Anno dopo anno

E’ iniziato un nuovo annno, avrei voluto trascorrere il primo giorno del 2010 al pascolo,ma purtroppo un’influenza improvvisa mi ha costretto a desistere. Io me lo posso permettere, di trascorrere giorni interi tra le quattro mura, al caldo. Fossi stata un pastore, avrei dovuto trascinarmi fuori, al freddo, per tutto il giorno. In attesa della guarigione, iniziamo l’anno con un po’ di immagini e notizie che mi avete mandato voi.

Cosa c’è di meglio di un calendario, per l’anno nuovo? Questo è quello della Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai, con foto di Roberto Spagolla, in vendita nelle edicole e librerie della Valsugana.

Ci spostiamo in Svizzera con Marina, che era venuta ad accompagnare alcuni amici alla ricerca di pecore in Piemonte. Anche lei ha alcuni animali, li vediamo qui al pascolo.

A quanto pare da quelle parti piace la varietà cromatica! Qui vediamo già la prima neve d’autunno, anche se il gregge fortunatamente è al sole e con l’ultima erba da pascolare. Marina tiene i suoi animali in una piccolo villaggio semi-abbandonato, dove la presenza di animali ha fatto sì che venissero recuperati almeno i prati ed i pascoli circostanti.

Quando però la neve è arrivata davvero, è stato necessario correre ai ripari e portare le pecore alla stalla nel villaggio di Lidu. Immagini che andavano bene per le cartoline di Natale! Marina mi scriveva: "Forse dovrei fare anch’io un blog… Sono dei bei ricordi."

Al chiuso, le pecore emettevano nuvole di vapore. Addio pascoli, per vari mesi si andrà avanti a fieno, il fieno sfalciato faticosamente sui pendii lì intorno nel corso dell’estate.

Oltre alle pecore c’era di ricoverare anche gli altri animali… Ecco laggiù il cavallo, bisogna andare a recuperarlo.

Per lui è ancora più difficile, bisogna fare attenzione che non scivoli e finisca per farsi male. Per fortuna però tutti quanti sono arrivati sani e salvi a Lidu. Ma le sorprese, ahimè, non finiscono mai… Così qualche giorno dopo ricevo una spiacevole e-mail da Marina. "Ho visto che le pecore hanno saltato il recinto ed adesso sono con il cavallo. Adesso salgo e vado a metterli tutti al riparo."

"C’è stato un “attacco” di cane (i)… Niente lupo, niente lince,…cane! (i guardia-caccia sono venuti per vedere questo massacro). Sono state così spaventate che si sono gettate nel recinto….oppure sotto gli alberi… 3 pecore morte, una (ancora viva) sospesa al recinto con la zampa, una sparita,…che ho ritrovata stamattina. È passato ieri mattina, oppure nelle notte… Quando sono salita, ieri, verso le 13 del pomeriggio, erano ancora tiepide! Gli uccelli avevano già mangiato gli occhi… Mi rimangono 16 pecore, piu l’ariete."

Concludiamo con una nota più allegra: vi segnalo questa "storia", o meglio, un racconto di vita vera (meglio ancora, un fotoracconto) su Ruralpini, intitolato: "La Storia di due caprai, di una scrofa innamorata e di un gatto coraggioso". Buona lettura!

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