Tenere bene le pecore

Nella gran parte dei casi, su questo blog riesco a presentarvi foto di "belle pecore". Intendiamoci, ciascuno ha le sue preferenze per quello che riguarda la razza e l’aspetto dell’animale (orecchie, naso, biellesi o bergamasche, sambucane o roaschine, sarde o…). Io però sto parlando di animali in forma, ben tenuti, sani, grassi. Certo, in un gregge ci può sempre essere qualche animale più vecchio degli altri, oppure qualcuno che sta male, sofferente per un malanno temporaneo o invece vicino alla sua ultima ora. Però un buon pastore gli animali li tiene bene, si sacrifica per loro, gli piange il cuore se alla sera per qualche motivo deve "chiuderle vuote", cioè deve farle entrare nel recinto senza che si siano saziate pascolando.

L’altro giorno, rientrando da una serata di presentazione del libro, ho visto in una stoppia di mais un piccolo gregge. Non piccolissimo, ma non arrivava a 300 unità. Insomma, un gregge che non ti da da vivere, il proprietario sicuramente ha qualche altra entrata, che sia la pensione, che sia un altro mestiere. Non ho potuto resistere, ho deviato, parcheggiando in una stradina che fiancheggiava il campo, e mi sono avvicinata a piedi.

Le pecore si sono avvicinate alla rete, guardandomi con curiosità. Sembravano nutrire qualche speranza sull’apertura delle reti, per andare al pascolo, visto che la mattinata era ormai inoltrata. La prima cosa che si notava era la lana: lunga, stopposa, sicuramente non tosata da tempo. E poi i lineamenti, diversi da quelli delle pecore che solitamente vi mostro. Assomigliavano a certe pecore che avevo visto in delle foto storiche, qui non si sono operate grosse selezioni per migliorare la razza.

Non c’era poi bisogno di entrare nel recinto per vedere che molti animali avessero dei problemi di vario tipo. Uno dei più evidenti era la rogna, malattia della pelle che fa sì che la lana si stacchi a ciocche e la pelle si lesioni. Gli animali si grattano per il prurito, arrivando anche a ferirsi, presentando poi vaste chiazze sanguinanti. Non è difficile curare questa malattia, basta fare agli animali un bagno con dei prodotti particolari. In questo caso bisognerebbe sottoporvi tutto il gregge, non solo gli animali che manifestano il problema in modo più evidente. E poi le pecore andrebbero tosate almeno una volta all’anno. Ultima annotazione: questo gregge sicuramente si sposta sul territorio e quella è una zona dove transitano diverse greggi vaganti, pertanto c’è anche rischio di trasmissione della malattia. Come mai la rogna non è una patologia che venga tenuta sotto controllo? Non è pericolosa per l’uomo e non causa la morte dell’animale, ma sicuramente influisce sul suo benessere. Qui il sito dei servizi veterinari svizzeri, dove è chiaramente detto che è contagiosa. Oltre che tra di loro, gli animali possono essere contagiati da selvatici affetti da rogna (caprioli, cervi, mufloni).

Anche ieri ho visto animali non proprio ben tenuti. Alle alte quote gli alpeggi sono ancora silenziosi e la neve copre la gran parte dei pascoli. Il manto nevoso non è consistente come nello scorso anno ed in questi giorni in cui finalmente splende il sole, le temperature sono abbastanza elevate, infatti un po’ ovunque scorrevano ruscelli intorno ai quali già si aprivano delle chiazze di suolo.

Le pecore le ho incontrate ovviamente a quote inferiori. Un piccolissimo gregge, che pascolava l’erba quasi inesistente tra le chiazze di neve. Anche questi animali presentavano i sintomi della rogna, ma non ho potuto avvicinarmi: loro scappavano spaventati, e poi è intervenuto l’anziano pastore, per nulla socievole, mandando il cane affinchè io non potessi andare vicino. Ho provato una battuta in dialetto, dicendo che era ancora un po’ presto per andare al pascolo, ma non ho ricevuto risposta. Uno potrebbe pensare che un piccolo gregge sia più facile da gestire che non uno di grandi dimensioni, ma purtroppo spesso si incontrano miseri animali allevati in qualche borgata sparsa sulle montagne.

Qui vedete la stalla ed il fienile di questo gregge… ed è ancora una sistemazione di lusso, perchè mi è già capitato di vedere vere e proprie spelonche buie ed umide, con lo strato di letame sul pavimento che sale, sale, fino a quando gli animali si trovano a contatto con il soffitto. Certo, anche questi allevatori hanno la passione per le pecore, ma mi domando perchè non intervenire almeno a curare la loro salute, per avere la soddisfazione di vedere animali belli!

  1. Purtroppo conosco di che gregge parli…. e so bene in che situazione si trovano quelle povere bestie!! pensa che ovunque passa lascia grossi ciuffi di lana attaccati alle piante o ai muri, dove le pecore vanno a grattarsi, uno spettacolo a dir poco inguardabile. Penso che per tenerle così sia meglio non tenerle…

  2. pensiamo ke le bestioline ,di qualsiasi razza siano vanno  tenute ,nei migliore dei modi altrimenti è meglio lasciarli dove sono nn ci chiedono loro di venire con noi …..

  3. non capisco davvero. Un animale bello e sano e' un capitale, un animale malato e macilento oltre che fare compassione non vale nulla, anzi e' un debito.E quindi se non lo fai per pieta' di tenere bene i tuoi animali, fallo per interesse!O no?

  4. @serpillo: non credo che si preoccupi del mondo chi già non ha cura dei propri animali…@giors: immagino la scena! sì, anch'io sono dell'idea che sarebbe meglio che queste persone smettessero di tenere animali@#5: già, proprio così!@mosco: hai ragione anche tu, ma vai a sapere cosa passa nella testa di certa gente?

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