Lupi… a due gambe

Voglio un po’ vedere se oggi quei personaggi che si agitano ogni qualvolta in questo blog compare la parola “lupo” si indigneranno con ugual forza delle altre occasioni. Parlerò di lupi? Ebbene sì, mi tocca. Sono saliti i primi pastori e subito sono stati accolti dai predatori. I primi attacchi si sono registrati già nel mese di maggio, ma non è colpa di allevatori distratti, quanto piuttosto dell’ambiente dove si opera a questa stagione: quote medio-basse, territori cespugliati di scarsa visibilità.

Ma altri lupi ben più pericolosi per la categoria avevano sferrato i loro attacchi già prima, quando le greggi erano in pianura o in stalla, ma i pastori dovevano pensare alla prossima stagione d’alpe rinnovando i contratti di affitto. Lupi a due gambe che si sono avventati non sulle greggi e sulle mandrie, ma sui territori delle montagne. Chi strenuamente difende il lupo quasi facendone una ragione di vita, un’ideologia, dovrebbe mettersi a fianco dei pastori per lottare contro questi predatori. Il canide selvatico ricomparso nelle nostre vallate sarebbe in fondo meno difficile da tollerare se si risolvessero tutti gli altri problemi economico-social-politici della pastorizia. Si indignano perchè un pastore esasperato vuol sparare al lupo per difendere i suoi animali, ma perchè non si indignano con ugual forza quando un Comune affitta ad un pastore un’alpe dove non c’è nemmeno un’abitazione decente dove accendere un fuoco la sera, dove lavarsi, dove ospitare una famiglia? E perchè non si indignano se loschi personaggi si aggirano per le vallate con l’intenzione di accaparrarsi quanti più ettari possibili di territori d’alpe, per beneficiare di contributi comunitari pensati per tutt’altra destinazione?

I pascoli… Premiamo gli allevatori che li gestiscono correttamente, preservando e favorendo la biodiversità. Sono stati istituiti dei contributi a tal scopo? Ma iniziamo a darli per la qualità, e non per la quantità. Ma la quantità è più facile da determinare, e allora… Andiamo indietro nel tempo, era il 2003, da poco laureata lavoravo al censimento delle strutture d’alpe nelle province di Torino e Cuneo. Destinatario finale era l’Assessorato alla Montagna, oggi cancellato (in Piemonte, una regione dove le montagne sono nel nome stesso, mah!!). A me ed agli altri giovani incaricati era stata consegnata una scheda da compilare che, messa alla prova con la realtà dei fatti, aveva rivelato una pecca. C’era lo spazio per il numero di vacche, di manze e vitelli, ma non i tori. “Ma sì, ci saranno 2 tori nella mandria, ma contano come una vacca, segnateli insieme!“. No, avevamo incontrato i famosi tori, i vitelloni all’ingrasso portati in alpe. Bastava una percentuale sul totale dell’allevamento e si prendevano contributi per tutti gli animali rimasti in pianura. All’inizio qualcuno che li ha portati su c’è stato, insieme a sacchi di mangime per alimentarli. Alla faccia dell’ecosostenibilità, tra l’altro! E poi prendevano il premio per l’erba pascolata…

Scandalo! C’era chi già sapeva, chi iniziava a studiare il fenomeno, si diceva che dove essere risolto affinchè non dovesse ripetersi nei successivi piani di aiuto agli allevatori. Sono passati quasi 10 anni da allora e cos’è cambiato? Siamo di fronte ad allevatori disperati, margari e pastori che hanno perso le loro montagne all’asta pubblica “…perchè le mie pecore non fanno le uova d’oro!” e quindi non puoi competere con chi offre decine di migliaia di euro per un alpeggio. Un Comune, dove l’Assessore all’agricoltura è un margaro, risponde picche ad una cooperativa o società (non so di preciso) di Rimini che voleva affittare tutte le alpi pubbliche, lasciandole poi in uso a chi già le carica ora. Ma altri sembrano ben felice di vedere quelle somme piovere nelle casse ridotte all’osso. E non ci sono solo più “quelli dei tori”, addirittura adesso le voci che rimbalzano di valle in valle parlano di società più o meno fittizie, che non possiedono nemmeno animali per caricare le montagne e si occupano di generi completamente diversi dall’allevamento. Io ho sentito parlare di tabacco. Sorpresi? Io sì, e non poco. Confusi? Bene, allora non sono la sola.

Ma quei comuni si rendono conto di aver firmato la condanna a morte per i loro pascoli, per i loro alpeggi? Ma dove stiamo andando a finire? E com’è possibile che quella gente riesca a condurre i suoi giochetti senza nemmeno portare su gli animali? Mi dicono che, per legge, quando si dispone di capi in affido, bisogna monticare almeno il 70% dei capi in proprietà per avere accesso ai contributi e, nel caso non si rispetti tale percentuale, non solo si perde il contributo per quell’anno, ma bisogna pure restituire (con interessi) quanto percepito dall’inizio della sottoscrizione dell’impegno. E invece… E invece ci sono montagne vuote, montagne subaffittate (ma non è illegale? Sì, lo è). Oppure ci sono leggi diverse a seconda dei soggetti? Vengono sfruttati altri canali, altri generi di contributi? I territori d’alpe sono diventati una fonte di reddito solo in quanto vaste superfici da impegnare per chissà cosa? Perchè la persona qualunque che vuole comprendere questi meccanismi si perde nei loro meandri, fino a non capirne nulla anche se ha una laurea?

Leggevo una pubblicazione edita da una delle Associazioni di categoria operanti sul territorio. Il suo presidente prendeva una netta posizione contro tali speculazioni. Ma ditemi un po’, chi le compila le domande per i contributi a questi personaggi? Mi hanno spiegato che è obbligatorio passare da persone autorizzate, quindi dalle suddette associazioni di categoria (immagino che ciò sia stato pensato anche per esercitare un certo controllo). Ma allora… insomma, non è che chi si pronuncia in tal senso in realtà sia il rappresentante di chi invece materialmente fa sì che queste situazioni si verifichino? Spazio aperto, anzi, si chiedono repliche a gran voce, per fare chiarezza su come stanno le cose. Io vorrei tanto sentirmi dire che le Associazioni di categoria respingono queste domande volte solo ad arricchire pochi disonesti ed invece aiutano i veri allevatori di montagna, quelli che effettivamente sono un patrimonio per il territorio.

Certo, mi rendo conto che il problema non è di facile soluzione, ma bisogna almeno provarci. Mi auguro che non finisca come nella canzone: “…e lo stato che fa? Si costerna, s’indigna, s’impegna e poi getta la spugna con gran dignità…“.

Cito poi ad esempio il caso di un alpeggio utilizzato anche se privo di strutture idonee al ricovero di uomini ed animali, confinante con il quale ce n’è un altro i cui pascoli stanno “andando a ramengo”, come si usa dire qui. E’ stato affittato “ad uno dei tori” (ma a questo punto non so cosa ci sia dietro a questa vox populi), lo pascola sporadicamente qualcun altro, chissà se in subaffitto, per contratto a voce o giusto così perchè tanto è confinante. Il Comune, con la somma insperatamente ricavata, ha persino aggiustato le baite e si vociferava di un progetto per fare una strada (almeno in questo caso i soldi sono stati reinvestiti per la montagna, anche se inutilmente!). Le baite sono vuote, ben fatte e pure arredate. Altrove, dove i pastori rischiano l’esaurimento nervoso per le condizioni in cui tocca loro tentare di convivere con il lupo (quello a quattro gambe, che in fondo non ha colpe, ma fa solo il suo mestiere di predatore), il Comune promette, ma le baite continuano a non esserci. Allora, chi è che si indigna con me, questa volta?

(NB: Le immagini di questo post non hanno riferimenti con i luoghi direttamente interessati dai fatti di cui si parla, ma il fenomeno è in estensione a tutte le vallate, presumo non solo in Piemonte)

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  1. Invece a noi dalle domande pac ci sono stati tolti i mq che sono sotto la chioma di qualche albero isolato che e’ presente in qualche appezzamento di terreno ,vedi come sono precisi quando si tratta di pagare !!!!!.Comunque i controlli li fanno sempre alle solite persone,chissa perche’ ? E’ proprio vero il lupo mangia l’ indifeso
    e il piccolo.!!!!
    Combattere per quanto e’ possibile con i pochi strumenti che si hanno. !!!!!
    Ciao e buon lavoro . Lino&Rosalba

    • per lo meno parlarne per far sapere, per conoscere. sembra impossibile, ma non si riesce ad avere un’informazione completa su questi temi. io non riesco nemmeno a fare chiarezza sulle domande che le associazioni hanno inoltrato per noi… quindi figuriamoci un po’!!

  2. Credo che fondamentalmente siam in Italia. La gestione del territorio dal dopoguerra in poi è stata tutta mirata al potenziamento dell’agricolura intensiva su modello americano, non considerando le tipicità e diversificazioni di tutto il territorio nazionale. Arriviamo al boom economico che ha modificato radicalmente la mentalità della gente. Non si bada più alla conservazione del territorio ma solo al maggior profitto che permette “la bella vita”. In seguito alla desertificazione delle montagne i pochi che rimangono hanno sì più spazi,ma molto meno influenza. La classe dirigente non era formata per dare ascolto ai pochi, e la classe dirigente di oggi men che meno. Entrando in Europa abbiamo dovuto recepire ulteriori regolamenti e leggi fatti per aree ancora pù vaste ed eccoci all’era della globalizzazione. Oggi la Cina si compra intere aree in Africa e Usa, non mi stupirei se in futuro potrebbe interessarsi ai giacimenti minerari delle ns. montagne, ma soprattutto all’acqua. Comunque,sarà la crisi e la vita di città che ormai ha poco da offrire come vivibilità, penso che stiamo gia tornando verso la montagna e vedo la necessità di un intero sistema da riorganizzare a livello di nazione (anzi, di nazioni). Sono un po’ scettica che ci sia una soluzione a breve…credo però e soprattutto confido nel senso di responsabilità della gente, alla voglia di informarsi, formarsi e crescere e nell’entusiasmo di gente come te Marzia che ha potere di aggregare, coinvolgere e trascinare altri che si sentono abbandonati.

    • se le amministrazioni dei paesi di montagna hanno a cuore il loro territorio si riuscirà a fare qualcosa anche se dalla pianura si guarda altrove o se arrivano gli avvoltoi per accaparrarsi gli alpeggi. ma se i comuni guarderanno al portafogli e non alla cura della montagna allora sarà la fine

  3. Non è detto che le domande vengano fatte alle associazioni di categoria. Molti,sempre di più, si affidano ai Centri di Assistenza Agricola privati ( ne conosco due in provincia di Cuneo). Ciò non significa che grandi responsabilità siano delle associazioni. È davvero un casino e non abbiamo nessuno che ci sostenga in questa battaglia perché gli allevatori ” potenti” sono le stesse persone che pagano le campagne elettorali ai governanti in regione. Guarda cosa successo per le quote latte dove la Regione Piemonte ( prima parte lesa intel processo,) si è fatta da parte.

    • grazie roberto per la precisazione, come vedi si tende a confondere le acque, a me da più parti era stato detto che non potevi fare altrimenti che passare dalle associazioni di categoria. come dappertutto, sia lì, sia fuori, trovi l’onesto e trovi quello che invece lo è meno…

  4. Cara Marzia,
    conosco molto bene queste situazioni perchè sono anche io un pastore e vivo giornalmente questi episodi. Vivo in Abruzzo e anche qui i nostri pascoli oltre ad essere invasi da predatori a quattro zampe, ci sono anche quelli a due gambe come dici tu. I pascoli abruzzesi sono stati invasi da questi allevatori di tori che non so come fanno ma riescono a farsi concedere dai comuni centinaia di ettari di pascoli e dopo di che non portano nessun capo di bestiame al massimo li ridanno in subaffitto a qualche allevatore locale. In questo modo si sta facendo altro che finire di far scomparire chi svolge quest’attività con professionalità. ma chi ci dovrebbe tutelare a noi, come mai non si accorgono di queste cose? Mangiano tutti dentro lo stesso piatto? Io dal 2010 a oggi non ho preso più un centesimo per quanto riguarda la misura F (prati e pascoli), e quest’anno non si farà nemmeno la domanda per l’indennità compensativa, vivo in un paesino a 1000 m slm a chi le andiamo a denunciare queste storie? perchè quando noi facciamo la monticazione estiva ci vengono richiesti anche i minimi dettagli?
    questi lupi a due gambe come fanno a fare tutti questi magheggi e a prendere contributi a nostro discapito? Qui le stalle chiudono quasi tutti i giorni e nessun giovane prende l’iniziativa. Credo che siamo entrati in un vero disagio sociale.

  5. Comunque se non vi sarà un deciso giro di vite su questi scandalosi effetti che vengono provocati da chi ci stà amministrando ( comuni di montagna e regione) sara la fine dell’alpeggioe dei terreni pascolabili.

  6. Sì, io mi infurio quando te la prendi a torto contro i lupi, ma in questo caso non c’entrano niente se non a dare il titolo e far leggere il pezzo. Strategia che peraltro con me funziona! In questa battaglia contro gli uomini (sempre peggio di qualsivoglia bestia) ti sostengo.

    Ti do un consiglio per rendere un aiuto ulteriore e concreto a tutti i visitatori: una sezione nel blog o qualcosa del genere che intitolerai “legislazione” o come ti pare e ci metti su una collezione di leggi e regolamenti dedicati alla pastorizia.

    Perché?
    Perché la disinformazione è la prima arma dello stato (quello dei ladroni italiani) per combattere contro le varie categorie: “Se non sai non chiedi.”

    Per un sacco di piccoli impicci o grandi travagli le leggi ci sono, ma in pochi le conoscono…
    In pochi hanno la possibilità o la capacità di capire…. o il tempo di andare a ricercare decreti, leggi, aggiornamenti, e di andarsi ad impicciare in tutti i regolamenti.
    Chi è un po’ pratico sa che sul testo di legge, sia una delibera o altro ….. la prima cosa che si trova è un riferimento ad un altra legge, e così via: un vero e proprio labirinto. Spesso le leggi vengono scritte in questo paesi di disonesti per essere “interpretate” dai capaci e per reprimere i deboli.
    Mi dispiace, ma la legge è contro il popolo.

    Quindi se fai una bella collezione di riferimenti e leggi sarebbe credo un passo in più verso l’informazione. Poi magari tutti assieme le si “discute” prima virtualmente, e poi chissà…..

    Però, sai che palle…. (chi lo pensa però poi non si può neanche lamentare…la consapevolezza è un’arma necessaria.)

    ________________________________________________________
    un unico appunto ai comuni che affittano baite in quelle condizioni: purtroppo c’è chi le prende perché non ha alternative.
    In realtà un ente pubblico una “cosa” in quelle condizioni non può affittarla.

    Allora cosa dovrebbero fare questi enti pubblici: spendere soldi che non ci sono per sistemarle e quindi intanto non farci andare la gente? se conosci un po’ la montagna sai che ci puoi lavorare solo in estate … anche per ristrutturare.
    già solo per istruire l’appalto per aggiudicare le opere un ente pubblico perde almeno un anno…
    Oppure i pastori dovrebbero rifiutare. purtroppo è così, siamo in crisi, tutti quanti… soldi non ce ne sono … solo per pensioni d’oro e lauti stipendi ai parlamentari.
    Oppure ultima opzione, il pastore ci va. In quelle condizioni, perché non può permettersi (come chiunque altro) di perdere tutto ciò che ha.

    Fate la rivoluzione ragazzi…. fate la rivoluzione… parole ne sono state dette e scritte troppe in questo paese, prendete i forconi …. e mi fermo per evitarti la censura del blog.

    • eh… se tenere il blog fosse un lavoro retribuito, potrei anche spendere il mio tempo in quell’ardua impresa che suggerisci. invece, come vedi anche dai prolungati “silenzi” di questi ultimi tempi, è un passatempo per quei sempre minori momenti di “relax”. certo, sarebbe bello ed utile, ma veramente servirebbero ore, ore, giorni. e mi domando perchè questo non venga fatto sui siti ufficiali!!! forse non si vuole che gli allevatori riescano a capire troppo? non so, è anche un dubbio che a volte mi viene…
      comunque, tra gli obiettivi del 2013 del progetto a cui sto lavorando (propast) c’è anche quello della creazione di un sito ed io già da tempo ho detto che una delle sue sezioni dev’essere dedicata a legislazione e bandi.

      per gli alpeggi… insomma, tutto si può fare, se si vuole. così come hanno ristrutturato in certe zone, perchè non farlo in altre? così come è partito tutto l’iter per sconvolgere una valle e fare una centralina idroelettrica, perchè nello stesso comune non si è andati avanti di pari passo per adeguare gli alpeggi al XXI secolo e realizzare la baita laddove non ce n’è più nessuna abitabile?

  7. complimenti!!! senza tanti giri di parole. Anche noi abbiamo avuto la nostra terra di pascoli alti subaffittata a nostra insaputa per anni e vincolata. Finalmente i contratti a ‘voce’ si sono potuti interrompere quest’anno e ora abbiamo in mano un contratto d’affitto con chi realmente conduce il pascolo, ma siam dovuti quasi andar per avvocato privato e non parliamo della coldiretti!!!.. il subaffitto è ILLEGALE certo! Lara Ganarin San Damiano Macra.

  8. Marzia ,
    arrivo da un mese incasinato e pieno di guai e solo oggi sono riuscuito a leggere nuovamnete questo amatissimo blog … ma accidenti dopo aver letto questo articolo la rabbia è così tanta che stasera mi tocca prendere il Lexothan per dormire! Ti scrivo per esprimerti la mia totale solidarietà per il lavoro utilissimo che fai e per manifestare tutta la mia indignazione.
    Beppe Mila dal Canavese

    • generalmente i lupi non passano le recinzioni elettrificate a meno di casi eccezionali come:
      -recinzione collocata scorrettamente (es. sotto una roccia, un muro, lupi entrati saltando da sopra)
      -recinzione non elettrificata correttamente (reti vecchie o erba alta bagnata, l’elettricità si disperde)
      -le pecore impaurite sfondano la rete
      questi sono casi di cui ho avuto testimonianza diretta attendibile
      i cani (pirenei, maremmani-abruzzesi) solitamente intervengono cercando di mettere in fuga o addirittura attaccando il lupo, ma il loro comportamento varia a seconda di molteplici fattori (numerico cani-lupi), morfologia del territorio, ecc ecc ecc

  9. Ok, grazie mille! Continua a scrivere così!
    Quindi, in pratica i lupi girano intorno alle reti e le pecore impaurite saltano o sfondano la recinzione, richting?
    Dovresti andare in Artino (bassa val Varrone) Lecco, lì ci sono tante capre e pastori simpatici, ma ora che c’è l’orso…

    • anche nel caso della recinzione, lo sfondamento è un caso molto particolare (che però si è verificato). alcuni pastori mi dicono che, se è ben fatta, rotonda e non “allungata” non dovrebbe succedere. però sul territorio accidentato della montagna fai come puoi.
      le pecore spaventate hanno la tendenza ad ammucchiarsi, se quelle dietro spingono quelle vicine alla rete può succedere anche questo, ma sono casi abbastanza rari.
      la maggior parte delle predazioni qui, da quando si usano cani da guardiania, recinzioni notturne e presenza del pastore al pascolo è relativa a:
      – animali non rientrati la sera
      – condizioni atmosferiche pessime (nebbia fitta)
      però si segnalano (un caso l’ho visto con i miei occhi, o meglio, sono arrivata 15′ dopo) attacchi in pieno giorno e sole, con pastore e cani presenti. in un territorio accidentato, cespugliato, i normali mezzi di difesa/prevenzione a quanto pare non sempre funzionano

  10. Ciao Marzia,
    non so se ti ricordi di noi…ci siamo conosciuti a Cumiana qualche anno fa!!Noi siamo quell’azienda armentizia abruzzese che fa transumanza da 5 generazioni…non so se i nomi di Carla e Antonio Lazzarini ti dicono qualcosa! Comunque ti scrivo riguardo al problema dei “lupi a due gambe”…anche qui ce ne sono e hanno fatto razzia dei nostri pascoli,molti nostri colleghi sono rimasti senza un fazzoletto di terra su cui pascolare e altri sono stati costretti a sub-affittare da questi tizi!
    Noi pastori qui ci stiamo mobilitando perchè la situazione ci sta soffocando e perchè in vista della nuova riforma pac vorremmo far sentire la nostra voce!
    Abbiamo fatto già diverse riunioni tra noi pastori e nella prossima vorremmo raccogliere delle firme e istituire un comitato promotore per far capire a tutti che non rimarremo a guardare e a subire in silenzio (tutto ciò tenendo fuori organizazioni sindacali e politica,perchè se c’è una cosa che abbiamo capito è che sono loro i primi a venderci al miglior offerente!!)
    Abbiamo già contattato pastori provenienti da Abruzzo Marche e Umbria ma vorremmo che chi come noi si sente vittima di quest’ ingiustizia ci segua!
    Cercando su internet “società Pascoli Alti” mi è saltato fuori il tuo blog e da qui ho capito che non siamo stati i soli ad essere attaccati dai “Lupi”. Ci piacerebbe che altri come noi si muovano o si uniscano a Noi.
    Lascio il nostro indirizzo mail in modo che chi fosse interessato possa contattarci: info@caseificioiltratturo.it
    Grazie per avermi dato la possibilità, tramite il tuo blog, di lanciare/raccogliere questo SOS.
    Siamo in tanti, tutti con gli stessi problemi, se ci uniamo proveremo a fare qualcosa di buono per non far scomparire questo lavoro millenario che è stato per secoli il pilastro dell’economia del nostro Paese!
    Un Abbraccio a te Marzia…e chissà forse questa potrebbe essere l’occasione adatta per incontrarci di nuovo!!

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