Dal mondo…

Oggi, tanto per cominciare, una pecora (pare più un montone) è in prima pagina sul mio computer. Chissà perchè quelli di Google, per parlare dell’evento Olimpico, oggi hanno scelto la gara su strada di ciclismo e l’hanno rappresentata così…

Questo infatti è il logo odierno. Buona pedalata e… in bocca al lupo agli Italiani, perchè no! Chi continua a pedalare per queste valli invece è l’amico Mauro, che ancora una volta ha incontrato numerose pecore durante le sue gite.

Qui stava salendo lungo la mulattiera che porta a Conca Cialancia. Anche a me, anni fa, era capitato di incontrare il gregge più o meno nello stesso posto, mentre arrancavo pedalando sul fondo sconnesso di quest’antica strada.

Mi ricordo anche il fuoristrada che saliva a tutta velocità e Danilo, il pastore, che da lontano mi urlava qualcosa. Voleva mettermi in guardia dalla femmina di pastore maremmano, che aveva una "predilezione" speciale nei confronti dei turisti! A quanto pare però Mauro non è stato attaccato, il cane pare ignorarlo e badare soprattutto al suo gregge.

Infine, in Val Clarèe, sopra a Nevache, l’incontro è avvenuto con un pastore ed un gregge francese. A questo punto Mauro deve solo più mandarci le immagini della Festa del Rudun di Salza… e poi dovremo dargli un premio come inviato speciale!!

Cambiamo valle, torniamo in Italia con Giacomo, che dall’Alpe La Nuova in Valchiusella ci manda un’immagine di Matteo, commerciante di formaggi, salito da Vittorio per ritirare le tome della prima parte della stagione. Tra di loro, il piccolo Bruno, che già sta "studiando" da margaro. Ora Vittorio è salito più in alto all’alpe Blucchina, dove resterà fino a settembre. Di qui spedirà le tome a valle per mezzo di una rudimentale teleferica che arriva al fondo della pista sterrata.

Scendiamo tra le colline astigiane ed andiamo a Tigliole con Aldo, per la rassegna Stelle in Stalla, di cui vi avevo già parlato. Hanno esposto 14 allevatori, per un totale di 84 capi. Un buon successo per la manifestazione, che ha visto la presenza anche di numerosi politici locali.

Cinque le categorie premiate, con premi per i primi tre classificati… Insomma, credo che tutti siano tornati a casa soddisfatti!

…anche questi due ragazzini con i cani da pastore hanno avuto un riconoscimento. La giornata è terminata con il pranzo a base di carne di bovino piemontese, toro allo spiedo e… arrivederci al 2009!

Torniamo sui monti, in Val Chisone, dove incontriamo nuovamente Fulvio, ritratto da Mari con un agnello in braccio, di cui probabilmente sta cercando la madre, a giudicare dall’espressione del pastore. Lo vedete, a sinistra sullo sfondo, il cane da guardiania che sorveglia il gregge dall’alto?

La sorpresa è vedere Federico insieme al pastore. Mari ci racconta che questo quattordicenne trascorre parte delle sue vacanze estive in alpeggio ed attualmente è ospite di Fulvio. "Chissà se puoi accontentarlo, pubblicando la sua foto?". Certamente! Spero che Federico la veda e che diventi un lettore di questo blog… o magari diventerà un pastore? Sembra avere la stoffa, ma soprattutto la passione necessaria!

Attraversiamo le Alpi, saliamo in Val Leventina (Svizzera) con Chiara che ci parla dell’inserimento dei cani da guardiania che avviene con la consulenza e il sostegno, sia logistico che finanziario, dei centri regionali di competenza e della coordinazione nazionale per la protezione delle greggi. Questo progetto è gestito da enti agricoli ed è nato proprio per sostenere gli allevatori in difficoltà alle prese con i grandi predatori (lupo, orso e lince), è finanziato dall’Ufficio federale dell’ambiente. Qui abbiamo un gregge di capre da latte con patou dei Pirenei (maschio, di nome Karma) e pastore maremmano (femmina, Tegola).

Enno invece è nell’alpeggio confinante, con un gregge di capre toggenburgo di cui è coetaneo. Chiara mi spiega che l’inserimento del cane è riuscito con successo…

…ed anche la coabitazione con i turisti non è problematica. I bambini hanno continuato a giocare senza infastidire gli animali, viceversa capre e cane non si sono spaventati. Quindi qui tutto funziona alla perfezione, speriamo anche che il lupo non si faccia vedere e la presenza dei cani sia quindi "superflua".

Per finire, ecco un’immagine dell’alpeggio svizzero gestito da Natascha e da suo marito. …rimanendo in territorio elvetico, Amedeo mi segnala una notizia del 5 agosto, 38 pecore morte fulminate in Val Verzasca durante un temporale. Sono stati degli escursionisti a segnalare la cosa e gli uomini del soccorso alpino hanno poi provveduto al recupero degli animali.

Altre notizie dall’Italia, sempre segnalateci da Amedeo: Opi (L’Aquila), 29 lug. – Un branco di lupi ha attaccato il gregge di un allevamento in localita’ ‘La canala’, nel comune di Opi, in piena area Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Tre pecore sbranate, oltre a quattro ferite agli arti posteriori e alla gola: segni inconfondibili dell’attacco di un branco costituito da tre o quattro lupi. Sul posto, per l’accertamento del danno e l’avvio della pratica risarcitoria, sono intervenute le guardie del Parco. Gli attacchi dei lupi agli animali di allevamento, nel 2008, sono aumentati del 20 percento rispetto all’anno precedente. La popolazione di tali animali che vive in area Parco, grazie all’indagine visiva delle orme, e’ stimata in circa 45 unita’, anche se il numero di predazioni, in costante aumento, fa presupporre che alcuni branchi si spostano dal versante laziale e molisano per giungere nell’area protetta e compiere gli attacchi. L’ente Parco, dall’aprile scorso, ha iniziato a ridurre i tempi di lavorazione delle pratiche per il risarcimento, in linea con quanto previsto dal progetto per la mitigazione del conflitto tra uomo e grandi carnivori. (AGI)

Segue, sempre del 5 agosto 2008, una vicenda nella bergamasca, con 16 pecore sbranate da un orso (arrivato dal parco dell’Adamello e da qualche tempo stabilitosi nel parco delle Orobie), mentre è del 23 luglio la notizia di una moria di pecore nell’imperiese, nell’area di Monte Faudo, con 130 capi morti su 160, pare a causa di un batterio trasmesso dalle zecche, ma che non sarebbe pericoloso per l’uomo.

Dopo tutte queste vicende "per cui c’è poco da stare allegri", dice Amedeo, vi segnalo una particolare iniziativa di eco-turismo che magari qualche appassionato di questo blog potrebbe provare. Al seguito della transumanza in Bulgaria con RebelFarmer, iniziativa segnalatami da Metilde di Rebel Farmer, appunto.

  1. Complimenti, ogni volta che vengo trovo sempre notizie interessanti e bellissime foto. Quelle delle mucche che guardano verso l’obiettivo mi piacciono molto.
    E’ da tanto che volevo chiedertelo: perché il sale? E’ ovvio che serve all’organismo degli animali, ma se vivessero allo stato brado, mangiando solo quello che la natura offre loro, come farebbero? Avevo sempre sentito dire che il sale piaceva alle capre, ma non immaginavo proprio che piacesse anche alle mucche.

  2. @laporta: fanno venire l’acquolina, eh? sì, oltre alle foto comunque sono molto gradite anche queste notizie, mi fa piacere vedere come questo blog stia diventando un po’ anche un “vostro” contenitore e, nello stesso tempo, può rappresentare un servizio per altri. non sarà mai il luogo dove trovare TUTTO sugli alpeggi, ma qualcosa è già meglio che niente, no?
    @nonnapapera: il sale pastorizio… sì, piace anche le vacche, anzi, serve alla loro alimentazione (in giusta quantità). un tempo veniva messo addirittura in mezzo al fieno. credo la funzione fosse anche per facilitare la conservazione di questo?
    gli animali ne sono golosi, in molti casi sarebbe consigliabile usare rulli di sale minerale (e non cloruro di soldio) per integrare alle carenze dei pascoli (con sali diversi a seconda del terreno, acido o calcareo).
    anche gli animali selvatici vanno a cercare il sale, infatti leccano certe rocce, l’ho già visto per stambecchi e camosci. questi ultimi poi facilmente scendono dove il pastore lo fornisce a ovicaprini e/o bovini, per trovarne in quantità maggiori e più facilmente!

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