Questa sì, questa no

Dopo un’assenza di qualche giorno, riprendo con il raccontarvi le storie di pascolo vagante… anche se mi avete mandato tantissimo materiale da pubblicare, e poi c’è il resoconto della fiera di domenica, e… Andiamo con ordine! Iniziamo con le vicende dal gregge, che continua la sua strada quotidiana, qualunque cosa accada nel mondo.

In questi giorni i pastori stanno scegliendo le pecore che venderanno prima di salire in montagna. Un bel segno di vernice sulle spalle "Così si vede meno… Altrimenti, guardarle da dietro e vederle tutte pitturate non mi piace!", e si passa a cercarne un’altra. Scelta difficile? All’inizio no, i pastori segnano senza nemmeno consultarsi, sono concordi nel vendere questa, quella, quell’altra. "Ha una faccia che non mi piace" e via con i segni. Ci sono pecore belle, grosse, ma un po’ più vecchie delle altre, c’è la pecora che non vuole mai l’agnello quando partorisce "Ne vendi una e tra le giovani che tieni ce ne saranno poi sicuramente altre che faranno la stessa cosa!". La scelta più difficile sarà quando si tratterà di segnare le ultime, perchè magari ci sarà un po’ di indecisione.

Quando i pastori hanno finito la latta di vernice ("11 euro ogni barattolo! Dobbiamo chiedere un sovraprezzo per la vernice sulla lana, visto che vale così tanto!") il pranzo è pronto, così si può mangiare e poi andare al pascolo. La prima meta di giornata sono gli incolti lungo il Po, da cui scappano innumerevoli minilepre, ma anche alcuni grossi cinghiali. Inizia a far caldo, la luce è fastidiosa, il cielo non ha più quel bel colore azzurro delle giornate di vento. Per fortuna non sono ancora arrivate le zanzare, ma è sempre più solo questione di giorni.

Mentre gli animali brucano erba e foglie nel bosco, i cani cercano refrigerio scavando delle buche nella sabbia ancora umida per le recenti piogge abbondanti. Birba continua a girare e raspare intorno alle radici di un albero, fino a trovare la sistemazione ideale per accucciarsi soddisfatta.

I pastori conducono il gregge al recinto, dove gli agnelli del rimorchio vengono dati alle madri, poi ci si riposa un po’, mentre le pecore ruminano, e nel pomeriggio si torna al pascolo, quando però fa ancora abbastanza caldo. Si continua la selezione guardando gli animali da lontano, si sceglie: "Quella, quella laggiù, anche quel maschio lì", quando si riesce si fa un segno con il colore, per facilitare il lavoro nel recinto, con le pecore tutte ammucchiate. La giornata scorre lentamente fino a sera, quando viene l’ora di chiudere il gregge.

Una pecora partorisce al tramonto, un nuovo arrivo a rimpiazzare gli animali che verranno venduti. "Abbiamo più problemi adesso con gli agnelli che non d’inverno… Con il caldo faticano di più a riprendersi quando prendono la diarrea, alcuni muoiono. La gente che dice <<Poverini!>> quando li vede fuori d’inverno… Eppure ne muoiono molti di più con il caldo, d’inverno patiscono meno. Adesso sono molli, deboli."

Il recinto per la sera è già pronto, ma di lavori da fare prima di partire ce ne sono tanti: una trentina di agnelli sul rimorchio da dare alle madri, le capre da mungere, preparare da mangiare per i cani, curare due pecore che hanno dei problemi di salute, cercare un agnellone di un certo peso da portare in cascina per un cliente… e anche questa volta è arrivata la notte!

L’indomani si ricomincia a marcare pecore e poi si va al pascolo prima verso il fiume e poi nel grosso gerbido a ridosso delle risaie. Il caldo è ancora più forte del giorno prima, viene sempre più voglia di partire verso le montagne. Ma su, oltre la foschia, le vette sono ancora bianche, bisogna ancora aspettare qualche settimana prima di chiamare i camion per la transumanza.

Dal gerbido erboso ci si sposta nuovamente dall’altra parte della strada, verso altri incolti e pioppeti. Per fortuna c’è questo comodo sottopasso e non è necessario intralciare il traffico che scorre incessantemente al di sopra. Ogni tanto qualcuno dall’alto, vedendo il gregge, suona il clacson: amici? conoscenti? burloni?

Verso il tramonto uomini ed animali sono in un pioppeto confinante con una lanca del fiume invasa da ninfee, tra le quali si dibattono grossi pesci: carpe? oppure i pesci siluro, che stanno facendo scomparire tutta l’ittiofauna del Po? Si continua a ringraziare questa strana primavera che alterna pioggia e freddo con sole caldo abbacinante, ma che tiene ancora lontane le terribili zanzare, altrimenti accanto a quest’acqua quasi immobile chissà quante ce ne sarebbero!

Nel pioppeto però gli animali mangiano malvolentieri. Con il terreno bagnato, l’erba che viene vecchia, l’umidità… insomma, tanti fattori che rendono questo tipo di pascolo meno appetibile. Pecore viziate! Gli animali di altre greggi non farebbero troppe storie e starebbero lì a muso basso. Quando l’intero gregge inizia spontaneamente ad avviarsi per la strada da cui è arrivato i pastori lo guidano al recinto, perchè un’altra giornata è giunta alla fine, per fortuna senza incidenti o imprevisti.

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  1. CIAO MARZIA , HO RITROVATO FULVIO SOTTO CASA CIOE’ MI SPIEGO , SAPEVO CHE ERA NEI BOSCHI VICINO AD ASTI MA VENERDI MATTINA SONO ANDATO A VEDERE ALCUNI PEZZI DI TERRA NELLA VALLATA SOTTO CASA PER SEMINARE DELLA MERIA E CHI MI TROVO , FULVIO CON IL GREGGE ACCAMPATO LI ,CI SIAMO FERMATI A PARLARE DEL PIU E DEL MENO E COME AL SOLITO VENGONO FUORI LE ALTRE DICUSSIONI I COSTI ORAMAI ELEVATI PER TOSARE SPOSTARE ILGREGGE I COSTI DEGLI ALPEGGI I CONTRIBUTI CHE NON ARRIVANO MAI …. ECC. GUARDANDO IL GREGGE LO VEDO MENO NUMEROSO E MANCA ROBERTO , FULVIO MI SPIEGA CHE HA DIVISO IL TRUP IN 2 ROBERTO E VICINO CASA DI FULVIO E COSTEGGIA IL TANARO SOLO CHE NEI POSTI DOVE FULVIO VA DA PIU DI 20 ANNI ADESSO C E UN ALTRO PASTORE CHE VIVE SULLE SPONDE DEL TANARO TUTTO L ANNO SIA CON LE FEIE CHE CON UN CENTINAIO DI VACCHE DEVASTANDO UN PO TUTTO . E SISONO GIA SCANNATI PER VIA DEI POSTI IN CUI STARE… QUESTA E PROPRIO “FAME D ERBA”. SONO CONTENTO CHE FULVIO SIA TORNATO IN QUELLA VALLE SOTTO CASA MIA PERCHE’ LI SIAMO SOLO IN 2 AD AVERE ANCORA I TERRENI LAVORATI E IL CONSORZIO STRADE FA BEN POCOPER 2 SOLI PROPRIETARI PER DI PIU NON TANTO GROSSI,, COSI FULVIO RIESCE A MANTENERE SENZA PROBLEMI IL GREGGE E NOI CI TROVIAMO TUTTO PULITO E NON DOBBIAMO PIU SPENDERE TEMPO E GASOLIO PER TRINCIARE I GERBIDI E TENER PULITE LE STRADE, POI QUI NESSUNO SI E MAI LAMENTATO DEL PASTORE ANZI E CONSIDERATO ANCORA UN BENE PREZIOSO PER IL CONTRIBUTO CHE DA. PS MI HA DETTO FULVIO CHE SE FA BELLO VENERDI TOSA SE TI PUO INTERESSARE. SALUTI ALDO

  2. @aldo: eh sì, la fame d’erba… però potrebbero esserci anche altri pastori, come martino, che ti direbbero che fulvio si è messo a girare nei posti dove prima andavano loro… 😉
    venerdì non ci sono, frequento altri pascoli!!
    @clà: allora preparati ad insaccare lana!!
    birba lavora in coppia con il vecchio parìs, da sola non è ancora proprio il massimo, comunque promette bene!

  3. qualcuno sa indicarmi quale tipo di vernice dura di più sulla lana? premetto che le mie conoscenze in materia sono pari a zero, quindi sono graditi tutti i gentilissimi dettagli.

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