Signori si scende!

Ormai il gregge è in pianura, la stagione del pascolo vagante è ricominciata. Quel che vi narro però fa sempre un passo indietro… e così torniamo a venerdì mattina, quando il cielo era grigio, piovigginava e, in tangenziale, la coda infinita avanzava a passo di lumaca.

Il gregge, in proporzione, camminava molto più velocemente del serpentone di auto imbottigliate… I pastori si erano già messi in marcia e stavano affrontando la discesa delle Scale del Moncenisio. Pioveva ed il clima era tipicamente autunnale, anche se non freddo come ci si poteva aspettare per la stagione.

Quel giorno i passi da fare erano tanti, ma in realtà la vera fatica sarebbe stata quella del giorno successivo, caricare i camion e scaricarli nuovamente in pianura. In fondo uno spostamento su strada non era che l’allenamento per gli infiniti giorni di pascolo nomade che stavano per ricominciare.

I colori erano quelli dell’autunno ed anche il cielo grigio stava proprio ad indicare che era effettivamente ora di scendere. D’altra parte, tra le nebbie che andavano e venivano, sembrava di scorgere una spolverata di neve fresca caduta nella notte, lassù. Ma ormai le porte della baita erano state chiuse ed il gregge scendeva verso il fondovalle. Una sosta per far passare qualche auto rimasta in coda, e poi via di nuovo.

Albino guidava il gregge, anche se ogni tanto le capre cercavano di prendere il sopravvento. Quante transumanze, nella vita del pastore? Forse però per lui è una cosa normale, sono più gli altri a filosofeggiare su questa giornata particolare. Per il pastore vagante, ogni giorno è transumanza, così sarà difficile vederlo vestito a festa per l’occasione e nemmeno i suoi animali hanno qualche addobbo particolare.

Qualche auto c’è, ma il traffico è veramente poco. E dire che le atmosfere odierne, quelle di un’umida giornata d’autunno, sono molto più affascinanti di un’assolata domenica di agosto. E il gregge prosegue il suo cammino, padrone della strada, mentre la pioggia si è trasformata in uno spray leggero.

A Bar Cenisio ci si fermerà per una tappa, mentre persino il sole decideva di far capolino. E’ vero, gli uomini si erano svegliati presto ed avevano già fatto mille cose… ma erano soprattutto gli animali ad aver bisogno di pascolare.

Il Valico del Moncenisio è ormai lontano, tra non molto magari la strada sarà persino chiusa al traffico, per neve. E’ arrivato il momento di svoltare e raggiungere dei pascoli per sostare qualche ora. Gli animali sembrano saperlo e guardano la strada giusta prima ancora che il pastore la imbocchi.

Il gregge è come un fiume che risale controcorrente la stretta strada tra le case ed il torrente. Ogni tanto si incontra qualcuno che saluta il pastore, ammira le pecore: "Che belle bestie, che schiene!". Un cercatore di funghi ci raggiunge ed offre persino un bicchiere di vino. Ci si saluta pensando già al prossimo anno, ad una nuova salita, ad una nuova stagione, perchè anche la transumanza è una di quelle cose cicliche che speri sempre di vedere ancora ed ancora, simbolo del mondo che va avanti.

Le pecore finalmente possono pascolare tranquille, sotto un cielo che ora sembra rasserenarsi, ora sembra portare nuova pioggia. Il prato, qua e là tagliato, oppure pascolato precedentemente dalle vacche, ha un bel colore verde ed erba ricresciuta grazie alle precipitazioni delle scorse settimane. Ma il pastore pensa già all’erba che ci sarà giù in pianura.

Sono giorni di nascite, questi, ed anche il quella breve pausa della transumanza nascono dei nuovi agnelli. Guai per il pastore se non capitasse, ma in giornate particolari come quelle delle lunghe transumanze, forse ne farebbe anche a meno. Per adesso intanto proprio lì vicino c’è già un recinto dove sono state riunite le pecore che hanno partorito in quegli ultimi giorni di alpeggio.

I colori autunnali stanno iniziando a macchiare qua e là la montagna, anche se il verde è ancora il colore prevalente. Quando i larici saranno gialli ed arancioni, nessun gregge, nessun pastore sarà più in montagna. Che senso ha, rimanere lassù con poca erba a disposizione, quando invece in pianura quest’anno sembra essercene in abbondanza?

Pranzano anche i pastori, e poi si rimettono in marcia. Questa tappa della transumanza porterà fin giù nel fondovalle, dove l’indomani arriveranno i camion a caricare gli animali. Albino si incammina, chiama il gregge, e questo non tarda a riunirsi alle sue spalle, una grande isola bianca che si allarga e si restringe a seconda dello spazio a disposizione. Bisogna però fare attenzione a cancellate, guard-rail, muretti, evitare che le pecore vadano dove non devono… ed anche a quelle fioriere con ancora qualche piantina che resiste in questo tiepido autunno.

Più avanti, nuovamente sulla strada principale, il gregge si incanala nel cantiere eredità dell’alluvione del maggio 2008. In tutta l’estate nessuno ha ripreso i lavori… Adesso tutte le case sono chiuse, forse qualcuno si affaccerebbe alle finestre fosse di sabato o di domenica. Montagna spopolata, montagna di seconde case.

Ancora un tratto di asfalto e poi il gregge inizierà a scendere tra boschi e radure, seguendo vecchie strade, antiche mulattiere quasi scomparse. Quando la sede viaria tornerà libera, defluirà la coda di auto che si era già formata. Anche i pastori si dividono, qualcuno scende a valle per preparare il recinto, iniziare a portar giù i mezzi, prima che venga notte.

Al ritorno, il gregge è ancora per la strada, fermo in una radura a pascolare tra l’erba secca. Ormai più nessuno qui taglia il fieno, nessuno ha degli animali per cui quegli spazi potrebbero essere preziosi. Poco per volta il bosco invaderà tutto e forse non ci sarà nemmeno più una via per la transumanza del gregge?

Il pastore riparte, la sera si sta avvicinando ed il cammino nel bosco è ancora lungo. Ci si divide ancora, bisogna andare a spostare il recinto alle pecore degli agnelli e così, nel frattempo, la transumanza arriva a destinazione, là dove c’è già il recinto preparato. E’ ormai notte, qualcuno del paese è venuto a scambiare quattro chiacchiere, a curiosare. I pastori sono stanchi, una cena veloce e poi si dormirà lì vicino al gregge, pronti a riprendere le attività la mattina successiva, quando arriveranno i camion per caricare tutti gli animali…

  1. ben arrivati in pianura, in bocca al lupo per i prossimi mesi.

    Spunti di cronaca, a metà tra idea e provocazioen
    Tra borgaro, mappano e torino un’immensa area di proprietà del comune di borgaro doveva diventare parte della cintura verde di torino. Ora è una savana di erba alta quasi due metri e carpini/pioppi/cipressi piantati e lasciati seccare.
    sarebbe interessante chiedere al sindaco di borgaro, così pronto a copiare le gesta del collega torinese, se ha mai pensato ad un’opera di rasatura… naturale, come al meisino.

  2. @leela: le cose più difficili danno maggiori soddisfazioni, una volta concluse!
    @equipaje: un bel fiume bianco, eh?
    @gp: speriamo in bene, per l’inverno.
    bisognerebbe proporglielo, al sindaco! greggi che girano per lì ce ne dovrebbero essere
    @johndeere: al prossimo anno!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...