Appuntamenti, segnalazioni, immagini, racconti…

Come promesso, oggi l’appuntamento è con voi che siete attenti a ciò che accade in giro, che viaggiate con la macchina fotografica pronta ad immortalare scene di vita pastorale, che volete condividere con gli altri amici del blog gli eventi che accadranno o che si sono già tenuti. E allora clasal ci dice che qui ha pubblicato le foto di Miss Mucca 2008 a Pragelato, mentre Elena ci avvisa che in Val d’Aosta alla fine di settembre ci sarà la Desarpa (la festa per la transumanza di ritorno dall’alpeggio). Infine Chiara dalla Svizzera ci fa vedere come da loro sia curata l’informazione sui cani da difesa contro il lupo. Addirittura, c’è la mappa con tutti gli alpeggi dove ci sono questi cani! Sempre in tema di lupi, Michele ci avvisa che sempre in Svizzera gli allevatori sono sul piede di guerra e stanno raccogliendo firme, mentre nella provincia di Bergamo è l’orso a colpire pesantemente le greggi.

Passiamo agli inviati/fotografi! Mauro, pedalando qua e là per le vallate alpine mi dice che in questo caso non ha bisogno di fornirmi spiegazioni sul gregge e sul pastore!

Siamo nel Vallone del Frejus, a Bardonecchia. Le pecore sono quelle che compaiono in queste pagine dal mese di ottobre fino a maggio… A dire il vero, proprio lassù verso il colle non ci sono mai stata.

Ancora un’immagine, con Beppe e Tommy che salgono verso il gregge in una splendida giornata di sole.

Caccia al cartello, e sempre Mauro ne ha scovato uno sui cani da difesa verso il Colle del Galibier, in Francia.

Il nostro amico ciclista poi è venuto al Moncenisio, ma non ha trovato le pecore, solo queste vacche che pascolano vicino al Forte Variselle. Il gregge non era lontano, ma questa volta la missione del nostro fotografo è fallita. Sarà per la prossima!!

Carlo invece, di ritorno dalle vacanze, ci manda numerose immagini di un gregge color carbone, immortalato con il suo pastore nei pressi di Castiglione della Pescaia. Chi è che ci dice di che razza sono? Probabilmente Amedeo, che mi ha mandato una bellissima scheda sulla pastorizia nel Centro Italia e che pubblicherò in un apposito post prossimamente.

Loris invece ci racconta le sue giornate di piccolo pastore. Sveglia alle sei per portare il gregge al pascolo, ma subito si accorge che c’è una pecora prossima al parto. "Siccome qua d’inverno sono libere di andare avanti e indietro nel loro ricovero e siccome fa anche parecchio caldo, in agosto io do’ loro un’altra  tosatina come si faceva una volta, visto che son poche, ho tempo e son sicuro che nella stagione invernale in stalla si sporcheranno almeno un po’ meno: e cosi’ di buona calma ho iniziato a preparare tutto l’occorrente con l’aiuto della mia brava moglie" . Vai di tosatura, allora! E direi che la tecnica è buona…

Ma la pecora che doveva partorire impensierisce Loris. "Mangio di corsa e ritorno all’ovile, mia moglie vede che sta nascendo l’ agnello e mi chiama ma subito vedo l’inconveniente: è fuori solo la testa e il colore è bluastro. Si sta soffocando. In poche frazioni di secondo capisco che chiamare lo zio non c’è tempo e quindi entriamo tutti e due: mia moglie tiene la pecora e pian piano infilo la mano accorgendomi che le piccole ginocchia sono rimaste piegate . Pian piano ma il più veloce possibile (sembra una contraddizione ma è così) tiro fuori la bestiolina e cerco di rianimarla come i pastori mi hanno insegnato (penso tu sappia meglio di me) . Dio me la manda buona l’agnellina è salva è ‘’tornata in qua’’!!!! Son entusiasta solo per il fatto che per essere la prima volta che mi trovo da solo in una situazione del genere me la son cavata, le altre volte c’era sempre lo zio!! Ai pastori so son cose all’ordine del giorno ma anche a me questi episodi danno una soddisfazione immensa anche se ti hanno portato ad avere l’adrenalina al massimo." Ecco, ancora una volta mi sono commossa nel leggere uno dei vostri racconti e sono felice che li condividiate con me e con tutti noi.

Giacomo invece è andato a trovare Giorgio, giovane margaro della Valchiusella. "Giorgio ha diciotto anni ed è di Brosso. Le estati passate dava una mano al margaro dell’alpe Mirolo, sopra Quincinetto, al quale aveva affidato la sua piccola mandria. Quest’anno, ormai maggiorenne, si è messo per conto proprio ed è salito con mucche e pecore (una ventina, queste ultime) all’alpe Reali, 1680 metri, poco sotto il Monte Gregorio, nel comune di Brosso." Io l’avevo casualmente incontrato proprio al Mirolo, infatti. Parliamo del 2005…

"Da qualche giorno non fa più la toma, mi ha detto, e così il latte munto lo dà ai vitelli d’allevamento. Giuro, ho visto pochi mungere con quella velocità, tanto che gli ho fatto i complimenti. Della mandria fa parte anche una giovane ‘reina’. “E’ di mio padre, mi ha spiegato Giorgio, è lui che ha quella passione”. L’ho lasciato mentre ancora stava mungendo."

Per concludere, facciamo un salto in Trentino, da dove ci scrive Alessandro. Quello nell’immagine è il pastore Renato Fronza, di Torcegno, che da 30 anni sale a Malga Conseria in Lagorai. Alessandro mi racconta anche di aver incontrato in un’altra occasione una pecora smarrita, durante la gita a Monte Ciste. La bestia era visibilmente zoppa, sofferente e si è sentito dire da un tizio apparentemente diretto verso l’alpeggio (Malga Sette Selle) che era inutile dirlo ai pastori, perchè probabilmente se ne sarebbero fregati. "Piuttosto che venire a recuperarla in tanta malora… l’avrebbero lasciata al suo destino…". Può anche darsi che qualche "cattivo pastore" faccia così, ma la gran parte per lo meno va a porre termine alla sofferenza dell’animale perso, se proprio non è possibile curare le ferite o la malattia. Proprio l’altro giorno ho parlato con un ragazzo francese che si è caricato a spalle una pecora di almeno 70kg e l’ha portata fin giù alla baita…

  1. @trentinaz: la si uccide, ovviamente. non potendo fornire ad una pecora le stampelle dopo un intervento per tagliare una gamba andata in cancrena, per esempio…
    quando ciò accade in pianura o comunque in un luogo raggiungibile con i mezzi, queste pecore vengono caricate e vendute come “pecore da macello”.

  2. Bellissimo e struggente, il tuo ‘Il gregge, prima di tutto!’.
    Qui, invece, m’ha colpito il “gregge color carbone”. Quando tutte le pecore sono nere, la cosiddetta ‘pecora nera’ come sarà? Come una mosca bianca? Mai generalizzare, vedi?
    E il viso di quel Renato Fronza. Sembra intagliato nel legno. Anche questo è un modo per restituire speranze a quei polli di batteria che siamo noi inurbati.
    Un caro saluto.

  3. @gp: un saluto anche a te!
    @trentinaz: nel più antico dei modi, ed anche l’unico a disposizione del pastore, che in tasca ha sempre il coltello…
    @asno: ben ritrovato, so che passi sempre da queste parti e, come questa volta, ci lasci qualche arguta domanda!

  4. vedendo al foto non avevo dubbi, poi mi hai indicato anche la zona in cui è stata scattata la foto e per questo con certezza ti posso dire che sono pecore della razza massese !!! originarie della toscana hanno trovato diffusione in tutto il centro italia per le loro buonissime attitudini nel produrre un buon quantitativo di latte e carne.
    saluti amedeo

  5. Ciao Marzia
    Di ritorno da dieci giorni di vacanza in Giura (nord-ovest della Svizzera, terra ricca di allevamenti, magari ti manderò qualche info e foto), ho “recuperato” il tempo perduto con il tuo blog. Sono andata a vedere il link sulla questione dell’orso e devo dire che mi ha un po’ scioccato: tutto quell’astio, quell’aggressività di uno che vuole (pensa di…) sostenere il mondo rurale mi hanno fatto male. Io, con una formazione universitaria in biologia della fauna e una piccola azienda agricola, mi trovo a metà strada tra i due mondi, quello rurale e quello dei “colonialisti verdi” (come li chiama Corti) e non penso proprio che la via aggressiva scelta da questa persona aiuti a favorire la comprensione reciproca e la salvaguardia delle tradizioni rurali alpine. Non è la prima volta che sento di queste difficoltà con gli orsi e penso che si siano fatti (e si stiano facendo tuttora) parecchi errori nella gestione del progetto (soprattutto mancanza di informazione nelle zone in cui l’orso sta arrivando e di coerenza/fermezza nella gestione degli orsi problematici), tuttavia, a mio parere, non serve a niente esasperare gli animi e sostenere azioni prettamente politiche e quindi solo propagandistiche, invece di cercare di affrontare la questione in modo pragmatico, sedendosi tutti attorno ad un tavolo. Perché alla fine, quando i politici avranno trovato un tema più “interessante” (soprattutto per quanto riguarda la raccolta di voti…) saranno ancora allevatori e pastori a dover risolversi i problemi da soli o, se avranno fortuna, con l’aiuto di qualche buon tecnico idealista al di sopra delle parti che farà gli straordinari per aiutarli con i pochi mezzi a sua disposizione…
    Chiara

  6. @chiara: felice di leggere delle tue vacanze!
    per l’orso, come per il lupo, molte volte si tende a fare le cose più grosse di quelle che sono pur di attirare l’attenzione sull’argomento, secondo me. altrimenti è sempre solo la notiziola curiosa, perchè a chi gliene importa se una o due pecore vengono sbranate? anche se è in un certo senso la stessa cosa, una rapina in gioielleria fa un altro effetto sul pubblico.
    coraggio, tecnico idealista al di sopra delle parti… per fortuna che ce ne sono ancora :-))

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