Fiori d'autunno

Calde giornate d’autunno, di un caldo quasi irreale, che fa temere per il freddo che seguirà. Non è normale, avere un caldo simile a questa stagione. Chissà quindi dopo che freddo ci sarà… oppure no, è proprio vero che il clima sta cambiando? Il pastore non se ne lamenta più di tanto, per lui le belle giornate vogliono dire qualche problema in meno.

Il gregge è fermo nei pressi di una grossa cascina abbandonata, proprio ai margini della città, di cui si vedono i condomini sullo sfondo. I lavori mattutini del pastori sono come al solito legati alla nascita degli agnelli.

Dopo alcuni giorni di relativa tregua, le nascite sono riprese a pieno ritmo e nemmeno sul piccolo rimorchio al seguito del fuoristrada c’è posto per tutti. Si continua a dire: "Se fanno tutte adesso, ci sarà poi un momento in cui smetteranno…", ma quel giorno non è ancora arrivato.

Quando finalmente tutti gli agnelli sono stati sistemati, si può partire. Il primo momento è particolarmente difficile, perchè si attraversa la strada proprio davanti al cimitero, e nel giorno di Ognissanti… non è propriamente un luogo tranquillo. Dopo si seguono vie secondarie tra i campi e ci si inoltra nei sobborghi della periferia, bloccandone temporaneamente le strade strette.

Molta gente si affaccia sui balconi e dalle finestre, altri corrono verso la strada, qualcuno ci segue in bici. Le domande sono sempre quelle: "Ma quante sono? Dove andate? Da dove venite?". I più salutano, qualcuno ride, si susseguono eslamazioni di sorpresa. Una donna però esce dal cancello con un rastrello in mano ed inizia ad agitarlo con rabbia verso le pecore, colpendone alcune sulla schiena e gridando con rabbia. "Signora!" Quella si gira e, con la faccia di chi sente di aver ragione, esclama: "Tutte le volte che passano mi mangiano i fiori!". A parte il fatto che ha scelto lei di piantare fiori oltre la recinzione del suo giardino… A parte il fatto che il gregge passa sì e no due volte all’anno… "E’ autunno, signora. I suoi fiori avrebbero comunque avuto vita breve, un po’ di brina e… Le rose poi sono da potare per l’inverno." La donna continua ad urlare alle nostre spalle, ma il gregge avanza veloce.

Fuori dalla strada, incolti, stoppie e pioppeti. Ma i segni della civiltà (???) continuano ad inseguirci. Speriamo che nessun animale si ferisca, tra le macerie ed i resti di questi videogiochi da bar… Forse dovrebbero cercare chi ha scaricato tutta questa immondizia, le guardie che invece inseguono spesso i pastori!

Poi finalmente si può stare un po’ stranquilli, anche i pastori mangiano pranzo mentre le pecore ruminano nelle stoppie di una risaia. Ma le giornate sono corte, anche se si può stare in maglietta, è comunque novembre, per cui il sole tramonterà presto… quindi bisogna ripartire.

Lo spostamento sull’argine sarà l’ultimo della serata, il recinto verrà poi fatto in un incolto accanto al fiume. Nelle retrovie gli agnelli saltano e corrono quando non dovrebbero, si fermano quando invece c’è da camminare.

  1. Beh, gente stronza se ne incontrerà sempre, nella vita.
    Resta quel musetto di agnello che prende il sole nel riparo del somaro, a darci il senso dell’amore e di tutta la bellezza che ci lascia dentro.
    Giulia

  2. I resti dei videogiochi da bar abbandonati in campagna sono il simbolo del progresso raggiunto dalla razza umana… ed è meglio non commentare! Pazienza se la maggior parte della gente non lo capisce più, non lo riesce più ad apprezzare, meglio soffermarsi e concentrarsi sulla bellezza della natura, dei boschi, sui colori dell’autunno e dei tramonti, sull’umanità degli animali (superiore a quella degli umani!), sul vento che ti sferza la faccia, sulla libertà… Proprio sabato ho visto un gregge di pastori vaganti: non molto numeroso, c’erano 2 o 3 pastori con fuoristrada e van, erano verso le 15 in Monferrato, esattamente tra Roncaglia e la collina che sale verso Vignale… Sai chi erano, Marzia?

  3. è la seconda segnalazione che ricevo di questo gregge nei pressi di Vignale… l’altra mi è arrivata per telefono da un’amica che passava da quelle parti. credo di sapere di chi si tratta, dovrebbe essere un gregge che, d’estate, è in alpeggio in Valle Stura, al Colle della Maddalena

  4. ….già….l’immondizia in giro meglio non guardarla….ma il pastore con le pecore si! che mondo!
    sempre belle foto e belle parole cara! la mia mamma aspetta un altro tuo libro….le piace molto come scrivi! ora mi tocca stamparle tutto il blog….te ne faccio un libro?;)

  5. sono contenta che quello che scrivo piaccia… ma adesso nuovi libri in cantiere non ce ne sono, quindi tocca accontentarsi del blog (anche se ci sono già stati vari suggerimenti di farlo diventare un libro…)

  6. Pingback: Come si fa a fare (dis)informazione | Storie di pascolo vagante

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