Alpeggi, piste, sentieri e mezzi motorizzati

Proprio prima di salire in alpeggio ho letto e commentato un post sul blog degli amici Camoscibianchi. L’argomento era quello della presenza di mezzi motorizzati “turistici” sulle piste agro-silvo-pastorali di montagna. La discussione è stata molto sentita, ad oggi vi sono già 30 commenti…

La mia posizione in merito non l’ho mai nascosta a nessuno. Io ho utilizzato e continuo ad utilizzare tali piste con scopi diversi. L’ho fatto a piedi, da escursionista, poi in MTB, sempre per piacere e per svago, quindi in fuoristrada per motivi di lavoro, studio e ricerca. Da qualche anno per lo più ne usufruisco come “alpigiano”, se ho la fortuna di essere in un alpeggio raggiungibile con una pista. Prendete la strada sopra, Val Pellice, salita all’Alpe Bancet. Anche se di difficile percorrenza, una vera manna per la famiglia che montica lassù. A quelle quote la stagione è breve, avere la strada ha consentito la prosecuzione dell’attività a famiglie giovani (e ne è la testimonianza anche l’Alpe Giulian, raggiunta con un prolungamento più recente della pista, avremo modo di tornare lì tra non molto).

Laddove si sale solo a piedi è tutto più difficile… Raramente le strutture vengono aggiustate (pubbliche o private che siano), porti su a spalle solo l’indispensabile ed a volte nemmeno quello, perchè devi scegliere ogni singola cosa da infilare nello zaino. Quando lo sollevi ti dici che non è più una vita, nel XXI secolo, gli anni passano, anche chi fa il marghè o il bergè desidera poter migliorare la propria esistenza. È bello essere lassù in quota senza esser disturbati, certo, ma forse è più bello poter essere raggiunti dalla famiglia, poter avere frutta e verdura fresche, poter scendere rapidamente per un’urgenza. Va bene la poesia, ma questo è un lavoro duro ed il romanticismo il più delle volte lo si lascia a chi lo guarda dal di fuori, dal di dentro non si disdegna nemmeno di avere la televisione, anche se i programmi e le notizie che si ascoltano sembrano provenire da un altro mondo.

Torniamo a strade, piste, sentieri, mulattiere. Chiuse o aperte? La mia posizione contrasta con quella di molti margari, per i quali le strade devono essere aperte “…altrimenti la gente non viene a comprare la toma!“. Certo, la toma intera da 5-6 e più kg nessuno se la porta via a spalle, ma quanti acquistano ancora forme intere? Non ci si lamenta perchè il turista vuole la fettina da un paio d’etti, la mezza ricotta? Non è che le forme intere se le porta via il commerciante o le porta a valle lo stesso margaro che va a fare i mercati? Al turista che sale a piedi vendete le tomette piccole, diversificate la produzione e fatevi pagare il lavoro. Ho visto alpeggi in cui questa scelta è stata fatta e funziona, anche se si sale solo a piedi. Vendi tome agli automobilisti se sei in un posto “di passaggio” (penso alle strade asfaltate che salgono ai colli e sfiorano alpeggi), ma non più di tanto se la strada arriva proprio solo alla malga.

Facciamo le strade che salgono agli alpeggi, facciamole bene, curiamone la manutenzione, affinchè l’alpigiano non debba distruggere un’auto ogni stagione! E poi consentiamo il passaggio a chi ha davvero diritto. Non che arrivino su le orde di “merenderos”, tanto quelli toma, burro e ricotta non li acquistano, piuttosto stendono il plaid nel pascolo, giocano a calcio pestando l’erba, aprono i fili tirati per delimitare i recinti dei bovini e non li richiudono. Nei posti più frequentati mettiamo le navette, come accade in Val Troncea. Così chi vuole salire a piedi o in bici non respira benzene e polvere…

L’altro giorno ero al pascolo lungo un sentiero poco battuto ed ho sentito in lontananza il rombo delle moto… Un gruppo di trialisti, in questo caso abbastanza rispettosi (non hanno divelto fili e reti, hanno rallentato ed hanno atteso che il pastore allontanasse le pecore dal sentiero, tenendo sotto controllo i cani), ma comunque fuorilegge. La strada che porta lì è chiusa al traffico, i sentieri non possono essere percorsi dalle moto, trial o altro. Queste “rovinano poco”, a differenza di altre tipologie, ma comunque fanno rumore, turbano la montagna ed hanno spaventato lo stesso le pecore che stavano pascolando sopra e sotto il sentiero. In un posto più ripido avrebbero potuto farsi male scappando o saltando da una roccia. Nessuno dei motociclisti aveva ovviamente la targa, quindi non erano nemmeno riconoscibili ed identificabili.

La montagna non è “solo di qualcuno”, ma non è nemmeno “di tutti”. Non puoi venire su in macchina, parcheggiare nel prato e poi lamentarti pure che le vacche te l’hanno rovinata, quando c’era un bel cartello di divieto… La montagna è in difficoltà, si taglia pesantemente sulle spese e sui fondi per la montagna, allora scegliamo delle strade (magari in luoghi dove si può anche salire con un sentiero parallelo che non venga disturbato dalle auto) dove far salire i mezzi motorizzati, ma a pagamento. Strade sicure, non pericolose, ma facciamo pagare, così da coprire i costi di manutenzione. All’estero si fa… E all’estero le piste per gli alpeggi sono tutte chiuse, i divieti si rispettano. Questo sulle strade, ma sui sentieri di sicuro passino solo gli escursionisti, le mandrie e le greggi!!!

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  1. E’ sempre la stessa storia, in ogni ambito della vita di questo sciagurato Paese: manca la cultura. E’ in questo caso manca la cultura della montagna.

    Triste pensarlo se, guardando una cara geografica dell’Italia, ci accorgiamo che le montagna occupano una porzione di territorio rilevante.

    E non ti credere che anche nei CAI, di cui io faccio parte, le cose siano molto diverse.

    E’ una lotta anche lì, affinché non si riduca la montagna esclusivamente ad un parco giochi dove la vetta ne è il simbolo sportivo.

    Figurati che ho scoperto che nel 2011 Legambiente ha consegnato una bandiera nera (http://camoscibianchi.wordpress.com/2012/07/13/bandiera-nera/) al Ministero della Istruzione, dell’Univeristà e della Ricerca per la cancellazione del Corso di Laurea in Scienze e Cultura delle Alpi dell’Università di Torino.

  2. Io sono un appassionato di montagna,di questo magnifico Blog e appassionato sopratutto di pecore. Ho letto questa discussione e mi permetto di dire questo: purtroppo quelli che rovinano i sentieri la maggior parte sono quelli che hanno la moto da Enduro o Cross( Per la maggior parte di gente parlare di moto di Endutro o Trial non ha significato per loro è tutto uguale),ci sono anche trialisti incompetenti che si divertono ad andare in moto nei prati,oppure in discesa tengono il freno posteriore per divertimento,sono queste le persone che rovinano la montagna detti pirati, ma non date la colpa a chi pratica moto alpinismo con la testa nelle nostre montagne,anche perché il moto alpinismo si faceva già da molto tempo,quindi non sono d’accordo assolutamente a togliere questa usanza quindi mi permetto di dire a chi da fastidio tutti questi rumori che se ne può stare a casa o andare al mare!! Tutti danno la colpa ai trialisti poiché quando la gente va in montagna, anche se incontra una persona con un motorino quelli dicono ecco un trial o cross e così la parola si spande nel paese; vorrei anche dire,non diamo tutta la colpa ai moto alpinisti poiché se diamo un occhiata d’estate quando salgono le mandrie di mucche o di pecore ma sopratutto quando scendo,possiamo vedere come conciano i sentieri e mulattiere qua da noi,questo però non ne tiene conto nessuno!!! Proprio settimana scorsa,ero in una baita a fare un lavoro,poi ho incontrato il pastore di pecore,un mio amico molto molto bravo,non è da tutti trovare una persona così gentile,comunque questo è salito in moto (trial) e conosco altri pastori che usano dei vecchi fantic,quindi se ci guardiamo bene intorno,la colpa non dobbiamo prendercela tutta noi!! Mi sembra poi inutile dire che le pecore vengono disturbate dalle moto,anche perché queste si spostano molto velocemente nei prati come ho visto nei giorni passati e non c’è bisogno che il pastore le sposti,perché sono loro che si spostano quando gli si avvicina una persona nonostante siano selvatiche,e poi la montagna è di tutti,io posso dire che i campanacci delle mucche in montagna mi turbano,allora così come la mettiamo? dico al pastore di togliere tutti i campanacci perché il rumore mi da fastidio?? I sentieri paralleli mi sta bene come idea,si d’accordo facciamo pagare ad ogni motociclista il suo passaggio,ma allora facciamo pagare ogni transumanza che sale e che scende poiché anche quando gli animali passano, si vede eccome,soprattutto con le vacche! Purtroppo alcune cose sono state tralasciate in questa discussione!

    • scusa simo, ma non hai capito il mio messaggio…
      che ci siano motociclisti rispettosi e non l’ho detto ed ho anche specificato che erano trialisti (quelli della foto), dicendo che “rovinano poco” rispetto ad altre tipologie (cross, enduro, come hai giustamente detto tu).
      sul “si pratica da molto tempo” non è un discorso che regge… c’è una legge che vieta il transito sui sentieri. punto. non siamo qui a discutere su questo, la legge c’è.
      sulle pecore che “si spostano”… allora, quando le sposti, è un conto, quando pascolano tutte ben allargate qua e là, se spaventate possono anche ammazzarsi, a seconda del posto in cui ti trovi. se hai un amico pastore, prova a chiedergli se è contento se una moto passa in mezzo al gregge!
      il pastore che sale in moto lungo il sentiero (per lavoro) è come il margaro che sale in auto sulla pista, come il veterinario, come l’operaio di un cantiere, come il gestore di un rifugio, lo fa per LAVORO.
      ed io non parlavo di far pagare i motociclisti, ma i fuoristrada lungo le strade di montagna.
      se i sentieri e le mulattiere fossero ben tenuti, con l’adeguata manutenzione, non si rovinerebbero al passaggio delle transumanze. ho visto pastori fare manutenzione a sentieri e mulattiere ed ho visto idioti pseudo ambientalisti distruggere la sistemazione fatta per mettere in difficoltà chi era passato di lì con il fuoristrada (un pastore che così poteva raggiungere il gregge, portando le reti ed il sale, ad oltre 2000 m di quota.
      anche i tuoi paragoni con le campane non reggono… chiedi a chiunque, voglio vedere in quanti preferiscono il rumore di una moto, di un quad, di un fuoristrada alle campane di mucche e pecore! dai, siamo seri, parliamo di problemi veri e non scadiamo nel ridicolo.
      comunque, non è questione di “le campane mi disturbano” – “le moto mi danno fastidio”. ripeto, c’è una legge, la LR 32/82, Art. 11.(Fuoristrada)
      1. Su tutto il territorio regionale e’ vietato compiere, con mezzi motorizzati, percorsi
      fuoristrada.
      2. Tale divieto e’ esteso anche ai sentieri di montagna e alle mulattiere, nonche’ alle piste e
      strade forestali che sono segnalate ai sensi della legge regionale 12 agosto 1981, n. 27
      3. I Comuni, sentite le Comunita’ Montane, individuano, entro 180 giorni dalla entrata in
      vigore della presente legge, in prima applicazione della legge, percorsi a fini turistici e
      sportivi, opportunamente segnalati, anche in deroga a quanto disposto dai commi 1 e 2 del
      presente articolo.
      4. Le Amministrazioni Provinciali ed i Comuni possono interdire il transito ai mezzi
      motorizzati, su strade di loro competenza, qualora sia ritenuto opportuno ai fini di tutela
      ambientale.
      5. E’ vietato parcheggiare veicoli nei prati, nelle zone boschive, in terreni agricoli; e’ vietato
      calpestare i prati destinati a sfalcio, nonche’ i terreni sottoposti a coltura anche se non
      cintati e segnalati, fatta salva la normativa della L.R. 17 ottobre 1979, n. 60
      6. Sono esclusi dal divieto di cui ai commi precedenti i mezzi impiegati nei lavori agro-silvopastorali
      nella sistemazione di piste sciistiche, nelle opere idraulico-forestali nelle
      operazioni di pronto soccorso, di vigilanza forestale antincendio, di pubblica sicurezza,
      nonche’ i veicoli utilizzati per servizio pubblico.

      • forse pochi sanno che molti trialisti, che si appoggiano ai locali MC, aiutano nella ricerca di animali o persone disperse (io stesso ho contribuito alla ricerca di 3 mucche che si erano allontanate dal gruppo) e sopratutto tengono puliti e fanno manutenzione di sentieri utilizzati anche da altri fruitori della montagna, escursionisti a piedi e MTBisti compresi!!! Purtroppo le mele marce ci sono dappertutto, ma nn ho mai visto un trialista abbandonare rifiuti, lattine vuote e cartacce nei boschi, al contrario di molti escursionisti …….. anzi, molte volte riempiamo i nostri zaini dei rifiuti altrui e li riportiamo a valle ….
        non è detto che chi va in moto non sia rispettoso della montagna al pari, se non in alcune volte meglio, degli altri …………

      • fosse proprio così come dici non ci sarebbero così tanti amanti della montagna arrabbiati con chi va in moto… esisteranno le mele marce (ci sono ovunque), esisteranno i virtuosi, esisterà lo stereotipo del motociclista (cross, enduro) e di quello con il quad che invece sgommano, sgasano, disturbano, appestano l’aria di fumo e rumore ed il sentiero lo erodono, più che sistemarlo.
        fa più rumore l’albero che cade della foresta che cresce… ma non mi dire che non hai mai visto quei sentieri di montagna, di collina, con un solco profondo così scavato dalle moto dove poi l’acqua si infila e contribuisce a renderlo ancora più profondo…
        chi abbandona spazzatura è un incivile, che arrivi a piedi, in auto, in moto o in elicottero. visto che di questo post a quanto pare è stato compreso solo l’aspetto “moto”, io invece accennavo anche ai “merenderos” che arrivano in auto fin nei pascoli, parcheggiano dove capita e lasciano lì quello che a loro non serve più.
        il fenomeno però sembra diminuito, in passato di immondizia lasciata in giro ne vedevi di più. speriamo in bene, che i “civili”, in ogni campo, abbiano la meglio su chi non ha rispetto e buonsenso

    • Credo che tante zone di montagna, ormai abbandonate, se avvessero ancora il passaggio dei margari sarebbero sicuramente più percorribili e frequentabili. Non dai mezzi motorizzati, ovviamente (vietato come ti ha splendidamente spiegato Marzia) ma da chi cerca la pace percorrendo i sentieri alpini.

      Ma dopo tutto quello che assistiamo oggi, grazie allo sviluppo sfrenato di certi modelli di consumo devastanti (di cui anche l’auto ovviamente fa la parte del leone – te ne sei accorto?) siamo ancora qui a capire se è giusto o meno andare ad inquinare (gas, rumore, disturbo alla fauna, ai margari, ai capi di bestiame, ai pedoni (escursionisti, alpinisti,…) e a disseminare le nostre pessime abitudini di “cittadini” irresponsabili in luoghi caratterizzati da ecosistemi fragili che richiedono in verità molta attenzione da parte della specie umana?

      Ma guarda che la montagna non è un parco giochi ed è ora che si cominci ad entrare nell’ottica di un turismo responsabile cercando di comprendere quanto sia importante per la nostra vita comportarsi consapevolmente e non da “tossicomani del divertimento” (per usare una significativa espressione di Reinhold Messner).

      Sai cosa vuol dire essere responsabili nella vita? Sai che il tuo “passaggio” in questo mondo lascia un’ “impronta” ecologica che riduce le risorse delle future generazioni?

      Cercati 20 minuti del tuo tempo e prova a leggere qui sotto quali sono i problemi urgenti che ci tocca affrontare se vogliamo ancora sperare di sopravvivere su questo Pieneta (ci sono delle domande a cui dovresti rispondere…e che tutti noi dovremmo farci…):

      Il turismo responsabile delle Alpi

      Gentili signori e signore,

      benvenuti al sondaggio online sul turismo responsabile delle Alpi.

      Grazie alla vostra collaborazione, questa indagine servirà a definire i futuri criteri qualitativi del turismo responsabile delle Alpi.

      Il sondaggio richiederà la vostra attenzione per ca. 20 minuti. Per iniziare il sondaggio cliccate il rispettivo link:

      http://ilf.hsr.ch/uploads/pub/sondaggio_turismo_responsabile.html

      Vi ringraziamo per la vostra partecipazione. Il sondaggio è assolutamente anonimo e non permette quindi di ricavare notizie o informazioni su chi l’ha compilato.

      Vi chiediamo cortesemente di inviare questa email anche ad altre persone che ritenete possano essere interessate al sondaggio.

      Cordiali saluti,

      Dominik Siegrist & Susanne Gessner

      HSR Hochschule für Technik Rapperswil

      ilf Institut für Landschaft und Freiraum

      Naturnaher Tourismus und Pärke

      CH – 8640 Rapperswil, Schweiz

      Tel. +41 (0)55 222 47 94

      Un Flyer del progetto NaTourCert lo trovate qui (inglese):

      http://ilf.hsr.ch/uploads/tx_hsrpm/Flyer_ProjektNatourcert_eng.pdf

  3. ciao, è vero , è fuorilegge, ma ti faccio presente alcune realta’ dove hanno legittimato la circolazione dei trial, dove i trialisti hanno riattato reti di sentieri in disuso da anni (borgiallo/alpette/ canischio in piemonte) montoggio in liguria, e altre che non mi vengono in mente.
    Solitamente uno va in montagna perche’ gli piace, e non per rovinare l’ ambiente, ora che questo possa apparire difficile da comprendere a chi non usa la moto , lo capisco, la pensavo anch’io cosi 20 anni fa quando ero indottrinato dal cai, dopo ho conosciuto pastori e malgari , usano tutti i trial….
    E quando sono in malga hanno frutta e verdura…

    ciao
    cassio

    • infatti, io l’ho scritto che usare un mezzo motorizzato per lavoro è un discorso, ma l’orda selvaggia di chi si getta giù per i pascoli con le moto (fuori sentiero) è un altro.
      perchè rispondono solo quelli che dicono di aver rispetto e non gli altri, quelli che considerano la montagna un parco giochi per sfogare le loro frustrazioni represse, quelli che sparano pietre superando le MTB lungo le strade sterrate, quelli che devono arrivare in macchina fin che c’è strada e poi mettono il tavolino di fianco alle ruote della loro auto…

      • Hai ragione blacksheep77, però dai tuoi commenti sembra che solo i margari hanno carta bianca sul territorio montano e hanno tutti i diritti possibili.

      • be’ quello è sotto agli occhi di tutti, il posto che frequento in montagna è cosi: seggiovia per le mtb downhill e picnic a lato autovettura, con posti meravigliosi a mezzora a piedi inesplorati e sentieri inutilizzati che si stanno chiudendo.
        il signore sopra diceva della sostenibilita’ dell’ ambiente ecc ecc, è vero , consoliamoci con il fatto che tra 40/50 anni non ci sara’ piu’ petrolio, ma nel frattempo , la frutta, la carne , la farina per il pane e qualsiasi altro bene consumiamo viaggia su gomma ergo consuma petrolio ergo inquina, non credo che nessuno mangi il formaggio solo durante una gita a una malga, quindi nessuno credo abbia diritto a scagliare pietre.
        Due anni fa ad una gara di trial che contribuisco ad organizzare ai margini del parco dello stelvio ci fu’ uno studio di impatto ambientale curato da un universita’ super partes, e i risultati furono piu’ che lusinghieri ovvero l’ inquinamento sonoro, di gas e il dechappamento del terreno erano stati valutati trascurabili dopo il passaggio di un numero ingente di moto.
        Io personalmente trascorro un certo numero di domeniche all’ anno a tenere aperti i sentieri, per farli fruire a tutti, che piacciano o no, l’ importante è che si vada in montagna rispettandola, se vedo “colleghi” maleducati cerco di dettare delle regole comportamentali, ma ripeto, l’ importante è andarci in montagna e fare girare quel briciolo di economia vera che esiste ancora, e non quella consumistica da masse.
        P.s. da vent’anni a sta parte non ho avuto problemi con nessuno

      • “l’ importante è che si vada in montagna rispettandola”
        esatto, proprio questo è il punto, hai colto nel segno al 100%!
        e complimenti per la tua attività di pulizia/sistemazione sentieri

  4. Ciao,

    ti rispondo in vari paragrafi riguardanti i vari punti.

    La legge:
    non nego che la legge sia la legge, ma tutti parlate di legge solo quando vi fa comodo:
    se foste persone dai sani e giusti principi applichereste la legge anche quando vi fa scomodo. Non osate dire che rispettate la legge in ogni suo minimo “capoverso” (Non so come si chiamino in Italia) perché mentireste.

    Animali-casari-pastori:
    Pastori e casari, tutti quelli che ho conosciuto fin ora erano solo contenti di vedermi, perché loro ci vivono in montagna, magari anche per 3 mesi di fila, e son ben contenti di vedere qualcuno, che sia a piedi o in moto.
    Gli animali si possono spaventare quando passano le moto, si riuniscono e si allontanano dal pericolo, fa parte del loro istinto di sopravvivenza, lo fanno anche quando arriva il lupo, a differenza che lui se le mangia.

    Enduro-cross-Trial:
    Niente da dire, hai già fatto te la distinzione ed è una cosa bellissima :-)

    Hanno ragione i pastori che ci vivono in montagna o gli escursionisti della domenica?

    Il discorso di beppeley non regge, in primis perché posta un link di una Fachhochschule svizzera, paese per vecchi e con poco sguardo al futuro e ai giovani, inoltre fa capire che vuole riportare la montagna al suo stato naturale, ciò comporterebbe ad esempio anche il divieto d’utilizzo degli elicotteri (Per salvataggio, trasporto materiale, ecc), perché il rumore dell’elicottero spaventa e soprattutto disorienta gli animali.
    Inoltre se si vuole riportare la montagna al proprio stato naturale bisognerebbe vietare la caccia (magari siete già contro la caccia), reintegrare animali che sono stati eliminati negli ultimi secoli (predatori che sono stati eliminati e il cui posto è stato preso dall’uomo) e di cui nessuno ha sentito la mancanza e quindi trovare casari disposti ad avere orsi e lupi che gli ammazzano gli animali.
    Di conseguenza la montagna diventerebbe un posto ancora più pericoloso e con pochissima gente che la frequenterebbe, dove se cadresti e ti spaccheresti una caviglia dovresti essere pronto ad avere un branco di lupi che ti gira attorno e sicuramente ti mangerà.

    Alcuni appunti:
    Nella vita bisogna fare rumore, perché c’è tutto l’aldilà per fare silenzio.

    Che diritto ha un escursionista di dire cosa sia meglio per una montagna rispetto a chi ci vive?

    Perché bisogna ascoltare un verde per quato riguarda l’ecologia, quando egli stesso prende l’aereo per andare in vacanza?

    Chi ha detto questo cose è:
    – Svizzero
    – Loadmaster di elicotteri
    – Trialista
    – Fratello di un casaro

    • caro amico svizzero, ci dici come funzionano le cose da voi? non è ironia la mia, ma curiosità…
      sai, in italia siamo bravi ad aggirare le leggi, in svizzera mi sembra che invece nessuno si sogni di mettere in discussione un divieto!

      per il resto, concordo abbastanza su quello che dici, solo una cosa… per me non è affatto fondamentale far rumore, nella vita. preferisco i suoni articolati al rumore ;-)
      se una moto rallenta quando passa vicino agli animali (una macchina o quel che è), gli animali non si spaventano e va tutto bene. se accelera e gode nel vederli scappare a rotta di collo (quante volte l’ho visto fare, specialmente in pianura durante la stagione di pascolo vagante?!?!??), allora è un imbecille… e torniamo al discorso del buonsenso…

  5. Come qualcuno su ha scritto, “la montagna è di tutti”. Si sta tendendo troppo a generalizzare le varie categorie di frequentatori della montagna.

    Stiamo santificando i margari come se fossero i veri “custodi” della montagna. Ditemi la verità, quando passate vicino ad un alpeggio notate oppure no troppa immondizia? Dove va a finire? Facendo escursioni prima che gli alpeggi salgano (diciamo verso inizio primavera) e curiosando vicino agli alpeggi ho sempre notato tantissimi rifiuti di margari lasciati l’estate precedente, dagli scarponi vecchi alle scatolette di cibo.
    Mi sbaglio?

    • e torniamo a quanto detto… buonsenso e buona educazione di TUTTI!!! solo che, come ho risposto l’altro giorno, si fa notare quello che sbaglia e non gli altri 100 che si comportano bene.
      ho fatto un post tempo fa sul “brutto” del mondo degli alpeggi, non si vuole santificare nessuno, quando c’è da denunciare si denuncia quello che non va. purtroppo però non c’è lo stesso numero di commenti quando denuncio brutte vicende che infangano la montagna (come i casi di speculazione sugli alpeggi)

  6. Vero..alla base di tutto c’è la maleducazione dell’uomo!!!Anche io uso un quad,che gran lavoro mi toglie,quando metti e togli reti..riesci ad avvicinarti ai pezzi,hai i fanali che aiutano di sera tardi quando vai a recuperare le bestie..sì,io lo uso per lavoro,come dici te Marzia,e lo faccio civilmente,anche se il prato è mio,passo sempre a lato,facendo attenzione a non lasciare tante strisciate..Faccio parte anche dei merenderos,un paio di volte l’anno,quando con amici decidi per il pic-nic estivo e devo dire che mi trovo un pò a disagio..non tutti capiscono che non puoi calpestare tutto e far finta di nulla,passo per la moralista,ma decido io dove mettersi,dietro qualche frecciatina della truppa..siamo amici,ma sembra che “vedo” solo io certe cose!
    Penso che tanti son proprio maleducati,altri non ci arrivano proprio..
    Questo vale per tutti,trialisti,enduristi,camminatori e mtb..chi mi dice quacosa di chi và a cavallo???Educazione zero..dove abito io ci sono vari maneggi nei dintorni e cavalli a go go..
    bene..ho visto cavalli mandati a briglie sciolte nei campi con l’erba alta,con erba bassa ma dopo che aveva piovuto a dirotto,immagina il prato dopo..finti cow boys che corrono su e giù contro la rete spaventando le pecore e guai a parlare,ti dicono che son solo cavalli e cosa vuoi che facciano..
    La buona educazione e il buon senso son rarità al giono d’oggi..tutto è dovuto e se a qualcuno non piace amen..

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