Un lungo difficile inverno

L’inverno è sempre stato la stagione più difficile per i pastori. Questo in particolare, ormai lo sappiamo, è particolarmente duro: c’era lo strascico di una prima parte di autunno freddo e secco, poi la pioggia è arrivata abbondante (fin troppo abbondante!!), quando ormai non serviva più per far crescere l’erba, ma solo per impedirti di andare a pascolare quella poca che c’era… I prati infatti erano diventati dei laghi fangosi. E poi è arrivato altro freddo, la galaverna, il terreno duro come marmo, su cui si è posata, abbondante, la neve.

Adesso, in alcuni punti la campagna è già quasi sgombra da neve, specialmente in certe aree a ridosso delle montagne, dove la nebbia arriva di meno ed il sole scalda di più. Altrove, soprattutto verso le colline del Monferrato, la coltre nevosa è ancora spessa. In certe giornate di sole però c’è già qualche accenno di disgelo e… questo può essere anche peggio!

Dove le pecore hanno sostato, dormito e mangiato nei giorni precedenti, in quella giornata di sole abbastanza caldo inizia a formarsi un pantano, che poi si trasforma in un lago melmoso. Il terreno alterna chiazze ancora gelate, scivolose, a pozze viscide in cui lo scarpone viene interamente risucchiato, per riemergere striato di fango rosso e melma scura. "E’ fin meglio il ghiaccio e la neve dura… Quando nevica, i problemi vanno avanti a lungo: prima perchè copre tutto e non puoi pascolare. Poi, quando scioglie, perchè non sai più dove andare e non riesci nemmeno a dare giù il fieno! E gli agnelli? Guarda che roba…".

Quella è una terra infame: rossa, argillosa, va bene a fare mattoni. Le pecore sprofondano e riemergono con i piedi striati di rosso scuro. "Devo andarmene, devo andarmene di qui!", continua a ripetere Fulvio, mentre qua e là una pecora, una capra, si appartano per partorire. "Ma come faccio a muovermi, con tutti questi agnelli e capretti? Ne sto portando un po’ in stalla da un amico qui vicino, ma… Lì in mezzo, adesso non si vedono, ma di agnelli ce ne sono tantissimi."

Molti dei parti sono gemellari e le pecore talvolta non sono molto intenzionate a prendersi cura dei loro piccoli. "In questi momenti difficili, se una bestia che partorisce magari è già un po’ più debole, li abbandona. Sa che allattarli sarebbe troppo duro per lei, quindi non potrebbero sopravvivere. Per salvarsi lei, li abbandona." E allora intervengono gli uomini, a far succhiare gli agnellini. Questa pecora poi verrà portata in stalla, dall’amico del pastore.

E’ la stagione del parto per le capre, i piccoli diavoletti belano con forza quando i pastori li prendono e li portano in un recinto dove è stata messa della paglia e del fieno perchè non siano a contatto con il terreno gelato, con la neve, il fango. Il pastore impreca: giorni difficili e le difficoltà continuano a sommarsi, ad aggiungersi. "Domani volevo spostarmi, avevo comprato del fieno e della melia, ma adesso sembra che ci sia un nuovo problema…".

Per quella sera, ci sono ancora tre rotoballe di fieno da distribuire al gregge. Che fatica, farle rotolare tra la neve fradicia e gli spuntoni del mais! "Pensavo di dargliele di là, ma è tutto un lago d’acqua… Ne sprecheranno, perchè poi lo pestano con i piedi sporchi e dopo non lo mangiano più." Le pecore osservano, in attesa che il pastore apra la rete e le lasci venire a mangiare il fieno. La loro dieta in questi giorni è mais al mattino, poi fieno in tarda mattinata e prima di sera.

Gli uomini srotolano il fieno sulla neve: ha un profumo intenso, buono, ed un bel colore verde. Sicuramente piacerà alle pecore! "Domani dovevo andare in là verso le colline… Ma adesso quelli da cui ho comprato la melia fanno storie! Sono due fratelli anziani, hanno del mais ancora in piedi, che non è stato tagliato, e delle rotoballe fuori nei campi, che non hanno ritirato. Abbiamo fatto il contratto scritto ed ho pagato anche 500 euro di acconto! C’è qualcuno dietro che li sta montando, dicono di chiedere di più perchè io, pastore, sono alle strette perchè c’è la neve, quindi spenderò tutto quello che mi chiedono perchè sono in difficoltà… Ma non credano poi che sia così! Dopo vado a parlare, però è la terza volta che mi fanno correre, adesso basta!"

Il tramonto scende sul gregge ed il pastore studia la strategia per risolvere la questione. "Se mi chiedono di più, mi faccio ridare i soldi e che si tengano il loro fieno, il loro mais!". L’amico lo consiglia, discutono, commentano i prezzi reali. "Per quello che gli hai offerto, è come se pagassi anche il lavoro della trebbiatura!" "E il fieno… Bisogna poi vedere com’è, perchè, se è tutto marcio, ammuffito, io non glielo pago, lo uso solo come lettiera. D’altra parte siamo rimasti intesi così!". E allora si parte, lasciando il gregge intento a mangiare il fieno. Si va nella notte tra le strade di campagna, poi si raggiunge un paese e ci si ferma in una cascina.

Qui abita il contadino che ha fatto da mediatore: si entra in casa ed inizia una lunga discussione, prima di partire alla volta della casa dei due fratelli. "Lascia poi parlare me, tu non dire niente!". Là, nella campagna buia, si fa un salto indietro di molti anni, in quella stalla dove i due fratelli stanno accudendo le vacche. Troppa poca luce per fare delle foto, mentre la discussione si accende e prosegue per lungo tempo. L’oggetto del contendere è il prezzo, stabilito in lire o in euro? Non ci si chiarisce… Nonostante il contratto scritto, adesso dicono che il prezzo fissato è troppo basso e non paga nemmeno il costo della semente del mais. "Tanto non l’avete venduto fino ad ora, se non lo pascolo io con le pecore, resterà lì e cadrà a terra, così non prenderete nemmeno quei soldi!". E la contrattazione va avanti a lungo, nella notte, ed il pastore non sa ancora quel che farà il giorno dopo, se si metterà in cammino per arrivare lì o se dovrà chiamare qualcuno affinchè gli porti ancora altro fieno.

  1. senza parole…… sarebbe un peccato in questo momento non poter andare a pascolare nelle terre dei due vecchi!!! la gente ha perso proprio il lume della ragione…!! nonostante c’è qualcuno che ti offre dei soldi per delle terre in cui non hai raccolto niente provi anche a fare il furbo… senza parole….
    amedeo

  2. @barba: grazie mille! certo, per fare delle foto un po’ belle, sono necessarie lunghe giornate insieme ai pastori e tanta fortuna (luce, paesaggio, ecc, ecc)
    @amedeo: quei due sono stati mal consigliati da qualcuno che, evidentemente, aveva un secondo fine. avresti dovuto vederli… uno non si immagina che esistano ancora certe realtà. veramente, in quella cascina sembrava di essere tornati indietro di almeno 100 anni!!

  3. Un veloce pensiero: le rigidita’ del clima e e i tanti problemi dei pastori in contrapposizione alle nascite degli agnellini e dei capretti.
    Ah, la forza della natura e la potenza della vita…

    Serpillo

  4. Bellissime e tenere foto , molto dura anche per gli animali, dicono che forse domenica nevicherà ancora, era già quasi andata via tutta , almeno in città, speriamo che questa estate nessuno si lamenti, un salutissimo Carla

  5. La discussione sul prezzo al “lume di stalla” è quasi cinematografica, pure se mancano le foto. Potrebbe essere un pezzo di Giovanni Verga. Una vita complessa, piena di cose quasi impensabili dal di fuori. Aloha

  6. @serpillo: in questo momento, la nascita di agnelli e capretti è un problema ulteriore, perchè non avviene nelle condizioni ottimali e va ad intralciare ancora di più le operazioni del pastore… però deve avvenire, per garantire un futuro reddito al pastore. così come la neve garantirà l’erba in primavera ed in estate. è un mondo di contraddizioni
    @carla: ci si lamenterà comunque anche d’estate, è la natura umana 😉
    @soul: è stata filmata, visto che c’erano anche claudia ed il suo operatore… solo che era in piemontese stretto, quindi servirebbero dei sottotitoli!!!

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