E noi cosa mangiamo?

Il gregge continua il suo solito cammino nella pianura, mentre le pecore degli agnelli sono al "sicuro" nei prati di collina. Di mais nelle stoppie ce n’è, il pastore deve fare attenzione che non ne mangino troppo, perchè l’indigestione potrebbe essere fatale. Però ultimamente c’è stato qualcosa di diverso.

Capita di vedere animali del gregge che stanno male di colpo. Anche altri pastori affermano di avere dei problemi e si dice addirittura che un "piccolo" gregge di 400 pecore abbia avuto 60 capi morti, una vera strage. Non può essere solo il mais… Anche perchè i sintomi sono diversi. Sembra un avvelenamento, ma adesso non è primavera, quando magari gli animali bevono in un fosso o mangiano erba sul bordo di un campo coltivato, dove può essere stato messo del diserbante.

Questi animali non stanno male, il loro sguardo è normale, mentre una bestia malata ha lo sguardo fisso a terra, la testa bassa. I contadini dicono che in molti campi sono stati fatti diversi trattamenti al mais contro la piralide (un insetto dannoso)… Che la colpa sia dei prodotti utilizzati? Che resti un residuo anche a lungo termine? Ma quel mais… per cosa è poi stato impiegato? Alimentazione animale, presumibilmente. E poi allora noi cosa mangiamo??

Al mattino tutto il gregge attende di mettersi in cammino. Anche gli asini. E’ un’altra giornata uggiosa, la speranza è quella che non piova, ma comunque le temperature restano abbastanza miti, e di quello non si lamenta nessuno. Qua e là c’è qualche pecora che ha partorito, bisogna cercarle per caricarle sul trailer e spostarle in collina.

A volte i pastori ricorrono a qualche stratagemma. Questa pecora ad esempio ha partorito due "scriccioli", due agnellini piccoli e gracilini. Perchè non provare a farle adottare un gemello di un’altra pecora, più grosso e più ardito? Il pastore lo sfrega addosso ai due, di modo che prenda l’odore che la pecora potrà riconoscere, poi prova a farglielo annusare. Sembra che la cosa funzioni… I due piccoli finiranno in cascina, allevati con il biberon.

In collina, le pecore sono in attesa nel recinto. Questo è grosso, formato da nove reti, c’era di che pascolare ancora, ma loro sono impazienti, protestano per il ritardo del pastore, belano nervose. Prima di lasciarle andare al pascolo, bisogna però controllare gli agnelli, fare una puntura a quelli con la dissenteria.

Da queste parti il gregge era passato in tutt’altra stagione, lo scorso anno. Ve lo ricordate, il prato con gli animali finti usati come tiro al bersaglio? In un giorno si era passati di lì e si era arrivati fin dove eravamo la scorsa settimana. Altra erba, ma soprattutto altri numeri nel gregge!

Quando finalmente si possono aprire le reti, gli animali si lanciano di corsa verso il nuovo pascolo. Non si fermano subito appena trovano l’erba, ma vanno avanti attraversando tutto il prato, poi tornano indietro. Ci vuole qualche tempo prima che si tranquillizzino ed inizino a pascolare a testa bassa, diminuendo il volume dei belati.

E’ strano vedere questo prato fiorito di margheritine bianche, quando tutto intorno gli alberi hanno i colori dell’autunno. Il pastore cattura gli agnelli per ripassare le marche colorate. Tra qualche giorno magari sposterà i più grandi e li riporterà nel gregge grosso: in quell’occasione bisognerà fare attenzione a trovare le pecore con i loro agnelli, senza fare confusione e lasciare qualche piccolo senza la madre. I colori però sbiadiscono, quindi è necessario rinverdirli. Certi agnelli però sono talmente vispi che è quasi impossibile prenderli.

Non tutte le pecore sono miti: questa "cuccia" (così in alcune parti del Piemonte vengono chiamate le pecore con le orecchie corte, la cosiddetta "razza taccola") mi viene incontro con lo sguardo feroce. Non ce l’ha con me, ma con il cane che mi sta al fianco. Certe pecore arrivano anche ad aggredire il cane, correndo a testa bassa contro di lui.

E’ da un po’ che non vengono riportati indietro gli agnelli, ce n’è una nuvola saltellante che ogni tanto fa ammattire il pastore con le sue corse ed i giochi. "Adesso sono così belli, spiacerebbe portarli in là e poi magari le madri mangiano qualche veleno…".

Intanto le pecore decidono di cambiare dieta: alcune vanno nel bosco a pascolare edera, altre si spostano sul bordo del prato ed attaccano con gusto le foglie dure e taglienti delle canne. Vai a sapere perchè queste sì e certi ciuffi d’erba più duretti nel prato invece no… Anche gli animali hanno i loro gusti e non tutta l’erba è uguale!

La sera ormai arriva presto, il pastore ha preparato un grosso recinto in cui gli animali potranno ancora pascolare prima di sedersi per riposare… ed anche il mattino successivo, caso mai lui fosse in ritardo. Le giornate sono sempre più corte e, anche se le temperature fortunatamente restano gradevoli, l’inverno si sta avvicinando.

  1. Ma ho chiesto a mio marito contadino se i trattamenti per la piralide possano avere effetti. Lui mi assicura di no perchè gli insetticidi proprio perchè insetticidi uccidono gli insetti, non gli animali a sangue caldo (a meno di berli direttamente dalla bottiglia). Lui pensa che sia colpa delle micotossine cioè mais infestato da piralide e muffe.
    Ero un pò preoccupata dalla tua ipotesi perchè qui tutti fanno questi trattamenti per la piralide.
    Ciao Lorma

  2. ciao marzia, sono menga85! mi chiamo matteo e abito nel vicentino….. ti ringrazio per aver messo nell articolo di ieri il mio album che ho su flickr…..mi piacerebbe anche raccontarti un pò chi siamo e parlare di pecore e pastori delle mie bande….. se m lasci l email t sò dire un po di più…… scusa ma non sono tanto pratico di computer ma spero di farcela a contattarti….. comunque la mia email è menga85@live.it… saluti e a presto……..

  3. @serpillo: cosa mangiamo, cosa respiriamo…
    @lorma: però perchè capita in certi campi ed in altri no? comunque tutti questi veleni, che siano insetticidi, che siano diserbanti, a lungo andare bene non fanno di certo!
    @menga85: ti scrivo subito! grazie!!

  4. Alla pecora in primo piano nella foto iniziale manca solo il fumetto con la scritta "e noi cosa mangiamo?).  La lanuta creatura ha l’espressione eloquente.
    Sempre bello il tuo blog, quando arrivo qui mi fermo molto a lungo a leggere, guardare e … imparare.
    ciao

  5. @chiara: inquietante ricerca, quella che ci segnali. e se fosse veramente quella la causa? uhm…
    @nonnapapera: purtroppo loro si fidano dei pastori e mangiano quello che trovano dove vengono portate al pascolo…

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