Articoli, fiere, prime transumanze

Se anche un giorno non riuscissi più ad andare "sul campo" per seguire le vicende dei pastori, ci siete comunque voi che mi mandate materiale in gran quantità. Questa settimana non ho che l’imbarazzo della scelta. Iniziamo con un paio di articoli.

Il primo ce lo manda Barbara e riguarda la pastorizia nomade dalle sue parti, nel Modenese. Purtroppo si parla dell’ultimo pastore…

Ancora dai giornali: questo è un pezzo scritto dall’amico Giacomo su "La Sentinella del Canavese". Si parla delle difficoltà che i margari incontreranno quest’estate, tra baite e strade danneggiate dalle slavine e dalle nevicate. "Aspettiamo un segnale forte dai politici. Non bastano più le pacche sulle spalle." Voci raccolte alla Fiera di Vico: speriamo che, in pieno periodo elettorale, arrivino a chi di dovere…

Giacomo ovviamente ci documenta anche la fiera con alcune immagini. Qui vediamo Giors con i suoi amici Erik e Daniele, che l’hanno aiutato a condurre le bestie e presentarle alla giuria.

"Un’edizione record, almeno per quanto riguarda i capi bovini esposti, oltre duecento. "Mai visto così  tante mucche alla Fiera di primavera",osservava Tonino Nicolino, vice sindaco di Vico, e storico speaker della manifestazione. Tutti animali di rara "bellezza",a testimoniare come  gli allevatori della zona tangano molto all’aspetto del bovino, anteponendo spesso l’estetica alla resa in termini di latte. A condurre gli animali al centro dell’improvvisato "ring" al cospetto della giuria, oltre agli stessi allevatori, numerosi giovani aiutanti, fieri ed orgogliosi nell’assolvere a questo compito.

Sempre dalla Valchiusella e ancora parlando di giovani. "Emilio,che non ha in famiglia tradizioni contadine, fino a pochi mesi fa, oltre ad accudire una decina di mucche "personali", faceva il muratore. All’improvviso la decisione di fare il margaro a tempo pieno. E così tra poco più di un mese salirà a Chamois, in Valle d’Aosta, dove avrà l’incarico di governare, insieme con le sue muche,  oltre duecento manze di un allevatore canavesano. Alessandro, invece, possiede per il momento una manzetta aggregata agli animali di Emilio. Considerata però la grande passione che lo anima, è probabile che prima o poi anche Alessandro, cominci a pensare più in grande… "

Giacomo ci dice che c’è speranza per il futuro, finché si fanno questi incontri. "Dario ha 14 anni e dà già una grossa mano ai suoi genitori che in estate, con una trentina di mucche e qualche capra,  salgono all’alpe Pianezza, sopra Succinto. Ed a proposito di capre, è proprio lui che produce gustosissimi tomini con i latte di questi animali." Forse allora non è vero quel che si dice da quelle parti: "Quando non ci saranno più gli anziani, addio mucche". A quanto pare le nuove generazioni hanno voglia di continuare!

Andiamo lontano, molto lontano. Marco ha "caricato l’alpe" e ci racconta (anche con le foto) tutte le vicende di questa transumanza polacca. "La solfa e’ iniziata sabato mattina alle 4.30, con l’arrivo del primo bilico sotto una pioggia che ci mancava proprio… ovviamente venerdi’ non se ne e’ fatto nulla per urgenze dei trasportatori… Comunque per le 5 il primo camion e’ partito."

…e poi è spuntato il sole, per fortuna. Ma le vicende di Marco non erano che all’inizio! "Secondo camion poco dopo, giusto il tempo di un caffe’ per snebbiarsi la vista.. Verso le dieci il fenomenale socio polacco esce dicendo che non ha fatto a tempo a vaccinare le manzette che sono nell’altra cascina a 120 km per la bvd, quindi monta in auto, carica il tutto e corri su, poiche’ per il pomeriggio e’ previsto l’arrivo dei camion anche li’!! E taca banda con siringhe e boccette di vaccino fino alle 5, quando le ormai familiari trombe del Renault di Marcin annunciano un nuovo carico."

"Poi passiamo a ricontrollare per la centesima volta i numeri degli orecchini di tutte le altre, sono 300, per fare tutto per bene, visto che tra le altre siamo appena usciti, indenni per fortuna, dal problema brucellosi, e non vogliamo aver casini."

"Alle 23 e 20 e’ la volta del Volvo fiammante di Bogdan ad essere caricato, arrivo previsto per le 3, e stavolta salgo anche io con loro perche’ scaricare di notte non si sa mai come va a finire… Arriviamo in alpe poco dopo le 3 e 20, ritardati da un po’ di nebbia nel tratto di strada nella valle del San, e subito scarichiamo e torniamo giu’ a Besko, un’oretta di sonno leggero e per le 4.30 il Renault blu e’ gia’ qui che sgasa per allinearsi alla porta della stalla. Ricominciano le danze, in un via vai che si concludera’ quasi a mezzanotte, dopo quasi 40 ore tirate di corride…"

Finalmente la mandria è in alpeggio. Chissà se si può dire così anche sui Carpazi? Adesso Marco ci dice che sta facendo il meccanico sui suoi trattori… Grazie per i vostri reportage, amici!

  1. sull articolo di mirco il pastore di modena vi e la prova tangibile di come poter collaborare tra parco e pastori ( sembra quasi come dalle nostre parti eppure le realta sono uguali da una parte il parco e dall altra i pastori) un saluto aldo

  2. igiovani son una delle speranze di questo lavoro. la montagna non va lasciata può ancora dare le sue risposte. la vita da margaro è stupenda. io sono 22 anni che faccio questo lavoro e mai lo cambierò

  3. non lo chiamano alpeggio, ma piu’ o meno i criteri sono quelli, con la differnza che visti i gelidi inverni un pascolo interamente vagante non lo si puo’ fare (a meno di vendere i vitelli gia’ surgelati!!)

  4. Molti giovani hanno buone intenzioni, si credono sia tutto bello, tutto facile, ma appena vengono messi alla prova e capiscono che per fare questo mestiere il lavoro è tanto e molto spesso i guadagni sono miseri, cambiano subito idea….
    Un augurio a questi giovani anche se credo sia solo un “fuoco di paglia” molto presto il loro entusiasmo si spegnerà alle prime serie dificoltà…
    Te lo dice un agricoltore che tribula (un po come tutti) ad andare avanti…

  5. @john: sì, ho letto sul sito dei corsari del gusto
    @#10: serve una fortissima motivazione e passione
    @serpillo: questi servizi però dovrebbero far capire che esistono anche altre forme di allevamento (vedi le oche del mio amico Edoardo dei Corsari), in modo da continuare a mangiare carne allevata bene

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