Non è una valle, ma…

Dovevo andare in Valchiusella, poi alla fine la meta è cambiata e sono andata sempre nel Canavese, ma in un posto che una valle non è. Questo non vuol dire che non ci siano alpeggi, anzi! La Comunità Montana si chiama "Dora Baltea Canavesana", per indicare il tratto piemontese della Dora e quelle montagne che la circondano. Però a me non sembra una valle, vista l’apertura sulla pianura!

Di animali se ne incontrano tanti, al mattino è tutto uno scampanio di vacche che escono dalle stalle e vengono condotte nei pascoli, recintati con fili e fettucce elettrificate. A certe quote è difficile parlare di veri e propri alpeggi, anche se comunque qui gli animali salgono in primavera (più presto che altrove) e scendono nel tardo autunno.

Finalmente, lasciate in basso le case (e, ahimè per i margari, anche le strade), salendo tra boschi ricchi di funghi e piante di mirtilli cariche di frutti, poco per volta ci si addentra nel vallone, arrivando a scorgere l’alpe Druer e le numerose baite non più utilizzate. Di erba ce n’è ancora in abbondanza, anche se i cinghiali hanno danneggiato ampie porzioni di pascolo.

L’alpeggio, ben ristrutturato e dotato di centralina idroelettrica, è di proprietà della famiglia Chiavenuto. Arrivo in tempo per assistere alle fasi finali della caseificazione. Dalla caldaia escono tre grosse forme, ma ad inizio stagione di caldaie di latte se ne riempivano due!

E’ sempre una sorta di rito magico vedere le mani che si immergono nel siero ed escono con quella massa tiepida che poi verrà depositata nelle forme. Come ogni rito, anche qui ha le sue caratteristiche, i suoi "segreti": latte intero + latte a cui è stata tolta la panna, la cagliata viene messa nella rairola dentro alla forma, schiacciata, poi il casaro capovolge il tutto di nuovo nella caldaia, estrae la forma, la gira e la rimette nella forma, senza più usare la tela… E così via.

In cantina restano le tome meno stagionate, perchè una volta al mese si scende per consegnare i prodotti al commerciante (questo alpeggio è autorizzato alla vendita da apposito marchio "bollino CEE"). Vendita diretta ce n’è poca: "Passa poca gente… Quasi tutti Tedeschi che fanno la GtA e si lamentano perchè il sentiero è segnato male! Poi la gente non compra più i formaggi come una volta, chi ti prende ancora la toma intera? Le famiglie non sono più numerose come un tempo. E poi uno ha il colesterolo, uno è allergico, l’altro intollerante, l’altro…"

Al Colle di Giassit, sopra l’Alpe Bechera, ci sono alcuni cavalli al pascolo. La mandria sta uscendo dalla stalla, si sentono le urla dei margari, l’abbaiare dei cani, lo scampanio. Più in alto invece si è già messo in cammino un gregge di capre (ma ci sono anche tre pecore, le vedrò soltanto dopo).

La mandria viene condotta dai due fratelli al Colle della Lace, per andare a pascolare sul versante che si affaccia sulla Valle Elvo. Ci sono numerose vacche Castane, insieme alle Pezzate Rosse. Mi ha però colpita questa capra nana: invece di unirsi al grosso gregge di capre che cammina più a monte, per poi scollinare nello stesso punto delle vacche, lei ha scelto di seguire le vacche!

Finalmente tutta la mandria supera il tratto ripido del sentiero e ridiscende dall’altra parte… I due fratelli sono stati di poche parole, anche se mi hanno detto che potevo fotografare a mio piacimento. Mentre cumuli di nuvole basse non si allontanano dal Biellese, verso la Val d’Aosta sembra che stia già piovendo, quindi mi affretto a rientrare.

Al colle sono rimaste solo le capre… Giù alla Bechera, mentre mi disseto alla fontana il margaro mi fa notare come non sia vero che lì non manchi niente… E’ vero, ci sono gatti, polli, maiali e tutto il campionario di animali che possono esserci intorno ad un alpeggio, ma manca la strada. Eppure, affacciandosi appena dietro, sul versante valdostano, si vede come la draga stia ultimando la pista che conduce all’alpe sottostrante, nel vallone di Giassit. Sfortunati, questi margari valdostani che invece alpeggiano in Piemonte!

Al Druer le vacche adesso sono al pascolo: questa porta al collo una campana che attesta la partecipazione alla Battaglia delle Regine di Tavagnasco… Grande è la passione per le Reines, in queste terre di confine con la Vallèe.

Questi altri animali si rinfrescano a monte della vasca di captazione per la centralina: presto i loro piedi affronteranno la transumanza. "Se va tutto bene e non nevica, stiamo su fino al 4 ottobre. Erba ce n’è… Scendiamo a piedi, ci fermiamo un mesetto in un posto più in basso, poi sempre a piedi si va alla cascina vicino ad Ivrea. Guai, dovessimo usare i camion… Troppe spese, la roba non vale più niente, i vitelli meno che mai, e le spese sono sempre di più!"

Un ultimo dettaglio: quassù è ancora praticata la fertirrigazione. Ecco il motivo del verde intenso dei pascoli e delle chiazze marroni laddove è appena stata fatta scorrere "l’acqua"! Non più in uso le antiche canalette, sostituite da moderni tubi in plastica, ma la distribuzione del letame misto ad acqua sui terreni viene ancora fatta, e con buoni risultati. Altri tempi quelli in cui si scavava a mano tutti i fossi o, altrove, si spargevano a mano le buse secche, per concimare ed avere erba migliore l’anno seguente.

About these ads

  1. Leggo sempre i tuoi post tutti dìun fiato perché mi affascinano, mi immedesimo. Questo in particolare. Sarà perché parli di formaggi? Di fertitrrigazione che è un metodo che mi ispira e vorrei poter in futuro adottare? Di Reines e altre bestie che mi esaltano sempre? (a proposito la capra potrebbe essere stata svezzata da una mucca per cui il suo imprinting è più bovino che ovino). Sarà per le foto, l’atmosfera? O per tutto l’insieme? Bhò? Comunque grazie per farci vivere senza sforzo alcuno (quello lo lasciamo tutto a te :-)p) un po’ di sana vita anche se dal computer!!!

  2. @scarlet: sarà perchè questa volta c’è pure un cavallo? ;-) lo ammetto, fotografandolo (ho anche altri scatti dei puledrini, oltre all’immagine che ho pubblicato) ho pensato anche a te
    …sono contenta di riuscire ad affascinare qualcuno e, ancora di più, di avere lettori che si immedesimano!!

  3. Quoto in toto Scarlettinas, alla sera invece di guardare la tv mi piace leggere i tuoi rapporti di giornata, poi, quando si parla di formaggio….se riesco, penso che andrò a trovare il casaro del servizio.
    Ciao
    Antonio delle risaie

  4. @antonio: grazie anche a te delle belle parole…
    il margaro d’inverno è in una cascina non lontano da ivrea, ma (come tanti) non so se continua la caseificazione oppure in pianura vende il latte a qualche caseificio
    @cuoredigiada: grazie!

  5. toh..guarda guarda dove sei finita..dai miei amici ciavenu..:-)
    pensavo che il casaro fosse sempre romilda,invece guarda giovanni!
    quelle montagne le conosco molto bene,un tempo le mie mucche monticavano dall’altra parte della montagna.
    invece gli altri personaggi che hai incontrato sono i clérin,di pont st martin!
    quest’anno proprio non ho avuto tempo di salire su di la..ma aspetto con ansia il giorno della loro desnalpa,per sentire un po di buoni rudun.

  6. @sabot: romilda non l’ho vista su…
    i rudun no, ma le campane delle vacche te le farò sentire presto, non appena ho il tempo di sistemare un piccolo video che ho realizzato.
    …comunque me lo aspettavo un tuo commento su questo post!
    @FA: così come immaginavo che, se un giorno tu fossi tornato on line, avresti scritto qualcosa sul trattore che c’è a druer!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...