Pastori moderni

Un nuovo appuntamento per la troupe che sta realizzando il film sui pastori in Piemonte nell’ambito del progetto Propast. Questa volta si sale in alpeggio in Val di Susa, più precisamente in Val Cenischia, nel comune di Venaus. Il posto non è sconosciuto per chi segue da anni questo blog, siamo all’alpeggio Pravaren.

Qui c’è una giovane coppia di pastori “moderni” con i loro bambini, devono essere questi ultimi gli autori delle “sculture” appese alla tettoia coperta nel cortile antistante la stalla. Modernità e tradizione, la storia di Andrea e Silvia la conosciamo già, ma in occasione delle riprese del film veniamo a sapere nuovi particolari sul cosa li ha portati qui e sui miglioramenti apportati dal 2010 ad oggi.

Sono cresciuti i bimbi, Matilde è una signorinella, anche se c’è ancora l’ultimo anno di asilo ad attenderla. A lei piace disegnare, andare a cavallo, è incerta sul suo futuro, ma fa le prove “da velina” sulla panca in cortile. Pietro invece è schivo e più silenzioso, sparisce nel bosco a caccia di insetti, un futuro entomologo?

Le prime riprese sono per Marco, uno dei pastori rumeni presenti in alpeggio. Sta partendo al pascolo con gli animali da latte, pecore e capre che sono già state munte anche quella mattina. Andrea è orgoglioso delle sue capre, specialmente quelle di razza Rove, per lui le più adatte alla montagna e dalla buona produttività. Spiega in un misto di Italiano-Rumeno a Marco dove andare, noi poi lo seguiremo. “Sono veri pastori, ho imparato tanto da loro… Hanno ambizione, non rientrano se le pecore non sono ben piene. L’unico problema è la lingua…“.

Ed il vero pastore Marco forse non ha capito, o forse l’ha fatto apposta, ma manda il gregge in un posto dove la nostra troupe non può seguirlo. Il pascolo “pulito” è troppo assolato, le bestie si ammucchierebbero senza pascolare, quindi le spinge verso il versante cespuglioso, dove tra gli ontani le bestie troveranno anche erba fresca, ma telecamera, cavalletto, microfoni ed operatori non possono addentrarsi. Film o non film, le pecore devono mangiare!

Ci raggiunge Andrea in “versione pastore” e, a telecamere spente, inizia a raccontarci un po’ di sè. Gli studi a Torino, sua città di origine (ma guai chiamarlo “il cittadino”!!!). Prima filosofia, mentre lavorava come muratore. La delusione di certi corsi che doveva seguire, ma l’interesse per materie come l’antropologia. “Allora ho lasciato ed ho fatto i test per architettura ed ingegneria, così quasi per scherzo. Li ho passati e mi sono iscritto ad ingegneria edile. Mi mancavano gli esami dell’ultimo anno per la laurea breve, 8 esami… Ma ho lasciato perdere anche lì.” Andrea però stava facendo nuove scelte, nuove idee continuavano a maturare nella sua testa ed anche oggi è un vulcano di progetti.

La tradizione è Silvia, i cui genitori già avevano una piccola azienda di vacche piemontesi. Oggi lei passa la maggior parte della giornata in caseificio, coadiuvata da Elena, la moglie di Marco. Ci sono numerose attrezzature nuove e moderne, l’azienda ha fatto grandi investimenti, dalla mia scorsa visita, e Silvia si sta specializzando in produzioni sempre nuove e sempre migliori. Adesso fanno anche parte della Cooperativa “Il Trifoglio”, una bella realtà che unisce alcune aziende in provincia di Torino e permette di espandere il mercato dei singoli soci, anche con un punto vendita a Torino città. Infatti “…in alpeggio di gente ne viene sempre meno, anche qui nei fine settimana ci tocca scendere sulla strada a mettere la bancarella, nonostante si possa arrivare fin qui con l’auto. E’ un impegno non da poco, per fortuna ci sono i nostri genitori che ci aiutano.

C’è anche un Andrea in versione casaro. Lo osserviamo nella meravigliosa cantina ricolma di formaggi dei tipi più diversi (ovino, caprino, latte misto…), finalmente adeguata alle loro esigenze. Sono stati fatti investimenti per coibentarla, attrezzarla con strumenti che garantiscano la temperatura e l’umidità giusta, oltre ad isolarla dalle mosche. Qui sta forando i Blu di pecora, ma ci racconta di essersi specializzato nelle mozzarelle, una lavorazione delicata “che ti rovina le mani” a causa della temperatura, ma dalla quale si ottiene un prodotto molto richiesto. E così alla sera, magari a tarda ora, Andrea fa anche quello.

Però c’è anche un Andrea forestale… Insieme al cognato, svolgono lavori forestali, come la realizzazione ed esbosco di questa pista per le ciaspole realizzata poco più a valle, appena sopra a bar Cenisio. “Bisogna mettere insieme tutto per tirare avanti, la nostra forza è di essere una famiglia. Gli operai rumeni mi costano, ma lavorano bene. Io non sono un pastore, a me piace cambiare. Spesso mi trovo a dover fare ciò che mi piace meno, cioè il manager, vado avanti ed indietro, porto giù i prodotti, poi con il mio socio Silvano studiamo nuove idee… Bisogna inventarsi nuove cose, le spese sono sempre maggiori, per poter lavorare devi attrezzarti, adesso mi sono lanciato ed ho comprato una cascina in pianura, a Reano non ci lasciavano più lavorare. Ho trovato una banca che mi ha dato fiducia, le famiglie ci aiutano…“.

Silvia è ancora in caseificio. Ha lavorato latte di vacca e latte di capra, poi le ricotte. Lei ha poco tempo per godersi il sole di montagna… Quanta strada da quel corso a Moretta fatto “…quasi per scherzo“, come diceva prima Andrea. Qui si produce un po’ di tutto, dalla mozzarella allo yogurt (di vacca e di pecora), dalla toma dei tre latti alle cagliate lattiche da cui si ottengono tomini freschi e stagionati. Ed infatti il caseificio è in attività fino a tarda ora, a differenza di certi altri posti nei quali trovi sì una vasta gamma di prodotti, ma non noti grandi segni di attività casearia…

Al pomeriggio le vacche rientrano da sole per la mungitura, ma per avvicinarsi alla stalla bisogna superare le oche da guardia! Intanto pecore e capre sono ancora più in alto e rientreranno solo quelle da latte, le asciutte resteranno su, chiuse nelle reti di notte. Di queste ultime si occupa Cosmin, giovane pastore rumeno.

E’ un bel posto, Pravaren, le strutture sono buone, purtroppo i pascoli non sono dei migliori, un po’ per le gestioni passate, un po’ per la posizione, assolata, a rischio di siccità. Sicuramente questa coppia sta investendo tanto, ma d’altra parte il contratto di affitto prevedeva una parte in denaro, un’altra in opere di miglioramento.

Nel tardo pomeriggio Marco munge le pecore, poi con la moglie Elena mungerà anche le capre. “E’ un momento a cui tengono, quello delle capre, perchè stanno insieme, parlano…“, spiega Silvia. Purtroppo noi fatichiamo a comunicare con questi pastori, la prossima volta ricorreremo a qualcuno che funga da interprete. Marco ed Elena hanno famiglia in Romania, dei figli maggiorenni, la figlia studia all’università per diventare maestra.

In stalla Cosmin ed Elena mungono le vacche. Il lavoro è continuo, dalle 5:00 del mattino quando si inizia fino alla sera tardi, a volte non si cena prima delle 23:00. Ma “…lavoro piace, sì!“, afferma Cosmin che, candidamente con una risata dice che il motivo che l’ha portato qui sono “…soldi!!“.

Arriva qualcuno a comprare formaggio ed Andrea si occupa anche del punto vendita, incombenza divisa con Silvia. Ribadisce che, solitamente, lui non sta a casa tutto il giorno, ma appunto fa la spola con il fondovalle, aiuta il cognato, prende contatti… Certo, non un vero pastore, ma qual è il pastore del futuro? Chi saprà evolversi o chi resterà profondamente radicato solo alla tradizione?

Silvia, finalmente terminati i lavori e le pulizie in caseificio, chiama i figli per un “momento compiti”. Anche lei è multifunzione, dalla gestione della casa ad essere mamma, dal caseificio al coordinare gli aiutanti lì in alpeggio e molto altro ancora. Non è entusiasta dallo spostamento futuro verso la pianura, lei è nata e cresciuta a Reano. Più facile per l’uomo adattarsi a nuove case, nuovi posti, ma una donna (e una mamma) pensa alla nuova casa da sistemare, al cambio di scuola e di amicizie per i figli…

Ovviamente per tutti l’invito è di andare a Pravaren (trovate le frecce sulla strada prima di Bar Cenisio). I formaggi non vi deluderanno…

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