Differenze

Avrei da pubblicare vostre foto, avrei da raccontarvi dei giorni scorsi in alpe, invece oggi alla fine vi mostro due piccole grandi storie, una a rilevanza per lo meno europea, l’altra invece piccola piccola, successa ad un amico. A voi poi la riflessione che il confronto potrà generare.

Iniziamo dalla Francia. Quest’anno la città di Marsiglia è capitale europea della cultura. L’immagine, ripresa da questo articolo del Daily Mail, vi mostra come sia stato inaugurato questo evento. Una sfilata di 3000 pecore… Il titolo della parata era TransHumance e viene definito un “esperimento artistico” dal giornalista. In realtà si mostra quello che in questa parte della Francia (e non solo) accade da secoli in questa stagione, cioè la transumanza di uomini ed animali verso i pascoli estivi. Un tributo a questo mestiere che tanto significa per l’economia, il territorio, la storia e la società della Provenza e di altre aree della Francia. Una vetrina internazionale per i pastori. Che onore, che gioia, che orgoglio! Andate a vedere sul sito ufficiale di mp2013 video (emozionante!) e altro, la spiegazione della filosofia del progetto, il programma di tutti gli eventi (ormai conclusi) ecc ecc…

Già, la Francia, dove in questi giorni si tengono le feste della transumanza, come quella di Die a cui avevo partecipato anni fa. Anche quest’anno sarà un evento che richiamerà un grandissimo pubblico. Qui trovate info e programma della manifestazione, che si terrà il 22-23 giugno prossimi.

Invece, ahimè, in Italia di pastori si parla quasi sempre solo in negativo. Certo, c’è la festa di Amatrice dove ero stata lo scorso anno e che quest’anno si terrà il 7 luglio, ma quando ero stata là mi ricordo di aver sentito parlare soprattutto di problemi, di un mestiere avviato verso il declino, pascoli abbandonati, sempre meno pastori… Qualcuno a volte dice che “capitano tutte e me” e non è vero che la gente sia così “maldisposta” verso i pastori. Ecco cosa scrive sulla sua pagina facebook l’amico Franco, parlando di un episodio che recentemente lo ha visto protagonista. Pensate ad una strada qualunque di quelle che percorrete quotidianamente… “Salvataggio di una pecora e spaccato del mondo d’oggi. Lungo la strada che congiunge Trana ad Avigliana. Una pecora decide di lasciare le compagne al pascolo nel campo e scavalcato in qualche modo il recinto percorre tranquillamente l’asfalto alla ricerca dei ciuffi che crescono ai bordi. Le vetture che la vedono anzichè rallentare strombazzano, la pecora si spaventa e attraversa in continuazione le corsie. Mi fermo metto i lampeggianti e faccio segno di rallentare alle vetture in arrivo, risultato pessimo. Passa un gruppo di ciclisti, il primo della fila grida a squarciagola “capraaaa” per avvisare quelli che lo seguono. E’ una pecora!! Raggiungo la casa più vicina, è una casa di contadini; sospiro di sollievo. Nessun campanello ma cinque cani, esce una signora molto anziana, avanza lentamente con l’aiuto di un bastone, le spiego il problema, mi fa un sorriso ed estrae dal grembiule d’altri tempi un nuovissimo cellulare con il quale avvisa il pastore che conosce bene. Torno a presidiare la pecora/capra e dopo due minuti netti arriva col suo fuoristrada il pastore che ringrazia e mette fine alle prodezze spericolate dell’animale. Due mondi a confronto……..

Già, proprio due mondi a confronto. Quello del pastore, che per diversi mesi all’anno si trova a condividere con altri gli spazi, solo che è normale veder sfrecciare un’auto ai 100 all’ora, mentre è strano (quando non fastidioso) che sulla stessa via transiti un gregge. Animali, questi sconosciuti… Mondo agricolo, sempre più lontano da noi. Facile andare a fare la spesa al supermercato, più complicato trovarci davanti quel mondo che è all’origine di ciò che acquistiamo in modo asettico, già preparato, solo più da cuocere e/o consumare. Al massimo va ancora bene vedere immagini bucoliche e pittoresche in TV, ma non sappiamo cosa fare / cosa farcene quando ce le troviamo davanti.

Auguri, anche se…

Anticipo ad oggi gli auguri di buone feste, sapendo che molti lettori del blog accedono ad internet dal posto di lavoro, quindi per qualche tempo forse non visiteranno queste pagine.

Auguri, anche se per molti i giorni che stanno per arrivare sono uguali agli altri. L’allevatore (e soprattutto il pastore vagante) non vede differenze tra un giorno festivo ed uno feriale. Anzi, spesso utilizza il giorno festivo per compiere spostamenti sulle strade, approfittando del fatto che c’è meno traffico!

Auguri, anche se c’è poco da festeggiare, di questi tempi. Sento parlare di agnelli rimasti invenduti, di agnelli venduti a bassissimo prezzo, sia qui in Piemonte, sia in Sardegna, sia altrove. Sento parlare sempre più di furti: furti di bestiame, addirittura le campane dal collo degli animali al pascolo. Forse le profezie Maya non erano poi così sbagliate, in fondo è la fine del mondo… La fine del mondo a cui eravamo abituati.

Auguri a tutti coloro che seguono questo blog, siete aumentati tantissimo nel corso di quest’anno che sta per finire. Grazie a chi legge, grazie specialmente a chi commenta e permette di confrontarsi e scambiare le idee. Grazie a chi mi manda foto e storie, che contribuiscono ad arricchire queste pagine. AUGURI!

Dovete esserci!

Cari amici  di questo blog… Se siete Piemontesi, non potete mancare a queste   iniziative!!! (E se non lo siete vi accoglieremo ancora più volentieri!) Scherzi a parte, spero di incontrarvi in occasione di questi importanti eventi pensati per avvicinare il mondo degli alpeggi e della pastorizia al “grande pubblico”. Una delle premesse per garantire continuità all’attività tradizionale di pastori e margari è proprio quella di essere conosciuta e valorizzata, di modo che anche i suoi prodotti vengano ricercati ed apprezzati.

Oggi e domani vi aspetto a Novalesa per la Giornata della Transumanza. Anche se il meteo non è dei migliori, l’attività dei pastori avviene sempre e comunque, quindi è importante che siate voi a far sentire loro il vostro calore e la vostra presenza. Anzi, sarà proprio vivendo una transumanza autunnale, forse bagnata (domani il tempo dovrebbe migliorare) che capirete meglio cosa vuol dire fare il pastore.

La manifestazione si apre oggi alle 16:00 con l’inaugurazione della “mia” mostra fotografica targata Propast, sui ” Pastori piemontesi del XXI secolo”, con proiezione di immagini sulla pastorizia. Segue, stasera alle 21:00, la prima presentazione ufficiale di “Di questo lavoro mi piace tutto“, il mio ultimo libro. Il tutto nella sala polivalente di Novalesa. Sempre questa sera, proiezione di foto dell’amica Barbara Stefanelli e presentazione della mostra di campanacci di tutto il mondo di Giovanni Mocchi. Filmato sulla transumanza dello scorso anno di Piero Rivetti. Domani, domenica 30 settembre, nei vicoli e nelle piazzette adiacenti a Via Maestra, dalle 9:00 alle 18:00 banchi espositivi a tema allevamento e pastorizia, degustazione di patate presso l’ex municipio. Intorno alle 14:30, discesa di mandrie e greggi lungo la Via Maestra: cavalli del Comitato Regionale Piemonte Fitetrc-Ante, asini, mucche e pecore, fra cui un gregge di circa 3.000 capi.  Nel corso della giornata è attivo un servizio di minibus per le visite all’abbazia dei SS. Pietro e Andrea e per scoprire gli altri siti culturali di Novalesa (chiesa parrocchiale di Santo Stefano, museo etnografico di vita montana in Val Cenischia, casa degli affreschi…). La mostra sui pastori piemontesi sarà visitabile tutto il giorno nella Sala Polivalente.                                    Informazioni: Comune, tel. 0122/653333.

Inizio ad anticiparvi un altro importante evento che si terrà a Saluzzo nel mese di ottobre.  FORM-ALP formaggi di montagna, Mostra mercato di formaggi d’alpeggio e di formaggi ovicaprini artigianali di montagna nella”capitale dei margari” il 13 e 14 ottobre, organizzato nell’ambito del progetto ProPast. Riporto di seguito il programma.

SALUZZO
Antiche Scuderie Fondazione Amleto Bertoni
(Piazza Montebello, 1)
Ingresso gratuito
Degustazioni gratuite con possibilità di prenotazione a partire da sabato 13 ottobre dalle ore 16.00 in sede fieristica, fino a 10 minuti prima della degustazione fino ad esaurimento posti (max 30-35)
Sabato 13 ottobre 2012
ore 16.00 – Presentazione della Mostra curata da  Propast “Pastori Piemontesi del XXI secolo” a cura di Marzia Verona.
La mostra “Pastori Piemontesi del XXI secolo” sarà visitabile per tutta la Fiera: una mostra fotografica per presentare il quadro generale della pastorizia piemontese attuale, la storia, i numeri, le razze allevate, i protagonisti e le principali problematiche
ore 16.30 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
La valorizzazione del latte e della carne ovicaprina: aspetti normativi, prospettive economiche, condizioni per la costruzione di filiere ‘pastorali’ locali”
Moderazione: Michele Corti – progetto Propast
Relatori: Guido Tallone (trasformazione latte), Emilia Brezzo (trasformazione carne), i veterinari del Servizio Veterinario ASL CN 1 di Saluzzo  (Dario Gentile, Ponso Mario, Martinelli Giancarlo per gli aspetti igienico-sanitari)Piero Sardo (Slow Food).
Seguiranno interventi dei produttori.
ore 18.30 – Presentazione del libro “Formaggi d’altura” di Beppe Caldera (Ed. Vivalda), con la partecipazione dell’autore.
Il volume rappreseneta un viaggio tra 175 alpeggi in 75 vallate delle Alpi tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Per ogni tappa una scheda informativa e la relativa documentazione fotografica. Un cammino sulla via dei formaggi di malga, d’alpeggio e di grangia, per scoprire un arcobaleno di produzioni e di sapori che sanno restituire il gusto della montagna e della professione universale del pastore-casaro. Un libro speciale che stimola la scoperta personale, invita a una sorta di caccia ai tesori delle nostre terre alte dove le vacche d’alpeggio danno una materia prima con la quale nascono prodotti straordinari, capaci di trasmettere i sapori della terra. Tutto ciò grazie alla natura particolare degli ingredienti di base, cui si associa il sapere antico della tradizione che ha saputo adattarsi alle tecnologie casearie più attuali per garantire, insieme alla qualità, gli standard igienici e la salubrità del prodotto.
Interverranno Beppe Caldera e Michele Corti
ore 19.30 – Al termine della presentazione degustazioni guidata a tema, condotta da maestri assaggiatori, tra cui Beppe Caldera (Onaf Torino) e Guido Tallone (Onaf Cuneo) con i formaggi d’alpeggio degli espositori
 
Domenica 14 ottobre 2012
Apertura della Mostra Mercato dalle ore 9.30 alle ore 19.30 con presenza di produttori d’alpeggio e di montagna delle province di Cuneo e Torino e di alcuni produttori di altre province piemontesi e della Lombardia. In vendita anche prodotti a base di carne ovicaprina e di lana
ore 10.00 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
Gli alpeggi di fronte a nuovi e vecchi problemi. Basta la passione per continuare? Ne parlano i giovani protagonisti”
Introduzione: Michele Antonio Fino – Presidente Fondazione Amleto Bertoni
Moderazione: Luca Battaglini – Progetto Propast
Testimonianze di giovani alpeggiatori delle Valli di Cuneo e Torino coordinate da Luciano Varetto (Corriere di Saluzzo)
Interverrano : Enrico Raina (Regione Piemonte, Ufficio decentrato di Cuneo), Luigi Ferrero (Servizio Sviluppo zootecnica Regione Piemonte)
ore 12.30 – Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con formaggi ovicaprini artigianali d’alpeggio
ore 17.30 – Presentazione del libro “Di questo lavoro mi piace tutto. Giovani allevatori del XXI secolo”(Ed. L’artistica, Savigliano) di Marzia Verona
Ragazzie ragazze appassionati di allevamento, chi per tradizione, chi per scelta. Capre, vacche, pecore, da latte, da carne e persino “da compagnia” fanno da sfondo alle loro storie. C’è chi vive di allevamento, chi sta facendo di tutto per iniziare un’attività e chi invece è costretto a mantenere questo aspetto alla voce “hobby”. Attraverso le loro parole, raccolte tra il 2010 ed il 2012 in Piemonte, Valle d’Aosta, ma anche con contributi da altre parti d’Italia pervenuti attraverso il web, si va alla scoperta di un mondo dove ci sono persone che si rimboccano le maniche e si danno da fare per coronare il loro sogno attraverso un mestiere che concede poco o nulla al tempo libero.
Interverrà Marzia Verona
ore 18.30 – (a seguire la presentazione del libro)   Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con i formaggi vaccini e ovicaprini artigianali d’alpeggio
Nel corso della giornata sarà possibile partecipare ad alcune attività: organizzate da alcune delle ditte espositrici:
Mini-laboratori di lavorazione del feltro a cura di “La pecora nera” di Sasha De Bettini. (Az. agr. La Foulia di Bettini Luca, Torre Pellice -To)
Visita guidata (ore 10-12 e 14-19) ad un’azienda di margari e in particolare la stalla con gli animali (non solo bovini ma anche asini, pecore capre, oche, tacchini, conigli) nel comune di Saluzzo (Az. Agr. Aglì Stefano) svernante presso Cascina Colombero , Fraz. Cervignasco 4
I responsabili del progetto Propast (Luca Battaglini, Michele Corti, Marzia Verona saranno disponibili per spiegazioni sul progetto e sulla realtà pastorale attraverso l’illustrazione della Mostra e la presentazione delle aziende espositrici).
Organizzazione Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo (Cn), Progetto Propast Regione Piemonte, Agenform (Moretta, Cn)e con la collaborazione di Slow Food e Onaf con il patrocinio di Comune di Saluzzo, Arema, ADIALPI, Coldiretti, CIA e Confagricoltura.
Info: Segreteria Fondazione Bertoni Piazza Montebello, 1 12037 Saluzzo (CN)
Tel. 0175 43527 Fax 0175 42427 info@fondazionebertoni.it   www.fondazionebertoni.it/

Eventi da non perdere

In attesa di un post più corposo, visto che il materiale arretrato non mi manca, per adesso vi consiglio di prendere l’agenda e segnarvi un po’ di appuntamenti.

Iniziamo dal 14 settembre, quando a Pragelato si terrà l’annuale fiera (Fiera Zootecnica dell’Escarton).

Sempre più ricco poi il calendario delle Feste della Transumanza. Iniziamo il 15-16 settembre a Baceno (VB), dove all’Alpe Crampiolo si terrà la Festa dul Scarghè. Qui potete scaricare la locandina dell’evento. Negli stessi giorni, in un’area abbastanza limitrofa, Scarghià Cheggio, 15-16 settembre ad Antrona (VB). Qui il programma della manifestazione e qui la locandina.

Anche il 29-30 settembre sarà molto difficile decidere dove andare… Cominciamo con Novalesa (TO), dove per il secondo anno si terrà la festa della transumanza. In attesa di avere il programma dettagliato dell’evento, vi anticipo che sabato 29, ore 21:00, presso la Sala Polivalente, si terrà la prima presentazione del mio ultimo libro “Di questo lavoro mi piace tutto”, ma già il pomeriggio alle ore 16:00 tra le altre cose verrà inaugurata la mia mostra targata ProPast “Pastori piemontesi nel XXI secolo”. Il passaggio di gregge, mandrie, asini e cavalli avverrà la domenica 30.

Sempre il 29 settembre a Premia (VB) si terrà “Tempo di migrar”. Qui il programma. Anche a Pont Canavese (TO) “La Transumanza” andrà in scena nelle stesse date e qui sul sito trovate tutti i dettagli.

Ancora altri eventi da varie parti delle Alpi segnalati qui. E voi, a quale di queste manifestazioni parteciperete?

Accompagnando la transumanza

Dopo le riflessioni dell’altro giorno, adesso parliamo davvero della Festa della Transumanza. Dato che il mio viaggio di ritorno era piuttosto lungo ed impegnativo, ho partecipato solo alla prima tappa, quella che dalla sede dell’azienda De Marco ha portato ad Amatrice. Mi sarebbe piaciuto molto raggiungere i pascoli in quota, ma ahimè…

La partenza è avvenuta nella mattinata, quando ormai faceva già molto caldo. Ma tutto richiede il suo tempo, c’era da mungere, c’era da finire di organizzare il tutto, intanto si accoglievano i turisti con torte e bevande… Così la “tabella di marcia” non è stata rispettata, ma d’altra parte già al mattino presto la giornata si presentava torrida. Per richiamare il gregge, un secchio di “pietanza”. Non ci sono capre, solo pecore, e non sempre la loro conduzione è così semplice, forse anche per la confusione degli accompagnatori.

Ci si mette in cammino tra nuvole di polvere, scortati da un gruppo di cavalieri ed alcuni muli. Non c’erano dubbi sulla siccità che affligge queste terre, ma la polvere non fa che confermarlo. Mi dicono che lo scorso anno l’evento si era tenuto in una giornata piovosa, così chi partecipa come accompagnatore si trova a vivere davvero il mestiere della pastorizia!

Nonostante il caldo torrido, gli accompagnatori sono numerosi. C’è un gruppo del CAI e molti altri, per lo più gente dei dintorni, ma per la domenica sono attesi dei pullman e chissà quante altre persone. La transumanza è un evento, viverla direttamente può essere un diversivo, una gita particolare, un momento da trascorrere in compagnia… senza dimenticare che, per i pastori, si tratta soprattutto di un giorno molto impegnativo.

Buona parte del tragitto all’inizio si snoda lungo strade asfaltate più o meno trafficate. I turisti camminano davanti e dietro al gregge, anche se ogni tanto qualcuno si attarda a scattare delle foto.

Fa sempre più caldo, si costeggiano prati in cui il fieno è già stato tagliato, campi di cereali ormai maturi. Fa caldo, ma è un caldo secco, fortunatamente non afoso.

Di sicuro però uomini ed animali sono provati dalla transumanza. Per fortuna che si effettuerà una sosta al lago, dove il gregge potrà abbeverarsi e sostare all’ombra. Mi assicurano che questo è il periodo normale per mettersi in cammino verso le montagne, anche perchè la quota non è elevatissima e salire prima significherebbe terminare precocemente il foraggio a disposizione.

I mezzi motorizzati dell’azienda ci sorpassano, portano a destinazione il materiale ed anche del fieno per sfamare il gregge. Con questa siccità (“secca”, la chiamano da queste parti), non c’è la possibilità di trovare prati da pascolare.

Il gregge si incanala per una strada secondaria che scende al lago, presto per tutti ci sarà una pausa ristoratrice. Qualcuno dice che sarebbe meglio aspettare la sera per ripartire, ma ci sono orari da rispettare, buona parte del “pubblico” attende lungo la via centrale di Amatrice per il tardo pomeriggio.

Nonostante il caldo, nel ristorante vengono serviti piatti sostanziosi ed i musicisti allietano i commensali con musiche e canti tradizionali. Una vecchia foto sulla parete testimonia come la pastorizia sia sempre stata presente, qui…

Nel pomeriggio, dopo un tratto di asfalto, si seguirà poi un vero percorso della transumanza, cioè un tratturo. Esistono ancora tratti di queste antiche vie lastricate che un tempo venivano percorse da migliaia e migliaia di pecore. Lo stesso centro di Amatrice si è sviluppato non a caso lungo queste antiche vie di comunicazione, quando “pecunia” derivava davvero da pecus

Nonostante la scarsissima acqua, le pecore esitano ad attraversare il misero ruscello. Poco per volta però vengono indirizzate verso l’altra sponda ed anche questo ostacolo è superato. In lontananza tuona rumorosamente, ma gli esperti dicono che il temporale lì non arriverà…

Gli animali vengono ricompattati in una vasta radura, i cavalieri si dispongono tutti in coda al gregge, poi si prendono le ultime decisioni in vista del raggiungimento del centro abitato.

Il corteo sarà preceduto dalla musica, ma poco sopra attendono anche i carri trainati dagli animali, altri musicisti ed i gruppi folkloristici in costume. Certo, questo è spettacolo che va oltre la transumanza, ma se si organizza l’evento turistico, bisogna dare qualcosa di più che non il breve passaggio per le vie del paese.

Come ho già avuto modo di dire, occorre distinguere tra transumanza-spettacolo e transumanza-lavoro quotidiano. Sarebbe bello che tutti gli spettatori della transumanza avessero partecipato al convegno la sera prima, per assistere allo spettacolo consci dei problemi che la pastorizia sta vivendo. Però questa transumanza-festa rispettava quello che secondo me è il punto fondamentale: nasce dall’interno, sono le aziende agricole ad essere state promotrici ed organizzatrici. Inoltre la transumanza già avveniva e non si è costruito niente se non tutto il contorno.

Ecco finalmente il gregge nella via centrale di Amatrice. Qui le pecore non hanno più possibilità di compiere deviazioni, così camminano compatte, mentre sempre più gente le accoglie scattando foto e girando video.

I bambini sono entusiasti, la gente indica, sorride, molti penseranno ad un passato abbastanza recente in cui la pastorizia era un mestiere quotidiano e non un evento straordinario.

In fondo il passaggio è breve, questione di pochi minuti, ma sono istanti emozionanti, vivi, festosi. Nonostante per un pastore non sia facile prendere parte ad eventi simili (figuriamoci poi anche essere parte integrante e fondamentale dell’organizzazione), alla fine camminare con il tuo gregge in mezzo alle case, ai negozi, tra la gente che ti saluta è una soddisfazione. Io spero possa anche essere un’ulteriore garanzia di futuro per questo mestiere.

Davanti alle pecore la gente in costume. Giovani e meno giovani a mostrare il legame con le tradizioni, con le radici. Alcuni elementi di vita pastorale affiorano anche qua e là tra i costumi tipici.

Ecco anche il carro trainato dalle possenti vacche maremmane dalle lunghe corna. Questo ormai è veramente un elemento del passato, come testimoniavano i trattori visti nel cortile della cascina!

Il gregge è prossimo alla meta, un vasto spiazzo in periferia di Amatrice. La fatica però non è finita, anche se questa è una festa, dopo l’arrivo c’è da pensare all’alimentazione del gregge, a dissetarlo, a mungere… Infatti ci sarà poi anche una dimostrazione di caseificazione e tutti potranno gustare la ricotta la mattina dopo, prima di ripartire.

I monti sono apparentemente ancora lontani, verranno raggiunti l’indomani, mentre invece io starò riaffrontando la mia transumanza verso casa. Chissà quando, un giorno, avrò tempo e modo di visitare anche queste realtà, quei pascoli non alpini?

In Amatrice, passato il gregge, resta visitabile la mostra fotografica di Dragos Lumpan dedicata all’Ultima Transumanza tra Romania, Italia, Galles, Grecia, Turchia, Albania. Foto emozionanti, foto che parlano la stessa lingua, quella dei pastori nomadi. Prometto a breve di farvi sapere come ordinare il libro fotografico.

Il mattino dopo c’è ancora tempo per un breve saluto al gregge, ma soprattutto a tutti i pastori e gli amici incontrati in questi giorni. Fa già caldo, forse ancora più del giorno prima, e così uno dei cani da guardiania pensa bene di cercare refrigerio… Chissà com’è andata la seconda parte di transumanza? Se qualcuno dei partecipanti leggesse queste righe e volesse inviarci qualche foto…

Pastori (d’Italia?) unitevi

Vengo da un periodo denso di impegni durante il quale sempre più mi ritrovo a meditare sul futuro, professionale e privato. Intorno a me c’è chi si chiede come io faccia a “star dietro a tutto” e vi assicuro che in molti momenti è tutt’altro che semplice, quasi impossibile. Ecco anche perchè ultimamente questo blog è spesso in arretrato con gli aggiornamenti.

Nelle ultime settimane ho partecipato a diversi incontri e convegni, in Italia e non solo. Per esempio sono stata a Barcellonette (Francia) con i colleghi del progetto Propast per confrontarci con i vicini francesi su tematiche relative al pastoralismo ed al “problema lupo”. Oltralpe sono molto, molto più avanti di noi, anche perchè la pastorizia è veramente un settore importante dell’economia agricola nazionale. Lo dicono i numeri dei capi allevati, lo dicono le persone presenti ad incontri di questo tipo (non i politici che partecipano per farsi vedere, ma il sottoprefetto che parla con competenza e determinazione). Lo dicono i ricercatori di istituti come l’INRA, l’Istituto Nazionale di ricerca in ambito agricolo, che nelle sedi dipartimentali si occupa dei diversi ambiti, compreso quello zootecnico in generale e pastorale in particolare (si veda ad esempio qui). Chissà perchè in Italia se studi la zootecnia in relazione alla ricomparsa del lupo sei oggetto di pesanti attacchi anche in ambito accademico, mentre in Francia ci sono fior fiore di pubblicazioni sui più svariati aspetti della questione, compreso il costo economico per il pastore e le ore di lavoro aggiuntive…

Poi cambiamo zona, scendiamo giù per l’Italia ed arriviamo in provincia di Rieti, a Borgorose (RI) in frazione Corvaro, dove il 28 giugno 2012 si teneva l’incontro di chiusura del corso di formazione lattiero-caseario artigianale per allevatori e casari. Nei giorni scorsi infatti per la prima volta ho avuto occasione di confrontarmi direttamente con realtà pastorali del Centro, del Sud e delle Isole, grazie alla presenza di numerose persone convenute in Lazio per la Festa della Transumanza di Amatrice. Il mal comune non è mezzo gaudio, ma motivo di preoccupazioni aggiuntive…

Di fronte ad una tavola colma di formaggi da latte prevalentemente ovino, prima, dopo e durante gli assaggi c’è stato modo di riflettere su molti aspetti. Cito in ordine sparso alcune frasi  significative che mi sono appuntata durante gli interventi, in particolare del dott. Ficco del CRA: “La ricotta paga le spese, il formaggio è la resa…“. “Il latte ovino viene pagato 0,70€/l, facendo formaggio rende 2,40. Nel 1974 era 1.400 £/l.” “E’ arrivato il momento di passare ai pecorai specializzati, fare formaggi con un nome e cognome. Bisogna integrare l’economia pastorale con l’economia moderna, fondamentale un ruolo delle istituzioni!“. …ed è stato sottolineato come non siano i contributi (elemosine) ad essere utili, ma aiuti concreti. “La vita del pastore dev’essere ecosostenibile, bisogna ricomporre un equilibrio che si è rotto.” “Bisogna produrre qualità, non quantità. Siamo piccoli, il nostro pregio è la qualità.” “La transumanza: il pregio del latte dei pascoli.” “La pecora è cultura, c’è dentro la cultura dell’uomo.

Suona molto strano a chi viene dal Piemonte sentir dire che il mestiere di pastore da quelle parti è in via di estinzione, sentir parlare di pascoli abbandonati, boschi in espansione…

Il dott. Rubino, presidente di ANFOSC, l’Associazione Nazionale per la valorizzazione e tutela dei formaggi ottenuti con latte di animali al pascolo, ha parlato a lungo di qualità, innanzitutto del latte, ma anche di tecniche di lavorazione. Riporto alcuni sui pensieri: “La qualità del formaggio dipende dal pascolo. (…) La legge fatta a tavolino decide cos’è il latte di qualità… “Quello della Lola…!!!” (…) Il ricercatore deve porsi dalla parte del consumatore. (…) Il pastore che fa un buon latte deve essere pagato giustamente per il suo prodotto, non ricevere l’elemosina perchè “previene le frane”. (…) Nell’animale al pascolo il rapporto Ω3 e Ω6 è quasi nullo, c’è il massimo della qualità, cosa che non avviene con l’alimentazione in stalla. (…) A un grande latte di montagna spesso non corrisponde un grande formaggio, a livello industriale invece a un grande formaggio non corrisponde un grande latte. Manca totalmente l’assistenza tecnica casearia. Condividere con l’allevatore il problema è la base di partenza. (…) Allevatori dispersi in un grande territorio. (…) Il problema non è la tecnica, ma la carenza nei dettagli.” Ed il corso infatti si è tenuto presso le diverse aziende agricole che hanno aderito, per capire e condividere problemi, difetti e pregi (delle strutture, della tecnica, dei prodotti).

Ci siamo poi trasferiti ad Amatrice (RI), paese un tempo di pastori, nato sul percorso dei tratturi. Qui ho potuto aggiungere alla mia collezione di monumenti pastorali questa fontana. Nei viaggi e negli spostamenti c’è stato modo di discutere a lungo su pascoli non utilizzabili per problemi “burocratici”, su amministrazioni che non comprendono il valore della pastorizia, ma anche su pastori divisi, troppo occupati a contrastarsi a vicenda invece che lottare uniti per i medesimi obiettivi. certo, bisognerebbe avere una rappresentanza comune di tutti i pastori italiani, ma come si fa, se si litiga internamente tra vicini di pascoli? A ben guardare le problematiche sono molto simili, in Sardegna come in Lombardia, ma…

Amatrice è circondata da un paesaggio agricolo, anche se alla pastorizia pensi soprattutto guardando le montagne, dove il gregge protagonista della festa sarebbe giunto nei giorni successivi. Quello che mi ha colpito sono i boschi, così fitti, così diffusi, tanto che persino il rappresentante del CFS presente al convegno ha parlato di pascolamento in bosco consentito (non sulla rinnovazione, ovvio), visto che questa non è un’epoca dove i boschi sono in pericolo, ma è piuttosto il pastore ad essere a rischio di estinzione. Il buon pastore, quello che si comporta correttamente e che rispetta. Parole ben note…

Ad Amatrice l’incontro aveva un titolo altisonante: “Convegno Internazionale sul Pastoralismo per la conservazione sostenibile della cultura pastorale e transumante, protettrice della diversità biologica e dell’ambiente del nostro pianeta“. Tra il pubblico, nonostante il caldo e l’ora, una buona presenza di tecnici, qualche allevatore, politici e amministratori, appassionati. L’interesse c’era, gli interventi previsti in scaletta sono stati intervallati dalle parole degli amministratori. Tutti unanimi e concordi nel difendere il valore della pastorizia, affinchè non diventi solo più memoria e folklore, ma gli addetti ai lavori in platea mugugnavano, troppo abituati a sentir parole e non vedere poi i fatti.

Sono stati ripresi i temi della valorizzazione e qualità dei prodotti. Per quanto mi riguarda, ho mostrato la realtà della transumanza in Piemonte (ovina e bovina), quindi ho parlato del pascolo vagante. Anche se l’Italia è una, raramente fuori dai confini locali si conoscono le tante realtà, così genera sorpresa vedere tante pecore in Piemonte e stupore il sapere che la maggior parte di questi pastori vivono solo sulla vendita della carne, senza caseificare. Che ciò venga detto da chi spunta prezzi più alti sulla vendita della carne ovina (consumata ed apprezzata tutto l’anno, non solo a Pasqua e Natale) fa riflettere non poco.

Formaggi e ricotte da latte ovino sono presenti nella cena, a fianco dell’immancabile pasta all’amatriciana… E poi un ottimo agnello, del quale sono state servite tutte le parti, dalla testa alla coda! Il clima, pur tra i discorsi tecnici dei partecipanti al convegno, si è fatto via via più conviviale, per prepararsi alla festa dei giorni successivi. Musica, improvvisazioni musicali in rima, dediche a signore e signorine da parte dei “poeti pastori”…

L’indomani iniziava la transumanza, ma io sono riuscita a farmi accompagnare nell’azienda De Marco per assistere alle fasi precedenti, tra cui la mungitura del gregge. Si tratta di incroci tra la razza lattifera francese Lacone e la pecora appenninica. L’azienda è grande, ben organizzata, affianca agli ovini i bovini di razza chianina (oltre a qualche maremmana) ed integra con un’attività di taglio legna. La mungitrice mobile seguirà la transumanza e verrà portata in alpeggio.

Gli animali sono in stalla, ma dove andare al pascolo altrimenti, con i prati secchi che si vedono intorno? Il caldo è già atroce, le mosche tormentano gli animali, eppure mi dicono che questa è la stagione normale per salire in quota, anche perchè mi sembra di capire che altrimenti i pascoli non sarebbero sufficienti per arrivare alla fine della stagione. Quest’anno l’inverno ha visto abbondanti precipitazioni nevose concentrate in un periodo breve, poi una prolungata siccità che perdura da troppo tempo.

Ultima operazione precedente la partenza, la marchiatura dei capi con delle iniziali impresse sulla lana. Intanto arrivano sempre più numerosi i turisti che parteciperanno alla transumanza, per lo più turisti locali, oltre al gruppo CAI.

Il racconto della transumanza però ve lo presenterò prossimamente, per adesso vi lascio riflettere sul futuro della pastorizia. Partecipare a questi incontri è stata un’utile occasione di scambio (anche “culturale”), ma soprattutto una fonte di riflessioni. E’ vero che già le passate generazioni di pastori dicevano che sarebbero state le ultime e invece i pastori ci sono ancora, ma sono davvero diminuiti e rischiano di soccombere. Per qualcuno questa crisi farà capire il valore degli antichi mestieri e contribuirà alla loro rinascita, per altri invece potrebbe rappresentare il colpo di grazia…

La pastorizia “fa spettacolo”

Riprenderemo ancora il tema su cui vi ho lasciato riflettere per qualche giorno, tanto più che ho ricevuto commenti e contributi molto interessanti da chi lo ha letto. Adesso però è il caso di parlare di tante iniziative che vedranno la pastorizia protagonista nelle prossime settimane e non solo. Visto però lo stato dei fatti, mi auguro che ci siano sì occasioni di festa (ce n’è bisogno per tirare un po’ il fiato, perchè c’è davvero poco da festeggiare), ma che in tutte si trovi il momento e lo spazio per le riflessioni sulle problematiche, al fine di far sì che si tenti di risolverne almeno alcune.

Di iniziative a cui partecipare qua e là per l’Italia ce ne sono in abbondanza. Io vi parlo di quelle per le quali sono stata contattata, anche se non potrò prendere parte a tutte, per motivi logistici e… temporali! Questo sabato, in Val Chisone (TO), “Salita all’alpeggio” da Prà Catinat all’Alpe Selleries con la mandria della famiglia Agù. Cercate su Facebook la pagina de “La Formaggeria di Agù”.

Sempre questo fine settimana, mi volevano in Toscana, per la XVI Fiera dell’agnello e della pecora zerasca. Sarebbe stato bello fare un giro, chissà che il prossimo anno non si riesca ad organizzare qualcosa di ufficiale?

Qui l’intero programma, non trovo un sito ufficiale, ma solo articoli come questo qui.

Cambiamo zona, per questo evento il sito c’è ed è questo. Si tratta di partecipare ad una vera transumanza in Liguria, con l’unico pastore che ancora movimenta a piedi i suoi animali. L’appuntamento è per il 22-24 giugno 2012.

Se invece volete incontrare me, in attesa che inizino le presentazioni del mio nuovo libro (dall’autunno, anche se forse il libro uscirà prima), potreste venire a Frasso di Scopello (Valsesia, VC), il 23 giugno prossimo, per una serata in cui si parlerà di alpeggi e pastorizia nomade.

A fine mese invece sarò in aree lontane dal mio solito territorio. Ritroverò persone con le quali ho avuto modo di collaborare in passato (un fotografo rumeno, una giornalista giapponese) addirittura ad Amatrice. Sono stata invitata a partecipare a questo convegno, nell’ambito del Viaggio della Transumanza ad Amatrice (RI). Peccato non potersi fermare per vedere l’evento della transumanza, ma una visita al gregge la farò di sicuro!

Sull’argomento e per conoscere altre date, altri appuntamenti, vi consiglio anche questo articolo su Qualeformaggio.

Un’ultima considerazione personale… Considero queste iniziative una buona opportunità innanzitutto per far conoscere la pastorizia e mettere in contatto il pubblico con la sua realtà. L’importante però è aver ben chiare alcune cose: la transumanza è sì una festa, ma quelle che vedrete saranno comunque “ad uso turistico”, quindi la vera transumanza è ancora diversa. La seconda è che bisogna sì parlare di pastorizia, transumanze, ecc…, ma non bisogna nemmeno esagerare “costruendo” eventi ad hoc, dove allevatori ed animali “sono lì apposta”. La transumanza è sì uno spettacolo, ma non trasformiamola in un circo.

A tal proposito, vi anticipo che anche quest’anno, in occasione della discesa del gregge che montica all’Alpe Tour di Novalesa, il Comune organizzerà nuovamente una festa a tema con la pastorizia, evento clou della quale sarà il passaggio degli animali nel centro del paese. Prima e dopo potremo ammirare nei cortili e per le vie bancarelle dove trovare lana, feltro, campane, formaggi e molto altro. Ma avremo modo di riparlarne!! L’appuntamento comunque sarà per il 29-30 settembre.

Quando il pascolo vagante è un evento e…

Scusate il ritardo, avrei dovuto aggiornare prima questa pagina, ma la mole di impegni di questi giorni è davvero immensa e per di più si aggiungono imprevisti vari. Non so davvero se sia più stressante la via del libero professionista o quella del pastore, ma l’unione di entrambe è deleteria!!

Sono stata ad Aosta allo IAR, l’Institut  Agricole Règional, per due incontri, con i giovani dei corsi professionali e con un pubblico più ampio, anche esterno, la sera. Tra i due, un’interessante visita a parte dell’azienda dell’Institut, tra cui frutteti e vigneti. Purtroppo il tempo non era dei migliori, ma… La giornata mi ha comunque dato immense soddisfazioni. L’accoglienza è stata a dir poco entusiastica  (nessuno è profeta in patria?), con addirittura giornalisti e la RAI regionale che hanno filmato e/o intervistato la sottoscritta, a testimonianza di come in Valle sia davvero sentito l’interesse per questi temi.

Luca, la mia guida, mi ha anche accompagnato a fare un breve tour negli alpeggi più vicini raggiungibili comodamente in auto. E’ stato molto interessante chiacchierare con lui ed altri colleghi della scuola per saperne di più sulla realtà zootecnica locale. Siamo regioni confinanti, ma le diversità sono molte, grazie anche allo stato di regione autonoma della Val d’Aosta.

Liscia la strada e meraviglioso l’alpeggio dove siamo arrivati. Sia per le persone, sia per gli animali, la sistemazione è di gran lusso. Non è così ovunque, ma la gran parte degli alpeggi sono comunque stati risistemati, grazie anche all’ampia fetta di finanziamenti erogati a tale scopo, che incentivano i privati ad investire nella ristrutturazione dei fabbricati d’alpe. Ovviamente gli animali erano ancora a quote più basse, fortunatamente, visto che la quota della neve fresca appena caduta non era tanto lontana.

La mandria l’avevamo già incontrata salendo, ma ci fermiamo sulla via del ritorno per fare quattro chiacchiere con gli allevatori. Le vacche ovviamente sono di razza valdostana e prevalgono le castane, le famose reines che qui tengono vivo il settore dell’allevamento anche (soprattutto?) per il suo aspetto più coreografico, cioè le battaglie.

Il clima è decisamente rigido per la stagione, ma quest’anno ormai siamo abituati agli sbalzi di temperatura, al maltempo seguito da giornate di sole caldo e bruciante, vento e dopo ancora rovesci di pioggia e magari neve. Luca parla con gli allevatori, mischiano l’Italiano al patois, commentano gli animali, l’erba, la stagione, parlano della prossima salita, delle battaglie che ci sono state, delle nuove reines.

La figlia dell’allevatore (chiedo scusa, non ricordo più il suo nome, forse Alessia?) è una studentessa dell’Institut. Il padre scherza chiedendo quand’è che finalmente la la manderanno a casa, che c’è bisogno di lei. Qui il lavoro non manca, la strada è già tracciata, ma pare che comunque lei sia ben d’accordo di continuare il mestiere con passione.

Ogni tanto due degli animali si affrontano e danno il via alle battaglie per stabilire il predominio. E’ da queste selezioni naturali che l’allevatore capisce su quale reina puntare per gli incontri ufficiali. Si sta però facendo tardi e dobbiamo ridiscendere ad Aosta, dove la sera un folto ed interessato pubblico mi ascolterà parlare di pastorizia e pascolo vagante. Un argomento un po’ atipico per la valle, dove dare del feiàn (pastore) a qualcuno è un insulto, mi avevano detto.

Non sapendo come e quando potrò aggiornare il blog, unisco a questo post la comunicazione di un importante evento aperto a tutti coloro che vorranno partecipare. Sabato 2 giugno in Valle Po, più precisamente ad Oncino (CN) si terrà una meirando (transumanza) particolare. Il margaro Mattio Luigi compirà la sua 50° transumanza a piedi dalla cascina di Revello (Morra San Martino) fino alle Meire Dacant. In quell’occasione il Comune lo festeggerà e chiunque potrà accompagnare la transumanza. Partenza ore 6:00, arrivo previsto ad Oncino (rinfresco) ore 12:00, arrivo alle Meire ore 14:00. Io ci sarò…

Eventi e… sui giornali!!

Confermo gli eventi domenicali (20 maggio): la Fiera a Roaschia (CN) e la Festa dei Margari a Saluzzo (CN), di cui potete trovare il programma qui. Purtroppo le previsioni meteo sono tutt’altro che buone… Non ci interessa invece il tempo che farà lunedì, poichè l’evento è al coperto: vi aspetto numerosi ad Aosta, presso lo IAR, per una serata sulla pastorizia: “Essere pastori nel XXi secolo”. Ore 20:45, 21 maggio 2012.

Invece vi voglio mostrare alcuni articoli che ci riguardano. Questo è comparso su L’Unione Sarda in data 14 maggio. Qui, sul sito dell’Autore Andrea Mameli potete leggere l’intero articolo.

In edicola nel Pinerolese da ieri l’Eco Mese di maggio che, al suo interno, contiene quest’altro articolo, anche in questo caso dove tra le altre cose c’è una mia intervista e si parla del blog.

Sempre nello stesso articolo, troviamo anche Matteo e Francesca, che daranno tra i protagonisti del mio futuro libro…

Dimenticando la neve

Visto il tempo, viste le temperature, per un attimo andiamo altrove con immagini di tutt’altro genere. Attingendo dall’archivio delle foto che mi avete mandato e che non avevo ancora mai pubblicato, ecco qui un po’ di tutto.

Iniziamo da chi sicuramente in questi giorni è più al freddo di noi. Marco “il Polacco” mi aveva mandato alcune immagini dal paese in cui attualmente risiede. Inizierei con quella che si intitola “fine inverno”, sperando che sia di buon auspicio per chi in questi giorni è davvero nella morsa del gelo e per chi sta attendendo di vedere quanto scenderanno davvero le temperature.

Sempre in Polonia, l’attraversamento di un gregge in mezzo al traffico locale. Scene che, a quanto pare, si ripetono qua e là un po’ ovunque.

Infine un curioso cartello stradale che dalle nostre parti non si è ancora visto, anche se in varie zone d’Italia l’orso c’è e capita pure di incontrarlo lungo una strada.

Emanuele ci aveva mandato le immagini della manifestazione “Tempo di Migrar”, la festa della transumanza in Ossola. Ecco il pastore Ernestino in testa al suo gregge mentre scende lungo la valle a fine stagione.

Riconosco il posto, se non sbaglio quella località si chiama San Rocco. Il gregge è un fiume infinito e la gente osserva con stupore e meraviglia. Questa è una festa che si tiene ormai da alcuni anni, richiamando curiosi ed appassionati.

Emanuele immortala un becco dalle corna davvero imponenti, che svetta non solo tra le pecore, ma anche tra le altre capre mescolate qua e là nel gregge.

Una sosta per il gregge, gli animali pascolano mentre il traffico defluisce, i turisti scattano foto… E’ lunga la Val Formazza! Il cammino di questo gregge non credo possa avvenire altrove se non sull’unica strada che percorre lo stretto fondovalle.

Ecco uno di quei momenti di scambio e contatto tra pastore e turisti. Speriamo che quei bambini portino a lungo impressi i ricordi di quella giornata…

Ancora “ordinarie” transumanze, ma questa volta siamo in Valchiusella con Giacomo. Anche da quelle parti la gran parte delle transumanze avviene ancora tradizionalmente a piedi.

Infatti eccone un’altra ancora: “E’ quella dei Giono, che ieri (20 ottobre 2011, ndA) ha concluso le “tramie” autunnali valchiusellesi.” E’ passato molto tempo da allora, ma almeno oggi la neve copre i pascoli, dando maggiori garanzia di buona erba e acqua per la stagione estiva.

Per completare, sempre Giacomo dalla Valchiusella ci documenta la rassegna caprina di Vico Canavese. La componente di giovani e giovanissimi in queste occasioni non manca mai!

Concludiamo con l’immagine di questo giovane (ahimè, non conosco il suo nome) che mostra fieramente il suo altrettanto fiero becco. Come sempre le vostre immagini, testimonianze, racconti sono graditi. Anche se con qualche ritardo, io pubblico sempre tutto… Anzi, sto per chiedervi una nuova forma di collaborazione, ma avremo modo di riparlarne.