arrivano delle vacche". Io le sento qualche istante dopo. "Che fortuna, eh? Vedi anche le vacche in transumanza…". Infatti c'è una mandria che avanza lungo la strada, diretta probabilmente ad altri prati, o ad una cascina? Le auto si incolonnano, poi superano, gli uomini tengono le bestie nella metà strada.

I pastori sorvegliano il gregge, le pecore potrebbero essere attratte dalla transumanza, oppure potrebbero essere le vacche a voler deviare verso il gregge. E' questione di poco tempo, poi la carovana si allontana nella pianura, lasciando solo poche tracce sull'asfalto. Qualcuno magari sarà stato anche infastidito da questo "intralcio" al traffico, ma è bello invece poter ancora assistere a queste scene, sapere che c'è ancora una forma di allevamento tradizionale che tiene vivo il territorio, la campagna, la gente.

Ritorno dai pastori, stanno per spostare il gregge in un altro pezzo. Poco tempo prima era passata un'auto con una donna che aveva qualcosa da dire contro le pecore. Piccole grandi beghe quotidiane, purtroppo ordinaria amministrazione per questo mestiere. Perchè in fondo sei sempre a casa d'altri, e magari capita pure che a qualcuno dia fastidio che il proprietario di un terreno ti consenta di pascolare! Ma il pastore è temprato a queste cose, se la dovesse prendere ogni volta che qualcuno gli rivolge una critica…

E così il gregge si sposta attraversando la stradina. Le pecore sono state tosate, prima commentavamo invece il fatto che altri quest'anno non hanno tosato gli animali, una volta scesi dalla montagna. Invito i pastori alla presentazione del mio libro che si terrà a Biella nel mese di dicembre, poi mi appresto a partire. Ogni tanto un rapido passaggio a casa… prima di altre mete, altre pecore! "Chi potrebbe stare a casa, va in giro… Noi che, invece, ogni tanto a casa ci staremmo volentieri… Tutti i giorni fuori, con qualsiasi tempo!"

Le pecore avanzano a testa bassa, il muso nell'erba. Questo è il gregge che, nell'estate, è stato letteralmente decimato da un attacco (presunto) da lupo. Alberto mi diceva che gli esperti gli hanno detto che potrebbe effettivamente essere stato proprio il lupo. Pare ne abbiano avvistati tre dalle parti di Borgosesia. Comunque gli animali morti sono stati 40 e 14 quelli feriti ed abbattuti successivamente. Lassù ai piedi del Monte Rosa, pur con la presenza costante del pastore, non si chiudevano le pecore tutte le notti nel recinto, non c'erano cani da guardiania. "Lo sai che ho paura al pensiero di tornare su la prossima estate? Dopo che hai visto una cosa del genere…

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  1. ah ecco! almeno vedo dove sei andata dopo mariapia… ecco, appunto…tante belle parole del sindaco la sera prima….e poi vedi la realtà dei pastori! che non sanno dove pascolare a causa della cementificazione selvaggia grazie a piani regolatori che fanno acqua da tutte le parti…. e gente ignorante che gli urla contro….! porelli….da sabato ha continuato a piovere….avevo fanghigia tremenda nel pollaio e nei recinti io…imkagino loro in giro!:(

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