Contare le pecore per dormire

Come si diceva ieri, per non percorrere troppi chilometri avanti ed indietro, sabato sera abbiamo fatto che salire direttamente su da Maria Pia. Facile a dirsi… Scesi ad Alagna, eravamo già abbastanza provati dal caldo e dalla discesa: un rapido lavaggio in una fontana lungo la strada, poi giù… e su per la strada. Dove parcheggiare l’auto? Da dove scendere? Lascio decidere a chi ne sa più di me, quindi si parte all’avventura. Nel senso che il sentiero bisogna trovarlo, a volte persino immaginarlo. Poi inizia una serie di strani "segni", tra bollini rossi sulle piante, nastri, cordini… sempre su, sempre avanti, tra boschi, cespugli, torrenti da attraversare. Nella faggeta si sale quasi attaccandosi ai rami, tanto è ripida la traccia. Poi rododendri, lamponi, finalmente si vede la meta. Tra mirtilli e rocce scivolose, si affronta l’ultimi traverso, adesso c’è un sentiero, le baite, siamo arrivati!

Il sole sta quasi per tramontare, l’ultima parte della salita è stata affrontata quasi per inerzia, o meglio… con la forza della disperazione, dato che bisognava arrivare! Una volta quassù però ci si riprende d’animo velocemente: via lo zaino dalle spalle, via gli scarponi! Acqua fresca con cui lavarsi e dissetarsi, la prospettiva di un meritato riposo nella nuova baita in legno… ma la pastora, dov’è?? Non sa ancora del mio arrivo, dato che Marco al telefono era rimasto sul vago, chiedendo solo se c’era posto per due persone.

Pulisco il raccolto della serata: nonostante le condizioni in cui ho affrontato la salita, c’è stato anche modo per lasciar vagare lo sguardo e trovare questi bei funghi, i primi di stagione (per me). E dire che i boschi erano così secchi… Il sugo per il risotto c’è, su di qua non si spreca niente, vista la fatica che occorre fare per portare qualunque genere alimentare fino all’alpeggio. Finalmente in cresta sbucano le capre, il gregge scende, la pastora ci saluta da lontano, poi arriva alle baite e mi riconosce con sorpresa. Anch’io non pensavo di venire qui, ma invece… "Allora oggi hai visto l’alpeggio più bello della Valsesia. E poi… il più brutto, forse!". Ceniamo nella vecchia baita, vicino al fuoco, e poi a dormire. "Conterò le pecore della Pia, per addormentarmi". Sono due, e già alla seconda siamo già nel mondo dei sogni.

L’indomani l’alba saluta il nostro risveglio: a parte un po’ di male alle gambe, il sonno ha cancellato le fatiche del giorno prima. Cosa si farà? Raccolta mirtilli, riposo o… nuove fatiche lungo i sentieri dimenticati? Pare che il progetto sia di seguire quest’ultima ipotesi, già a colazione si parla di andare a far visita ad un altro pastore appena dietro la cresta spartiacque.

Ma prima si va dalle capre. Di notte Maria Pia le chiude nel recinto, ma in giornata lascia che pascolino a piacimento in quei pascoli che un tempo ospitavano addirittura dei bovini, mentre oggi sono proprio solo più una montagna da capre! Ce ne sono alcune da mungere ed allora si approfitta di chi è venuto in visita…

Marco ha alcune capre di sua proprietà in questo gregge, così lui e Maria Pia commentano la bellezza ed il carattere di questo e quell’animale. Mentre loro discutono, cerco di trovare qualche capra ben disposta a lasciarsi fotografare. Due caprette mi leccano le gambe: il risciacquo rapido alla fontana non deve aver lavato via tutto il sale buttato fuori il giorno prima.

Tra i vari scatti, questo di capra e capretta sembra essere quello riuscito meglio. Non c’è la luce giusta, il sole qui non è ancora arrivato e l’aria non è tersa come quella del giorno precedente. I pastori stanno anche curando qualche animale che richiede attenzioni e medicazioni, commentano le notizie apprese dall’alta valle, discutono sull’andamento della stagione, i soliti "discorsi di lavoro".

Maria Pia apre la rete, il gregge viene fatto scendere verso il basso, poi anche noi torniamo alle baite, per una seconda colazione prima di partire. "Allora? Andiamo di là a trovare Franco? Poi così potreste scendere passando da…". I due continuano a parlare di nomi di luoghi che non conosco, sentieri che "…mi pare di ricordare che passi di lì, ma poi c’è un pezzo che devi tagliar giù passando nei rododendri e…"

La traccia di sentiero che seguiamo per arrivare al colle è già un pessimo inizio: ortiche in partenza, un’altra ripida salita tra i cespugli, un vero e proprio percorso da capre. Ma poi si sbuca fuori dalla vegetazione, purtroppo c’è nebbia e foschia, anche verso la Valsesia il panorama non è pià quello del giorno prima. L’alpe Nasercio adesso è laggiù, in basso, si vedono le macchie di colore della tenda e del tendone per mungere le capre.

Sul versante della Valsessera invece prevale la nebbia, che sale a sbuffi, impedendo di vedere il fondovalle. Maria Pia saliva da queste parti già anni fa. "Non è chissà quale montagna, ne ho viste tante altre, ma a me qui piace e non farei cambio con nessun’altra". Lei ed il suo gregge di capre arrivano qui a piedi, salendo da un punto nascosto laggiù tra la nebbia e la foschia che avvolgono i boschi. Per fortuna c’è chi si trova bene anche qui… montagne povere, sempre più abbandonate, sempre meno curate. Continua a farmi vedere dove, anni fa, c’erano le manze al pascolo, e pare incredibile, oggi, tra alberi, cespugli e pendii ripidi.

Anche l’alpe di Fontanamora, dove siamo diretti, era utilizzato da vacche. Oggi c’è il gregge di Franco e Mauro, che sentiamo e scorgiamo a malapena giù in basso, sui ripidi versanti erbosi che si insinuano tra le rocce. E’ un paesaggio austero, selvaggio, con quella traccia di sentiero quasi in cresta che si mantiene percorribile soprattutto grazie al passaggio delle pecore.

Quando arriviamo in vista dell’alpe, gridiamo per farci sentire: i cani abbaiano, Franco si affaccia, noi scendiamo veloci e raggiungiamo le baite. La forma è particolare, con il tetto così appuntito. Sicuramente qui non si ferma la neve… Salutiamo il pastore, che ovviamente non ci aspettava. E’ giusto mezzogiorno, così possiamo provvedere al pranzo. Ci siamo portati dietro i funghi ed il riso, ma quel che manca lo troviamo qui e così in poco tempo c’è di che sfamarsi: risotto, insalata di pomodori, fiori di zucchino ripiene, toma, salame…

E’ quasi insolito che si riesca a combinare una "gita" del genere, scambiandosi visite tra pastori. Il rischio di qualche attacco dei predatori qui è minore che altrove, ma anche Franco ha preso un cane maremmano, quest’inverno. Discutiamo ancora sul percorso ottimale per il nostro rientro, poi optiamo per la via più agevole, anche se magari più lunga (e che prevede una risalita prima di raggiungere la pista sterrata che poi conduce al luogo in cui avevo parcheggiato la macchina).

Ci salutiamo, per questa volta le pecore non le ho viste… Maria Pia tornerà a cercare le sue capre, noi scendiamo lasciandoci alle spalle i pascoli ed inoltrandoci nel bosco dopo poche centinaia di metri. Passiamo accanto ad un alpeggio dove avevano sostato le vacche, poi si scende ancora, si risale e finalmente ecco l’auto! Sono sicuramente state due giornate impegnative: togliere zaino e scarponi è un sollievo, in attesa di una lunga e meritata doccia una volta giunti a casa. Anche quella sera non sarà necessario contare tante pecore, per addormentarsi: anzi… meglio tenersi svegli già in autostrada, visto che per me il viaggio di rientro era ancora lungo!

  1. ho letto del weekend…che bei posti! la valle otro è un posto fantastico! ci torno spesso… anche lo scorso novembre ero su… con l'autunno i colori sono fantastici!peccato sei stata sullo spartiacque della valsessera adesso…che le nebbie sono all'ordine del giorno!:( in autunno cambia… sia per i colori fantastici, sia perchè le giornate sono più terse! l'acqua delle risaie non c'è più!;)elena

  2. @trapulin: a settembre devo tornare, prima che scendano le pecore…eh, lo so che l'autunno sarebbe meglio, ma i pastori ci sono quando ci sono!!@rosalba: ho sentito tanto parlare di te! ciao!!@antonio: mai detto che non mi piacesse, solo che per me è lontana…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...