La neve di maggio

Il sole inizia ad esser più caldo e già al mattino le pecore si mettono a mucchio, ansimando. Una volta terminata la ricerca degli agnelli e la marcatura dei numerosi nuovi nati di giornata, si può finalmente aprire il recinto.

Il grosso incolto pascolato il giorno prima ha ancora erba a sufficienza per trascorrere lì parte della mattinata, quindi il pastore chiama le pecore verso quella direzione. A testa bassa sotto il sole, l’intero gregge lo segue docile.

"Guarda come sono tranquille… Anche se ci sono già state ieri, l’erba è buona e non si muovono nemmeno tanto. Vicino al fiume non sarebbe così o almeno… non dappertutto!". Solo qualche animale alza la testa e si dirige verso il vigneto confinante, ma il cane li ricaccia subito indietro senza fatica.

Basta attraversare la strada sterrata per entrare in un altro incolto, dove l’erba è ancora più alta e, qua e là, punteggiata del rosso dei papaveri. Il sole picchia implacabile, fa caldo, ma non c’è afa. E’ comunque indispensabile trovare un posto all’ombra per la sosta di metà giornata. Per gli animali e… per gli uomini!

Ci si dirige allora verso un pioppeto che richiede un breve cammino per essere raggiunto. Sembra però che abbia appena nevicato… E le zampe delle pecore sollevano la cotonina dei pioppi, anche gli animali tossiscono e starnutiscono, in questa soffocante neve di maggio. Anche se nell’aria continuano a volare i pappi, che si vanno a posare persino sul pranzo dei pastori, non c’è scelta e bisogna rimanere qui, visto che è l’unico luogo ombroso e relativamente fresco.

Dopo aver pascolato anche il pioppeto, nel pomeriggio il gregge si sposta in un altro incolto, attraversato da una vasta frana. E’ una delle tante ferite che si sono aperte nelle colline tra l’autunno e l’inverno e che hanno contribuito alla mancata semina di numerosi appezzamenti. L’acqua… acqua che allontana dalle colline. "Le previsioni danno pioggia, dovremo andarcene di qui. E poi non si trova quasi più acqua per farle bere." Insomma, in collina l’acqua è sempre un problema, quando c’è e quando manca.

Un altro spostamento e basta poco per creare un piccolo ingorgo di macchine nelle due direzioni. Dalle case però si affaccia molta gente, i nonni chiamano fuori i nipoti, tutti osservano con sorpresa il passaggio del gregge, mentre i cani abbaiano forsennati dietro alle cancellate.

Sopra all’ennesimo incolto, c’è una vigna abbandonata nella quale gli animali entrano lentamente, a "pascolare un po’ di foglia". Sarà poi difficile farli uscire tutti, da quell’intrico di rose, cespugli, viluppi di lunghissimi tralci non potati da anni. L’aria si fa più fresca, soffia un leggero venticello e, dalla cima della collina, lo sguardo spazia sulla pianura, dove il "mare a quadretti" delle risaie si estende a perdita d’occhio.

Ancora in cammino, diretti all’ultimo incolto di giorntata, dove verrà poi anche realizzato il recinto. Dalla casa confinante chiedono di fare attenzione all’orto ed alla vigna, ma anche questa volta il gregge ha erba in quantità e non ci sono particolari problemi a tenerlo lontano dalle coltivazioni. E pensare che due anni fa ci si stava preparando per la transumanza ed il 12 maggio il gregge metteva i piedi sui pascoli dell’alpeggio

  1. ciao marzia ieri sono passato a trovare fulvio e da me in collina si lamentava perche di erba ce ne sin troppa ma nei fondovalle e tutto molle, si fermera ancora qualche giorno e poi andra a tanaro perche il 6 giugno carica e va a pragelato. saluti aldo

  2. Ciao Marzia, ormai ogni giorno vengo a cercare una breve “ora d’aria” sui tuoi bellissimi post, non sai quanto mi piacerebbe stare col gregge. Gianni.

  3. Scusa i miei brevi passaggi, è sempre fascinoso leggerti, si è troppo bello rincorrere il risveglio della natura , sono alla ricerca , sempre che non siano troppo in alto, della fioritura dei rododendri, non li ho mai visti, un grossissimo saluto Carla

  4. Le tue foto e i tuoi racconti riescono sempre a trasportarmi fuori dalle 4 mura di casa o dell’ufficio.
    Belline le pecore appena tosate, hanno l’aria molto “spulizzita”, anche se un po’ … nuda!

  5. @aldo: grazie delle informazioni! devo sentire fulvio, se riesco così vado a vedere l’arrivo a pragelato
    @serpillo: esserci è comunque un’altra cosa
    @gianni: c’è giusto chi cerca manodopera… 😉
    però non bisogna chiedere il “giorno di riposo”, come ha domandato ieri uno in cerca di lavoro.
    @carla: ancora presto per i rododendri, specie quest’anno, con tutta questa neve
    @briola: in effetti era un luogo pittoresco
    @nonnapapera: adesso la lana sta già ricrescendo, quel giusto per stare bene appena si salirà ai monti

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