Informarsi e poi esprimere le proprie opinioni

Speravo, ieri, di ricevere più commenti al post. Invece siete timidi e vi siete limitati a leggere (insomma, con 410 visite giornaliere al blog, 6 commenti sono pochini, eh?). Così mi accingo quasi da sola a trattare un argomento piuttosto delicato, cioè la festa Islamica del Sacrificio, che quest’anno cadeva l’8 dicembre. Non è che, improvvisamente, io abbia deciso di dedicarmi alla religione. Ci sono siti che lo fanno con la dovuta preparazione e competenza: ne parlo perchè questo argomento è strettamente collegato al pascolo vagante. Chiedo scusa fin da ora se commetterò qualche errore ed imprecisione, che vi prego di segnalarmi.

Una buona fetta degli introiti dei pastori vaganti è legata proprio alla vendita dei montoni in occasione di questa festività. Devono essere maschi, di età superiore ai sei mesi, in buona salute, non castrati, senza segni esteriori che siano sintomo di qualche "difetto" (la coda tagliata, un bubbone gonfio dovuto alla morsicatura di un cane, qualcuno non vuole nemmeno i maschi di razza Tacola, con le orecchie corte). In questo articolo si legge: "La seconda (festa della religione islamica) ricorre durante il tempo del pellegrinaggio annuale alla Mecca, due mesi e dieci giorni dopo la fine di Ramadan. Dura una settimana e il suo punto culminante è la festa conosciuta come Eid ul-Adha, festa del Sacrificio (o del "legamento" di Ismaele). (…)Abramo è una figura molto venerata fra i Musulmani, così come fra i Giudei e i Cristiani. Egli è considerato il patriarca del monoteismo. Sviluppando i testi della Bibbia in un modo che si assomiglia al midrash ebraico, i musulmani raccontano che Agar, dopo essere stata lasciata da Abramo lontano dalla moglie Sara (cfr Genesi, cap. 21), era preoccupata di trovare cibo per il suo figlio Ismaele, e si aggirava per il desero in cerca di cibo e acqua per il suo figlio. In risposta alle sue preghiere, una sorgente zampillò proprio ai piedi di Ismaele. Continuando a cercare cibo, era salita in cima a una collina vicina per vedere se qualche carovana passava per quei luoghi. Fortunatamente, alcuni commercianti si fermarono nella valle e chiesero ad Agar di poter dissetare i propri cammelli. Essi poi decisero di stabilizzarsi nella valle, e il loro insediamento crebbe con il tempo fino a diventare la città della Mecca. Abramo tornava di tanto in tanto a visitare Agar e Ismaele, e quando il ragazzo ebbe tredici anni, costruì la Ka’ba, un costruzione a forma di cubo, come luogo dedicato al culto dell’unico Dio. Per commemorare le prove superate da Abramo e dalla sua famiglia presso questa località, i musulmani partecipano, almeno una volta in vita, al pellegrinaggio annuale alla Mecca. Queste prove di Abramo includono la disponibilità del patriarca ad offrire il suo figlio a Dio. Trattandosi di un racconto di tipo "eziologico" (che intende dare senso alla situazione presente del popolo), per i musulmani il figlio in questione è ovviamente non Isacco, come nella bibbia ebraica, ma Ismaele.(…) In seguito, nel primo giorno ufficiale dell’Hajj (8 del mese di Dhul-Hijjah), i pellegrini si spostano di alcuni kilometri per andare alla valle della città di Mina. Il giorno dopo, da Mina si spostano alla valle di Arafat dove passano la giornata in preghiera. Alla sera, i pellegrini si muovono verso Muzdalifa, un luogo tra Mina e Arafat, dove passano la notte in veglia. Il giorno dieci ritornano a Mina, e durante lo spostamento compiono il rito di lanciare sette sassi contro un pilastro che rappresenta il diavolo. Questo gesto ricorda il racconto (sempre di tipo midrashico) secondo cui Abramo lanciò delle pietre contro il diavolo che tentava di dissuaderlo dall’obbedire a Dio. Giunge quindi il momento di offrire un’animale (in genere una pecora, ma alla Mecca anche un altro animale, e secondo procedure oggi aggiornate alle tecniche moderne). Con questo sacrificio i fedeli si immedesimano nella storia del patriarca Abramo che sacrificò un montone in sostituzione di suo figlio (Ismaele). La carne del sacrificio viene distribuita in tre parti, alla famiglia, agli amici, e ai poveri della comunità. Dopo il sacrificio, i pellegrini ritornano alla Mecca per concludere i riti formali del Hajj, compiendo la processione finale del tawaf e del sa’i. (…) Chi non partecipa al pellegrinaggio, si unisce ai riti della Mecca celebrando a casa la festa di Eid ul-Adha, o Festa del Sacrificio (lett. Festa del Legamento, ricordando il figlio di Abramo legato prima del sacrifico). Tutti i musulmani sparsi per il mondo, indossano il giorno i loro abiti di festa e partecipano ad una riunione speciale di preghiera al mattino. Fa seguito un breve discorso, dopo il quale tutti si alzano per abbracciarsi e farsi gli auguri reciprocamente con il saluto tradizionale "Eid Mubarak", che significa "Festa benedetta" o "Benedizioni di festa". Poi, si svolgono le visite alle case degli amici e i pasti comuni, con doni di regali e dolci ai bambini."

Se non vi fosse una così grande richiesta di carne ovina da parte degli immigrati di fede mussulmana, credete che ci sarebbero greggi così imponenti, nel Nord Italia dove la tradizione della carne ovina è legata principalmente alla sola Pasqua e Natale? Un tempo se ne mangiava di più, ma oggi i nostri gusti si sono spostati su altri generi animali. Meriterebbe una rivalutazione… ma questo è un altro discorso. Veniamo alla macellazione. L’articolo che ho citato ieri (su La Zampa) punta il dito su come questa viene effettuata durante tale festa (e, in generale, nella tradizione islamica, perchè comunque la macellazione halal segue sempre questa procedura). Mi sono documentata più che potevo anche su questo aspetto, così vi riporto quanto scritto in merito su Wikipedia: "Alcune culture, come l’Islam e l’Ebraismo, prescrivono che gli animali siano macellati senza preventivo stordimento. In Italia questo tipo di macellazione è stato per la prima volta autorizzato con il decreto ministeriale congiunto (Sanità e Interni) dell’ 11/06/1980 e tale deroga è stata confermata da tutti gli atti legislativi successivi in materia. La legge islamica, cioè l’insieme dei precetti del Corano e dei Hadith, prescrivono una serie di regole per la macellazione del bestiame affinché la carne sia considerata commestibile. Per i musulmani tali regole appaiono mutuate dalla tradizione ebraica del cibo Kosher e di fatto coincidono nelle due culture: quanto segue elenca i precetti del Corano, ma vale anche per la religione ebraica.

Condizioni del bestiame prima della macellazione

  1. Tutti gli animali e il bestiame devono essere in salute, senza segni di malattia, non devono essere feriti né sfigurati in alcun modo;
  2. È espressamente proibito picchiare gli animali da macellare o impaurirli: gli animali in attesa della macellazione devono essere trattati dolcemente.
  3. È proibito ferirli o comunque danneggiarli fisicamente in qualunque modo.

Condizioni di uccisione

  1. L’uccisione halal (cioè lecita ) di animali deve essere effettuata in locali, con utensili e personale separati e diversi da quelli impiegati per l’uccisione non Halal;
  2. L’uccisore deve essere un musulmano adulto, sano di mente e a conoscenza di tutti i precetti della religione islamica e sulla macellazione halal;
  3. Gli animali da uccidere devono essere animali halal e devono poter essere mangiati da un musulmano senza commettere peccato;
  4. Gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione.
  5. L’uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l’esofago: i principali vasi sanguigni verranno recisi di conseguenza. La colonna vertebrale non deve invece essere recisa: la testa dell’animale non deve essere staccata durante l’uccisione.
  6. L’uccisione deve essere fatta in una sola volta: il movimento di taglio deve essere continuo e cessa quando il coltello viene sollevato dall’animale. Non è permesso un altro taglio: un secondo atto di uccisione sull’animale ferito rende la carcassa non halal.
  7. Il dissanguamento deve essere spontaneo e completo.
  8. La macellazione deve iniziare solo dopo aver accertato la morte dell’animale.
  9. Gli utensili per l’uccisione e la macellazione halal devono essere usati solo ed esclusivamente per animali leciti.

Stordimento

Lo stordimento degli animali prima della macellazione non è contemplato dai precetti dell’Islam: tuttavia in alcuni Stati islamici (per esempio in Malesia) è permesso, come misura di gentilezza verso gli animali, a condizioni ben precise:

  1. Lo stordimento deve essere temporaneo e non deve provocare danni permanenti.
  2. Lo storditore deve essere musulmano, o deve essere sorvegliato da un musulmano o da una autorità di certificazione Halal.
  3. I dispositivi usati per stordire animali non halal non devono essere usati per stordire animali halal."

A questo punto, alcune mie considerazioni derivate dalle chiacchierate con Mussulmani che si apprestavano a celebrare la Festa. Mi è stato fatto notare che noi Italiani siamo "senza cuore", perchè mangiamo agnellini piccoli, agnelli da latte. "La nostra religione non permette la macellazione di animali che prendono ancora il latte o che stanno allattando." Oltretutto, abbiamo convenuto insieme come la carne degli agnelloni adulti sia qualitativamente migliore, ma quella è una questione di gusti. Mi hanno poi anche spiegato come la tradizione preveda di donare ai meno fortunati una parte della carne (cosa che, peraltro, veniva spiegata anche nell’articolo citato). Per quello che riguarda la modalità di uccisione… cosa c’è di diverso da quanto si faceva nelle nostre campagne? O da quello che fanno gli stessi pastori quando si trovano costretti ad uccidere un animale che, per esempio, ha subito un incidente in montagna? Ora ci si indigna e si utilizza questa "scusa" per fomentare il razzismo contro gli "altri", dimenticandoci che i nostri nonni o magari anche i nostri padri, di qualsiasi religione, facevano la stessa cosa.

Per favore, non ricominciamo qui con le solite polemiche su vegetariani e non, la sede non è questa. Chi riprenderà questi discorsi dimostrerà di non aver capito quello che sto dicendo e, soprattutto, non avrà colto il mio invito a riflettere sulle diversità culturali e sulla mancanza di contatti tra le persone che abitano le stesse terre, pur avendo origini diverse. Io sono contraria a tutti gli integralismi, religiosi come alimentari. Prima di sentenziare, bisogna sempre documentarsi e cercare le fonti dirette, poi uno sceglie come comportarsi… ma non per questo ha il diritto di condannare, soprattutto se non riesce a capire le scelte dell’altro. E con questo, ogni volta che vediamo un grande gregge, pensiamo che è anche frutto della nostra nuova società multietnica, dove "noi" affermiamo che "loro" sono crudeli per come uccidono un montone e "loro" rabbrividiscono al pensiero che "noi" cerchiamo la fettina di vitello.

  1. Onestamente credo sia difficile esprime con un commento un’opinione a proposito. Vuoi per scarsa conoscenza sull’argomento, vuoi perchè generalmente siamo indotti a parlare di differenze più che di uguaglianze.
    Sicuramente fa riflettere e può sorprendere il legame tra pascolo vagante e religione, se visto in maniera superficiale.

  2. Ho avuto il piacere di legere questo interessante argomento sulla festa muslmana,che ho appena celebrato con la mia famiglia e gli appartenenti a questo credo, dico gli apparteneti perchè non ne faccio parte ma seguo un percorso spirituale dedito alla meditazione e agli esercizi joga,parto dicendoti che i mie genitori sono dei credenti praticanti,ovviamente da quando sono piccolo ho assistito a questa prtaica religiosa per ben 24 volte dato che sono anche i mie anni !!diciamo 21!:).
    ho una buona memoria e ricordo benissimo le mie origini e la mia vita passata in tunisia fino ai 5 anni e mezzo,poi emigrai in Italia nel 90..da allora si perse la mia cultura e incomincio un lungo cammino di integrazione culturale di pensiero e di modo di raggionare ,ora sono passati ben 19 anni da allora.
    Ti dico che un po’ sono contrario anchio all’ ucisione e alla pratica per come viene svolta,ma posso dire che dalle osservazioni fatte nel tempo vi è un enorme rispetto verso l’ animale uciso, e ti dico anche gli insegnamenti che i mie genitori mi hanno dato , ovviamente mai forzati ma lasciandomi sempre il piacere di pensare con la mia testa e di potervi raggionare sopra,
    sono quelli di rispettare la vita in ogni sua forma , di non far mai del male a nesuna forma di vita ,perche cio’ potrebbe riaccadermi in un futuro,puo essere inteso come nel trappasso atraverso il giudizio finale, o come “il male che fai ti ritorna”he si la vita è una ruota !!
    cmq non voglio divagare troppo e uscire dal discorso.mi è capitato nel tempo di sentire vari diverse osservazioni da parte di italiani e sentire il loro pensiero,tanti dicono che siano crudeli,fanatici religiosi eccc..quello che voglio dire io che alla fine si è una partica magari che va contro il pensiero moderno,e contro certe leggi attuali, che a volte vanno a disturbare questa pratica,e capisco benissimo il perchè,l’ animale da maccelare a volte viene aquistato moolto prima della festivita’, e tenuto in posti non idonei per giorni,di conseguenza gli oddori malevoli e sgradevoli non si fanno mancare, e arrecano fastidio a i vicini che imediatamente chiamano i vigli, di conseguenza vi è un incomprensione come dici tu tra diverse etnie, so che ovviamentie siamo ospiti,e non tutti intendo i musulmani hanno un pensiero aperto come altri da comprendere queste pratiche e le norme vigenti,e trovare un intesa e un dialogo,forse sia i praticanti di questo credo che rispetto fino ad un certo punto come tante altre religioni,dovrebbero venirsi incontro e capire e spiegarsi facendo si che la gente possa capire .
    per un esperienza passata mi sono visto quasi portar via l’ aniello perche le leggi atuali dicono che l’ aniello deve essere maccelato da un maccelaio autorizato,visitato da un veterinario e avere l’ autorizazione per peraticre questa festivita,c’é da dire che pero’ i crredenti non vogliono che le interiora vadano buttate, le zampe idem,e anche la testa,puo far schifo e capisco bene,queste parti possono portare malatie di vario genere e diffondere epidemie,cosa mai accaduta fino adesso, dato che il mio amico ne è rimasto sciocatto dall visone di come viene praticata , intendo il taglio dela testa seguendo le regole del halal,lo squoiamento e cio’ che segue non vi raconto i particolari, perchè penso che si abbaztanza crudele,e non tutti abbiano piacere a legere questo racconto,ho amici vegetariani e capisco bene lo stato danimo leggendo…
    Vi raconto un esperienza passata! da piccolo mi sono affezzionato ad un aneglino di sei mesi aquistato molto prima , c’é da dire che pero abitavo in campagna e vivevano quasi in semi liberta con il fratellino,questo mio piccolo animale pensate mi siè affezionato e il suo comportamento era quello di un animale domestico, sembrava un cane , scodinzolava e mi faceva le feste!!insolito vero!! capirete anche come mi possa esser sentito il giorno della festa.
    come tutti gli anni ricordo quel giorno, e con il rispetto dovuto nel mio pensiero interiore ringrazio l’ animale per la sua carne! dentro me perchè non mi voglio far sentire o imporre il mio pensiero data la loro forte fede, ma capisco e vedo che loro sanno che non sono come i giovani mosulmani praticanti e non seguo la religione , pero vedete tra noi vi è rispetto io capisco loro e la pratica religiosa , e loro rispettano me il mio pensiro di nonb essere religioso.
    QUELLO CHE VOGLIO FAR CAPIRE A CHI LEGERA E FORSE NON CAPIRA PER LA CONFUSIONE DEL MIO MODO DI ESPERIMERMI E DI SCRIVERE.
    è CHE ALLA FINE ALL GIORNO D’ OGGI TUTTI DOVREMMO ANDARE A VEDERE E A LEGGERE LE STORIE DEL PASATO, RICORDANDO I NOSTRI NONNI, E LE PRATICHE PAGANE ,INFORMARSI, DIALOGARE , E VENIRSI INCONTRO, PULTROPPO QUESTO NON ACCADE SEMPRE E CREA INCOMPRENSIONI,CHE A MIO GIUDIZIO REPUTO INFANTILI.
    BASTA GURDARE I NOSTRI FIGLIO E VEDERE COME LORO NELL’ INOCENZA SENZA SAPERE,MA CON TANTA VOGLIA DI GIOCARE SIANO PIU UNITI DI CHI INVECE , PER IGNORANZA SA SOLO GIUDICARE SENZA NEMENO PROVARE A CAPIRE.
    COME HAI FATTO TU BLACKSHEEP77 E TI RINGRAZIO PERCHE IN SINTESSI SE RIUSCITO DOVE IO NON SEREI STATO IN GRADO!!HAI SPIEGATO E PENSO CHE PER CHI LEGGERA SARA UN MODO PER RIFLETTERE E PENSARE,LO STESSO VALE PER ME, NON MI RITENGO SUPERIORE,ANZI ANCHIO IN PASSATO HO AVUTO DA RIDIRE, PERCHE NON CONOSCEVO E NON CAPIVO, MA ORA RIESCO A COMPRENDERE E A RISPETARE , PERCHE IL RISPETTO è ALLA BASE DELLA CONVIVENZAE DEL DIALOGO SENZA DOVER IMPORRE IL PROPIO PENSIERO, SE TUTTI PROVASSIMO A CAPIRE E AD IMEDESIMARSI NEGLI ALTRI, INTENDO CHI PER RELIGIONE DIVERSA, CHI PER MODO DI VITA, O DI PENSIERO , O DI SCIELTA SESSUALE , O ALTRO .
    FORSE CI SAREBBE UN MONDO MIGLIORE PER TUTTI VIVENDO IN PACE E IN ARMONIA ,COSA CHE MANCA!!UN SALUTO E UN ABRACCIO . GRAZIE!:)

  3. Anch’io sono del parere che la nostra società si è fermata alle differenze, sembra quasi che uguaglianza sia diventata una brutta parola, noi non abbiamo mai macellato una pecora ma mia zia , quando ero piccola, uccideva le galline tagliando loro la lingua, poi mi facevano mangiare il sangue arrostito, a pensarci adesso mi fa un po schifo e tristezza, non era certo una bella morte e. Le religioni per me sono un’altra cosa , le regole sui cibi non dovrebbero uncudere molto anche perchè sono dovute ai diversi climi. Un grosso saluto Carla

  4. Leggo solo oggi i due post in sequenza. Sei stata bravissima a “raccontare” il rito del sacrificio. E’ un aspetto molto strumentalizzato della religione islamica, alla quale mi interessavo anni fa (quando a torino esistevano solo due macellerie islamiche, per intenderci). La conoscenza è il primo passo verso la tolleranza, e il rispetto. poi si potrà essere d’accordo o meno sulla macellazione “casalinga”, ma almeno si sgombera il terreno dai sentito dire e dalle leggende delle metropoli (e degli ignoranti).
    E quindi ben venga la pastorizia che sostiene queste usanze. Almeno da queste parti non saranno pecore “alla diossina”. Su quest’altro argomento ora non ne posso parlare qui, ma.. ci risentiremo!
    gp

  5. @john: secondo me, in questi casi, è importante informarsi per cercare di capire. le opinioni si formano così. il problema è che invece tanti giudicano senza avere dati concreti!
    @zorro: ti ha già risposto l’amico liberotraimonti. confermo i 2,50-3,50/4,00 euro al chilo per l’animale vivo
    @liberotraimonti: benvenuto! dici che hai perso la tua cultura, ma non direi, dalla passione con cui esponi le tue idee. mi fa piacere accoglierti qui proprio oggi che si parla di queste cose. spero che continuerai a seguire questo blog e mi auguro di poterti in qualche modo aiutare a realizzare i tuoi sogni
    @carla: abbiamo tutti molti preconcetti e non siamo molto disponibili al confronto… eccpure c’è sempre da imparare!
    @gp: leggende metropolitane ce ne sono tante… non ho riportato quelle che ho sentito, per non fomentare nuovi vespai! meglio attenersi alle fonti ufficiali!!
    sulla diossina… non so. c’è ormai talmente tanto inquinamento in giro che mi domando che cosa sia ancora sano!!!
    @cuoredigiada: sentirsi ignorante è un bene, perchè spinge a cercare di migliorarsi!

  6. RIGUARDO ALLA CULTURA NON SO GNENTE MA POSSO RIPORTARE IL MIO CONTRIBUTO RIGUARDO ALL’UCCISIONE,AL GIORNO D’OGGI SONO DIVENTATI TUTTI “FINI” MA ANCORA OGGI NOI UCCIDIAMO ANCORA DI “SFROS” E CHI è PIEMONTESE SA COSA VUOLE DIRE QUALUNQUE TIPO DI ANIMALE QUINDI NON DOBBIAMO STUPIRCI

  7. Sono perfettamente daccordo sul fatto che l’ignoranza rende diffidenti e fa dire cose non vere.Il problema dei giorni nostri è che nonostante siamo bombardati di notizie da tutto il mondo, difficilmente si ha voglia o tempo di approfondire gli argomenti. I primi a fare questo errore sono i nostri Tg nazionali che sparano notizie ad effetto che dicono e non dicono, vedi il latte crudo assassino, la mucca pazza, il maiale alla diossina.Lo stesso vale per il “diverso”.Se sei musulmano sei necessariamente terrorista, rom ladro, se sei pastore voti per forza lega nord, etc, etc…Va anche di moda un certo ambientalismo superficiale: chi si ricorda del caso dei caprioli di alessandria che qualcuno proponeva di trasportare in camion in centro Italia piuttosto che abbatterli.Beh chi ne capisce poco o niente, sa benissimo che pochissimi avrebbero retto al trauma di un viaggio del genere.Forse abbiamo tutti troppa fretta per approfondire e ognuno di noi pensa sempre di aver ragione. Da qualche anno poi ho imparato che:se un argomento mi interessa cerco di sentire tante campane e non solo le voci ufficiali;
    è meglio acquistare le cose dai produttori locali, si da una mano e si mangia meglio.Poi ho rispolverato due cose: un po’ di umiltà e un po’ voglia di ascoltare.Fa davvero bene.

  8. Marzia se non ci fossi bisognerebbe inventarti!!! sei troppo grande!! condivido pienamente le tue idee….
    Cmq correggimi se sbaglio, ma io sapevo anche che durante l’uccisione, dei montoni, devono rivolgersi verso dove sorge il sole.
    Tanti saluti…
    ……Giors90…..

  9. Sono passato qui per caso e mi ha davvero deliziato vedere foto che riprendono la vita tranquilla della pastorizia, di vivere a stretto contatto con la natura…
    Ora che sono giunto ad un punto di svolta della mi vita, in cui devo prendere una decisione su che strada imboccare, sento che “il sentiero della natura” è quello che vorrei prendere.
    Vorrei davvero lavorare, vivendo a stretto contatto con la natura…
    So che costa molti sacrifici e duro lavoro, ma io, non riesco ad immaginarmi altrove…non riesco a sentire altra strada per me.
    DIversi mi hano detto di restare coi piedi per terra, ma io non posso venire meno al mio impeto…
    Ho lavorato diverse volte in montagna, addirittura coi cani da slitta ed ciò cui mi sento più affine…
    che sia campagna, collina o montagna, vorrei intraprendere questo cammino, che seppur duro, è fatto di cose semplici.
    Mi piacerebbe tanto la cotlura di piante da botanica o officinali.
    Vorrei cheiderle cosa ne pensa?
    E’ che sto cercando vari consigli…
    Potrebbe aiutarmi in merito?
    La ringrazierei molto!

  10. @anonimo#9: certo, nelle cascine ciascuno uccide polli, conigli ed anche altro da sè… mica vai al macello autorizzato per una gallina!
    @muccapazza: concordo in pieno su tutto
    @giors: credo che si rivolgano in direzione della Mecca, ma su questo non sono sicura
    @lupoanziano: ti ho mandato anche un messaggio privato, comunque a te ed a tutti quelli che hanno questo interesse, consiglio il sito http://lavoroinalpeggio.blogspot.com, con i questionari da compilare per inserire domande ed offerte
    …per le piante officinali, invece non so bene cosa dirti o consigliarti, non ho informazioni dettagliate in merito

  11. ciao marzia..vorrei intervenire a riguardo di questo post in quanto penso di saperne molto..premetto ke mio padre è marocchino e mia madre italiana e quindi conosco bene entrambe le culture.qua nel bresciano la pastorizia si basa solo ed esclusivamente su questa festa musulmana come hai ben detto tu.Parlando poi di macellazione, io, ne ho sentite molte che mettevano in discussione l’uccisione di animali per eiagulazione.Porebbe apparire un modo un pò cruento ma basti vedere come avviene lo stordimento dei maiali in certi macelli o come viene trattato il bestiame prima della macellazione(vedendo gli animali,sembrano già morti)..Poi si potrebbe anche dire ke la macellazione halal lascia la carne più “pulita”e mettendo il caso ke l’animale abbia una botta, in questo modo sulla carne non la si nota..
    ora devo scappare che il lavoro richiama.Spero di essere stato abbastanza chiaro..se servono maggiori chiarimenti sarò ben felice di darteli..ciao..@ stepastore..

  12. Ciao a tutti.
    Se non vi fosse mai capitato, guardate il documentario “il nostro pane quotidiano”, è un documentario franco/tedesco sull’agricoltura industrializzata. Ci sono immagini di macelli dalle quali appare chiaro come le critiche degli occidentali al modo di uccidere l’animale secondo tradizione islamica denotino solo una grande ipocrisia. Il senso del rispetto verso l’animale si evince dalla descrizione che hai dato di come deve avvenire la macellazione… in cui ci dev’essere un uomo che con le proprie mani uccide l’animale, senza usare trucchi che possano rendere più “comoda” l’uccisione. Ho l’impressione che lo stordimento nei macelli sia praticato non tanto come pratica di pietà verso l’animale quanto come stratagemma per *gestire* meglio l’animale. Appendere a testa in giù un animale cosciente per poi scannarlo immagino sia molto più problematico che appenderlo in stato di incoscienza. Andando a guardare, anche nei “nostri” macelli l’animale viene ucciso per dissanguamento… Il sospetto è che lo stordimento sia solo un modo per poter tenere i ritmi industriali dei macelli moderni…

  13. @stepastore: grazie anche per la tua testimonianza diretta, sei stato molto chiaro
    @cavoliamari: ringrazio anche te, sono felice che, per una volta, il dialogo su questi temi stia filando liscio con opinioni ed informazioni, senza insulti e frasi fatte.
    così dovrebbero essere sempre le discussioni civili, ma purtroppo spesso prevale l’ipocrisia, la dinsinformazione ed il “fumo” buttato lì da chi vuole confondere e creare delle contrapposizioni a tutti i costi
    @angelopas: articolo toccante, riporterò il link perchè tutti possano leggere questa testimonianza

  14. Ciao a tutti. Ritorno al blog dopo alcuni giorni d’intenso lavoro (sono finalmente riuscita a preparare per l’inverno la nostra piccola azienda, tutte le recinzioni elettriche ripescate dalla neve, stalletta per gli asini completata…). Veramente una discussione interessante e costruttiva, complimenti a tutti i partecipanti!
    @lupoanziano: prova a curiosare qui http://www.fasv.ch/fasv.php?lingua=i forse troverai qualche informazione utile sulla coltivazione e la valorizzazione delle erbe. E
    Si tratta di un’associazione molto interessante attiva qui in Ticino (Svizzera italiana) con cui collaborano diversi coltivatori. Un saluto
    Chiara

  15. Grazie mille delle tue puntuali informazioni e delucidazioni. Ho scoperto cose che non conoscevo e che penso che se fossero transitate sui soliti media italiani ne sarebbe uscita solo una baruffa politica.
    P.S.
    Comunque non preoccuaparti tanto se non trovi troppo commenti. Sovente il silenzio (vedi il mio post) è molto eloquente. Almeno nel mio caso…

  16. @chiara: grazie delle info per lupoanziano…
    sei riuscita a far tutto, nonostante il tempo? oppure lì non piove/nevica??
    @beppeley: non è che mi preoccupo, ma sono molto più contenta quando riesco a colloquiare, oltre che a comunicare 🙂

  17. sulla macellazione, ricevo via e-mail questo commento da michele:

    “Il punto è che se sei un pastore o macellaio cristiano non puoi farlo. Da 200 anni l’ordinamento giuridico prevede che la legge si applica indipendentemente dalla religione di appartenenza. Ora, per compiacere gli islamici – che di questi privilegi ne fanno un elemento di potere politico – si sovverte qualcosa che va al di là dei “diritti costituzionali” dell’Italia (Napolitano santone della Costituzione mi fa ridere quando fa finta di non vedere che l’eguaglianza davanti alla legge è stata violata) o della Francia ma che attiene ad una civiltà giuridica alla base del mondo “moderno”.
    Per me (che non amo la modernità) va anche bene che ognuno segua la sua legge (ai tempi di Rotari e Agilulfo se eri longobardo seguivi la legge germanica se eri “latino” qualla “romana”) ma allora ammettiamo che non esiste più un giurisdizione territoriale e si ritornati a quella personale, come nel medioevo.
    A parte le questioni giuridiche se lo sgozzatore è islamico l’agnellone soffre meno? Non è sostenibile.
    Semmai quindi è razzismo al contrario.
    Se vuoi inserisci nel tuo forum”

    detto fatto… condivido sul razzismo al contrario, nel senso che non mi pare giusto che, dove la legge è uguale per tutti, al credente mussulmano sia concesso un certo tipo di macellazione, mentre il pastore o il contadino invece si prenda una multa salata se viene beccato a sgozzare un agnello, come ha sempre fatto per tradizione e non per religione!

  18. E che cosa vi devo dire, a il mio commento. Be ragazzi se state leggendoil mio messaggio non state incollati al PC tutto il giorno andate a divertirvi finchè siete in tempo.
    ANDREA JESOLO.

  19. Non è questione di razzismo,ma purtroppo loro sono rimasti indietro di qualche centinaio di anni.
    Mi scusi ma da ciò che scrive, lei porterà di sicuro ancora il velo nero in testa per entrare in chiesa e le gonne fino ai piedi per uscire di casa!
    Io conosco famiglie marocchine dove le donne sono barricate in casa e picchiate dai mariti ,schiave a tutti gli effetti.
    E poi si credono tanto  credenti?
    Prima dovrebbero imparare il rispetto !
    ALTRO CHE FESTE!!

  20. @#23: caro anonimo, mi sa che il razzista sei tu… per me non c'è uno avanti ed uno indietro, ma solo integralisti che non ragionano ed impongono vincoli alla libertà (sbagliati in tutte le religioni) e persone che hanno una cultura diversa dalla nostra. a me piace poter dialogare con tutti.
    per tua conoscenza, non sono credente, non vado in chiesa ed abitualmente indosso pantaloni

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