A parte la "lingua"…

Approfittando di una connessione internet in ufficio, aggiorno il blog con parte delle ultime vicende "pastorali". Per la prosecuzione, toccherà attendere qualche giorno. Spero il meno possibile! Intanto cercherò di andare in giro per le montagne per fare altri incontri. In questi ultimi giorni sono tornata al Passo Crocedomini, dove doveva tenersi una gara di cani da pastore, ma prima…

Sono partita la mattina di Ferragosto, finalmente con il cielo blu ed il sole. Sulle montagne piemontesi brillava la neve fresca ed i fiumi che via via attraversavo erano sempre più gonfi di acqua marrone, specie dal Biellese in poi. Salendo lungo la Valcamonica, iniziavo quasi ad avere qualche dubbio nel riuscire a raggiungere la mia destinazione, guardando l’aspetto dei torrenti ed il cielo di nuovo grigio. Per fortuna però il pastore Francesco mi aveva chiamata, dicendomi che era tutto a posto, anche se il tempo era quello che era. Arrivata al Passo, con la strada appena liberata da alcuni larici schiantati a terra, mi fermo a fotografare questa mandria al pascolo. E’ tutto così verde che pare inizio stagione! E c’è acqua che scende da tutte le parti…

Conosco la strada per la baita di Mario e Francesco, arrivo là in tempo per il pranzo, ci sono vari parenti ed amici venuti qui a trascorrere il Ferragosto. Il tempo peggiora rapidamente ed inizia a diluviare. Sarà solo nel tardo pomeriggio che, con Francesco, proveremo ad avventurarci verso il gregge. La nebbia però avvolge rapidamente tutto, a tratti piove e grandina persino. Il pastore cammina rapido come un camoscio e fatico a seguirlo… Il vento soffia a raffiche, ci ripariamo in un rifugio caldo ed accogliente, proprio prima di una violenta grandinata che imbianca tutto. Ormai abbiamo rinunciato a raggiungere il gregge, torniamo alla malga, passando accanto a questa curiosa "vacca" di pietra. E’ una formazione naturale visibile anche dal fondovalle. Francesco mi racconta che, un tempo, ai ragazzini che venivano a lavorare il alpeggio, alla sera si diceva che mancava un animale: "Lo vedi? E’ lassù… Vai a prenderlo!"

Scendiamo tra la nebbia e qualche scroscio di pioggia. Francesco taglia giù sui pendii erbosi, camminiamo nell’acqua che scorre ovunque. Raggiungiamo il gregge delle pecore degli agnelli, appena sopra alle baite, dove Mario sta facendo gli ultimi lavori di giornata prima di chiudere il recinto. Ci sono degli agnelli da far ciucciare sotto alle capre…

Il cielo si fa sempre più scuro, viene notte presto, con questo tempo. Per fortuna giù alla malga il fuoco è acceso e la moglie di Mario ci aspetta con un bel minestrone fumante. Si va a letto subito dopo mangiato, sperando in un tempo migliore per il giorno successivo. Intanto fuori ha ripreso a piovere a dirotto ed i lampi illuminano i finestrini appannati della stanza.

Al mattino, la "sorpresa" è rappresentata dalla neve che è caduta nella notte. Per fortuna però c’è anche il sole, che scioglie rapidamente quella davanti alla baita… mentre ci vorrà più tempo per far andare via anche quella a quota maggiore. L’importante è che il tempo tenga! Mario osserva la direzione delle nuvole, per fare veramente bello dovrebbero andare in giù, verso il Lago di Garda. Insomma, ci aspetta un’altra giornata incerta.

Francesco è partito presto per andare a prendere la sua ragazza, così io accompagno il pastore dalle pecore degli agnelli, cercando di dare anche una mano. C’è una bestia da curare, è stata colpita da un sasso alla spalla, e Mario cerca di medicarla affinchè l’infezione si riduca. Parliamo in Italiano… per me qui è come essere in terra straniera, quando a tavola tutti parlavano in Bergamasco, era praticamente impossibile capire anche solo il senso del discorso! Che lingua complicata…

C’è di nuovo da far poppare gli agnelli sotto alle capre. Ma il freddo della notte, la pioggia, la neve non facilitano le cose. Gli animali sembrano addormentati, anche i "teti" non si presentano all’appuntamento con la poppata. "Cercane uno "piemontese", ha un segno di una C rossa." Qui chiamano così le pecore con le orecchie corte, quella che ufficialmente è conosciuta come razza Tacola, ma che i pastori indicano come bertun-a o cuccia, a seconda delle zone del Piemonte. Lo trovo e lo sveglio, appena messo sotto alla capra, inizierà a mangiare avidamente.

Il sole inizia appena a scaldare, l’aria resta frizzante, gli animali non accennano nemmeno ad alzarsi per andare al pascolo. Quando tornerà Francesco, andremo a vedere l’altro gregge… sperando che il tempo si mantenga bello! Giù nel pianoro intanto fuma il camino, ci sarà già il paiolo della polenta sul fuoco. Sono attesi tanti amici, in occasione della gara dei cani che si terrà al pomeriggio.

Mentre Mario cerca gli agnelli e chiama le capre, scatto un po’ di foto alle pecore sedute, ammucchiate a gruppetti. Sembrano davvero godersi il sole… La lana è pulita, ma gli agnelli hanno il pelo arricciato. Troppa pioggia in questi giorni: "Adesso non ne serve più! Non dovrebbe più piovere… Ormai, la stagione…"

Il pastore si aggira nel gregge. Ci sono anche alcuni agnelli da curare: uno con un’infezione all’ombelico, l’altro agli occhi. Un’altro ancora è zoppo… C’è sempre qualcosa da fare, il lavoro non finisce mai, ed il buon pastore deve osservare accuratamente i propri animali per non trascurare nulla!

Fino a quel momento mi era sfuggita questa pecora, l’unica con una macchia di colore diverso all’interno del gregge! A volte succede che nasca un agnello con qualche macchia nera, ma questo mezzo orecchio nero è davvero curioso.

Arriva anche Angelo, che ha delle pecore nel gregge insieme a quelle di Mario e Francesco. I pastori aprono le reti e cercano di spronare gli animali a mettersi in cammino verso i pascoli. Poco per volta, il gregge si muove e si avvia verso l’apertura. Intanto è tornato Francesco, quindi scendo alla malga per vedere quali siano i programmi per la giornata.

Partiamo quasi subito e di nuovo mi tocca arrancare per star dietro al passo veloce del pastore. Saliamo lungo il pendio fino a trovare il sentiero, l’erba è scivolosa per la neve e l’umidità, poi ancora su fino ad un colle, dove ci fermiamo un attimo ad ammirare il panorama. Certo, chi lo direbbe che siamo al 16 di agosto? Finalmente vedo anche il gregge, più a valle. C’è ancora una bella scarpinata da fare… ed il pastore sceglie di tagliare il vallone attraversando le pietraie innevate. Un cammino tutt’altro che facile, che lui affronta senza problemi, passando da una pietra all’altra, senza nemmeno scivolare sulla neve…

Si ferma a scrutare il gregge dall’alto, per vedere se per caso ci sono degli animali rimasti indietro, là dove hanno dormito. Sullo sfondo il Pizzo Badile, imponente nella sua verticalità. In tutto quel vallone il gregge ha pascolato nelle settimane precedenti. Le pecore non hanno ancora passato il colle probabilmente a causa del vento e del maltempo, ipotizza il pastore.

Le pecore stanno qui da sole, incustodite. Il pastore va a controllarle di tanto in tanto, come si faceva una volta. Certo… per gli animali è la cosa migliore, ma c’è da fidarsi a correre questi rischi? Lupi ed orsi proprio in questa zona non hanno mai colpito, ma Angelo, che nel frattempo è arrivato nelle pecore, mi racconta di un attacco al suo gregge, lo scorso anno. Erano stati i cani randagi e ne avevano uccise diverse decine.

Racconto loro del Piemonte, dei pastori che non possono più permettersi di lavorare così, della presenza costante dell’uomo, delle reti, dei cani da guardiania. Intanto le pecore pascolano placidamente, indisturbate. Il panorama è spettacolare, rimarrei lì per delle ore, per recuperare quella serenità, quella sensazione che mi manca così tanto…

Qui invece i pastori si concedono solo una breve pausa, poi si riparte con il solito passo, un po’ seguendo il sentiero, un po’ tagliando sull’erba, lungo il pendio ripido che scende alla malga. Giù c’è già tantissima gente e mi manca il gregge, la solitudine, il cielo terso, i belati delle pecore… Scambio quattro chiacchiere con l’uno e con l’altro, mentre le conversazioni in Bergamasco si susseguono. Poi saluto tutti e scendo al Passo Crocedomini, per la gara dei cani. Anche il pastore, amici e parenti scenderanno per l’occasione, quindi a breve ci incontreremo nuovamente. Vi racconterò poi anche questo evento, tecnologie informatiche permettendo…

  1. ciao cara! ma che bel posto questa valcamonica! non ci sono mai stata…mi sa che devo rimediare!!!!neve si….e bassa ovunque! altro che 16 d'agosto! a ferragosto i miei erano al passo del Gran San Bernardo…..20 cm di neve!!!!!!ci sentiamo presto

  2. Che belle foto, specialmente quella con le pecore sedute ha una luce bellissima.Triste, a mio avviso,  la vicenda del pastore che ha svenduto il gregge.Mah! magari lui è più contento così.Ciao, felici passeggiate.Mari

  3. @trapulin: bei posti sì… ce ne sarebbe da girare… non basta una vita per andare dappertutto!!@mari: già… ma secondo me non può essere felice un pastore che rinuncia ai suoi animali, non se ha veramente nel sangue questo mestiere@maria: un altro libro, vorresti dire!

  4. durante le ferie estive ero preso da lavori domestici e non mi ero accorto che sei passata a pochi km da casa mia…. però questa sera mio fratello mi ha detto che ti ha conosciuta su in cascina, lui è Roberto, il fidanzato di Paola, una delle figlie di Mario.Ti rinnovo i complimenti per il blog.Mauro

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