Cosa vuol dire fermare le pecore

Fermare le pecore… Potrebbe non essere un concetto chiaro, per il lettore occasionale o per chi non segua queste tematiche da lungo tempo. Questo blog si chiama "Storie di pascolo vagante" e, pertanto, in questi giorni potrei decidere di sospenderlo a tempo indeterminato. In questo momento, il pascolo vagante non esiste più. Posso chiamare qualunque pastore, la risposta sarebbe sempre: "Siamo fermi", "Le abbiamo fermate". Il pascolo è vagante per la necessità di spostarsi e reperire sempre nuovo foraggio. Adesso il foraggio non c’è in nessun posto, tutta la campagna, la pianura, le colline sono in una morsa di ghiaccio e neve gelata. In certi punti lo spessore è maggiore, in altri minore, ma comunque vi è una crosta tale che gli animali non possono raggiungere l’eventuale erba o qualunque altro alimento.

Certi pastori nutrono così il loro gregge, altri ricorrono a fieno o altri alimenti di soccorso. Il problema è che… chissà fino a quando! Un conto è quella settimana, due… un altro è pensare al fatto che l’inverno è ancora lungo e, già anche prima di questa nevicata, si sapeva che l’erba era scarsa, infatti si cercava di ritardare l’arrivo in collina, sui magri prati che c’erano da quelle parti. Ma cosa vuol dire preparare quei bidoni che vedete nell’immagine? Sono pieni di unifeed, un alimento completo e macinato che viene anche dato alle vacche: mais, fieno ed altro… un misto di fibra, carboidrati e tutto ciò che serve per il pasto quotidiano delle pecore. Quei bidoni sono una spesa in termini di costo, tempo e fatica.

Una volta riempiti (a mano), il gregge può finalmente essere portato lì per sfamarsi. Con quel tipo di alimentazione, non c’è bisogno di mangiare da mattina a sera, come accade sul pascolo. Ma il pastore è ugualmente impegnato! Preparare il carro miscelatore con tutti gli ingredienti… magari anche doverseli procurare, se non li aveva messi da parte in vista di questa evenienza! Poi trasferire tutto su di un rimorchio, arrivare lì con il trattore e…

Anche scaricare il tutto è fatica. Lentamente, bidone dopo bidone, giorno dopo giorno, in attesa della primavera. Quest’inverno probabilmente farà cambiare attività a qualche pastore vagante con una dose di passione non sufficiente a superare le difficoltà… Ma anche con pochi mezzi e attrezzature! Per terra è tutta una crosta gelata e, nonostante il sole, la neve non accenna a sciogliere. Se il pascolo vagante a volte permette di risparmiare, quando trovi un prato o una stoppia da pascolare senza dover pagare… qui tutto costa: le attrezzature, il foraggio, il gasolio.

Per fortuna a qualcuno è successo di fermare il gregge non così lontano da casa, così il momento difficile può trasformarsi anche in un piacevole diversivo, con la famiglia che, per una volta, può venire in visita per un’ora. Si divertono, i bambini… Bidone dopo bidone, il lavoro di giornata va avanti, mentre il sole si avvia a tramontare e le pecore attendono impazienti nella rete.

Quando finalmente tutti i bidoni sono colmi, un pastore rientra in cascina a preparare di nuovo il carro miscelatore per il giorno successivo, l’altro resta a controllare il pasto del gregge e le altre incombenze. "Dovremmo portar fuori anche della paglia, da spargerla in una zona del recinto, così che possano mettersi giù senza essere nella neve, sul ghiaccio.". E così ci sarà anche quel lavoro da fare, alla sera. "Dove sono, tutti quelli che avevano tanta voglia di cambiar vita e fare i pastori?". Come tutti i lavori, ci sono i momenti belli e quelli difficili, solo che bisogna viverli davvero per rendersene conto!

  1. La cosa + brutta per un pastore è quando “deve fermarle” sia per l’aspetto economico perchè il solomais costa med è un dispendio di energie ed anche per il semplice fatto che gli animali “regrediscono” si lasciano andare..Io per questo inverno ho diminuito il num dei miei animali e li allevo in modo seminomade di giorno le tengo nei miei campi e le li alimento a fieno e la sera dentro stalla..ssperiamo che arrivi la primavera..
    Ritornando al silomais si deve far attenzione al bilanciamento degli ingredienti per evitare la cattiva digestione che potrebbe creare seri danni all’animale..ciao Marzia.

  2. Ci siamo dunque arrivati al momento del catering per greggi. Mi sa che avevamo perso l’abitudine al vero inverno perché negli anni passati questo periodo ci aveva un po’ graziati. E invece… Mi fanno pena pure le pecore, in cella frigorifera prima del tempo. Lavoro semplice, quello del pastore, non c’è che dire! :-))

  3. @ste: il silomais da solo non va bene e non piace nemmeno… proprio vero, bisogna trovare un alimento bilanciato con un mix di vari ingredienti.
    speriamo che arrivi la primavera, sì, anche se il calendario dice che è ancora molto lontana!
    @scarlet: mi piace la cosa del catering, non l’avevo ancora pensata sotto questi termini 😉
    @anonimo#3: cos’è, un messaggio in codice?????

  4. Corporazione, interesse, professione, ordine, lobby e casta: qui devono approdare i pastori.
    Lo so che sono individualisti, ma c’è un potente aggregatore: i soldi.
    Qualche foto e qualche video strappalacrime (agnellino+bambino è perfetto), passaggi in TV a “La vita in diretta”, dichiarazione di stato di calamità naturale, blocco di un paio di autostrade e di stazioni, un partito politico di riferimento (quale? molto semplice: uno qualsiasi tra quelli all’opposizione nella regione di pertinenza; il momento è perfetto visto l’approssimarsi delle Europee), sblocco solo dopo aver conquistato una puntata di Porta a Porta e aver ricevuto i contributi.
    Ormai un’emergenza non si nega a nessuno.

  5. Sono perfettamente d’accordo. il vostro è un lavoro duro. Sin da piccola che andavo a vedere le greggi di passaggio nei nostri “prats” (io vivo nella pianura friulana) ho sempre considerato il lavoro dei pastori molto più duro di quello ad esempio di mio padre contadino senza allevamenti. La nostra pianura friulana è totalmente priva di neve. Ma ora che ci penso sono anni che non vedo greggi vaganti nella nostra zona. Mi ricordo anni fa si incontravano pastori bellunesi, perchè io sono una che quando vede un gregge nei paraggi delle strade si ferma a guardare pecore e agnelli e va a conversare con i pastori. Comunque le temperature sono in rialzo (da noi oggi c’erano 12 gradi) e torna la pioggia. Abbiamo avuto gli ultimi inverni troppo miti e ci siamo abituati bene. Domani noi andremo a fare legna nel bosco perchè rischiamo di non riuscire a finire la stagione con la scorta rimasta (dopo 3 anni di un consumo al di sotto della norma). Buona fortuna.

  6. @funtanin: vecchia storia… i pastori hanno talmente tanto da fare che non trovano nemmeno il modo/tempo per seguire le strade che suggerisci!
    poi sono sempre in lotta tra di loro, scommetto che c’è qualcuno che arriva a gioire della neve e spera che questa possa eliminare la concorrenza meno attrezzata!!
    @lorma: quello che mi dici è molto interessante. dici che, dalle vostre parti, le greggi vaganti sono scomparse? ammetto di saperne poco sulla realtà friulana, la mia conoscenza diretta di pastori si ferma in lombardia, purtroppo

  7. @anonimo#8: …se almeno qui ci fosse il lichene da mangiare…
    @carla: eh sì, però mi consolo pensando che, quando il sole giustamente scalderà il terreno, non ci saranno problemi di poca erba a causa della siccità invernale!
    @ale: sbaglio o sei quello che ha mandato l’annuncio a LavoroInAlpeggio?

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