La Fiero dei Des

La scorsa domenica ero a Bellino, in Val Varaita, per la Fiero dei Des, che si tiene annualmente il 10 di ottobre. Non ero la sola "inviata" da quelle parti, come potete vedere anche qui su Ruralpini.

La giornata era tipicamente autunnale, sia per i colori, sia per il tempo. Le previsioni non erano buone, si sperava almeno che non piovesse, anche se le temperature e l’umidità, unite alla quota, facevano presagire un lungo, freddo trascorrere dellle ore, lassù a Pian Melzè.

Salendo lungo la strada, incontro un gregge diretto alla fiera. Attendo pazientemente, scambiando quattro chiacchiere con il pastore ed approfittandone per scattare qualche foto. Poi le pecore vengono fatte accostare, così io ed altri automobilisti possiamo proseguire più velocemente.

Su a Pian Melzè inizia ad esserci una certa animazione, con le bancarelle già disposte ed allestite, mentre gli spazi dedicati agli animali sono ancora quasi tutti vuoti, c’è solo questa grossa mandria in un ampio recinto tra gli alberi gialli.

Un gregge sta ancora pascolando agli inizi del pianoro, sorvegliato dai pastori che attendono di condurlo verso il recinto con il nome dell’allevatore. C’è anche un cane, un pastore maremmano, che abbaia sospettoso verso di me. Stanno arrivando macchine, nonostante il tempo, l’appuntamento della fiera evidentemente non può essere perso.

Aumentano gli animali, nel pianoro risuonano i campanacci, sventolano le bandiere occitane, e sono gli ultimi giorni, perchè presto tutti gli animali "in guardia" torneranno verso la pianura e resteranno solo vacche, pecore e capre locali. Oggi è festa, non si parla delle solite polemiche, del lupo e di tutto il resto, ma quei pensieri sono lì, soprattutto saranno nella mente di quelli che hanno dovuto smettere o hanno convertito la forma di allevamento o ancora hanno venduto il loro gregge.

Scende anche Cristiano con la sua mandria, passando in mezzo alla fila di auto parcheggiate. Gli animali arrivano poco per volta, non c’è un orario, non c’è un programma definito. Gli organizzatori sono i ragazzi dell’Associazione dei Pastori di Bellino, quindi ciascuno deve innanzitutto pensare ai propri animali ed è difficile riuscire a coordinare il tutto.

Sul palco artigianale, fanno già bella mostra le campane che saranno tra i premi della lotteria. In tanti acquistano i biglietti, sperando di aggiudicarsi magari il rudun più grosso, o il vitello che rappresenta il primo premio.

Arrivano altre mandrie, tutti guardano in su verso il cielo, sperando che non inizi a piovere. Poi c’è chi si lamenta per la concomitanza di altre fiere, che hanno sottratto pubblico a questo evento. "Ma è perchè quest’anno cade di domenica…". "Eh, ma non fosse domenica, non tutti in settimana si muovono…".

Non solo vacche, anche capre, come questo gregge di Vallesane. La loro padrona le ha attirate fin qui con un sacchetto pieno di pane secco ed adesso le sta ricompensando con il contenuto proprio di quel sacco. Ormai sono arrivati quasi tutti e c’è anche un camion in attesa, là sulla strada, che porterà a valle una delle mandrie quando la fiera sarà terminata.

Intanto, tra le bancarelle, ci si incontra, si chiacchiera e magari si cerca anche la campana giusta da appendere al collo di qualche animale, il prossimo anno. Come avviene la scelta? Ovviamente facendola suonare! Non deve essere un suono qualunque, ma si deve anche armonizzare con le altre già presenti nella mandria… Un orecchio fine, quello degli allevatori.

C’è chi si aggira solo tra le bancarelle, tra prodotti tipici, abbigliamento, attrezzature, e chi invece preferisce sostare a lungo di fianco a tutti i recinti, valutando gli animali esposti, commentando la loro forma, il loro stato. C’è chi annuisce, chi scuote la testa, chi indica una vacca, un vitello, un toro.

Non mancano i rudun e questo è sicuramente il più idicato per il posto in cui ci troviamo, con la sua scritta "Viva la Val Varaita"! Continua a passar gente, ci si saluta, io cerco ogni tanto di scappare dalla mia bancarella per fare un giro e scattare qualche foto.

Adesso le pecore ci sono tutte, frammiste a qualche capra. C’è chi è particolarmente amante del "colore", ed allora ecco numerosi animali neri o pezzati, invece altre greggi sono più candide… Quasi tutte queste pecore ormai, d’estate, sono riunite in un unico gregge che accoglie gli animali "superstiti". O così o… carne da lupi, ed allora la pastorizia di Bellino ha dovuto "adattarsi", modificandosi radicalmente e, purtroppo, avviandosi verso il tramonto.

Questa pecora dalla buffa espressione si mette in posa per una foto, con la sua campana al collo. Sono stati predisposti i bacini per bere, ma questo clima non determina sicuramente arsura. Fa freddo, fa decisamente freddo, soprattutto se tocca star fermi ad una bancarella, come nel mio caso.

Per pranzo, vengo invitata al "tavolo" degli allevatori, forse meno confortevole del rifugio, ma sicuramente più genuino ed allegro. Come sedie, usiamo le balle di fieno… Molto comode! Mangiamo quello che hanno preparato le donne, passano teglie, taglieri e scatole: salami, torte salate, antipasti di verdure, arrosto, fino ad arrivare ai dolci. Stiamo appunto mangiando la torta quando inizia a cadere una pioggerella fine fine che è di cattivo auspicio. Purtroppo il tempo ha finito di aiutarci e la giornata, di lì in avanti, diventerà molto umida.

C’è ancora la lotteria, che concluderà la giornata, via via sotto una pioggia sempre più fastidiosa. Cristiano chiama i vari numeri ed i premi vengono consegnati, dai semplici attrezzi (bastoni, rotoli di filo, picchetti) a cassette di patate, barattoli di miele, bottiglie di vino. Poi le campane ed infine il vitello che, per due numeri di differenza, non viene assegnato proprio… alla sottoscritta! Estratto l’ultimo numero, tutti fuggono, intirizziti e bagnati. Il termometro dell’auto segna 4°C. Via, veloci giù in pianura, in una lunga fila di auto nella valle semi-deserta, mentre gli allevatori devono riportare a casa tutti i loro animali.

  1. Ciao Marzia!
    Sempre belle le immagini del Piemonte; poi così con le tipiche nebbie autunnali che ovattano le cromie calde, tipiche della stagione, tutto sembra ancora più dolce. E dolci sono i ricordi di quelle terre, che imparai a conoscere proprio in una giornata come questa, delle tue foto. Ricordi… ricordi, ricordi….
    Scappo al Nord per lavoro, ma non sarà l'ovest la mia meta, con un po' di rammarico.
    Allora: salutamela tu, per cortesia, questa mia amata terra di pastori e con essa anche Giovanni e tutta la sua famiglia, che purtroppo per quest'anno non riuscirò a vedere.
    Quando riuscirò, sarò in rete.
    Un grosso CIAO!
    BB

  2. devo fare i complimenti a marzia xche scatta semrpe belle fotografie e poi devo anche fare i complimenti a cristiano x la bella mandria che a portato alla fiera e poi anche a tutti gli organizzatori della fiera x come anno diviso e gestito bene tutto lo spazio a loro disposizione ciao a tutti speriamo di incontrarci magari propio a questa fiera e marzia ciao a tutti e complimenti ancora x il lavoro fatto

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