Strada in salita per i giovani

Innanzitutto vi chiedo scusa se in questi giorni non riesco ad aggiornare il blog e/o rispondere a commenti ed e-mail private. Ho problemi di connessione internet che non so come e quando mi verranno risolti…

Veniamo alla storia che vi voglio raccontare oggi. Ho conosciuto Silvia grazie a questo blog. Se è vero che, dal giorno in cui mi sono messa a girare per alpeggi e pascoli, ho perso parte degli amici… ne ho conosciuti molti altri! Lei mi ha preceduta nel corso di studi, ma dopo una laurea in scienze forestali ha deciso di mandare avanti l’azienda zootecnica di famiglia, in compagnia del marito "cittadino", ma con un’immensa passione per gli animali che si portava dentro fin da bambino, in particolare per capre e pecore.

Sono andata a trovarli un pomeriggio della scorsa settimana. Il gregge era "parcheggiato" appena dietro casa. Pecore di razza delle Langhe, capre, un’asina curiosa ed un cane pastore dei Pirenei il cui primo padrone conosco bene (che coincidenza!). Parlando con Silvia sono state tante le occasioni in cui abbiamo esclamato "il mondo è piccolo!". Alcune delle capre sono francesi e le hanno prese da dei pastori vaganti, Riccardo e Mauro, che d’estate alpeggiano in Valle Stura. Per adesso il pascolo degli animali è quello vicino a casa, con salita su di un monte che è tale più che altro come nome, ma in realtà è poco più di una collinetta sassosa ed arida, boscosa, riarsa d’estate. Il loro sogno è quello di poter iniziare ad andare in alpeggio, ma nonostante numerosi tentativi, non ci sono ancora mai riusciti. Si parla di montagne abbandonate, ma poi…

Mentre capre e capretti pascolano e si strusciano sulla neve, continuiamo a chiacchierare. L’antica montagna dove salivano i nonni ed i genitori di Silvia è ormai è invasa da alberi e cespugli. Bassa val di Susa, un posto dove andavi con poche, pochissime bestie. Un sentiero per arrivare su… e poi l’abbandono progressivo negli anni. A loro non serve una montagna immensa, hanno un carico di bestiame ridotto, ma questo fa anche sì che non possano spendere chissà quali cifre, ed ormai i prezzi degli alpeggi sono alle stelle. Sempre grazie ad un amico del blog ho avuto un’informazione che potrebbe essere utile… Chissà…

Accompagnati dalla bimba di Silvia, ci spostiamo verso la zona mungitura delle pecore, dove ci vengono incontro due asini. La bimba è la più "bergerota" dei due piccoli di casa… E’ un problema essere allevatori in un paese che un tempo era di campagna ed oggi è considerato zona residenziale. C’è quello che si lamenta per le campane delle mucche: "Quando andiamo al pascolo sul Monte, mio papà mette le campane, almeno ti accorgi se una si è allontanata… Sai, è tutto bosco, non è come in montagna! Solo che le devi mettere al mattino e togliere alla sera, altrimenti c’è subito quello che chiama i vigili o ti viene a trovare da dire." Poi ci sono le mosche, c’è la puzza del letame, quelli che non si fanno i fatti loro e ti guardano sempre in casa, ti mandano l’asl o chissà cos’altro. "Anche la stalla… Non possiamo togliere il letame quando va bene a noi, ma dobbiamo rispettare giorni, orari."

A proposito di stalla. Pecore delle Langhe vuol dire pecore da latte, ed infatti i miei nuovi amici mungono e caseificano. Solo che avrebbero bisogno di sistemarsi meglio, fare una cosa ben fatta. "Volevamo fare il caseificio, ma ci toccherà prendere un container e poi rivestirlo in qualche modo per mascherarlo. Qui, nel regolamento comunale, c’è una legge assurda che impone alle aziende agricole di non superare i 500 metri quadri di superficie coperta. Tra la stalla delle mucche, un piccolo capannone di ricovero, la stalletta in legno per le pecore, abbiamo già esaurito la quota. Il guaio è che gli asini vanno nella stalla, le pecore finisce che stanno fuori… Insomma, come si fa?"

I genitori di Silvia stanno dando il fieno alle vacche. C’è fango, fuori, ma anche lì come fai a sistemare tutto, se sono le leggi a mettersi in mezzo ed impedirti di lavorare? E’ così che si aiutano i giovani? Quest’azienda sarebbe da premiare… Una coppia giovane, volenterosa, con delle preparazioni specifiche (certo, scienze forestali non ti insegna a fare il marghè, ma qui si unisce la pratica e l’esperienza di generazioni a quello che si è studiato sui libri!), e nessuno che ti da una mano, anzi! Ci salutiamo, nella speranza di poterci rivedere in montagna quest’estate (magari anche prima, ma è all’alpeggio per gli animali che si pensa). Ieri poi Silvia mi ha detto che la mia informazione è stata utile, chissà… L’alpeggio che si credeva già assegnato invece era ancora libero, adesso tocca tenere le dita incrociate.

  1. Già, già, maledetta burocrazia.
    Immagino anche i problemi a passare sui terreni altrui per raggiungere un pascolo… L’importante è non mollare, prima o poi la gente si accorgerà dell’assurdità di certe leggi e le cose, magari, si risolveranno.
    Quando l’economia scoppierà, la gente si renderà conto che i soldi non si possono mangiare.

  2. @Provvi77 – L’economia è già scoppiata, c’è una crisi epocale epprure tutti continuano a pensare di poter continuare a festeggiare all’infinito, a sfruttare risorse e ambiente senza curarsi del domani. E, come in questo caso, fregandosene del diritto a vivere e lavorare in armonia con la natura senza burocratiche imposizioni.

    @ blacksheep77 – Ci vuole molta pazienza con le connessioni…:)
    p.s.
    Abbiamo fatto la lista delle piante antiche… pronta a fare da consulente?

  3. @provi77: non so se saranno più quelli che resisteranno o quelli che molleranno… perchè ti stufano, davvero!
    @trescogli: sì, siamo in piena crisi, eppure si spera sempre che passi, senza pensare che magari tutti potremmo fare concretamente qualcosa.
    per le mele, contattami su mail@marziamontagna.it e vediamo quel che posso fare (sempre se ritorno on line costantemente entro breve tempo!)
    @soulboarder: vale solo per questo comune (e chissà quanti altri??), che probabilmente ha deciso di essere un paese residenziale, dove non deve esistere l’agricoltura, se non a livello piccolissimo, un pollaio o poco più!

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