Montagna viva

Non so se ci rendiamo conto che la montagna è così bella anche perchè c’è l’uomo e, soprattutto, c’è l’allevatore. Se non ci fosse il bestiame, non servirebbero i prati da sfalciare per ottenere fieno, e ci sarebbero soltanto boschi. Non servirebbero i pascoli in quota, e ci sarebbero alberi e cespugli fino al confine con le rocce e le pietraie.

Per adesso, fortunatamente, la montagna è ancora viva. Meno di un tempo, quando molta più gente viveva su queste terre, ma in questi giorni si possono vedere prati in fiore e, soprattutto, iniziare a sentire qualche scampanio in lontananza, con le prime, piccole mandrie e greggi locali che sono già salite alle quote intermedie.

Piccoli gruppi di animali vicino alle case, abitazioni in pietra che un tempo erano abitate tutto l’anno… Adesso non si sentono voci di persone, solo il suono delle campane al collo delle vacche al pascolo e l’acqua che gorgoglia nella vasca che funge da abbeveratoio.

Salendo in quota, dai prati si passa ai pascoli ed è una festa di colori, di fiori e di erba che ricopre tutti i versanti, a mano a mano che la neve se ne va. Aria frizzante nonostante la quota non particolarmente elevata, ma si respira a pieni polmoni, mentre la pianura è già soffocata dalla prima ondata di caldo, dall’afa, dallo smog.

L’alpeggio è silenzioso, lassù, ma non credo che lo sarà ancora per molto. A 1600 m la stagione inizia prima rispetto a quelle alpi collocate a quote maggiori, infatti i pascoli sono già sgombri dalla neve, chiazzati di giallo, di azzurro, di rosa e di bianco.

La montagna viva si legge anche in questa immagine. Chissà se qualcuno nota qualcosa e sa darmi la spiegazione? Si tratta di un altro alpeggio, pure questo in attesa della sua mandria. Sullo sfondo, invece, i pascoli che saranno delle pecore, ma il gregge è ancora giù in pianura… Devo telefonare a Giovanni e raccontargli cos’ho visto su di qua.

Gli parlerò dell’erba, ma gli dirò anche di questa slavina, che scende ancora giù, sotto i 1300m di quota, intasando il canalone con terra, pietre, neve, alberi sradicati. E dire che qui sotto c’è la mulattiera…

Quella strada che, poco più di un anno fa, percorrevamo con il gregge in transumanza, diretti a Balmafol. Adesso sarebbe impossibile valicare la slavina… Chissà se basterà un paio di settimane, per far sciogliere la neve? Ma… e tutto quell’intrico di rami, tronchi, radici? Chi aprirà la pista?

Per adesso l’unico gregge incontrato su per quelle montagne è questo piccolo gruppetto di pecore con la loro pastora. Non si sentono ancora i belati e le campanelle lassù in alto, ma oggi la montagna è viva soprattutto perchè ci sono queste piccole greggi, che permettono di utilizzare anche appezzamenti ridotti e scoscesi, proprietà frammentate, viottoli che attraversano le borgate semi abbandonate.

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  1. Vale per tutta il paesaggio : senza l’uomo e le sue colture e allevamenti non sarebbe “viva” in un certo senso.

    OT: perché non cerchi nelle impostazioni di splinder le opzioni di feed e abiliti ” post completo” e non solo le triste tre righe iniziali?

  2. Foto bellissime, Marzia. :-)) Alcuni posti sono ormai abbandonati, altri vengono forse stravolti dalla modernità però la montagna ha sempre un fascino tale da convincere più di qualcuno ad abbandonare tutto ed andarci a vivere. :-)) Aloha

  3. @vogliaditerra: esatto! e, come c’è scritto al museo delle alpi del forte di bard (AO): “il paesaggio naturale non esiste”
    grazie delle info, io non ci capisco molto di informatica, ma adesso ho seguito il tuo suggerimento
    @soulboarder: andare a viverci è difficile, perchè non sempre è così bello come in queste giornate di sole. però bisognerebbe almeno aver rispetto ed amministrare le Terre Alte con intelligenza e non sempre e solo pensando al portafogli ed al tornaconto immediato. la montagna ha tempi lunghi…

  4. Montagna viva, fin quando dura…
    Parlavo pochi giorni fa con un Valsesiano che stava aggiustando l’Alpe dopo l’inverno, che adesso l’ASL vuole che il letame venga interrato…..ve li vedete i pastori ad interrare il letame su agli alpeggi???
    Ciao
    Antonio

  5. @antonio: interrare il letame? ma siamo matti????
    il letame una volta si spargeva sui pascoli, a mano o con la fertirrigazione. si riprendano queste usanze. interrare? così poi almeno i cinghiali buttano tutto all’aria!

  6. Me l’ha confermato anche mio figlio, sta facendo la 5 Agraria e ha chiesto al prof di zootecnia, c’è quest’obbligo per evitare dispersioni di nitrati e per gli odori, ma può andare per le grosse aziende di pianura, poi sta al funzionario di turno….
    Ciao
    Antonio

  7. Non ho ben capito cosa dovrei notare su una delle foto che commenti: forse l chiazza gialla dai bordi ben definiti? Già, forse la stranezza è quella…o no ??
    Cos’è ?

  8. @antonio: ahiahiahi, se sta al funzionario… siamo a posto!
    @#7: tanto dove trovi ancora qualcuno che fa pratichi?????
    @#8: bravo anonimo! proprio quella!!! è il segno di come la fertirrigazione lasci il suo segno ancora oggi, perchè dalla canaletta in giù c’è stata una maggiore concimazione, e così ancora oggi fioriscono i tarassaci

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