Aria di neve, lassù

Se mai ci sono stati dei veri giorni di relax, adesso uno già non se li ricorda più. Certo, delle giornate meno impegnative, quelle in cui ci si poteva anche permettere un riposino al pomeriggio, non si può negare di averle avute. Ma quel che avverrà da adesso in poi cancellerà la loro memoria. Settembre, tempo di migrare? Si spera che sia ottobre, ma comunque, la macchina si sta mettendo in cammino.

Gli agnelli hanno cominciato a nascere e bisogna separarli dal resto del gregge, portandoli in un posto dove possono stare al sicuro con le loro madri, senza dover camminare al seguito degli altri animali. La nebbia va e viene ed ogni tanto cade anche un po’ di pioggia. L’aria è fredda, è quella dell’autunno, ormai.

Forse allora l’ultimo resto della slavina nel canalone del Lamet non se ne andrà. Sembrava impossibile che potessero bastare quei due, tre mesi per sciogliere tutta la neve che c’era ancora a fine giugno, quella che era stata tagliata con le ruspe per liberare la strada verso l’alpeggio. Eppure il caldo del mese di agosto è stato intenso anche qui e così questo è ciò che resta di tutta quella neve.

Spostato il recinto, gli agnelli cercano un posto dove stare, mentre le madri già brucano la nuova erba. Ovviamente, non è detto che il posto sia quello più comodo a disposizione. Uno di questi due poco dopo lo scatto della foto scivolerà lungo la pietra e si fermerà appena sotto, incredulo. Sgambettando, si rimetterà in piedi e farà una nuova prova, poi chiamerà la madre e si avvierà al suo seguito.

La nebbia va e viene, il freddo è tale che viene da pensare che su in alto stia già nevicando. Di erba ce n’è ancora, la transumanza è già nei pensieri di tutti, ma non è prevista nell’immediato, specie dalla gran parte dei pastori. I margari, con le vacche, invece generalmente scendono prima.

La rete ha qualche picchetto rotto ed il pastore li sostituisce. Pare incredibile esser stati in pianura il giorno prima, a sudare e lavorare sotto il sole, nella polvere, mentre adesso qui fa freddo e bisogna già essere vestiti come d’inverno. Laggiù, in cascina, tutto è pronto per il rientro degli animali, sono state ammassate anche le ultime scorte di foraggio per l’inverno, nella speranza che se ne consumi la minor parte possibile, non come lo scorso inverno, quando era stato neccessario "fermare" anche le pecore.

Stamattina la nebbia si era dissolta e la pioggia aveva lasciato pozzanghere un po’ ovunque, ma sulle cime le ultime nuvole scoprivano una spruzzata di neve fresca. D’ora in poi, il timore della neve sarà una costante. "Servirebbe che piovesse in giù, da far venire una bella erba per quando si scende!". Intanto, in questi giorni iniziano la loro transumanza tutte quelle madri mogli e compagne di margari e pastori, i cui figli devono iniziare la scuola. Per loro sono terminati i giorni in alpeggio, anche se gli uomini restano ancora lassù.

  1. @serpillo: gli agnellini sono come tutti i cuccioli e… sbagliando s’impara!
    i pastori hanno meno malinconia di me, per loro quando non c’è più erba, è naturale scendere e cercarne altra altrove, anche se comunque sanno che sta per iniziare la stagione più difficile!
    @soulboarder: per te l’aria di neve è… quello che ci vuole, vero?!? 😉

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