Lungo la strada

Parto da casa sentendo dei cupi rimbombi in lontananza, ma dopo pochi chilometri entro letteralmente nel temporale. Più che un temporale, è un vero nubifragio e mi sembra di guidare un motoscafo… Grandina, c’è acqua ovunque, piove con una furia che ho visto raramente. All’imbocco della valle però non piove più e, a mano a mano che salgo, inizio a sperare che lassù non piova anche per il resto della giornata.

Carla è ancora alla baita, in questi giorni pascola vicino a casa. Uno dei due maremmani è riuscito a salire sul tetto della stalla ed abbaia rabbiosamente contro qualsiasi intruso. Visto il maltempo in pianura, per il momento non c’è tanta gente in giro… Qui il lavoro non manca mai: da una parte c’è il gregge delle pecore con gli agnelli, poi qualche agnellino in stalla a cui dare il biberon, e l’altro gregge da condurre al pascolo. Ma non è ancora ora di partire, quindi per un po’ restiamo in casa a chiacchierare, chiedendoci anche che cosa farà il tempo. Il giorno prima qui ha piovuto e non poco!

Per terra è tutto fradicio, decidiamo di mangiare pranzo prima di partire. Il cammino non sarà lungo, ma almeno nello zaino avremo solo il vestiario e niente altro. E’ strano aver freddo, specialmente pensando all’ennesima notte in cui si dormiva a fatica per il caldo afoso, giù in pianura. Nel recinto, gli animali sono ancora in tranquilla attesa, come se non avessero nessuna intenzione di andare al pascolo. Questi due agnelli sono "comodamente" sdraiati su di una pietra. Carla brontola contro le pecore che, con tutto lo spazio che hanno nel recinto, continuano a coricarsi nello stesso posto, quello più ripido e fangoso!

Queste due pecore paiono comari intente a scambiarsi pettegolezzi e confidenze! La pastora fa un giro nel recinto per vedere che non ci siano state nuove nascite, poi finalmente si partirà verso i pascoli. La vita d’alpeggio sembra idilliaca, pur tra un temporale ed una giornata di nebbia, ma pensate ad essere qui completamente soli, a dover fare tutto, i lavori con gli animali, i lavori domestici, i compiti burocratici e qualsiasi altra cosa… "Quando sei da solo, o le cose le fai tu, o restano da fare! Però… preferisco così piuttosto che avere insieme uno che gli devi ripetere cento volte tutto e poi, oltre al tuo lavoro, devi ancora andare a vedere cos’ha fatto lui perchè non ti fidi."

Carla chiama le pecore che molto lentamente si mettono in cammino. Il tempo sembra reggere, anzi, compare persino qualche sprazzo di sole che fa ben sperare per il resto della giornata. "Ieri, quando pioveva, hanno sprecato un mucchio di erba! L’hanno pestata, andavano avanti ed indietro, vediamo un po’ se oggi riesco a fargliela mangiare… Non possiamo passare la statale, c’è la gara su a Sestriere, chissà che traffico!"

Il gregge avanza tra i prati in fiore, ci si tiene alti sopra ad un pascolo particolarmente variopinto e la pastora mi spiega che quello è già stato pascolato ad inzio stagione, questa ricrescita la destinerà poi al gregge delle pecore degli agnelli, quando sposterà il recinto. Anche qui è tutto così verde, quest’anno… Ma piove quasi ogni giorno e Carla è salita a fine maggio, quindi di pioggia ne ha già presa a sufficienza!

Sullo sfondo, il Colle… E basta chiamarlo così per sapere che si tratta di Sestriere. Non è facile avere un alpeggio qui, in mezzo ai turisti. Tutto è più complicato, a partire dai costi. "Non vado mai a fare la spesa a Sestriere. E’ tutto così caro, e poi non mi piace, sembra che ti guardino in un modo… Quando vado a portare giù gli agnelli da vendere, faccio anche un po’ di spesa per la settimana, con quel che risparmio, mi pago la benzina del viaggio!". E poi ci sono tutti gli altri problemi, i turisti che si lamentano per i cani, le strade che tagliano l’alpeggio qua e là, strade asfaltate o piste sterrate, tutte molto frequentate, il percorso autorizzato per le moto, ciclisti, escursionisti a piedi… Un vero incubo, quasi ogni giorno capita qualcosa e c’è qualche lamentela.

Verso il fondovalle sembra che il tempo sia più brutto, ma forse è solo il calore, l’umidità, l’afa. Carla mi fa vedere dove ha già pascolato, dove aveva fatto il recinto e dove invece le pecore non le ha fatte dormire, perchè proprio il giorno in cui doveva spostarle lì… è stato avvistato un lupo solitario. Le pecore pascolano, poi si spostano velocemente, tutto di colpo. Si fermano ancora, poi iniziano a scendere ed è necessario mandare i cani: "Giù c’è una villetta, hanno due fiori… Guai se vanno a mangiarglieli!"

Il punto più critico da sorvegliare però è la strada, trafficatissima. Chissà perchè, con tutta l’erba che c’è da mangiare, le pecore si affollano tutte lì? Passano moto, macchine, camper. La gara delle auto dev’essere terminata, c’è chi scende, c’è chi sale. "Guarda, tutte macchine di lusso, belle pulite! Dicono che c’è la crisi e guarda che roba… Quelli che vengono su di qui, guarda che gente!". Si fermano due auto, la pastora fa finta di niente, giusto un cenno di saluto. La gente guarda le pecore, il gruppetto resta lì per un po’. "Non mi piace stare qui lungo la strada, ci sono quelli che si fermano e poi starebbero lì a parlare per ore… Quella ragazza che ha le vacche di là, lei dice che starebbe tutto il giorno al pascolo in un posto così, dov’è lei non passa nessuno. Io invece…". I visitatori risalgono in macchina, una donna si avvicina a noi per salutarci: "Mio figlio, quello che è là e non osa venire… Lui vi guarda su internet tutti i giorni! Complimenti per quello che fate!"

Questa "celebrità" sta diventando preoccupante! Soprattutto è inaspettata… Si ferma anche una moto, con due ragazzi. Uno toglie il casco, si avvicina: "Sono le pecore di Fulvio?". No, la pastora si presenta, il ragazzo chiede se siano mille e Carla gli risponde indicando il numero esatto. Resto sorpresa, ben sapendo che i pastori non rivelano mai questo particolare. Mentre il gregge è ancora indeciso su dove sia meglio pascolare, mi accingo a scendere. Non voglio trovarmi coinvolta nel traffico del rientro, anche se forse il maltempo mattutino in pianura ha tenuto a valle un po’ dei turisti domenicali. Saluto Carla, le dico di non lavorare troppo… Parole nel vento, so bene come vanno le cose su di qui ed ancora una volta mi domando come faccia a trovare tanta forza e tanta motivazione questa ragazza che anni fa mi disse che per lei le pecore non erano solo una malattia, ma una droga!

  1. Ciao Marzia,Prima di tutto complimenti per il blog e il tuo ultimo libro che è veramente bello e interessante!Volevo chiderti alcune informazioni a riguardo degli alpeggi al lago del casias: Ci sei mai stata? hai delle foto? sai se c' è qualcuno adesso?Vorrei andarci in questo periodo….Grazie mille!Non avendo la tua mail ti ho scritto qui….la mia è: a.torazza@gmail.comciao Alessandro

  2. L'ho notato anch'io, che i pastori non dicono mai il numero preciso delle loro pecore. Sulla Laga si favoleggiava di cento euro a testa pagate da non so chi a coloro che portano le pecore su, al pascolo, chissà se è vero e se è per questo?Leela

  3. @alessandro: grazie al casias non ci sono mai stata, comunque non mi risulta che su di lì salga qualcuno… ti rispondo via e-mail@leela: tu lo diresti, quanto hai in banca? ecco… è la stessa cosa!sì, ci sono dei contributi (non a capo, ma ad UBA), solo che non è ben chiaro come sia la faccenda, adesso li danno in base agli ettari di pascolo che utilizzi, ma… lunga storia, stanno tagliando di brutto anche lì!

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