Gli amici del blog

Ogni tanto capita di incontrare e conoscere qualcuno di voi. L'altro giorno a Novalesa eravate in tanti, molti di voi (anche persone che già conoscevo) non li ho nemmeno visti! Però permettetemi qui di ringraziare alcune persone. Daniela e sua mamma dalla provincia di Como, loro stesse allevatrici, che si sono prese due giorni di "vacanza" per venire ad assistere alla festa: "…perchè da noi queste cose non si fanno!".

Ringrazio Giovanni Mocchi per le foto che mi mancavano, cioè quelle delle fasi finali della transumanza in cui qualche pecora ed un buon numero di agnelli sono rimasti indietro, facendoci sudare per ricondurli fino al prato dove il resto del gregge era già arrivato.

Sì, ci sono anch'io… E pure il Vicesindaco, che tanto si è speso per la buona riuscita di quest'evento. A proposito, passato qualche giorno per tirare il fiato, adesso già si pensa al prossimo anno. Se quindi qualche espositore "a tema" fosse interessato, fatevi vivi che prendiamo nota per la prossima edizione!
Ringrazio tutti coloro che hanno inserito le loro foto su Facebook. Vi segnalo che quest'anno il gregge sta continuando la transumanza a piedi: niente camion, ho visto le tracce del passaggio in Val di Susa e poi le pecore da lontano…

Questo rudun lo abbiamo ammirato anche a Novalesa, ma Alessandra mi aveva inviato la sua foto insieme ad altre, scattate alla "Festa del Plaisentif" tenutasi a fine settembre al Rifugio Selleries in Val Chisone. Qui vedete come sfondo l'alpeggio Selleries.

In occasione di quella festa erano stati esposti numerosi rudun degli allevatori locali (famiglia Agù, parenti ed amici). Ricordo che il Plaisentif è un particolare formaggio che viene prodotto ad inizio stagione in alcuni alpeggi tra Val Chisone e Val di Susa, la cui vendita è consentita solo dopo opportuna stagionatura e marchiatura a partire dalla fine di settembre.

Ecco Marco Agù ed altri ragazzini alle prese con la rudunà finale. Grazie Alessandra per queste foto.

Grazie anche a degli amici "sconosciuti", Patrizia e Claudio da Garda (VR), la cui busta gonfia di una sorpresa ho trovato ieri nella buca delle lettere. Gesti inattesi come questi ricompensano di delusioni, di parole che sembrano gettate al vento.

Avvicinare la pastorizia alla gente: com'è andata a Novalesa

E alla fine a Novalesa è andato tutto bene, con grande soddisfazione degli organizzatori, degli espositori e dei protagonisti. Non sono mancati momenti impegnativi, apprensione, incertezza, ma ieri sera tutti hanno tirato un respiro di sollievo e hanno dichiarato chiusa la prima Festa della Transumanza con successo.

Già sabato sera si era contenti per l'ottima affluenza del pubblico sia alla conferenza del pomeriggio, tenuta da EFFEPI sul tema degli alpeggi, sia alla mia proiezione serale di foto sulla pastorizia. Non sono mancate emozionanti letture delle testimonianze di allevatori locali, dibattito sullo stato attuale degli alpeggi e della montagna, per finire con un'interessante viaggio virtuale tra i campanacci con uso rituale in Europa, grazie a Giovanni Mocchi. Nonostante il tempo inclemente (vento freddo, neve in quota e pioggerella in paese), la sala era gremita e si è svuotata solo a tarda ora.

E proprio le campane di Giovanni erano una delle prime cose che il pubblico poteva incontrare arrivando nel borgo di Novalesa. Una collezione rigorosamente "da toccare" ed a tutti i bambini presenti non pareva vero di poter strimpellare allegramente senza che nessuno li sgridasse. Campane dalla Sardegna, dal Tibet e dall'Africa, le campane autriache usate in una cerimonia "per far crescere l'erba", quelle dell'isola di Creta e quelle turche…

Le bancarelle erano tutte rigorosamente a tema: o legate alla pastorizia, o di produttori del territorio (miele, patate e salumi di produttori novalicensi). Silvia e Andrea, dell'alpeggio Pravaren, offrivano al pubblico i loro formaggi a latte misto o puro bovino, ovino e caprino. Nonostante la concomitanza con la fiera della toma a Condove (di cui vi parlerò prossimamente), dopo i primi momenti di incertezza mattutina, le vie di Novalesa hanno però poi iniziato ad animarsi e le bancarelle ad essere punto di sosta per clienti e curiosi.

Tra i vicoli ed i cortili di Novalesa erano stati sistemati tutti i vari espositori, in una collocazione molto scenografica e pittoresca che ha permesso al pubblico di andare alla scoperta anche degli angoli più nascosti di questo antico borgo della Val Cenischia. Sasha De Bettini esponeva il suo feltro e dava dimostrazioni di come lavorare la lana cardata per ottenere piccoli oggetti in feltro. Nonostante tutta quella lana, al mattino però c'era da rabbrividire per l'aria frizzante. Il maltempo però se n'era andato, regalando una bella giornata tersa.

La mamma di Sasha invece dava dimostrazioni di come filare la lana secondo l'antico metodo casalingo. Sono state numerose le persone che si sono fermate ad osservare, facendo domande e toccando con mano le caratteristiche delle lane provenienti da pecore di razze diverse. Sasha è lei stessa allevatrice di pecore sambucane in Val Pellice.

Tra gli altri espositori artigiani o hobbisti che mostravano i loro prodotti legati al mondo della pastorizia, c'era Alessandra che, per passione, crea oggettistica legata al mondo dell'allevamento e, su commissione, dipinge scene pastorali e d'alpeggio sui rudun. Anche lei amica di questo blog, come molti altri dei presenti e del pubblico, che ogni tanto mi incontravano e mi fermavano per le vie di Novalesa, salutandomi e facendosi riconoscere. Grazie anche a tutti loro, a tutti voi, che avete contribuito alla riuscita di questo evento.

In fondo alla Via Maestra c'era l'amico Silvio che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. Il suo stand era ricco di "nuovi prodotti", creati anche a tema per l'evento. Qui lo vediamo in compagnia di Giovanni Mocchi che, dopo tanti scambi telematici, finalmente può discutere faccia a faccia con questo nostro simpatico appassionato di cioche e di animali. Questa bancarella, nel corso della giornata, è stata punto di ritrovo ed incontro per moltissime persone "del mestiere", venuti anche da altre vallate del Piemonte per vedere questa Festa.

Gregge e pastori intanto attendevano nei prati tra l'Abazia ed il torrente. Chi frequenta questo blog da anni avrà sicuramente riconosciuto questi animali, che un tempo erano spesso protagonisti di queste pagine. Si tratta di una delle greggi più imponenti del Piemonte e, a detta dei più (come si sentiva continuamente ripetere dagli intenditori presenti) quello con gli animali più belli. "Tutte uguali, guarda…". C'era chi discuteva con competenza sulla bellezza della Bergamasca contrapposta alla Biellese e chi invece per la prima volta vedeva dal vivo una pecora ed una capra, cercando di capirne le differenze. Nonostante il sorriso che questo può suscitare in alcuni di noi, ciò fa capire quanto siano importanti questi eventi in un mondo che sempre più si sta allontanando da semplici aspetti di vita rurale, quotidiana.

Con un pizzico di preoccupazione, nel primissimo pomeriggio ci si aggirava per le vie di Novalesa che ancora stentavano ad animarsi davvero. C'era sì gente, ma non il grande pubblico. Però tutti stavano attendendo l'evento clou, il passaggio degli animali, previsto all'incirca per le 15:00. Ed infatti, nell'approssimarsi di quell'ora, all'improvviso la fila di macchine intorno al paese si era allungata ed il percorso previsto per la transumanza si era assiepato di pubblico, che attendeva paziente armato di macchine fotografiche di ogni tipo.

Attendendo gli animali, c'è tempo di continuare ad aggirarsi tra le bancarelle, immergendosi ancora una volta nelle emozioni suscitate dalle lane, dai gioielli (in lana!) e dai manufatti di Lalazoo. Forse non sarà facile accostare immediatamente il gregge che tra poco transiterà a questi oggetti d'artigianato, ma è quindi ancor più fondamentale che si incontrino proprio qui per far capire al pubblico il vero significato di filiera.

La banda del paese, con moltissimi giovani e giovanissimi tra le sue fila, intratteneva il pubblico sempre più numeroso. E' vero, gli animali non sono stati puntualissimi, ma bisogna tener conto del fatto che non è per niente semplice mettere in movimento (per di più verso una meta così affollata ed inusuale) bestie che fino a poche ore prima erano state tra gli spazi sconfinati degli alpeggi.

Nella piazzetta accanto alla chiesa ad intrattenere il pubblico era l'eclettico Giangili con la sua musica meccanica, le sue storie e suggestioni, condite con un pizzico di magia ed il suono del suo organetto. Grandi e piccini si sono fermati ad ascoltare e chiacchierare con lui, per sfuggire per qualche istante alla grigia realtà quotidiana.

Poi, precedute dalle voci che ne annunciavano l'arrivo, ecco le prime transumanze. Si è iniziato con il potente suono dei rudun al collo delle vacche. Gli animali si sono sgranati lungo la via camminando lenti e maestosi, senza incutere timore nemmeno ai più piccoli che osservavano con crescente curiosità ed eccitazione.

Dopo è stata la volta degli asini della famiglia Aschieris, che hanno regalato un tocco di antico facendo ricordare quando asini, muli e cavalli erano gli unici mezzi di locomozione che transitavano per questa stretta via tra le case. Lo testimoniavano gli anelli a cui venivano legati, ancora presenti sui muri di alcune abitazioni.

La sfilata poi è toccata al giovane Francesco, che è transitato nel paese con il suo gregge. Dobbiamo dire che il merito di gran parte di tutto quest'evento è di suo papà Tullio, che ha fortemente voluto l'organizzazione di questa festa e che si è adoperato con tutte le sue forze per la sua realizzazione.

Una brevissima pausa per far sì che il gregge si compattasse all'inizio della via e poi anche il gregge del pastore Albino ha iniziato la sua discesa, preceduto da alcuni bambini e ragazzini festanti che camminavano a passo di marcia. Alle spalle del pastore un fiume bianco che ha continuato a scorrere per lunghissimi minuti tra l'entusiasmo e lo stupore di tutti.

Nell'osservare questo spettacolo in un posto del genere, con così tanti animali bellissimi a vedersi, per una volta non ho più avuto niente da invidiare alle feste della transumanza d'oltralpe. Era una gioia per gli occhi ed un'emozione che ha coinvolto tutti i presenti, anche i più scettici sulla riuscita dell'evento.

Ho filmato solo alcuni istanti dell'interminabile transito delle pecore, giusto per darvi un'idea di cosa sia stato. Questo è ciò che i pastori vaganti vivono quotidianamente, ma che quasi nessuno conosce. Come già vi dicevo la settimana scorsa parlandovi della festa a Pont Canavese, l'augurio è che sempre più persone, vivendo questi brevi attimi, imparino a conoscere il mondo della pastorizia e lo rispettino, ne cerchino i prodotti, entrino in contatto con i pastori.

Ed il contatto fisico era cercato costantemente: quando mai ricapiterà di accarezzare una pecora, un agnello? Niente realtà virtuale per grandi e piccini, ma qualcosa di molto più affascinante. Il gregge sta finendo di transitare, la fila si è allungata sempre più, sia per effetto della strettoia, un po' anche per gli animali spaventati dalla folla e dalla moltitudine di fotografi, ma anche per la stanchezza dei più piccoli che non riuscivano a tenere il ritmo della colonna.

Per un attimo la fila si spezza e sono momenti difficili. Senza pecore adulte davanti a chiamarli, gli agnelli si sentono persi. Anche se tutti quelli più piccoli, nati da poco, erano rimasti nel prato, questo gruppetto finale fa sudare sette camicie ai pastori ed a quegli amici volenterosi (un grazie speciale a Giò e Clà!) che spontaneamente si affiancano loro per evitare incidenti. Spingi, incita, tira, impreca… Sono lunghi minuti tra la folla che non capisce bene cosa sta succedendo e talvolta si mette di mezzo, intralciando ancora di più la marcia.

Alla fine però tutto finisce bene e si raggiunge il resto del gregge, dove già le madri stavano chiamando a gran voce i loro piccoli temporaneamente dispersi. Si tira un sospiro di sollievo e, pur consapevoli del fatto che la festa per i pastori ha comportato un lavoro aggiuntivo ed un trambusto non indifferente, si può concludere con soddisfazione la giornata.

Il gregge attende nel prato già all'ombra. Il pubblico sta allontanandosi da Novalesa, resta qualcuno a salutare i pastori, che proseguiranno ancora la loro giornata fino a notte. Perchè gli animali devono pascolare, perchè l'indomani inizierà la stagione del pascolo vagante.

Novalesa sta tornando silenziosa, Luca suona ancora un'ultima melodia e poi sarà ora di andarsene tutti, lasciando il paese ed i suoi abitanti al tranquillo ritmo quotidiano di un paese di montagna che conta meno di 600 residenti. Le impressioni raccolte qua e là sono tutte positive. Gli espositori parlano di "gente simpatica", gli amministratori si congratulano con tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita di questo evento. Qualcuno si informa già per il prossimo anno… ma prima bisogna riprendersi da questa faticaccia la cui realizzazione ha richiesto molti mesi!

Quando la transumanza è un successo

In attesa di vedervi numerosi a Novalesa domani sera quando proietterò le foto, ma soprattutto domenica per la festa della transumanza, adesso vi racconto com'è andata a Pont Canavese lo scorso fine settimana. E' stato un gran successo in tutti i sensi: per gli organizzatori, per pastori e margari, per il pubblico. Una scommessa non da poco far passare tre mandrie ed un gregge lo stesso giorno nel centro del paese.

Fin dal mattino la piazza era gremita ed animata. Ma non era la "solita" fiera con il mercatino dei prodotti tipici, le bancarelle con le tome ed un po' di artigianato locale. Il "piatto forte" della giornata era altro, questo faceva da contorno. Si attendeva il primo passaggio degli animali, con visibile tensione che animava i responsabili dell'ordine e della viabilità. D'altra parte non era affatto facile regolare il traffico tra le anguste vie del paese.

Una delle mandrie era già arrivata al mattino ed era stata "parcheggiata" in un prato alle porte del paese. Sarebbe poi stata la prima a transitare nel pomeriggio… ma quello l'avrei scoperto solo successivamente. I campanacci risuonavano nell'aria limpida, il caldo era quello dell'estate e sicuramente non aveva niente a che fare con l'inizio di ottobre.

Quando finalmente riuscii ad avere informazioni esatte, mi avviai verso la strada giusta e, dopo non molto tempo, proprio alle porte del paese, ecco la mandria della famiglia Picco. La transumanza quasi sempre è una grande festa, ma fin da quei momenti si poteva capire come essere i protagonisti riconosciuti di qualcosa di importante dava quel tocco in più alla giornata.

Sfilare nella via centrale, con un pizzico di apprensione per la reazione delle vacche, ma anche della gente, credo sia stato per tutti un qualcosa di unico: per il pubblico sicuramente, ma anche per i margari ed i loro amici. Per una volta applausi, sorrisi, saluti, lo speaker ufficiale che invita a ringraziare i margari per il loro duro lavoro e parla della realtà d'alpeggio…

Passati i campanacci, passata la prima transumanza, il centro di Pont Canavese continua ad essere animato e, dagli autoparlanti, arrivano le voci degli esperti che parlano dell'alpeggio e dei problemi di questo mondo. La gente si avvia a cercare un luogo dove pranzare, io invece mi incammino incontro al gregge. Quest'ultimo è stato aggiunto quasi all'improvviso alla festa, ma so bene di chi si tratta e conto di fare un tratto di cammino insieme.

Però gregge e pastori sono ancora molto più in su di quello che mi aspettavo, così arrivo a piedi fin quasi a Sparone. Il pastore mi accoglie con un: "Finalmente!", visto che mai c'era stata l'occasione prima di fargli visita e fotografare le sue pecore. Il gregge invade la strada, c'è già stato chi si è lamentato, tra gli automobilisti, ma oggi è la festa della transumanza e si cammina a testa alta, senza doversi sentire per forza indesiderati.

Gli altri anni si tirava diritto, oggi svoltare è una richiesta. E così si passerà nel centro, cosa inusuale da queste parti. "Le mie pecore sono state anche filmate alla Reggia della Venaria, giravano un film…". Oggi le pecore boccheggiano sotto il sole, ignare di quello che sta per succedere di lì a pochi minuti.

Per me è stato un momento quasi di commozione, perchè sono anni che sognavo di vedere qualcosa del genere, sul modello di quanto accade in Francia ed in altri paesi. Vedere che è possibile attuare simili progetti, sapere che sempre più persone aprono gli occhi sulle altre valenze del settore dell'allevamento, fa ben sperare. Per gli allevatori non è stato che un "piccolo" fastidio, magari hanno dovuto mutare un po' gli orari, ma credo che alla fine siano stati ampliamente ricompensati dal vedere così tanta gente lungo le strade, felici di assistere alle loro transumanze.

Sembrava di essere ad una tappa del Giro d'Italia, con la folla che si apre all'arrivo dei corridori. Il gregge ha destato ben più stupore delle mandrie, forse perchè ben pochi avevano visto prima così tante pecore tutte insieme. Poi il gregge è una massa compatta che occupa tutta la strada, incute meno timore delle vacche che avanzano di corsa con i loro pranti campanacci. L'esclamazione più frequente era: "Ma quante sono…!!!!!!!?!?"

Passata la piazza, gli animali continuano il cammino verso la pianura, verso la stagione di pascolo vagante. La festa è stata questione di attimi, poi ci sarà tutto l'anno da far passare, con i soliti problemi quotidiani. La ricerca dell'erba, il lungo inverno, i divieti di pascolo… "Va bene che mi chiamino per la festa, ma poi che senso ha se un Comune ti festeggia e quello dopo magari ti multa? Per un Sindaco devi passare nel centro del paese per il piacere della gente, per un altro porti le zecche e sporchi le strade?".

Non ha torto a lamentarsi, il pastore. C'è ancora tanta strada da fare, in tutti i sensi, perchè ci sia una vera regolamentazione sul pascolo vagante e, soprattutto, che possano venire a cadere i vari pregiudizi ed assurdità intorno alla pastorizia. Questa giornata è solo una minuscola goccia nel mare, ma è meglio che niente. Se n'è parlato sui giornali, se n'è parlato molto. Uno dei peggiori nemici in certi casi è il silenzio e l'ignoranza, quindi ben venga ogni iniziativa che possa contribuire a far sì che il mondo dell'allevamento e degli allevatori tradizionali possa essere visto da tutti!

Continua il cammino sotto il sole, il gregge è diretto al greto del torrente per una sosta e l'abbeverata. Più tardi continuerà ancora la sua marcia alla ricerca di pascoli ed un luogo dove trascorrere la notte. Saluto i pastori e lascio che le pecore sfilino sotto i miei occhi. Ho trovato per la via altri amici, saranno i protagonisti della prossima transumanza ed allora mi unisco a loro per documentare la prosecuzione della festa.

E' la mandria che avevo già visto al mattino, di proprietà della famiglia Basolo. Le vacche avevano già i loro campanacci, ma adesso è il momento di agghindarle con qualche coccarda. E' appena iniziato il pomeriggio, si suda come d'estate e fa uno strano effetto pensare alla transumanza, alla discesa, al ritorno in cascina.

Gli animali attendono pazienti, sanno che questa è la transumanza, ma ignorano cosa li attenda giù in paese. I margari ed i loro amici terminano gli ultimi preparativi, c'è una vacca che deve esser munta, il latte viene poi leccato avidamente dai vitelli. E' ora di partire, c'è gente che è già venuta fin lì per assistere all'avvio della carovana.

Però prima non ci si fa mancare la foto di rito, tutti insieme, amici e parenti. E poi via, orgogliosi di essere margari, di avere delle belle bestie e di scendere dall'alpeggio della Val Soana dove si è trascorsa l'estate, come tutti gli anni. Orgogliosi di svolgere un mestiere antico, importante per l'economia della montagna, per il territorio, ma anche per la cultura e le tradizioni.

Si imbocca la via che entra nel paese, questa volta si arriva di sopra, perchè le precedenti transumanze invece erano scese dalla valle Orco. Il traffico è bloccato, ma comunque bisogna fare attenzione ad eventuali auto parcheggiate lungo la strada. Si parte tutti insieme, poi lungo il cammino ciascuno baderà un po' a tutto, agli animali come agli ostacoli.

Arrivati nel centro, c'è chi offre un bicchiere, un dolce, una tartina, una fetta di salame. L'usanza di salutare i marghè di passaggio è antica, vederla riproposta qui è stato sicuramente un bel gesto che ha fatto piacere a tutti i protagonisti. Gli animali però incalzano, si accetta l'offerta, si saluta e si prosegue.

Il passaggio nella piazza ancora più affollata di prima è un tripudio. Continuano gli applausi, gli animali sono un po' spaventati, il ragazzino avanza sempre più velocemente e la fila alle sue spalle si allunga, con i vitelli che faticano ad inseguire la mandria.

Non potevo solo raccontarvi questa transumanza senza farvela "ascoltare"… E allora godetevi il concerto, i suoni e le voci dei protagonisti durante questa sfilata. Alla conclusione del suo passaggio mancava poi ancora un'ultima mandria, sempre in discesa dalla Val Soana. Per me però si stava facendo tardi, dopo varie chiacchiere con gli amici ed un ultimo giro per la piazza, sono ripartita.

Intanto c'era chi suonava e chi ballava le danze occitane, c'era un'infinita fila di bimbi che aspettavano il loro turno per la passeggiata a dorso di asino o per un giro sul trenino colorato. I commenti che si ascoltavano in giro erano tutti positivi, anche se la strada sicuramente non era "pulita". Era però stata sparsa della segatura dopo il passaggio degli animali e poi comunque era solo qualcosa di estremamente genuino e nulla più. Speriamo che anche tutte le altre feste della transumanza abbiano lo stesso successo e sempre più persone si interessino a questo mondo. Ci vediamo a Novalesa domenica…

Brevi

Troppo poco tempo oggi per pubblicare un post come si deve, quindi mi limito ad un paio di segnalazioni ed annunci che mi avete inviato.

Iniziamo dalla Val di Susa, un annuncio per chi volesse iniziare un'attività in montagna. "Vendo Alpeggio in media Val Susa con abitazione, due stalle, rimesse e fienile, con pascolo di proprietà e affitto  in quattro diverse altitudini di 18 giornate totali, in parte con impianto a pioggia con orto di 1500 mq, bosco ceduo e castagno 4.5 giornate.
Ottimo per apicoltura. Trattativa riservata rivolgersi al 348/4159969
"

Da Branzi (BG), Stefano mi segnala l'annuale Fiera di San Matteo (qui sul sito tuti i dettagli). L'appuntamento è da domani, 23 settembre, a domenica 25, tra prodotti caseari, fiera zootecnica e molto altro ancora (qui il programma completo).

Elena, dalla Valchiusella, invece mi segnala l'appuntamento annuale con "La Tramia", la Festa della Transumanza. La data è il 2 ottobre, giornata già ricca di appuntamenti simili, ma d'altra parte la stagione è quella…
Qui il programma, sul sito del Comune.

Ancora feste della transumanza, fiere e altro

Sono talmente tanti gli appuntamenti di quest'anno (buon segno!!! finalmente si capisce anche il valore turistico-culturale-enograstronomico, ecc. ecc. ecc. dell'alpeggio, dell'allevamento e di quel particolare momento che è la transumanza) che nell'elenco di ieri ho dimenticato un bel po' di cose tra quelle che mi erano state segnalate. …Ed altre che mi sono venute in mente. Riprendete l'agenda e segnate…

Prima di tutto la Festa della Transumanza di Pont Canavese l'1-2 ottobre 2011. Qui il sito dell'evento, con tutti i dettagli. Si tratta in questo caso della discesa delle mandrie dagli alpeggi.

Altre fiere: dalla Valsesia mi segnalano questi appuntamenti: il 25 settembre a Scopello, poi il 2 ottobre a Campertogno, il 9 ottobre a Rimella e il 16 a Doccio.

Sono anche andata a cercare in rete un evento che ormai è appuntamento annuale in Ossola: ancora per il 1 ottobre, "Tempo di migrar" a Premia (VB), la discesa del gregge. Qui info e dettagli.

Io non potrò essere dappertutto, ma… confido in voi per ricevere le foto di questi avvenimenti.

Appuntamenti vari

Come vi dicevo l'altro giorno, di questi tempi non c'è che l'imbarazzo della scelta per quello che riguarda le feste, le fiere ed altri appuntamenti a tema zootecnico e caseario.
Prendete l'agenda…

Domani ci si trova a Pragelato per l'annuale fiera zootecnica (14 settembre 2011).

Dal 16 al 19 settembre a Bra l'appuntamento è con Cheese 2011. Vi ricordo che mi potete trovare là domenica 18 alle ore 12:00 (Palazzo Mathis) per parlare di giovani allevatori e, successivamente, alle ore 16:00, l'incontro con i giovani produttori della Rete Slow Food sarà nella struttura accanto alla Stazione.

Nello stesso fine settimana mi segnalano anche La "1° Sagra dla Tomà – Formaggi in festa in Valle Soana", il 17 e 18 settembre 2011 a Ronco Canavese. Il Sabato pomeriggio "Arrivano le mucche" dagli alpeggi (dimostrazioni di mungitura nella piazza del paese), alle 17 prende vita un dibattito dedicato al "rilancio degli alpeggi" (tavola rotonda con esperti nel settore ed amministratori locali). Alla sera una serata francoprovenzale con balli popolari occitani. Domenica apertura del mercatino dei formaggi locali e regionali, mercatino dell'artigianato e degli stand della mungitura. Alle 13 Pranzo frugale e genuino nel Salone Polivalente e alle 10 e alle 15 l'originale creazione valsoanina "roulette dla busa". Ore 17 chiusura della sagra.  "

Trasferiamoci in Francia, il 24 settembre vorrei andare a Barcellonette per la Foire de la Saint Michel, per vedere una fiera ovina oltralpe…
Sempre in Francia, mi hanno consigliato il "ritorno dagli alpeggi" ad Annecy, ma purtroppo per me quell'appuntamento cade in concomitanza con altri impegni.

Val di Susa… A Condove si terrà la Fiera della Toma (1-9 ottobre 2011, con gli eventi clou nel weekend 8-9 ottobre).
La Fiera Franca di Oulx invece sarà l'1-2 Ottobre 2011.
Ultimo appuntamento che vi segnalo (e che ormai dovreste conoscere, è la Festa della Transumanza a Novalesa (TO), di cui si è già parlato più volte su queste pagine… 8-9 ottobre 2011.

Avete segnato tutto? Spero che ci incontreremo da qualche parte… 

Sponsor cercasi e… prendete nota! Ci troviamo tutti qui?

Dovrei parlarvi dell'autunno che avanza, dei pascoli che cambiano colore, ma sono di fretta, il lavoro incombe, e così il post di oggi sarà sintetico, ma importante.

Innanzitutto ecco la locandina ufficiale (conoscete la foto?) della Giornata della Transumanza a Novalesa. L'appuntamento è per l'8-9 ottobre 2011. La sera del sabato potrete venire a vedere dal vivo una proiezione di mie foto riguardanti il tema dell'alpeggio e del pascolo vagante. Ore 21:00. Il giorno dopo invece dal mattino ci sarà il mercatino di prodotti pastorali. Non il "solito mercatino" da fiera di paese, ma bancarelle selezionate a tema con la pastorizia. Lana, feltro, filatura, formaggi, campane (vero Silvio?) e molto altro ancora. Musiche occitane, musica meccanica e mestieri itineranti con Giangili e la mostra di campane di Giovanni Mocchi. Al pomeriggio, verso le 15:00 (non pretendete puntualità dagli animali!) si assisterà alla discesa di greggi e mandrie lungo la via Maestra. Il gregge lo conoscete bene, un tempo era il protagonista di queste pagine nel periodo estivo e non solo. Lo spettacolo è assicurato, finalmente una festa della transumanza che non avrà niente da invidiare a quelle d'oltralpe. Speriamo che questo appuntamento possa avere successo (che il meteo ci aiuti) e che diventi una data fissa. La mia proposta è questa: che ne dite se, cari amici lettori del blog, ci trovassimo tutti a Novalesa il 9 ottobre? E' da tempo che uno e l'altro mi scrivete di organizzare qualcosa. Potrebbe essere una buona occasione per conoscerci dal vivo, oltre che venire a contatto con il mondo del pascolo vagante in un momento in cui sicuramente non si crea impedimento o fastidio ai pastori. Io lancio la proposta, avete oltre un mese per organizzarvi e pensarci.

Il pastore fa il suo giro (Una vita diversa) from Lorenzo Chiabrera on Vimeo.

Poi una richiesta d'aiuto. Questo è un primo montaggio di parte del materiale già raccolto da Lorenzo Chiabrera. Stiamo cercando di realizzare un film sul pascolo vagante, servono sponsor. Le spese saranno ridotte all'osso, ma intanto ci sono e, senza qualche sponsorizzazione andrà sicuramente più lontano il pastore che non noi. C'è qualcuno che ha idee, suggerimenti, proposte concrete? Un video, al giorno d'oggi, ha la forza più di 1000 parole che io posso scrivere qui o su di un libro. Quindi sarebbe importante riuscire a realizzare questo film.

I rudun a Salza

Non si può essere dappertutto, ma per fortuna ci sono gli amici del blog che seguono i principali eventi e mi inviano materiale fotografico dalle fiere e dalle feste dove io non sono stata. Purtroppo non ho letto in tempo l'e-mail di Silvio e Tiziana per dirvi che un reportage dalla Festa dei Rudun a Salza di Pinerolo è andato in onda ieri sera su Telecupole…

Comunque, possiamo almeno goderci le coloratissime immagini inviate da Silvio, che era presente come appassionato ed… esperto del settore! "Giornata di pioggia, come si vede dalle foto. C'era parecchia gente, noi siamo arrivati nel primo pomeriggio."

Come ben sapete, Silvio le campane le costruisce. "Tra le lunghe file di rudun dei marghè e bergè c'erano anche i rudun nuovi di un costruttore di cinghie che molti del settore conoscono bene: Luciano Falchero!!!! E con molto orgoglio ho potuto fotografare alcune delle mie cioche piate che gli avevo fatto, sapientemente cinghiate, che facevano un figurone. E' una soddisfazione che non so spiegare."

E' la soddisfazione di chi vede il proprio lavoro valorizzato, ma anche il giusto riconoscimento a quel che è stato fatto. Qui si mescola l'abilità di due artigiani appassianati.

Ecco i più classici rudun con la firma di Luciano Falchero. Per chi è nel settore… niente di nuovo, ma sicuramente qualcosa di bello da vedere per chi ne sa poco o niente. Non solo da vedere, ma anche…

…da sentire! "Dopo il pranzo, il momento atteso dai bambini a non solo: la rudunà!! Dove in molti si sfogano a far suonare il propio rudun cercando di farlo suonare più forte di quelli degli altri, sembra quasi una gara. Il rumore rimbombante lo lascio immaginare a chi sa. Ho fatto solo pochi scatti tra pioggia e una selva di ombrelli accalcati per quel momento." In questo scatto però vedo tante facce conosciute, alcuni li ho già intervistati per il mio prossimo libro ed altri sono in lista di attesa…

Certo, la pioggia avrà tenuto lontano qualcuno dei turisti… Ma ha ragione Silvio, gli ombrelli erano tanti! Grazie davvero per queste belle foto che ci fanno vivere la giornata.

I bambini, una passione che cresce con il passare degli anni. Chissà se seguiranno la tradizione di famiglia? Chissà se pure per loro c'è un futuro da allevatori? Anche qui facce note già viste in alpeggio o durante le transumanze.

Un ultimo scatto da parte dei nostri amici. Questi momenti ci fanno capire come, in un mondo che richiede così tanti sacrifici e lascia così poco tempo libero, si possa comunque trovare un momento per far festa, divertendosi in fondo con poco… Chissà se però questi momenti non possano anche far capire agli "altri" cosa vuol dire essere allevatori, avere le bestie e salire in alpeggio? Chissà che non riescano a far vincere i pregiudizi, a favorire la comunicazione?
A tal proposito vi ricordo la festa della transumanza a Novalesa (TO) l'8-9 ottobre prossimi. Come espositori, parteciperanno anche parecchi amici di questo blog, tra cui lo stesso Silvio, che ha già preparato delle campane apposta per l'evento…

Non c'è niente da festeggiare

A volte ci sarebbe tanto da dire, e invece tocca tacere. Anche scrivendo di pascoli, alpeggi, pastorizia si può incappare in vicende così delicate e scottanti che uno non sa più se è meglio lasciarle lì in attesa di sviluppi o tirarle fuori all'onor del mondo. Comunque… In uno dei due casi meglio guardare ai risultati finali, tralasciando le polemiche che verrebbe voglia di sollevare. Nell'altro aspettiamo le decisioni di chi di dovere con quel poco di fiducia che resta (nello Stato, nelle Amministrazioni, nel buon senso…).

Lo spirito comunque non è dei migliori e non sono solo io a pensarla così. Quando le cose vanno male, è giusto fare festa? Magari sì, per distrarsi un attimo e pensare che, nonostante tutto, la vita può ancora essere bella e ci si può divertire lo stesso, anche se dopo i problemi sono ancora tutti lì ad attenderti. Non devono però averla pensata così i margari che dovevano partecipare alla transumanza in Valle Po oggi e domani. Infatti quest'anno la manifestazione non si terrà (qui e qui su targatoCN due articoli in merito). Si dice che non si poteva garantire la presenza delle mandrie per motivi personali ed economici dei magari stessi. La voce ufficiosa che circola riguarda l'esiguo prezzo di vendita dei vitelli, poche centinaia di euro per un vitello di razza piemontese, praticamente nemmeno ci si ripaga i costi (meno che mai se si è dovuto ricorrere ad un parto cesareo, per non parlare poi dell'alimentazione e tutto il resto).
Se ne parla abbastanza di queste cose? Penso proprio di no. Dovrebbero scendere in piazza tutti, gli allevatori, per denunciare i mille problemi che li affliggono. Quante riflessioni ci sarebbero da fare…
Affitti di alpeggi con contratti annuali che diventano un vero e proprio incubo in relazione non solo alla possibilità di trovare una sede per l'estate, ma anche agli impegni sottoscritti per ottenere i contributi. Per farla breve, se per i 5 anni di durata di tale impegno non hai la stessa superficie di alpeggio e lo stesso numero di animali, non solo perdi i contributi, ma devi restituire quelli percepiti. E gli allevatori questi soldi non li mettono in banca, ma li usano per pagare le spese sostenute… Questo è solo un esempio.

Oggi niente foto, vi lascio meditare su quello che vi ho raccontato, e sono solo alcune tra le tante cose di cui bisognerebbe parlare.

E' tempo di…

C'è quel qualcosa nell'aria che parla di transumanze: guardi in su e vedi la neve che si sta ritirando, il verde che sale sui costoni delle montagne. Ti chiedi come sarà questa stagione d'alpeggio. C'è chi non vede l'ora di essere finalmente lassù, ma anche chi non vorrebbe salire perchè teme di dover trascorrere una nuova, lunga, difficile, estenuante estate nel tentativo di proteggere i suoi animali dal lupo. Però la transumanza è sempre una festa… E allora che festa sia, davvero!

Tanto per cominciare, vi comunico ufficialmente che il 9 ottobre 2011 ci sarà la prima Festa della Transumanza a Novalesa (TO). Perchè ve ne parlo già adesso? Per invitarvi a partecipare a questo concorso fotografico "Vita d'alpeggio", che servirà per allestire una mostra fotografica da esporre al pubblico durante la festa stessa. E' per lo meno curioso trovarsi ad organizzare questa festa adesso, quando invece quella transumanza l'ho vissuta in prima persona per molti anni in passato. Comunque, ne riparleremo ancora, ma iniziate a segnarvi la data. Se il meteo ci aiuterà, vi prometto che farò di tutto per far sì che questa sia una vera festa, dove tutti quelli che verranno ad assistere avranno modo di incontrare tanti piccoli/grandi aspetti del mondo della pastorizia.

Invece adesso vediamo dove possiamo andare in questo fine settimana per vivere le transumanze di inizio stagione. Per esempio, a Bobbio Pellice c'è la Fîra 'd la Pouià - Sagra del Saras del fen. Qui l'intero programma della manifestazione, compresi gli eventi del venerdì e sabato sera. L'amico Silvio invita tutti i lettori del blog a passare alla sua bancarella delle cioche per un saluto ed un bicchiere in compagnia! Occhio alle previsioni del tempo, per adesso non sono delle migliori, ma l'attendibilità a così lungo termine non è ancora elevata, quindi… Speriamo per lo meno che non piova!

Cambiamo zona, cambiamo regione, con questa segnalazione che mi è stata inviata. Questo invito è per partecipare, sempre domenica 15 maggio 2011, alla Transumanza Aurunca. Qui il programma della manifestazione, la transumanza di un gregge di capre ed una mandria di vacche. Si parte da Castellonorato, in provincia di Latina. Spero che qualcuno mi mandi poi almeno un'immagine di questa transumanza. "L’iniziativa vuole valorizzare, sia dal punto di vista culturale che paesaggistico ‘Le Vie dei Pastori’, ovvero i percorsi della transumanza che attraversano il territorio del Parco Naturale dei Monti Aurunci (Basso Lazio) e che sono ancora battuti dai nostri pastori e dalle loro greggi.  Queste vie, così poco conosciute, continuano a garantire la sopravvivenza a rare varietà di animali domestichi, come alcune razze di capre selezionate sapientemente nel corso dei secoli secondo complessi parametri estetici e utilitaristici (L’articolo “le Vie dei Pastori” può essere scaricato da questo indirizzo: http://www.pastori-apac.org/UPDATE.htm.)  A tutto ciò, vanno aggiunti numerosi prodotti artigianali e caseari della tradizione aurunca che tuttora sopravvivono del nostro territorio. L’obiettivo principale dell’iniziativa e’ quello di fare conoscere, attraverso l’esperienza diretta, alcuni aspetti  agro-silvo pastorali del territorio aurunco tentando di orientare lo sguardo del cittadino medio verso la montagna, facendone riscoprire le sue bellezze naturali, aspetti storici e peculiarità culturali.  A questo scopo, abbiamo deciso di coinvolgere escursionisti, naturalisti, semplici cittadini e chiunque lo desideri, nell’attraversamento di una delle ‘Vie dei Pastori’ che si snoda da Castellonorato (località Orsano) ed il rifugio di Acquaviva (Maranola), durante lo spostamento primaverile delle greggi (capre, mucche e cavalli) del pastore Michele Minchella."

Rimanendo nel Centro Italia, per chi volesse prendere qualche giorno di vacanza per vivere una transumanza, vi segnalo l'iniziativa de La Porta dei Parchi di Anversa degli Abruzzi. Andate a leggere qui tutte le informazioni, le date e come prenotarvi.