Foto (non ufficiali) dalla battaglia

Domenica 24 ottobre 2010, per la prima volta assisto ad una battaglia delle Reines… e non una qualsiasi, ma la finalissima alla Croix Noire di Aosta. Non che fossi totalmente digiuna sull'argomento, ma comunque non avevo mai visto con i miei occhi una vera battaglia e tutto il suo "contorno". Fin dal mio avvicinamento ad Aosta potevo capire che si trattava di un grande evento. L'arena è ampiamente segnalata e poi non ci si poteva sbagliare, visto quante auto svoltavano lì, anche se era ancora mattina ed i combattimenti iniziavano nel primo pomeriggio. Targhe piemontesi, targhe aostane e tante targhe svizzere. Gente che arrivava a piedi, avendo parcheggiato più lontano, portando zaini, giacche, coperte e cuscini.

Telefono all'amico che mi ha invitata lì, mi spiega dove trovarlo, lui non può lasciare la sua mucca da sola, così faccio il biglietto, entro ed inizio a scattare foto. Foto non ufficiali, perchè di fotografi veri ce ne sono tanti, ed anche telecamere, la RAI, radio private… Ed io vado alla ricerca di tutto quello che mi può spiegare cos'è questo evento che riveste una così grande importanza, da queste parti. Ci sono gli animali nei loro box, gli allevatori che si prendono cura di loro, lustrandoli, coccolandoli, nutrendoli, senza perderli di vista un solo istante.

Mi aggiro nelle "stalle", riesco comunque ad incontrare qualche faccia nota, o meglio, vengo riconosciuta e fermata, poi alla fine incontro Michel con la sua Rigotta. Gli animali sono numerati, sono stati pesati perchè i combattimenti avvengono per categoria e sulla base del peso. Per saperne di più su tutti i regolamenti, vi rimando qui al sito ufficiale dell'Associazione Regionale Amici delle Battaglie delle Reines. Michel, come tutti gli altri "partecipanti" è teso… Non si dorme molto, la notte prima della battaglia! Può sembrare assurdo a chi è al di fuori, ma questo evento prestigioso vede una immensa partecipazione, anche emotiva. Non sei tu a gareggiare, è il tuo animale, ma hai investito così tanto nella sua cura, mille attenzioni nei suoi confronti…

Continuo il mio giro, "rubo" scatti di volti, frammenti di conversazioni. La lingua ufficiale qui è il patois, seguito dal Francese. Anche gli speakers dagli autoparlanti parlano in patois. C'è chi ha la sua Reina, allevata fin da piccolina, c'è chi invece ha acquistato animali già adulti, ma mi è stato più volte ripetuto che la vera Reina te la devi "fare" tu, tirarla su con amore, attenzione e l'immancabile passione.

Fuori dai cancelli dell'arena, qualche immancabile bancarella con la solita folla di curiosi. Campane, cinghie, un po' di abbigliamento. Qualcuno magari si compra un giaccone, una maglia, visto che caldo non farà e le previsioni annunciano, ahimè, peggioramenti. Al momento però fortunatamente non piove e c'è pure qualche timido raggio si sole tra le nubi.

L'enorme parcheggio è per buona parte occupato da camioncini, trattori e bighe, con le quali sono stati condotti qui gli animali. Ma lì non c'è più nessuno, sono tutti dentro, a controllare la propria Reina o a aggirarsi tra le file di animali, per valutare con occhio esperto quelle degli altri.

Nel centro dell'arena vi sono alcune manze che, mi verrà successivamente spiegato, saranno sorteggiate tra gli allevatori che partecipano alla battaglia. Sono state offerte dagli sponsors della manifestazione.

Si potrebbe pensare che questo sia un mondo esclusivamente per uomini… e invece no, la stessa passione brilla negli occhi di donne, ragazze, bambine, che sono lì accando ai loro animali, portano fieno, acqua fresca, le accarezzano, le puliscono, in modo che scendano poi in campo facendo bella figura. Esserci è importante, è tutto, indipendentemente da quale sarà poi il risultato finale.

Dall'alto le stalle sono uno spettacolo brulicante di gente: ci sono gli amici, che vengono a scambiare quattro chiacchere, una pacca sulla spalla, un incoraggiamento. Il pubblico "comune" prende posto sulle scalinate, qui invece c'è il mondo degli allevatori. Al piano di sopra intanto si imbandiscono tavole con ogni ben di dio, ci sono fornelli, pentoloni, taglieri con ogni sorta di salume, formaggi, vino, dolci…

All'ingresso vengono distribuiti degli opuscoli con l'elenco degli animali che combatteranno, la loro foto, il nome, il peso, il proprietario. Ci sono poi i fogli da compilare con i risultati, così da segnare via via chi passa il turno. I ragazzini (ma non solo loro) li studiano con attenzione e si scommette su chi vincerà.

Visto che le battaglie inziano nel primo pomeriggio, si mangia subito prima. Magari i più nervosi sbocconcellano qualcosa, ma a certe tavolate non ci si tira indietro e si preparano anche specialità come questa raclette direttamente dalla forma di fontina, fatta scaldare sul posto con questo apposito attrezzo che chiedo di poter fotografare.

Ma poi via, è ora. Vengono chiamati i primi numeri ed iniziano gli scontri. L'allevatore resta lì vicino agli animali, poi c'è del personale pronto ad accorrere in caso di necessità o problemi. Non sono battaglie cruente, l'animale non mira a ferire l'avversaria, ma solo a farla retrocedere. Si stabilisce un predominio e niente di più.

A volte si aspetta a lungo, non sempre la battaglia inizia subito. Gli animali si studiano, si ignorano volutamente, raspano nel terreno smosso appositamente, si girano intorno. E' un rituale complesso, scenografico, con una sua magia particolare. C'è chi dice che ci sia poco pubblico, eppure le gradinate si stanno riempiendo sempre più.

L'allevatore aspetta con la cavezza in mano e con la canna che può servire per indirizzare l'animale, frenarlo quando scappa dopo essere stato sconfitto o quando rincorre l'avversaria nell'impeto dopo la vittoria. Il pubblico osserva, talvolta rumoreggia, un paio di volte sento fischiare.

Gli incontri si susseguono, c'è chi passa il turno e chi viene eliminato subito. Gli appassionati segnano nomi e numeri nell'apposito schema, gli sconfitti tornano mestamente al box, ma c'è anche chi è contento comunque, perchè è già stato un traguardo arrivare fin qui, quando altri invece non ce l'hanno fatta.

E gli animali continuano con il loro rituale, raspando nella terra e lanciandosela fin sulla schiena. Più scontri avvengono contemporaneamente, ognuno segue quello che più lo appassiona, dove gli animali mostrano maggiore combattività o resistenza.

Si guarda l'arena, si fa un giro, si beve un bicchiere in compagnia, si incontrano amici, appassionati, curiosi, pastori e giovani allevatori che partecipano loro stessi con la propria Reina. E' anche un occasione per rivedersi, per incontrarsi dopo vari scambi di messaggi via internet. E la giornata prosegue, un occhio agli incontri ed un altro a quelli che passano.

In alcuni rari momenti gli scontri avvengono in parallelo, altrimenti lo spazio nell'arena è tanto e c'è posto per tutti, a distanza di sicurezza e per non infastidirsi gli uni con gli altri. Sfrutto al massimo la potenza dello zoom della mia macchina, la distanza è sempre piuttosto grande ed io sono un fotografo non ufficiale, a differenza di quelli che si aggirano a pochi metri dagli animali nell'arena.

Qualche incidente può capitare, un graffio, un segno di un corno sul collo, ma più che altro ci sono state delle vacche che sono uscite letteralmente scornate. In un paio di occasioni le battaglie si sono interrotte per questa causa e l'animale scornato è stato fatto uscire sconfitto dall'arena.

Il pubblico aumenta, proseguono gli incontri, per fortuna il tempo regge, nonostante le nuvole che avvolgono le montagne. C'è chi aspetta le fasi più avanzate e più coinvolgenti, in alcuni casi gli animali si studiano per lunghi minuti e poi la battaglia vera e propria si risolve in pochi istanti.

Sende in campo anche Michel con la sua Rigotta. Gli animali vengono messi di fronte, ma lo scontro non avviene subito. Le due si studiano, fanno finta di niente, si girano, guardano a terra, non si intuisce quale potrà essere l'esito finale.

Michel sembra pregare il suo animale, ma non è ancora il momento giusto perchè le due si affrontino apertamente. A volte l'attesa è snervante, ma appassionante nello stesso tempo.

E poi la battaglia è questione di pochissimi istanti e Rigotta vince, l'avversaria arretra e si rientra al box, felici per l'esito, con un po' di tensione in meno, lasciando spazio ad altri ed attendendo la prossima chiamata.

Quando poi ci si avvicina alle fasi finali, con i quarti, le semifinali e le finalissime, purtroppo il tempo peggiora ed inizia a piovere. Il pubblico si ammassa al coperto, cercando di guadagnare un posto che garantisca una buona visuale. C'è chi si è dotato di binoccolo, chi scatta foto anche con il cellulare.

Sotto la pioggia battente ed alla luce dei potenti riflettori, mentre scende la sera proseguono incontri sempre più avvincenti, perchè quelli che sono arrivati fin qui sono gli animali più combattivi. Si commenta, si scommette sull'esito, anche i semplici curiosi si fanno prendere dall'emozione crescente che serpeggia tra il pubblico.

Gli sconfitti fanno un giro d'onore raccogliendo via via l'applauso che si alza dalle gradinate. Dove non c'è una copertura, non c'è quasi più nessuno, tutti si sono spostati al coperto, perchè adesso piove a dirotto. Un vero peccato, ma nessuno sembra badarci più di tanto, perchè lo spettacolo continua.

Alcuni di questi ultimi scontri è particolarmente combattuto e si protrae per lunghi minuti, con l'esito che sembra propendere prima per l'una, poi per l'altra. Si scivola sull'erba senza riuscire a puntare i piedi, ma poi le due si fermano a riprendere fiato, sbuffando e continuando a tenersi testa a vicenda.

Sembra che una delle due debba avere la meglio, ma poi riprende il testa a testa. C'è chi trattiene il respiro e poi finalmente si lascia andare in un liberatorio applauso quando una delle due arretra e si ritira, sconfitta.

Le premiazioni delle vincitrici di categoria avvengono tra la gioia generale, tra foto, riprese televisive, l'accorrere dei parenti intorno alla reina ed al proprietario. Si riceve la campana ed il bosquet, addobbato di nastri rossi, il simbolo del prestigio e della vittoria. Tutti accorrono felici ed accompagnano il giro d'onore, incuranti della pioggia.

E poi c'è l'ultimo incontro con la favorita Cobra, la numero uno, la vincitrice della passata edizione. I fotografi immortalano il testa a testa, la gente commenta, le due contendenti si affrontano a lungo, sembra una lotta veramente alla pari, anche se la favorita sembra effettivamente prevalere.

L'applauso finale segna la vittoria di Cobra, che si riconferma vincitrice. Adesso inizierà la festa di tutti gli allevatori con i loro amici, ma in tanti ripartono per rientrare a casa. Tra questi ci sono anch'io, dopo aver salutato quelli tra gli amici che ritrovo tra la folla. Insomma, una bella giornata e… per chi ha dei legami con questo mondo, credo che sia un qualcosa a cui bisogna assistere almeno una volta. Poi c'è chi ovviamente ha una passione particolare, ed allora farà attenzione alle classifiche come in ogni sport. Io, per adesso, mi sono limitata ad assaporare tutta l'atmosfera di questa giornata. Un grazie agli amici che mi hanno accompagnata domenica, spiegandomi vari aspetti della battaglia e del suo "contorno".

  1. Bellissimo il servizio! Anni fa ho passato giorni interi al completamento dell'arena, deserta e in costruzioen, e mi chiedevo se aveva senso una costruzioen così enorme per un unico giorno di gloria. Ecco, il senso c'è, ed ora l'ho capito anch'io.
    Gp

  2. Non sarai “fotografa ufficiale” ma le tue foto sono “ufficialmente professionali”! Di eventi come questo dovrebbero essercene di più. So cosa si prova. Partecipare ai concorsi equestri è un po’ così, anche se magari l’ambiente è meno “genuino”. Ma dove ci sono bestie che si mettono alla prova c’è sempre da imparare qualcosa. La loro fierezza e il loro impegno diventano contagioso e commovente. L’importante che non si facciano male.

  3. @gp: ecco… in giornate come quella, il senso c'è, eccome!
    @scarlettinas: anche in questo ambiente ci sono stati scandali… ma non voglio sempre pensare alle cose brutte e mi sono goduta la giornata.
    certo, gli animali possono farsi male come possiamo farci male noi disputando una corsa o una partita di qualunque sport

  4. Brava sono un'allevatore e apprezzo molto la gente come che pur non appartenendo a questo mondo assiste alle manifestazioni con intelligenza, cerca di capire e da' il giusto peso e giudizio alle cose! Ottimo reportage che sarebbe opportuno divulgare attraverso la stampa magari su' qualche quotidiano  italiano ben quotato per far conoscere questo superbo avvenimento che haimé rimane sempre un pò chiuso tra le montagne delle nostre valli.

  5. Pingback: Ancora disinformazione sul mondo zootecnico: Striscia la Notizia, vergogna!!!! | Storie di pascolo vagante

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