Attenti al lupo, il convegno

Non fatemiparlare del freddo, della neve, del terreno gelato, delle previsioni del tempo che fanno pensare ad un pessimo Natale per tutti i pastori…

Parliamo invece del convegno che si è tenuto ieri a Brossasco. Nell’ambito della rassegna "les MontagnArts", ancora una volta si parla di lupo, questa volta con l’Assessore Regionale all’Agricoltura Mino Taricco, l’Assessore Provinciale all’Agricoltura Claudio Sacchetto, il Presidente dell’Associazione Pastur di Blins Cristiano Peyrache, il Segretario della Coldiretti Saluzzo Michele Mellano e Mario Munari, Sindaco di Bellino. Qui sul blog potete in qualche modo seguire la storia di Bellino ed il lupo fin dalle origini: prima puntata qui, e poi le successive qui. Cos’è cambiato da allora? Purtroppo molte cose, ma in negativo. Cercherò di farvi una sintesi accurata del convegno, grazie agli appunti che ho preso.

Davanti a questo pubblico, è toccato alla sottoscritta aprire le danze. Dopo la proiezione di un video di qualche anno fa sulla ricomparsa del lupo nelle Alpi piemontesi, è stata la volta del mio intervento: "A che prezzo lupo e pastorizia possono "convivere"?". Nel modo più obiettivo possibile, ho cercato di spiegare qual è il prezzo della "convivenza" pagato da un pastore. Tutte cose che qui sono già state scritte più volte: i problemi con i cani da guardiania ed i turisti (sia in montagna, sia nel resto dell’anno), tirare reti, spostare reti, stare al pascolo fino a notte, senza la possibilità di passare nemmeno una giornata insieme ai parenti in visita in alpeggio, cosa vuol dire un attacco del lupo e cosa paga il rimborso (quando e se arriva), ecc, ecc, ecc. Insomma, non lupo sì, lupo no, ma: "Signori che avete le possibilità di decidere, la situazione è questa, sappiate che per i pastori il prezzo della presenza del lupo è salato e va a sommarsi a tutta una serie di difficoltà intrinseche di questo mestiere, oltre alle difficoltà economiche generali." Inoltre ho citato una frase di Paolo Rumiz letta recentemente: "In Italia i lupi non sono quelli che scannano le pecore, ma quelli che uccidono i pastori con le carte bollate."

Per primo ha parlato l’Assessore Taricco, che ha aperto il discorso affermando: "Non sono un innamorato della presenza del lupo", specificando però che le regole e le norme a cui dobbiamo sottostare tutti ci costringono a trovare una soluzione diconvivenza. Il lupo è una specie più che protetta dai regolamenti comunitari, per cui bisogna agire di conseguenza. La Regione ha cercato di venire incontro alla pastorizia con il premio di pascolo gestito, l’acquisto di attrezzature, i rimborsi. Nell’estate 2009 non ci sono stati più attacchi degli anni precedenti, ma si sono verificati casi che hanno richiamato l’attenzione generale. La Regione ha avviato la procedura di richiesta al Ministero per poter intervenire in situazioni particolarmente complesse e pericolose, andando oltre alle misure di prevenzione. Si punta quindi all’abbattimento selettivo come ultima soluzione. Per l’attuazione di questa misura è necessario un lungo procedimento, nel frattempo la regione emanerà un bando finanziario per l’acquisto di cani da guardiania ed attrezzature per la difesa. Inoltre l’Assessore ha affermato di aver dato disposizione affinchè i danni da predazione del 2009 siano liquidati tutti entro la fine dell’anno.

L’intervento successivo è stato dell’Assessore Sacchetto, che ha ripreso le parole di Taricco, aggiungendo che il problema lupo è da affrontare a livello locale. Non si possono fare paragoni con altre situazioni, tipo quella francese, perchè ogni area ha la sua forma di pastorizia. "Bisogna dare gli strumenti ai pastori per cercare di limitare al minimo i danni", afferma Sacchetto. "La Provincia va a traino della Regione per integrare il pacco degli interventi regionali." Quindi anch’egli ha preso nettamente una posizione: "Se i nostri nonni avevano agito in un certo modo, lo hanno fatto con cognizione di causa. Intendiamoci, apprezzo il lupo come animale selvatico, ma se facessi il lavoro del pastore…". Riconoscendo l’opera utile svolta dai pastori per il mantenimento ambientale, l’Assessore ha concluso affermando che è indispensabile fare tutto il possibile per aiutare pastori e margari.

E’ poi stata data la parola a Cristiano Peyrache di Bellino, presidente della locale Associazione dei Pastori. A cuore aperto, ha presentato le sue ragioni e la sua posizione. "Continuiamo ad esporre i nostri problemi: il territorio di Bellino è quello che è, con il lupo NON SI PUO’ LAVORARE. Le metodologie di difesa "imposte" non si riescono ad applicare, da noi. Tanto è vero che, prima del lupo, c’erano 15 pastori a Bellino. Nell’estate 2009 soltanto due ed il prossimo anno, se va bene, uno solo. Altre vallate hanno altri territori, dove è possibile lavorare anche con grandi numeri, ma non è il caso di Bellino."

Cristiano infatti ha più volte spiegato quello che offre la montagna di Bellino: diversi valloni, pascoli ottimi, ma sparsi qua e là, non utilizzabili altrimenti che con piccole greggi di pecore. Dove i pascoli sono adatti per i bovini, l’alpeggio è già utilizzato da allevatori di questi animali, ma per le pecore restano i pendii ripidi dove vanno bene 100, 200, anche 400 pecore, ma non 2000 tutte insieme. A Bellino i proprietari hanno 30-35, 40 o 50 pecore ciascuno, poi d’estate se ne prendevano in guardia, magari arrivando a 400 o 500 pecore al massimo per gregge.

"L’abbattimento, certo, è l’ultima possibilità, ma a Bellino o teniamo in vita i pastori, o il lupo. E se i pastori se ne vanno, verrà meno il presidio del territorio. Chi pulirà i sentieri, i ruscelli? La montagna, dove c’è il pastore, è più vivibile." I pastori di Bellino hanno sempre avuto nella pastorizia un reddito integrativo: non possono vivere SOLO di pastorizia, così come non riescono a vivere solo con le altre attività agricole, forestali, turistiche. "Per vivere qui anche d’inverno, d’estate dobbiamo fare il fieno. Se sei giù che ti occupi della fienagione, non puoi essere al pascolo delle pecore." Come pastore, Cristiano non può amare il lupo: "La legge dice che noi dobbiamo sorvegliare il gregge, che non vada ad arrecare danno alle proprietà altrui, ma non mi obbliga a dovermi difendere da un esterno che viene a predare i miei animali. Non siamo contrari al lupo, ma per colpa sua siamo stati costretti ad abbandonare il nostro lavoro. Non l’abbiamo fatto perchè non ci piaceva e volevamo andare a fare i bagnini a Rimini, ma non ci dava più un reddito." Cristiano ancora una volta ha sottolineato che loro, in quanto pastori, non vogliono i rimborsi, ma vogliono difendere l’attività.

"Perchè il lupo non ti attacca la pecora da macello, quella che avresti venduto appena sceso dall’alpeggio. Magari uccide un’agnella giovane o una bella pecora gravida che ti avrebbe dato due agnelli." Poi c’è il solo discorso, dei capi pagati solo se ritrovati, quelli che mancano, quelli che muoiono cadendo dai dirupi perchè spaventati dai predatori, quelli non si contano. "Siamo come dipendenti comunali, dipendiamo dalle istituzioni" conclude Cristiano Peyrache.

La parola a Mellano della Coldiretti: "Non c’è molto da aggiungere a quanto detto, ma sottolineiamo che è importante difendere i pastori. Contrariamente a quanto si sente dire spesso, molti sono giovani su cui bisogna scommettere, bisogna far resistere i giovani!". Mellano ha poi evidenziato come nella scorsa estate il problema abbia avuto un impatto maggiore sull’opinione pubblica poichè si è aperto anche sui bovini, ed ha proseguito parlando anche degli altri danni causati dai selvatici (cinghiali, caprioli, cervi…). "E’ vero che la burocrazia è un problema ben più del lupo! I pastori hanno un senso di impotenza davanti a tutto questo." Nel suo intervento è stato inoltre sottolineato come sia necessario lavorare insieme alle associazioni ambientaliste, collaborare e non cercare lo scontro. "Noi non siamo nemici di chi è amico del lupo. C’è bisogno di manodopera che affianchi i pastori? E allora perchè non dei volontari?". Per quanto riguarda la questione dell’abbattimento, Mellano ha preferito parlare di contenimento: "Non sparare indiscriminatamente, ma comunque qualcosa deve essere fatto."

Il Sindaco di Bellino ha brevemente ripreso quanto già stato detto: "Abbiamo questo problema. E’ vero che forse ci sono stati meno attacchi, ma sui nostri pascoli ci sono anche meno animali. E noi abbiamo parecchi pascoli adatti agli ovini, devono essere pascolati. Se mancheranno le pecore, il prossimo anno il lupo attaccherà i bovini? Come Comune siamo un piccolo Comune, finanziariamente non possiamo fare nulla…"

Viene il momento delle repliche. Taricco: "Personalmente, non disdegnerei la caccia al lupo. Da agricoltore, condivido il punto di vista del pastore, lo capisco. In teoria si possono abbattere, in realtà però non si può fare e, per adesso, la legge è questa. La tutela del lupo compete al Ministero dell’Ambiente, che a sua volta deve sottostare ad una normativa comunitaria." L’Assessore sottolinea che ogni proposta, ogni suggerimento costruttivo per cercare di risolvere il problema è benvenuto.

Dal pubblico, chiede di parlare Matteoda della Comunità Montana Valle Varaita, che denuncia una situazione ben più grave. "Il vero problema è la politica della montagna! La montagna dev’essere una risorsa, non un elemento residuale. La questione economica non si risolve con gli indennizzi… Oggi i finanziamenti per la montagna sono stati chiusi dal Parlamento, non c’è più una politica per la montagna, passa persino una legge che di fatto privatizza l’acqua. Non si può isolare il problema lupo da tutto il resto!"

Un intervento di uno spettatore: "Bisogna prendere a schioppettate, prima che il lupo, quelli che hanno mangiato quei 300.000 euro per le consulenze! O sono 3.000.000 di euro? Quelli sono da prendere a fucilate!"

Nanni Villani, con un intervento che infiamma la platea ed i relatori: "E’ sbagliato uccidere il lupo! Il lupo è importante per l’ecosistema ed inoltre, uccidendo il capobranco, si destruttura il branco e si rischiano effetti ancora peggiori. I lupi poi non stanno aumentando, ma semplicemente colonizzano via via nuovi territori." Villani prosegue citando la Francia, dove il lupo fa meno danni perchè ci sono spazi più ampi, una minore densità antropica. "E poi non venite a contarmi che i pastori mantengono la montagna! Fanno più danni alla montagna 50 pecore lasciate all’abbandono che un lupo da solo. Fatemi vedere dov’è il pastore che tiene puliti i sentieri…"

Ribattono Peyrache e Taricco: "Dov’era il signor Villani quando io ripulivo con il piccone i sentieri per l’alpeggio, dopo le valanghe di quest’inverno? Qui a Bellino facciamo ancora le roide, lavoriamo insieme per sistemare sentieri e canali dell’acqua. Se i turisti sono saliti in montagna, è anche grazie ai pastori! E poi dove e come fanno danni 50 pecore?". Taricco replica specialmente alle "chiacchiere da bar", perchè senza quei 280.000 euro non si potevano pagare gli stipendi alle persone che vanno a fare i rilievi per gli indennizzi e non si saprebbe nemmeno quanti lupi ci siano.

Ancora una voce dalla Valle Grana: "Da noi la montagna stava morendo già prima, adesso con il lupo sarà la fine, muore tutto, dovete fare qualcosa prima che sia troppo tardi".

  1. @john: in parte è vero, non dappertutto il pastore è ancora quello di una volta… ma comunque, se passano gli animali (che siano pecore, vacche o capre), bene o male la traccia del sentiero c’è. se dovessero passare solo gli escursionisti… in certi posti (vedi le valli meno frequentate, orco e soana, val chiusella, la stessa "tua" valsesia…) sarebbe una giungla!

  2. se per quello anche i cervi fanno dei bei sentieri…… mi sembra che come al solito qualcuno abbia detto quello che la gente voleva sentirsi dire e non la realtà: non è certo il lupo che farà morire la montagna…. e non potrà solo essere il pastore a tenerla bella e pulita…… le situazioni vanno analizzate in modo puntuale…e obiettive … da entrambe le parti!!!

    F.A

  3. @leela: appunto, peggio la burocrazia del lupo!
    @FA: quindi, a platea di pastori, si dice xyz, a platea di ambientalisti, abc? sono però andata a guardarmi un po’ di rassegna stampa dei due assessori ed ho notato che questo pensiero è stato esternato anche in precedenza, rivolto a 360° a tutti
    quello che dici era un po’ il succo del mio intervento: la montagna non muore solo per il lupo, ma sicuramente in certe situazioni il lupo non aiuta di certo, anzi!
    per i pastori… sappiamo bene cosa offre il panorama piemontese: roide a bellino, in val pellice per salire a crosenna o in altri alpeggi… sentieri devastati da troppe vacche altrove, incuria, abbandono e menefreghismo, pastori che ripuliscono strade e sentieri, altri che lasciano persino l’immondizia intorno alla baita quando se ne vanno.
    fa parte dell’immensa varietà di cui è fatto il mondo. mai generalizzare e mai santificare una o l’altra categoria!!

  4. Argomento lupo in Valle Stura. I nostri alpeggi si stanno svuotando principalmente per il lupo. Noi sull’alpe Ischiator custodiamo tutta l’estate, tutti i gioni le nostre pecore, facendo due persone i turni.
    L’anno scorso abbiamo atteso invano, come molti nostri colleghi, il contributo del pascolo gestito, tanto reclamizzato dalla regione Piemonte durante le riunioni, le fiere o in propaganda elettorale.
    Sarebbe stato importante per equilibrare le nostre finanze, ma ci hanno fatto sapere che non c’erano erogazioni di premi, che però stranamente sono disponibili per lo studio del lupo.
    Qualcuno deve prendere una precisa posizione: vogliono i pastori sugli alpeggi, per la salvaguardia delle montagne? Dateci un equo premio, non solo spiccioli??!!! Fare il pastore non è un mestiere di seconda categoria. Con l’occasione auguro a tutti i lettori di pascolo vagante AUGURI, AUGURI E AUGURI

  5. A proposito di lupo e dintorni, personalmente ho trovato molto interessante quanto ci racconta Milena Merlo Pich (Operatre Naturalistico ed Accompagnatore di Escursionismo della sez. CAI di Bologna) pubblicato sull”Agenda CAI del 2010 (Il respiro della montanga).

    Ricordo che le Agende del CAI sono curate dal Comitato Scientifico Centrale.

    Ecco il testo pubblicato sull’Agenda (vi pregherei di leggere tutto e di non soffermarsi solo sulla parte introduttiva).

    Buona lettura.

  6. @gloria: grazie della testimonianza, una in più da chi questo problema lo vive sulla propria pelle.
    faccio una precisazione: l’assessore taricco ha spiegato perchè nel 2008 il premio di pascolo gestito non è stato rerogato: questioni burocratico-amministrative. dato che il lupo è patrimonio dell’ambiente, sarebbe spettato all’assessorato all’ambiente seguire la cosa, ma era più logico che lo facesse l’agricoltura, che ha le capacità ed i mezzi. finalmente nel 2009 l’assessorato all’agricoltura ha potuto prendere in mano il tutto, e così il premio di pascolo gestito c’è stato e ci sarà ancora.

    grazie degli auguri!!

    @beppeley: articolo interessante dal punto di vista culturale e scientifico

  7. lapidaria la frase sul documento del CAI:"dal punto di vista zootecnico i danni sono irrilevanti".
    Dal punto di vista economico, pochi migiaia di euro, ma soprattutto dal punto di vista culturale e sociale, poiche’ leggendo, a uno che sgamella sui dirupi da 30 anni viene da pensare: "Dopo 30 anni che mi rompo la schiena non penso di aver diritto a una ferrari, poiche’ se me la parcheggiassero li’ adesso non la toccherei, ma a un soldo in tasca e una tegola sulla testa si’, e invece…" (piu’ o meno detto tre giorni fa da XX, pastore novarese). Continuo a citare a braccio, XX mi perdoni qualche licenza narrativa: " gli allevatori si riuniranno  per prendere una decisione sul problema dei pastori, bene, rispondo, ma prendete una decisione saggia perche’ io le mie tre o quattro cascine per passare l’inverno con quelle poche che mi servono per la pensione le ho sempre, ma se la vostra decisione premiasse i disonesti che fanno questo mestiere, vorrebbe dire che avrei gettato una vita di sacrifici per niente"…"sono venuti in montagna dove il fuoco ha bruciato i larici i dottori, han fatto tagliare gli alberi morti e li hanno mollati li’ dove sono caduti, che tra mille anni o sono ancora li’ o la valanga li ha portati a intasare i fiumi, e hanno speso 80.000 euro a impiantare dei laricini spessi un mignolo, cerchiati con la rete che la neve ha schiacciato e o sono morti o sono piegati come ami da pesca. E il panettiere rischia la chiusura a portarmi del pan secco di straforo.. questa e’ l’Italia che abbiamo"
    " credimi che se avessi venti anni meno farei quello che hai fatto te, partirei e andrei via".."ho vergogna a dire che sono itaiano"

    La saggezza accumulata in generazioni di vita, vilipesa dai tronfi saccenti, calpestata dal cittadino superficiale, ignorata dal legislatore presuntuoso, e infine umiliata dal frastornante silenzio in cui e’ confinata.

    Queste sono le realta’ che abbiamo per le nostre terre: chi va, chi resta (e si impicca con le sue mani) e chi parla..

  8. @marco: già, irrilevanti in un contesto economico globale… ma per te, pastore, che vivi di quello… può essere anche la fine!
    il pastore novarese che partirebbe ed andrebbe via… spero almeno che si sia tirato su il morale guardando le foto del libro!
    parole sante e, ahimè, sentite troppo spesso in bocca a vari allevatori…

  9. A volte leggendo/ascoltando le frasi di chi definisce irrisori i danni da predazione, (magari dicendo: ma è solo una pecora)  mi chiedo come definirebbero un hacker, che con cadenza più o meno mensile, sottraesse loro 100-200 € dal conto in banca…

     Bryo15

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