In TV

Due rapide segnalazioni: mi dicono che questo pomeriggio, intorno alle ore 18:00, su RAI3, all’interno della trasmissione Geo&Geo, andrà in onda un servizio sull’Ecomuseo della Pastorizia della Valle Stura di Demonte (CN).

Questo invece è il servizio andato in onda su PiùValliTV in occasione del convegno durante la Fiera di Ardesio. Vedete anche la sottoscritta intenta a presentare "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora." Vi ricordo che il prossimo appuntamento con il libro è per domani sera, 19 febbraio, ore 21:00, qui a Cumiana, presso la Sala del Consiglio Comunale.

Buona visione e buona lettura

Vi ricordo il fitto calendario di presentazioni che mi attende nei prossimi mesi, con l’appuntamento di Bobbio Pellice venerdì 12 febbraio alle ore 21:00 presso il Centro di Cultura Alpina in Via Sibaud (vedi qui tutti gli altri appuntamenti).

Questo video ce lo manda Gimmy, una carrellata di foto riguardanti la transumanza del pastore Valter dall’Alpe Tartarea al ponte di Oncino (Valle Po, CN). Le foto sono di Samanta, figlia del pastore e sorella della futura sposa del nostro amico. Auguri ragazzi!!

Quest’altro video invece riguarda la Fiera di Ardesio, Val Seriana, a cui ho partecipato lo scorso fine settimana. Giovanni Mocchi invece ci segnala un altro video, sempre da Ardesio, riguardante la Cacciata dell’Inverno tenutasi la settimana precedente.

(Foto Licia Rotondi, da www.ruralpini.it)

Per concludere, un paio di articoli che merita leggere su ruralpini. Quello sull’azienda agricola di Letizia Filosi a Bugliaga, frazione di Trasquera (VB), il monumento alla capra ed alla gente di montagna a Druogno (VB), la galleria fotografica di Licia Rotondi, e quella dedicata alle capre, sempre a Trasquera (VB). Altri articoli ce li segnala Trentino…wilderness sul blog Translagorai: una raccolta di pezzi sulle donne malghesi scritti dal giornalista Grosselli. Seguite tutti i links, buona visione, buona lettura!

Alla fiera di Ardesio

Come sapete, questo fine settimana sono stata in Val Seriana (BG), alla Fiera di Ardesio. Nella mattinata del sabato, c’è stato il convegno, durante il quale ho presentato il mio ultimo libro. Purtroppo la platea non era così affollata, fatte salve le prime file con i bambini delle scuole. La parola convegno forse tiene lontani gli allevatori, che poco amano le parole, preferendo i fatti concreti. Comunque c’è stato modo di ritrovare alcuni amici ed incontrare qualcuno di quelli che ogni tanto lasciano una traccia tra i commenti a questo blog. Inizio subito a ringraziare il cavrà de ardès che mi ha fatto dei bellissimi doni e che avrei voluto fotografare accanto ai suoi animali, ma che purtroppo ho poi perso di vista tra la folla della fiera di domenica. Il più grande ringraziamento però va alla ProLoco per l’accoglienza, la disponibilità, l’organizzazione… Questa fiera nasce "quasi per scherzo" proprio per volontà della ProLoco ed adesso si può sicuramente dire che sia un grande successo.

Proprio Antonio della ProLoco ha accompagnato la sottoscritta ed un’altra delle relatrici al convegno a trovare Flaminio, personaggio pittoresco, che vive in quasi totale autosufficienza in una casa a monte del paese. Non fatevi impressionare dall’accoglienza, questo schioppo in realtà è una tromba! Flaminio è stato tra gli ideatori della fiera e di altre manifestazioni che si tengono in paese (come la Scassada del Zenerù, tenutasi la settimana precedente), anche se adesso preferisce non scendere in paese.

Flaminio è anche un pastore e dalle pecore ricava la maggior parte di ciò che gli serve per vivere, tra cui le pelli, la lana, la carne. Un tempo ha praticato il pascolo vagante, come aiutante di altri pastori. Era giovane, stava andando al negozio di fotografo di famiglia, ma vide passare un gregge e decise di seguirlo, abbandonando la sua vita. Oggi però è stanziale quassù, in questa baita isolata.

Un po’ in Bergamasco, un po’ in Italiano, ci mostra i suoi lavori: la casacca che sta cucendo dopo averla tessuta, ma anche la fase precedente, con la filatura della lana. In una stanza fumosa ("scusate il fumo, ma sto conciando una pelle di pecora…"), c’è il suo banco da lavoro dove, dalla lana, si ottengono i fili. Ma qua e là c’è il necessario per cardare, ma anche un prototipo di una doppia falce, per tagliare anche con il movimento di ritorno ("…ma quella è ancora da perfezionare!").

In questo video, alcune fasi di filatura. Visto che il nuovo "vestito" è quasi terminato, deve solo finire le cuciture, qui Flaminio è alle prese con la lana necessaria per realizzare i capi più finì, quelli dell’intimo!

All’esterno, un mastello nuovo, appena finito di realizzare. Flaminio non sta mai con le mani in mano. Nella casa, vari ricordi appesi qua e là. Una stella alpina, una bottiglia dalla strana forma, collane di denti di vari animali… e lui sarebbe anche pronto ad aggiungere quelli dell’orso, se mai venisse ad attaccare le sue pecore!

Gli animali sono in stalla e si affacciano alla finestra, c’è una ventina di pecore, qualche agnello che succhia il latte della madre, mentre Flaminio continua a raccontare, canta una canzone di sua creazione e mostra delle cartoline con i suoi disegni e le sue poesie. E chi l’avrebbe mai pensato di incontrare un personaggio simile?

In paese andiamo ancora a visitare l’esposizione delle "Capre di Tecla", opere d’arte di vario genere che adranno poi all’asta per scopo benefico. Sta scendendo la sera, ma fervono le attività per organizzare il grande evento dell’indomani.

La domenica mattina c’è grande movimento fin dalla mattina presto. Gli animali sono arrivati di buon ora e sono già tutti al loro posto nei box. Capre di razza, incroci, capre con capretti, becchi e persino qualche pecora qua e là.

Alcuni esemplari hanno le corna tagliate, ma c’è invece chi compensa con un palco veramente notevole! Mentre dalle mie parti siamo abituati a vedere soprattutto animali a pelo corto, qui un buon numero di capre hanno un pelo fluente dai colori più vari.

Il pubblico è già numeroso: appassionati, allevatori e semplici curiosi, tra i box si avanza quasi a fatica. Sono tantissimi i giovani, quasi non si sente parlare in Italiano, è il Bergamasco la lingua ufficiale… e poi le campanelle al collo degli animali creano un sottofondo allegro ed uniforme.

La premiazione degli animali avverà più tardi, ma io sarò poi impegnata alla mia bancarella, cercando di vendere qualche libro, anche se "non di parla di queste parti!", come commenta qualcuno. Chissà, invece forse sono passati dei lettori del blog che… non si sono fatti riconoscere. Spero però che l’amico delle pecore Suffolk si ricordi di mandarmi le foto!

Un giro rapido tra le bancarelle, un saluto ai venditori di scarponi che vengono anche da queste parti ed alla famiglia Bonetti, con i loro capi di abbigliamento da pastori (gilè, camicie, mantelle…), poi una panoramica su salumi, formaggi, artigianato in legno e molto altro ancora, come in tutte le fiere che si rispettino. Impressionante però il numero di visitatori, personalmente non mi aspettavo così tanta gente!

Oltre alle capre, c’era anche la fiera dell’asinello, anche se in questo caso i capi esposti non erano così numerosi. Ma ovviamente si confida che anche in questo settore poco per volta la fiera possa crescere!

La nebbia del mattino poco per volta ha lasciato spazio ad una bella giornata di sole, che ha permesso anche di godere del panorama. Certo, ci sarebbe voluto più tempo per fare anche un po’ di turismo, da queste parti. Anche perchè i nomi dei paesi attraversati parlano di storia della pastorizia… Clusone, noto anche in Piemonte per la sua fiera degli ovini, Parre, paese dei pastori…

Concludo con questo simpatico amico "conosciuto" sul sito raglio.com. Me l’aveva detto che l’avrei riconosciuto. Chissà cosa ha pensato la gente, vedendolo girare per la fiera con un cartello con il mio "nickname" al collo! Alla fine, se intorno a Milano non c’è traffico e se non c’è troppa nebbia, non è poi così lontano venire da queste parti. Chissà, magari si potrà tornare in estate…

Sulla via del ritorno, prati verdi che pare quasi che stia iniziando la primavera tra Bergamo e Milano, poi poco per volta iniziava la neve. Dove il clima era peggiore, per nebbia e quantità di neve al suolo, ahimè è proprio dove si trovano alcune greggi di pastori vaganti piemontesi…