Speranze e sorprese

La fine di agosto ci ha regalato le più belle giornate di tutta l’estate, anche se di estivo hanno poco, soprattutto per quello che riguarda le temperature. Però un cielo terso così, senza una nuvola… E così via per i monti, approfittando di queste condizioni meteo inaspettatamente favorevoli.

C’è però molto dell’autunno in arrivo, nell’aria. La luce, le temperature, i colori dell’erba e dei frutti, come questi cinorrodi delle rose selvatiche. Il vento che il giorno precedente ha sferzato le montagne e la pianura adesso si è calmato e si può salire in maglietta e pantaloncini, ma non fa affatto caldo.

Il sole arriva tardi sulla Conca del Prà, le giornate si stanno già accorciando sensibilmente. E’ vero, si pensa all’autunno, ma ci sono ancora fiori ed erba verde, specialmente dove si sta provvedendo ad irrigare. Subito non si vedono animali, a parte un gregge di capre più in alto. Per il resto sembra ancora tutto fermo, addormentato. Ma è solo un’apparenza.

Più in su nel pianoro, a Partia d’Aval, la mungitura è in corso. Anzi… è quasi alla fine. Nella fontana c’è un bidone di latte che è stato messo al fresco: in quella mattinata non c’è bisogno di frigorifero! Stupisce quasi non vedere del ghiaccio, tanto l’aria è fine e tagliente. Sullo sfondo, i resti della stalla spazzata via dalla slavina nell’inverno 2008-2009, quella danneggiata invece sembra esser stata riparata.

Il nucleo delle baite è silenzioso, si sente solo qualche rumore sordo, un uomo che urla qualcosa rivolto ad un animale, poi il vento insieme al ronzio della mungitrice. All’improvviso però tutto si anima, le vacche iniziano ad uscire dai portoni delle stalle e la montagna prende vita, insieme all’abbaiare dei cani.

E’ una vera sinfonia pastorale, mentre il vento ricomincia a soffiare, a raffiche. Le vacche avanzano veloci, lì nel pianoro di erba n’è rimasta poca, dovranno cercare altrove di che sfamarsi. Ma il pascolo è ancora ricco altrove, sotto i larici. Prima è stata pascolata la zona più soggetta alla siccità, adesso si va a trovare erba fresca poco più in là.

La mandria sfila lentamente, in attesa di qualcuno che la indirizzi verso il giusto pascolo. Laggiù in fondo, verso le baite, si vede comparire e scomparire qualche persona, poi i cani abbaiano impazienti. Gli animali non si preoccupano, avanzano placidamente nell’ampio pianoro.

Una vacca usa questo palo per grattarsi e continua a lungo in quest’opera, sfregando il muso e l’attaccatura delle corna. E’ lei che guida l’avanzata della mandria, pare quasi che le compagne stiano aspettando che abbia finito la sua "toeletta" per poi mettersi in cammino. Ma in quel momento si sente il rombo di una moto.

La mandria si allontana, sospinta dal pastore motorizzato verso il margine della conca e verso i pascoli ancora all’ombra. Il cielo è blu, senza una nuvola, e resterà così per tutto il resto del giorno. Lasciandomi alle spalle Partia d’Aval, continuo a camminare nella piana.

I segni della forza della natura ci sono tutti, anche in queste giornate di sole. I canaloni mostrano intatti i passaggi di alluvioni e slavine, i pascoli sono ancora sconvolti da accumuli di sabbia e ghiaia, dagli alberi trascinati giù dalla neve, ed una squadra forestale è all’opera proprio in questo momento per tagliare larici abbandonati qua e là.

A Partia d’Amount speravo di incontrare Karen, ma anche qui subito regnava il silenzio. Dopo l’allarme dato dai cani, inizia ad uscire qualcuno e Danilo mi dice che: "Giorno sbagliato… Al martedì scende… torna dopo le quattro oggi pomeriggio!". Anche qui le vacche stanno per uscire dalla stalla, anzi… "Oggi è già persino un po’ tardi!". Quattro chiacchiere, la stagione è andata bene, adesso poi sta facendo queste belle giornate… "Dovrebbe continuare così fino all’ora di scendere, tanto ormai quassù la pioggia non fa più niente, anzi… E di là di erba ce n’è ancora per quelle settimane che mancano a finire la stagione."

Anche l’ultimo animale è fuori, i primi sono già giù in mezzo alle baite, adesso interverranno anche i cani ad indirizzarli sulla strada giusta verso i pascoli. "Passa poi quando torni… magari Karen è poi già arrivata!". Dopo essersi lamentata varie volte che non vado più su a trovarla, per una volta che passo… ho scelto la giornata sbagliata.

Per salire scelgo la "Via dei larici" e, una volta che sono quasi fuori dal bosco, mi accorgo che era quella errata per incontrare il gregge, che infatti sta pascolando sul versante opposto. Sarà per il ritorno, adesso preferisco puntare verso l’alto, continuando sul sentiero.

Il ghiaccio che mi aspettavo di trovare… c’è! Nonostante l’ora avanzata, sono le 11:00, brilla sull’erba dove si sono depositati gli spruzzi d’acqua che escono da un tubo. L’estate è proprio finita?

Raggiungo finalmente il lago e decido di fermarmi, la camminata è già stata lunga, mi aspetta il ritorno, e poi ci sono i miei "soliti" eriofori da fotografare. Qui il silenzio è pressochè perfetto: non c’è nessuno, nessun turista, nessun escursionista lungo le rive del lago, solo giù in fondo pascola una cavalla.

Altre foto, bisogna approfittare di queste giornate, di questa luce… e di questo panorama. Certo, sarebbe bello vedere qui intorno anche le pecore, ma le ho lasciate laggiù in basso. Così cerco una comoda pietra dove pranzare e riposare un momento. Mentre sono lì, sdraiata ad occhi chiusi, mi sembra addirittura di sentire le campane delle pecore, ma dev’essere la mia immaginazione.

L’immaginazione però lascia il posto alla realtà, ed è una bellissima sorpresa vedere il gregge che si affaccia sul lago e, velocemente, avanza sulle sue rive in tante file che convergono e si dividono nuovamente. Il pastore segue gli animali, in compagnia del cane. Ovviamente punto in quella direzione, per andare a scambiare due parole e avere l’occasione di stare un po’ in mezzo alle pecore.

Ci salutiamo, mi riconosce, iniziamo a chiacchierare seguendo gli animali sul ripido versante sopra al lago. C’è un po’ di tutto, in questo gregge, tra Roaschine, Savoiarde, Biellesi, incroci, Suffolk, pecore francesi… "Su è giù tutti i giorni, è lunga… Adesso le mungo solo più alla sera, oggi sono salito un po’ più tardi, perchè ho dato il sale. Corrono, non stanno ferme, ma ieri con il vento era anche peggio!". Di erba da pascolare su di qua ce n’è ancora in abbondanza: "Fin troppa, ecco perchè vanno avanti ed indietro! La sprecano! Non la mangeranno nemmeno tutta… Ancora qualche giorno, poi non verrò più su fino qui."

Il gregge raggiunge la fine del lago, il pastore manda il cane per fermare gli animali. "Si mettessero poi anche a mangiare senza correre… così riesco a fare un boccone anch’io! Invece sempre avanti, sempre su, dove vogliono andare?". Mi mostra una pecora seduta: "Quella… non so cos’abbia, le ho già fatto una puntura, ma… Quest’anno è un disastro, è già capitato con parecchie agnelle, stanno male, gonfiano, non mangiano. Non può essere l’erba, come in pianura… Non so, o è qualcosa che buttano giù da sopra…". Mi spiega poi una cura che non avevo mai sentito: "Stasera provo a legarle le orecchie. Gliele leghi strette, con un cordino, proprio all’attaccatura della testa. Me l’ha insegnato uno di Villar, sembra che funzioni, alcune le ho salvate, facendo così. Non so cosa sia, forse sale il fiele…".

Il maremmano è un cucciolo, mi guarda sospettoso e mi abbaia, ma obbedisce immediatamente quando il padrone lo sgrida e torna tra le pecore. "Credo venga un buon cane, ascolta gli ordini e sta sempre con il gregge, non si allontana mai. Qui quest’anno problemi con i lupi non ne abbiamo avuti. Da altre parti nella valle… sì, ne ha uccise. Non l’ho visto, io ci sono sempre, insieme, e tutte le sere sono chiuse nelle reti."

Il gregge avanza ancora. Prima di salutarci, gli chiedo se giù alla baita posso comprare della ricotta. E’ sempre più raro trovare quella di pecora… "Eh, ormai… Non ne faccio quasi più. Ho detto alla moglie di non venderle, quelle che ci sono ancora. Ma perchè sei tu… passa giù e chiedile, spiegale che te l’ho detto io." Anche lui si augura che la stagione continui così, con queste giornate terse, fino all’ora di abbandonare le montagne.

Scendo, arrivo agli alpeggi con l’intenzione di acquistare formaggio, ma purtroppo non trovo la moglie del pastore, e la mia speranza di gustare il sarass di pecora resterà vana. Anche più in basso non trovo nulla, ricotte e sarass del fen sono state vendute tutte nel fine settimana ed adesso si caseifica meno che all’inizio della stagione. Mi accontento di una fetta di toma e scendo a valle, senza incontrare nemmeno Karen, che non è ancora rientrata. Gran parte del percorso della discesa è già all’ombra. A Villanova un turista mi chiede se l’acqua della fontana tra le case può essere bevuta: "Se non è buona qui, l’acqua…"

  1. Che bello complimenti per le foto, è vero le ultime giornate di Agosto anche da noi nella zona prealpina della Lombardia sono state stupende!….. il Piemonte comunque è davvero meraviglioso da quello che vedo e da quello che sento…..mi ricorda in parte per i monti il Passo Dello Stelvio e dintorni sotto la provincia di Sondrio…..no?? complimenti ancora…….ah si, piacere Matteo =)

  2. Che bello complimenti per le foto, è vero le ultime giornate di Agosto anche da noi nella zona prealpina della Lombardia sono state stupende!….. il Piemonte comunque è davvero meraviglioso da quello che vedo e da quello che sento…..mi ricorda in parte per i monti il Passo Dello Stelvio e dintorni sotto la provincia di Sondrio…..no?? complimenti ancora…….ah si, piacere Matteo =)

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