Dopo la pioggia, il sole, ma…

Ha piovuto, tanto. Come succede in questi casi, anche senza una vera e propria alluvione, i fiumi si ingrossano ed escono dallla loro sede, invadendo i terreni circostanti. Sono zone incolte, dove è normale che ogni tanto passi l’acqua… solo che lì spesso ci sono i pastori, che trascorrono la primavera prima di salire in montagna. In molti devono ancora salire, lo faranno a giorni, magari proprio domani… Nel frattempo hanno passato momenti difficili, correndo anche qualche rischio di troppo.

Mercoledì mattina alla radio parlavano di una mandria intrappolata nella Dora Baltea. Ho subito capito di chi si trattava, anche perchè hanno detto il posto dove questo accadeva, qualche chilometro più a valle del ponte nell’immagine. La foto è stata scattata proprio in quelle ore, mentre pioveva ed il fiume doveva ancora crescere ulteriormente. Successivamente sui giornali hanno scritto anche delle cose errate, indicando un altro luogo e, addirittura, che la cosa fosse stata risolta, mentre invece erano state salvate solo una quindicina di bestie. Ieri sera l’allevatore era ancora disperato per la sorte dei suoi animali e confidava in una pausa nel maltempo. Volevo quasi passare di lì, ma… non me la sono sentita, perchè non sono bei momenti per andare a ficcare il naso. Vari articoli sull’argomento qui, qui e qui.

Io intanto ero diretta verso il Biellese e, in quella mattinata di pioggia scrosciante, per caso ho incontrato un gregge lungo la strada. Rallento, mi fermo, cerco di capire di chi si tratti, poi parcheggio, prendo l’ombrello e mi avvio a salutare il giovane pastore. E’ la prima volta che ci vediamo mentre è al pascolo, in un paio di occasioni infatti l’avevo incontrato a qualche fiera. Alberto mi invita subito ad andare a trovarlo in montagna, tra qualche giorno si metterà in cammino verso le montagne.

Piove e la campagna è allagata, il terreno non ce la fa più ad assorbire tutta quell’acqua. Le pecore osservano dubbiose ed il pastore accetta con rassegnazione, d’altra parte che si può fare, in un mestiere come il suo? "Fai le foto? Ma adesso così non fanno bella figura…".

Il gregge sta per uscire dal recinto e dovrà attraversare la strada. Il cielo è livido, la pioggia cade a raffiche, poi diventa uno spray, in attesa di ricominciare a cadere più violentemente. E’ stato proprio un caso, il mio incontro, perchè pochi minuti dopo avrei visto solo la rete di fianco alla strada e neanche più la traccia del passaggio, lavata via dalla pioggia.

Le pecore attraversano velocemente, basta comunque poco perchè in ambedue le direzioni si formi una coda di auto. Siamo a poca distanza da Biella, terra da sempre di pastorizia, dovrebbe essere quindi normale vedere un gregge da queste parti, senza che nessuno debba protestare troppo. Il pastore mi saluta e continua il suo cammino…

Il gregge si avvia tra le fabbriche, a cercare nuovi pascoli. Qui è abbastanza al sicuro, lontano da fiumi e torrenti. Più a monte avrebbe dovuto attraversare torrenti in piena, canali solitamente secchi gonfi di acqua spumeggiante… Chissà se riuscirò ad andare anche lassù in alta Val Sesia per vedere l’alpeggio di questo gregge? Servirebbe una lunghissima estate per andare da tutti e dovrei fare soltanto questo!

Finalmente arrivo a destinazione, piove… E non si parte per andare al pascolo fino al tardo pomeriggio, con la speranza che non ricominci a venire giù acqua. Le capre non amano la pioggia e, se possono, cercano un ricovero in caso di precipitazioni. Per questo la pastora le reputa più intelligenti delle pecore, che non hanno questo comportamento. "Se metti al riparo una pecora che ha appena partorito, quella non sta mica lì… Torna alla pioggia. Una capra invece no, lei va subito a cercare un riparo, quando piove."

Non è difficile trovare un pascolo per il gregge, in quei boschi e soprattutto con la vegetazione abbondante che c’è quest’anno. Il becco emerge tra l’erba alta, brucando le grosse foglie della bardana. Qua e là ci sono numerose fragole selvatiche, di un bel rosso acceso, ma prive di gusto per colpa della troppa acqua.

Il cielo sembra aprirsi, esce persino il sole e si vede qualche chiazza di sereno che potrebbe far ben sperare per la serata e per il giorno successivo, ma Maria Pia mi fa notare che le capre sono troppo ferme e questo non è un buon segno. Probabilmente pioverà ancora, e non poco! Intanto le nebbie si alzano tra gli alberi e si vede il panorama verso la pianura.

Quando si rientra alle baite, l’idea non è quella di una serata all’insegna del miglioramento. L’erba è fradicia di goccioline sospese agli steli e le nebbie stanno nuovamente scendendo, avvolgendo tutto fino ad impedire la vista. Manca poco a nuovi scrosci sempre più violenti, mentre ormai siamo al sicuro in casa.

Il risveglio avviene a causa di un nuovo intenso temporale, che risuona sul tetto in lamiera. Per fortuna però successivamente sembra che si possa partire verso il pascolo, senza però osare lasciare a casa ombrello e giacche cerate. Ci si incammina nel bosco, poi si attraversa un prato. Il gregge avanza compatto, a fianco della pastora i cani e due capretti allevati con il biberon, di nome Pasqualino e Pulce.

Il colore dominante è senza dubbio il verde. Qui i prati sono stati pascolati dalle pecore nelle settimane precedenti, adesso il gregge è già su in montagna, sono rimaste solo le capre, anche loro in attesa di salire più in alto, su queste montagne sempre più abbandonate. Pia mi racconta di come, da queste parti, ci fossero prati ed alpeggi dove ora ci sono solo più boschi e cespugli.

Mentre le capre pascolano nel bosco, salgo fino al vecchio ponte: il rumore del torrente è impressionante, anche se questo è solo un "piccolo" ruscello. L’acqua è limpida, a differenza di quello che vedrò poche ore dopo, tornando verso casa ed attraversando ponti su corsi d’acqua in piena, dal colore marroncino. Che primavera, questa, così piovosa e fresca. Chissà come sarà l’estate? Eccezionalmente calda? Continuerà a piovere e fare freddo? Intanto si pensa a quelle povere bestie bloccate nel fiume ed a quello che staranno passando gli allevatori in questi momenti.

Torniamo verso il basso, attraversando "foreste" di felci, pronte a diventare ancora più alte non appena inizierà a fare un po’ più caldo. Nelle ore successive vedremo il sole per alcuni istanti, ma quando mi rimetterò in viaggio verso la pianura starà già di nuovo piovendo. Oggi, come vi dicevo, è tornato il sole, che farà piacere a tutti. Vedremo poi domani, per le transumanze… A tutti quelli che ne seguiranno una, mandatemi le foto!

  1. ciao Marzia, dov'è l'alpeggio in Valsesia ove il pastore Alberto che hai incontrato vicino a Biella porterà il suo gregge? magari potremmo salire insieme, a trovarlo. Se è un alpe ove sono già stata potrei farti da guida. Gabriella

  2. Sono nuova in questo blog, sono una ricercatrice e mi sto occupando di capire se è possibile far ripartire la filiera tessile in italia con le lane italiane… Volevo chiederti: ma la lana delle pecore della tua zona dove va a finire? Si smaltisce? Si vende? E se si vende: a chi? Sono strutture produttive vere e proprie o intermediari? Fine dell'interrogatorio 🙂 Scusate l'intrusione!Tunia

  3. sono frequentatore del blog di Nicola (ortodicarta)volevo lasciare un messaggio per Tunia segnalandoleun posto in Francia dove alcuni volenterosi hanno riattivato tutta la filiera lana della vallata (ed oltre)il villaggio si chiamaSaint Pierrevilleil sito èhttp://www.ardelaine.fr/io d'inverno metto le loro calze e dormo beato e spensieratomedo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...