A qualunque ora?

Venerdì scorso sono stata in Val Chisone, all’Alpe Pintas (ex alpeggio, trasformato in punto ristoro/vendita di prodotti tipici), nel pianoro di Pian dell’Alpe. Ho tenuto là l’ennesima serata di presentazione di "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora", purtroppo in un orario che ha coinciso con un violento temporale che ha tenuto lontano buona parte del potenziale pubblico.

Dal momento che giù in pianura si boccheggiava per il caldo e l’afa, sono partita verso le montagne nell’ora di pranzo, intenzionata a fare "quattro passi" prima della serata. Di animali al pascolo ce n’erano in abbondanza, ma non mi sono fermata se non quasi al Colle delle Finestre, vicino alla fontana che c’è all’ultimo tornante, dove le vacche erano radunate tutt’intorno alla mungitrice mobile.

Già, erano quasi le due del pomeriggio e la mungitrice era in funzione. Era da tempo che non vedevo Mario e sua moglie, così questa è stata l’occasione per scambiare quattro chiacchiere ed anche per vedere… l’erede! Nel fuoristrada, riparata dal sole grazie ad un ombrello rosso di quelli "da pastore", c’era infatti una sorridente bimbetta di pochi mesi, inconsapevole di quanto fosse fortunata a vivere quassù all’aria buona… Si è parlato di questo e di quello, ma non ho osato chiedere come mai stessero mungendo a quest’ora inconsueta.

Il mio viaggio era praticamente terminato, ho parcheggiato l’auto al Colle e mi sono avviata lungo la strada militare del Gran Serin, diretta verso la Ciantiplagna. Purtroppo l’afa della pianura qui si trasformava in dense nebbie che avvolgevano le cime… Altrimenti sarebbe stato uno spettacolo impareggiabile, con quella fioritura multicolore che tingeva questi ottimi pascoli d’alta quota.

In una giornata come questa però si godeva veramente di Pian dell’Alpe e dei territori circostanti: praticamente impossibile, al sabato ed alla domenica, vedere questo luogo sgombro dalle auto e da torme di turisti che, ahimè, non sempre rispettano i pascoli, l’ambiente e gli animali. Queste sono anche zone dove solitamente l’erba ingiallisce precocemente, nelle estati più calde e secche: oggi invece il verde, punteggiato dai mille colori dei fiori, la fa da padrone. Ci sono almeno tre mandrie al pascolo, là sotto…

Più in alto il paesaggio cambia: purtroppo la nebbia regala solo rarissimi squarci e poca visibilità, ma comunque l’erba è bassa, la neve è andata via da poco, qua e là ce ne sono ancora delle chiazze, ma d’altra parte siamo a 2700m di quota. Altri pascoli, di ottima qualità anche questi, pur solo con questa erbetta così corta. Qui starebbe bene un gregge… Chissà chi è che pascola quassù?

In vetta la visibilità è pressochè nulla, non fa freddo nonostante la quota (2.849m), ma devo rientrare perchè giù mi aspettano! I ripidi pascoli verso il Colle delle Finestre sono davvero un tappeto multicolore, raccolgo qualche fiore di arnica per fare poi la crema che servirà per curare i vari dolori che ogni tanto si fanno sentire (più per la prolungata permanenza davanti al computer che non per le camminate in montagna!!).

Quasi al Colle, sulla strada c’è di guardia uno dei due cani di Mario. "Ogni tanto rosicchiano qualche turista…", mi aveva detto lui. "Ci sono certe moto che… non so, fanno un rumore diverso! Ed i cani non lo sopportano!". Sperando di non venire "rosicchiata", passo accanto al cane con noncuranza e lui mi degna di poco più che uno sguardo. Lì vicino ci sono le vacche e, poco sopra, quelle poche pecore che anni fa avevano "scritto" una lettera all’Eco del Chisone sulla questione lupo (vd. "Dove vai pastore?", pagina 33-34, lettera della "pecora fiduciosa").

Le vacche pascolano in mezzo ai fiori, osservano placidamente il mio passaggio e si mettono quasi in posa per una foto. Il Colle è deserto, passa solo qualche motociclista, forse straniero, diretto verso la Val di Susa, sull’altro versante. E’ bello essere quassù a quest’ora, con questo silenzio, con questa pace. Si può dimenticare tutto, la settimana frenetica per concludere un lavoro entro la scadenza, i problemi di vario tipo che incombono, una questione spinosa che non so bene come risolvere (e di cui non vi posso ancora parlare, anche se riguarda indirettamente questo blog).

Questa vacca… non vi ricorda quelle finte che appaiono qua e là per pubblicizzare qualche cascina che vende direttamente latte e latticini? Eppure vi assicuro che è reale, in carne ed ossa! Mentre la fotografo, la pace ed il silenzio vengono infranti da un cupo brontolio e capisco che è davvero ora di affrettarsi, il caldo della pianura ancora una volta qui in montagna si trasformerà in un violento temporale.

Mentre scendo, sulla strada continuano gli incontri. Mentre l’altro maremmano mi abbaia in modo poco convinto, fotografo queste altre vacche, che vagano sull’asfalto. Non c’è un filo, niente le separa dall’eventuale "traffico", ma… d’altra parte come si potrebbe fare, visto che la strada taglia i pascoli in lungo ed in largo? Un altro tuono, più vicino, e le prime gocce di pioggia…

Finita la serata, scendo quando ormai cala l’oscurità. Su, vicino alla mungitrice, c’è la luce accesa. Strani orari per mungere, ma ci sarà un perchè… A Pian dell’Alpe invece regna il silenzio, solo qualche isolato campanaccio, un muggito solitario. Il temporale è ormai passato, l’aria è fresca, quasi fredda. Sarebbe bello dormire qui, lontano dalla calura che mi aspetta a casa. Ma tra poche ore suonerà già la sveglia per andare alla transumanza che vi ho descritto ieri, quindi guido verso il fondovalle, facendo attenzione agli animali selvatici che mi attraversano la strada (due caprioli ed una volpe).

  1. Ciao Marzia, ti leggo e sono con te, ho fatto una sporadica gita ad Alagna e ho presoin bel temporale ( ma l'ho preso volentieri ) purtroppo niente vacanze, mi sorbirò anche il caldo di agoso, ma va bene così un grossissimo abbraccio Carla

  2. Foto bellissime, la prima per esempio e poi quella del cane e tutti i prati multicolori.Non avevo mai visto una mungitrice mobile ma d'altronde doveva pur esserci in un ambiente così vasto :-))Fanno bene i cani a rosicchiare ogni tanto qualcuno, serve a mantenere le giuste distanze! ;-))Aloha

  3. Pian dell'Alpe… quanti ricordi…Ti leggo sempre con piacere, Marzia, ma proprio leggendoti provo un gran senso di nostalgia, ma anche rimpianto per le scelte fatte alla fine dell'universita' e per le rinunce conseguenti; un rimpianto che diventa sempre maggiore col passare degli anni. Ti auguro di continuare con soddisfazione il cammino che hai intrapreso.Mauro

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