Ancora sul lupo

Un aggiornamento per dirvi che venerdì non ci sarò, perchè vado ad accompagnare un gruppo che verrà in Piemonte per parlare di lupo e pastorizia. Il tutto è organizzato dal Centro per lo Studio e la Documentazione sul Lupo e ci troveremo nel Parco dell’Orsiera Rocciavrè, con il guardiaparco Luca Giunti. Il gruppo si fermerà alcuni giorni, la mia presenza sarà limitata alla giornata in cui ci si occuperà di rapporto con la pastorizia e, già il giovedì sera, terrò una proiezione per spiegare il punto di vista dei pastori sulla questione.

A questo proposito, l’11 giugno ho ricevuto una testimonianza da Gloria: "Ti racconto adesso l’avventura che abbiamo avuto ieri mattina, una mattinata che piovigginava e c’era un po di nebbia. Abbiamo le pecore, senza agnelli, a quota 1500, appena sopra Vinadio e verso le ore 8, appena uscite dal recinto elettrificato, mio cognato vede un lupo che cerca di azzannare una pecora. Fortunatamente la pecora aveva una campana con la gambisa in legno, cosi il lupo non ha potuto affondare i suoi denti nel collo della malcapitata. Il pastore che ha assistito alla predazione ha iniziato a gridare e il lupo spaventato si è allontanato e  ricongiunto con un altro lupo scomparendo nel vicino bosco. Peccato non essere riusciti a documentare con una foto il fatto, nonostante il telefonino fosse nel taschino del pastore, ma in quel momento la paura e la responsabilità di salvaguardare il gregge hanno avuto la priorità. Nel pomeriggio Bruno e suo fratello hanno spostato il recinto più in basso vicino alle case di una borgata ancora abitata da alcune persone e cani. Speriamo di non avere più l’onore di incontri così ravvicinati con questi predatori, che nessun pastore vorrebbe avere tra i pascoli."

Queste immagini invece ce le manda Barbara e riguardano un gregge nell’alto Appennino Reggiano. Questi capi trascorrono l’inverno in stalla, ma appena c’è erba a sufficienza, vengono messi al pascolo nell’erba fresca.

Quella è terra di lupi, di lì si sono spostati, hanno risalito l’Appennino e sono arrivati in Piemonte. Questo gregge è sorvegliato da un cane da guardiania, che vediamo qui mentre osserva il passaggio di Barbara. Ormai bisogna sempre fare attenzione quando si vede un gregge, la presenza di questi cani è quasi scontata.

Non lontano del gregge la nostra amica ha trovato i resti di un pasto. Sarà stato il lupo? La pecora sarà deceduta per questioni naturali e poi è stata mangiata da altri animali? Volpi, cinghiali, cani inselvatichiti… Se l’accertamento dell’attacco non viene fatto subito, dopo è sempre più difficile stabilire "il colpevole".

A proposito di danni da lupo: come ci avevate segnalato, l’altro giorno su "La Stampa" c’era un’intervista con l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Sacchetto. Prometteva maggiore attenzione alla pastorizia, ai pastori, più soldi per i rimborsi dei capi uccisi, ma anche per quelli feriti. Soprattutto, parlava di varie iniziative per essere a fianco dei pastori, importanti per la vita della montagna, per il territorio… Ci stiamo lavorando, a queste iniziative! Non sono neanche tanto i soldi, quello che vogliono i pastori, quanto la certezza di non essere dimenticati, il riconoscimento concreto del loro ruolo. Speriamo davvero che questo progetto possa partire e dare risultati!

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