Primavera in collina

La vita del pastore vagante è condizionata principalmente da due cose: le esigenze dei suoi animali ed il meteo. Poche settimane fa i fiumi in piena hanno messo tutti in fuga e bisognava per forza trovare delle soluzioni per passare il tempo che ancora separa dalla salita in alpeggio. Quasi per caso, guardando le colline lì vicino, ci si era resi conto che c’era un incolto, poi un altro, un altro ancora, vaste distese pascolabili senza arrecare alcun danno.

E così il gregge era salito in collina, quasi timidamente, in una zona dove solitamente non passava mai. C’era stato solo un contadino che si era opposto con forza e male parole, ma tutti gli altri vedevano di buon occhio il passaggio del gregge, che puliva quelle terre prive di coltivazioni. Fino all’anno precedente lì c’era un campo di grano o di mais.

La gente diceva che non aveva più senso coltivare, lì: "L’anno scorso il grano non mi ha pagato le spese che ho fatto per seminarlo e trebbiarlo, ci ho rimesso." Ed allora ci si interroga sul perchè il prezzo di pane e pasta non sia diminuito di conseguenza. Intanto il gregge pascola nell’erba abbondante: tra le varie infestanti, c’è anche erba medica, loietto, trifoglio e grano nato dai semi caduti a terra dalle spighe la scorsa stagione.

La città ed il fiume sono laggiù all’orizzonte: qui, anche se fa caldo, c’è una leggera brezza e ci si può godere il panorama. Altra cosa rispetto alle giornate passate interamente tra l’argine ed il fiume, sotto ai pioppeti. "Certo, c’è da fare più attenzione, perchè ci sono campi e vigneti, ma… tutta un’altra erba, rispetto a quella giù al fiume."

Bisogna comunque affrontare qualche piccolo spostamento sulle strade, ma di domenica mattina nessuno dovrebbe lamentarsi troppo. Nell’aria, il profumo delle gaggie fiorite, quello delle graminacee, le rose nei giardini delle ville. E’ strano essere in collina in questa stagione, solitamente le greggi voltano le spalle a queste terre quando appena si tingono di verde.

E’ difficile trovare luoghi all’ombra per fermare il gregge nelle ore centrali della giornata: qui gli animali potranno riposarsi, ruminare, allattare gli agnelli. Per l’abbeverata, si fruttano le pozze d’acqua che emergono qua e là nei campi, residuo delle piogge e delle nevicate così intense da far addirittura franare intere porzioni di collina.

Al pomeriggio si torna al pascolo. L’incolto è così grande che basterà non solo per quella giornata, ma anche per la mattina successiva. "Non è come d’inverno, quando in collina fai chilometri per sfamare il gregge! Oggi di strada ne abbiamo fatta proprio poca, meglio così!". Molta gente viene a chiacchierare con i pastori, confermano che, da queste parti, di greggi non se ne sono mai viste, specialmente in questa stagione.

L’aria della sera si fa più fresca e viene l’ora di chiudere le pecore nel recinto. Ci saranno già le zanzare, giù al fiume? Qui se ne vede qualcuna, ma non infastidiscono ancora uomini ed animali. I pascoli quassù non mancano, ma appena le previsioni indicheranno pioggia, bisognerà scappare velocemente. Ancora adesso ci sono punti impraticabili per il fango colloso, dove persino gli animali restano invischiati.

  1. Non è solo l’impressione del passante frettoloso, allora: anche da queste parti ci sono più imvolti, e meno campi di grano.
    In più, alla cascina santa cristina di borgaro non ci sono più le mucche, e l’erba dei prati attorno è ormai schiacciata a terra dalla pioggia e dal vento.

  2. @equipaje: rara, eh?
    @leela: già, ma solo perchè non piove, altrimenti resti piantata nella terra, lasci lì gli stivali!
    @gp: cascine vuote… un altro discorso. qui dalle mie parti i campi sono comunque coltivati, se non è grano è colza, mais o qualcos’altro, grandi incolti non ne vedo

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