Dal cavalcavia (dedicato ad un Rumeno in gamba)

In bici lungo i miei soliti percorsi nella campagna pinerolese… non è una sorpresa per me scorgere un gregge, anche se magari sono decine, centinaia le auto che passano lì di fianco sulla circonvallazione, ed il gregge non lo vedono! Comunque, dal cavalcavia che porta verso Pinerolo, il panorama è questo.

Non riesco ad accontentarmi di una visione dall’alto, ho bisogno di vedere le pecore da vicino ed anche di avere una certezza in più sulla provenienza del gregge, anche se so chi è che di solito utilizza quel prato.

Il gregge è sorvegliato, su tre lati ci sono recinzioni fisse e sul quarto, confinante con un campo seminato, il pastore ha posizionato le reti mobili con la batteria. Nonostante mi abbia solo visto per pochi minuti quest’estate, il giovane rumeno a guardia delle pecore mi riconosce, così provo a fargli qualche domanda.

La nostra chiacchierata avviene mentre un simpatico cucciolo prova i dentini aguzzi sulle mie caviglie e sulla giacca del suo padrone. Il ragazzo al suo paese faceva il macellaio, ma il mestiere di pastore gli piace. "Aria pulita, stai tranquillo, non come fabbrica. Sei fuori, è bello. Bisogna guardare animali, non puoi lasciarli, c’è sempre qualcosa, prima ho dovuto tirare fuori agnellino a pecora, per questo mie mani sono sporche!". Ride, e poi mi racconta dell’altro garzone (Italiano) che era su con lui in montagna. "Lui piaceva bere, troppo dico io! Non puoi bere così e fare lavoro. Quattro giorni non è andato a vedere mucche e pecore. Se poi un animale si fa male, sono soldi! Il padrone l’ha mandato via, ma lui ce l’aveva con me, non voleva farsi comandare perchè io Rumeno. Ma, dico io, lui quarantacinque anni, sempre fatto questo, e poi quando pecora metteva petto per partorire, attaccava sotto altri agnelli a ciucciare. Non è possibile fare così, non capiva proprio niente! E poi aveva sua ragazza, guardava me male perchè aveva paura che io facessi qualcosa a lei. Adesso dice in giro che vuole farmi fuori perchè lavoro ancora qui, ma… io lavoro lo so fare!"

Ci vedremo ancora nelle campagne del Pinerolese, non credo che questo garzone scapperà… cosa che invece succede spesso, sia con aiutanti italiani, sia con stranieri.

  1. Mamma cosa non è quel cucciolotto!!! Lo voglio!!! Lo mangerei di baci!! Grazie per aver scritto di un rumeno bravo. Ultimamente, ovunque ti giri ti dicono che i rumeni sono assassini, criminali e lavativi. Forse questo è un figlio illegittimo.

  2. negli alpeggi, ho conosciuto tanti rumeni, molti bravi, alcuni sfruttati ingiustamente. purtroppo la gran parte, bravi e non, spesso ti pianta in asso all’improvviso. “vado qualche giorno a casa”, e poi non li senti più. così tocca cercarne un altro e saranno necessarie settimane, mesi perchè prenda il giro con quello che c’è da fare, e dopo ricomincia da capo, perchè lui parte e…

  3. Conosco stranieri, rumeni, ucraini, marocchini, peruviani, bravissimi davvero. Bravi nel lavoro, seri, con molta volontà di vivere con noi in santa pace. A volte raccontano storie da fare paura, raccontano dei motivi per cui sono fuggiti dal loro paese e non voglioni tornarci.
    Dappertutto c’è gente per bene. E per male. Anche qui da noi.
    Giulia

  4. Questo e’ un problema che abbiamo anche qua in Romania: aspetto un operaio al lavoro 3-4-5 giorni finche’ vengo a sapere da suoi amici che e’ partito in Italia per lavorare e non lo vedi piu’. Cosi’ bisogna ricominciare da capo ed insegnare as un altro tutto da zero… ma tanto anche quello dopo che ha imparato parte per l’estero… ed e’ cosi’ in continuazione. Fin quando ci sara’ una differenza di stipendio cosi’ grande tra due paesi cosi’ vicini rimarra’ sempre questo problema.
    Ciao
    Mauro D.

  5. ciao Mauro! fa piacere sentire anche la tua voce da “lontano”, anche se appunto Italia-Romania non sono così distanti.
    l’argomento meriterebbe di spenderci più tempo, ma è un po’ delicato e non so bene nemmeno io come affrontarlo. si tratta infatti di lavoro nero… come si fa a mettere in regola persone così inaffidabili? e come si fa ad osservare orari e giorni di riposo in un lavoro dove non ci si ferma mai??

  6. Questo mio commento è generico, non riguarda una situazione particolare ma un andamento globale. Dico solo che magari se li mettessimo in regola scapperebbero meno, magari se li pagassimo il giusto gli peserebbe meno fare orari “strani”. Con un lavoro in regola riuscirebbero a trovare una stanza in affitto invece che stare ammassati nelle baracche. Nel maneggio dove tengo il cavallo ci lavorano due rumeni, persone adorabili che li curano oserei dire con passione. Uno di loro è tornato a casa per sposarsi e l’altro da qualche mese sostiene il lavoro di due persone allo stesso stipendio, in attesa che torni, per mantenergli il posto (in nero). Il buono e il cattivo c’è ovunque, certo che con lo sfruttamento non si aiuta il bello a sbocciare…

  7. conosco allevatori onesti che hanno messo in regola il garzone e poi questo è scappato ed hanno dovuto continuare a pagargli i contributi per dei mesi…
    il garzone dei pastori non può avere una famiglia, perchè sta fuori con gli animali, dorme in una roulotte. fa la vita che facevano i pastori fino a qualche anno fa (qualcuno continua a farla), solo che adesso c’è la roulotte, i pastori un tempo dormivano sul “paglio”, sotto il mantello.
    lo stipendio medio di questi garzoni (generalizzo in base a quello che ho sentito) è di 500 euro al mese, netti (in quanto “in nero”), più tutte le spese del mantenimento. solitamente vengono detratti gli extra (es. sigarette, ricarica telefonica), mentre vengono passati anche abiti, stivali, scarponi.
    è un discorso difficile, si tende a generalizzare e cadere nei luoghi comuni. come dappertutto, ci sono gli onesti ed i furbi. come quelli che vendono pecore ed agnelli quando il padrone non c’è.
    ed altri che non scappano anche quando il padrone si “dimentica” di loro per più giorni, senza nemmeno portare da mangiare in alpeggio.
    ci sarebbe da scrivere un libro, sui garzoni. anche su quelli italiani…
    io continuo a dire che bisognerebbe fare dei corsi di formazione per “aiuto-pastori”, perchè la richiesta c’è. l’allevatore metterebbe anche in regola un aiutante capace e fidato, italiano o straniero che fosse, ma dovrebbe potersi fidare e dovrebbe avere un aiuto reale da queste persone.
    però, la maggior parte dei pastori, afferma che “un sacrificio del genere lo fai solo se hai anche tu la passione per le bestie e se le bestie sono le tue… e così continui ad affidarti a quello che trovi, tante volte è più il tempo che ti fanno perdere che l’aiuto che ti danno”

  8. 500 Euro in nero al mese?
    E per quante ore? 15 spero.
    E non ditemi che gli date pure il sabato o la domenica liberi.
    Una follia!
    150 al massimo, tanto dove vuoi che vadano. Se ne avete 3 un risparmio di 1050. Per 12 mesi fanno 12600 tondi, tondi.
    E che diamine!
    E poi troppo riguardo: “garzoni” li chiamate.
    A 500 al mese in nero, “servi” e’ il termine giusto.
    E la sera vanno messi alla catena in modo che non vi scappano. Che bel ringraziamento per chi, come i pastori vaganti, ha un cuore troppo buono.

    P.S. la carne delle vostre bestie ve la potete tenere.

  9. caro amico, firmati per favore.
    ho parlato di uno “stipendio” generico, perchè c’è chi sfrutta in modo ancora peggiore e chi invece paga molto di più. non parlo solo di pastori, ma di coadiuvanti (questo termine lo preferisci? per me garzone non è dispregiativo, al massimo è un po’ datato come vocabolo) in generale per allevatori di vacche e di pecore.
    evitiamo le facili ironie sul legare alla catena, per favore, perchè non sia di quello che parli. altrimenti il Rumeno di cui parlo nel post… perchè direbbe che è felice e non andrebbe in fabbrica per uno stipendio migliore?
    il tono del tuo intervento, caro anonimo, è davvero pessimo. io ho presentato una realtà, non ho detto che sia giusta o sbagliata, solo che è estremamente difficile da gestire. dimmelo tu, come fare per i giorni di ferie. sia per gli aiutanti che per i pastori. chi va a fare quel mestiere, lo sa che il suo “destino” sarà quello, e lo sa fin dal primo giorno.
    e se “scappano”, non è per lo stipendio o per il lavoro. perchè magari vanno via da un pastore per andare da un altro.
    potrei anche raccontare di uno che è venuto ad offrirsi (italianissimo, della val d’ossola), chiedendo lui stesso 500€ al mese. tanto non ha una casa, una famiglia, per lui andava bene trovare il pasto caldo a fine giornata ed un tetto dove dormire.
    comunque, se fai tutte queste riflessioni, pensaci non solo quando mangi una bistecca d’agnello, ma anche quando entri in una casa costruita da muratori rumeni, o moldavi, o…
    e poi FIRMATI, abbi il coraggio di sostenere le tue idee, grazie a nome di tutti i lettori del blog

  10. Dunque 500 Euro al mese, per 15 ore di lavoro al giorno per 30 giorni lavorativi sono 450 ore al mese.
    In pratica 1 Euro all’ora IN NERO ai servi, psicolabili suicidi, alcolizzati, senza tetto, immigrati clandestini.

    Come da te suggerito, avete fatto benissimo a farvi ristrutturare la cascina dai muratori nordafricani in nero, si intende. Io la cascina ancora non ce l’ho, ma quando l’avro’ …

    Carlo (come il Carlo Marx)

    P.S. anche i formaggi ve li potete tenere

  11. caro carlo, se leggessi il blog con attenzione, sapresti che i pastori vaganti formaggi non ne fanno. sapresti che la maggior parte di loro non ha una cascina, qualcuno nemmeno una casa, ma solo una roulotte.
    ma probabilmente è anche inutile continuare a spiegarti come stanno le cose, ad esempio che molti dei pastori lavorano ancora più ore dei loro aiutanti. è anche inutile continuare a ripetere che la cifra 500 era un esempio, per altri sono 800, 1000. se vuoi, invece di insultare, puoi provare a metterti a fare il sindacalista delle centinaia, migliaia di aiutanti che esistono in agricoltura. poi ci racconti in un apposito blog come vanno le cose.
    è anche inutile che ti racconti come un pastore pagava un suo garzone a pecore, sperando così di responsabilizzarlo ed allontanarlo dall’alcolismo. quando questo raggiunse un “bel gregge” con cui avrebbe potuto andare avanti da solo, lo pagò anche in contanti, ma lui se li bevve tutti in vino… poi andò per i fatti suoi, qualcuno lo fece ubriacare ancora di più e gli fece firmare dei fogli… così si trovò senza soldi, senza pecore e tornò a fare il garzone per un altro pastore…
    spero, carlo, che tu riesca ad avere una cascina, poi ci racconterai di come riesci a fare.

  12. Marzia, è difficile spiegare a qualcuno che vive una realtà “normale”, una realtà di altri tempi. Una realtà agricola da una cittadina. Le proporzioni di tutto sono diverse.
    Caro Carlo, se pensi a quanto viene pagato un chilo di mele al produttore e quanto lo paghiamo noi al supermercato (o di grano per il pane, o l’insalata) forse ti è più chiara la proporzione. Un pastore quanto può pagare un operatore di ovini (Marzia chiamali così che la gente ama i termini farlocchi sul tipo di operatore ecologico e non spazzino, non vedente invece che cieco) se lui stesso dopo tutta quella fatica ci ricava il minimo indispensabile per tirare avanti? Se conosci il Capitale di Marx sai che è la legge della domanda e dell’offerta. Non vedo lo scandalo. Le cose dovrebbero cambiare per tutti, invece. Da noi azienda milanese bene, gli stagisti entrano gratis per il primo anno e poi a 500 euro al mese lavorando anche di notte. E per anni così rimangono, con contratti fittizi tipo “a progetto” in cui non sono previste ferie, contribuzioni pensionistiche e malattia. Non vedo differenze, quindi e non so cosa è peggio o più giustificabile. Difficile criticare realtà così lontane da noi. E poi posso rinunciare alla carne, ma di certo non al formaggio!!!!

  13. una mia amica (laureata) oggi mi ha detto che l’ha chiamata un’azienda, le offriva un contratto di tirocinio, un anno, otto ore al giorno, 300 euro al mese.
    e con questo ho detto tutto. penso che di parole, sull’argomento, se ne potrebbero fare ancora per pagine e pagine, ma, come dice scarlettinas, è difficile spiegare a chi non conosce la realtà (e che ragiona per stereotipi, che vede sfruttamenti ed ingiustizie dappertutto)

  14. I sindacalisti che ho conosciuto finora non mi hanno convinto un granche’: contro l’illegalita’ funzionano molto meglio le denuncie all’INPS ed all’Agenzia delle Entrate.

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