C'è movimento, in giro

Stamattina sono andata a fare un giro in bici e, come meta, avevo la Val Pellice. Non a caso… speravo infatti (e non sono rimasta delusa) di vedere la valle viva come sempre: vacche al pascolo nei prati vicino alle cascine, piccole greggi qua e là, fili tirati, reti e prati già pascolati. Così è stato, ma ho anche avuto l’imprevisto. Dopo essermi fermata a chiacchierare con Sabina, incontrata casualmente in una piazza del mercato, dove lei vendeva tome, tomini e seiras, ho proseguito verso l’alta valle. Lungo la strada, chiazze di buse, apparentemente fresche, molto fresche, sempre più fresche… Quando poi, quasi a Villar Pellice, ho sentito anche il suono dei rudun

Ho sorpassato la mandria ed i suoi sorveglianti, che facevano passare le auto ora in un senso, ora nell’altro, per agevolare il traffico. Saluti, sorrisi e qualche scherzo, quando mi hanno vista appostata con la macchina fotografica. C’è l’allegria di quando ci si avvicina ai monti, anche se lassù la neve è ancora tanta e questi animali erano diretti solo a dei prati di fondovalle. Sabina prima mi diceva che sono andati a vedere l’alpeggio: "Arrivi solo a piedi, è pieno di valanghe, e poi su… bhè, i comignoli… quelli ci sono. Sotto… speriamo!"

La mandria sfila davanti a me, i conduttori sono quasi tutti molto giovani, in Val Pellice fare il bergè o il marghè è un vanto, si cammina a testa alta, nelle liste elettorali dei comuni dell’alta valle in questi giorni si leggono numerosi nomi di allevatori, segno che l’integrazione nella società è completa.

Supero di nuovo la colonna, raggiungo Villar Pellice, mia meta di giornata, ed aspetto il passaggio degli animali, tutti con il loro rudun, il cui suono richiama la gente: lungo la strada si affacciano con gioia nonne, bambini, mamme, a salutare i marghè. Fino a quando ci sarà una transumanza, la montagna sarà viva, la valle sarà viva. Ed io pedalo velocemente in discesa, tra i prati dov’è quasi ora di tagliare il fieno ed i pascoli con piccole mandrie, piccole greggi…

  1. Dire piano piano è fare un complimento….. ci sono “montagne” che secondo me se salgono a inizio luglio è già tanto….. in giro ho visto foto di alpeggi (Val Pellice – Val Chisone) dove a malapena si vede il tetto delle baite….e siamo oltre la metà di maggio…. la neve deve sciogliere e poi deve far caldo altrimenti l’erba non cresce…. chi ha solo l’alpeggio in alto quest’anno metta pure mano al portafoglio perchè le bestie tanto presto non potrà portarle su…….

    F.A

  2. In città il caldo è arrivato e sembrerà strano ma a me da già fastidio, comincio ad aspettare impaziente la domenica per vedere le vostre magnifiche montagne, un salutissimo Carla

  3. @muccapazza: sì, sì, si telefona ai camion, si va su a “vedere l’erba”, neve o no, la stagione è alle porte
    @FA: non fare il pessimista menagramo! la neve scioglierà, come ha sempre fatto, e l’erba… non ci mette poi tanto a crescere. più che altro ci saranno case e baite danneggiate dalle slavine…
    @carla: il caldo giù in pianura è quello che permetterà alla neve di sciogliere… e poi via tutti in montagna!

  4. nel Lazio in genere si sale a giugno. La tosatura è più o meno terminata (grazie (!) agli australiani). Anche quì la stagione è in ritardo e solo nelle zono più basse dell’Appennino vacche e cavalli sono già bradi.
    stefano

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