Tosatura, ma…

Le condizioni meteorologiche non stanno aiutando una delle attività stagionali, cioè la tosatura. Bisogna tosare le pecore per liberarle del vello ormai pesante, che le infastidisce, nel quale si sono impigliati ramoscelli, spine, semi. La lana con la pioggia si infradicia e pesa. Con il sole invece gli animali ansimano e sudano. La tosatura un tempo era un reddito, oggi si fa esclusivamente per il benessere dell’animale.

Una volta tosate mangiano di più e crescono meglio“, frase ripetuta e confermata da tutti i pastori. Forse non lo immaginate, ma il pastore vive anche con un misto di curiosità ed apprensione il giorno di tosa. Vuol vedere come si presentano le sue pecore tosate, se sono “belle”, cioè in carne, o magre, patite. Quest’ultima condizione, a meno che si tratti di una pecora che sta allattando, magari con una coppia di gemelli, è sinonimo di cattiva gestione, incapacità di svolgere il proprio lavoro: vuol dire non essere stato in grado di badare a loro come si doveva nel corso dei mesi.

E allora si guardano le schiene pulite dalla lana che, a poco a poco, aumentano tra quelle ancora coperte. E’ un gran lavoro, quello delle giornate di tosatura. La squadra di tosatori (Francesi, Neozelandesi, Spagnoli) avvisa pochi giorni prima, ma la conferma ce l’hai solo la sera precedente. Devi trovare il posto giusto, devi trovare gente che “tiri le pecore” e che insacchi la lana.

Già, la lana… Che fare di tutte queste montagne di lana? Come vi avevo detto qualche tempo fa, questa proposta di Biella The Wool Company è un’importante novità nel settore, che spero possa contare un numero sempre maggiore di adesioni per far sì che la lana locale venga raccolta, lavorata ed utilizzata. Tosare una pecora ormai costa più di 2,00 euro, ma se aggiungono i costi collaterali (dal vitto per i tosatori a quello per gli aiutanti di giornata più varie altre spese) si può pensare che sia verosimile un costo di 2,30-2,50 a seconda del numero di pecore del gregge. Forse quindi nemmeno 1,00 euro al chilo sarebbero sufficienti per pagare le sole spese di tosatura!

Una giornata di tosatura è lunga per tutti. Capita di alzarsi alle 6:00 ed andare a letto alle 2:00, per esempio… Perchè c’è da organizzare tutto, ma anche sfamare le pecore come in un qualsiasi giorno. E poi la lana da ritirare al coperto caso mai venga a piovere… Ai tosatori tocca la fatica di quelle ore, agli altri, specialmente al pastore, tutto il resto, prima e dopo. Anche chi “tira” le pecore, arrivato a fine giornata, non ne può più. E chi raccoglie ed insacca lana? Insomma, per fortuna che si tosa una volta sola all’anno. C’è chi lo fa due volte, primavera ed autunno, ma visti i costi e la resa forse non ne vale davvero la pena.

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