Strettamente riservato

Non è facile organizzare una transumanza. Può sembrarlo, a guardare “dal di fuori”. Prendi, parti, vai. C’è una strada, la segui, il pastore davanti, gli animali dietro… Invece no, c’è la burocrazia, fogli da compilare e da portare negli uffici… Poi c’è il dove passare, perchè ovunque si nascondono pericoli: campi e prati che fiancheggiano le strade, dove non bisogna arrecare danni. Sponde e campi diserbati, dove un morso, una brucatura accidentale può essere fatale. Trovare la via giusta, la più breve, la più adatta, quella con i punti giusti dove fermarti per sfamare, dissetare, far riposare gli animali. Anno dopo anno il percorso te lo costruisci, ma poi ci possono essere delle improvvise novità.

Cerchi di fare tutto il possibile per non dare disagio a nessuno se devi attraversare punti delicati, come cittadine, strade molto trafficate, ponti. Sacrifichi quello che, per quasi tutti, è un “giorno di festa”. Quando gli altri sono a tavola in compagnia nel giorno di Pasqua, tu cammini per le vie semi-deserte con i tuoi animali. Quando si può, cerchi di fare così, per limitare le lamentele di chi altrimenti dovrebbe aspettare in coda.

Strade vere e proprie per il transito degli animali qui non ce ne sono. Quelle che erano vie secondarie o vie “dismesse”, come la vecchia ferrovia, sono state destinate ad altri usi, per esempio piste ciclabili. Non so se vi ricordate, ma il “problema” lo avevamo affrontato qui e voleva essere una “prevenzione” in vista eventuali disagi aggiuntivi per i pastori, vaganti o meno che siano. Infatti non è che ci si diverta a portare il gregge sulle strade principali, anzi! Gli animali camminano meglio sullo sterrato o lungo viuzze secondarie dove riescono anche a brucare qualcosa mentre camminano, se non ci sono prati o campi. Dove possono camminare ad un ritmo più lento, senza tensione da parte degli uomini che non vedono l’ora di essere fuori dal traffico, dalla confusione, dal rischio di sentire la sirena di un’ambulanza. La vecchia ferrovia poco per volta è stata rimessa in sesto, ripulita da rovi e cespugli e destinata a percorso ciclabile. Era appunto il gennaio 2011 quando telefonai a chi mi era stato indicato essere responsabile dei percorsi ciclabili qui in zona Pinerolese (il Sindaco di Bricherasio), che mi aveva assicurato che, una volta terminato il tratto verso Bagnolo e Barge, le pecore potevano continuare a transitare come avevano sempre fatto.

Invece adesso, a transumanza in corso, Radiopecora fa arrivare la voce che sono comparsi dei cartelli e non si può più passare. Strade alternative non ce ne sono, il fiume non si può guadare, percorrere diversi chilometri sulla strada principale per poi usufruire del ponte stradale sarebbe pericoloso, assurdo, attirerebbe le ire degli automobilisti e, probabilmente, l’intervento delle forze dell’ordine. I cartelli ci sono davvero, sono del Comune di Campiglione Fenile, comune agricolo della campagna pinerolese. Leggete anche voi… Secondo me non c’è una persona che rispetti al 100% quanto indicato dal cartello, a partire dagli stessi ciclisti che non hanno luci e campanello (ve li immaginate, su di una bicicletta da corsa in fibra di carbonio???!?!!). Sono stata appassionata ciclista, per mancanza di tempo non pratico più, ma quanto scritto sopra a tutela della categoria mi sembra assurdo. Non so se sia frutto di un singolo episodio (un “incidente”?) o se si presume che non esista assolutamente il buonsenso e la buona educazione, che sarebbe sufficiente per evitare ogni inconveniente.

Nemmeno i pedoni, tanto meno quelli con i cani, visto che in questo caso si infrangono ben due dei divieti in elenco! Eppure guardate qua era la situazione in una tiepida domenica pomeriggio… E l’indignazione serpeggiava a suon di: “…ma questa pista l’avranno ben messa a posto con le tasse di tutti! Specialmente di noi che abitiamo qui!!! I ciclisti passano e vanno… Passate, passate pure con le pecore!!

E le pecore in transumanza sono passate. Solo sul ponte, poi hanno svoltato lungo l’argine. Altre ne passeranno nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, visto che ci si avvicina alla stagione in cui ci si sposta verso il fondovalle. C’è poi un gregge che pascola in zona, l’allevatore risiede lì accanto al fiume. Che deve fare, volare? Mi sta bene chiudere la pista ciclabile alle auto, alle moto ed ai vari mezzi a motore. Era una ferrovia e, prima che fosse sistemata, lì non passavano né auto, né trattori, né altro. Ma le pecore sì, sono sempre passate. Invece in questo comune agricolo si vieta il transito a tutti gli animali, specificatamente bovini, ovini, equini e cani. Mi viene voglia di passare con un gruppo di anitre, oche e galline…

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  1. Sono ciclista, e passo sulle piste ciclabili tutti i giorni.
    Dite da parte mia a chi ha messo quei ridicoli cartelli che le pecore non danno nessuna noia !!!!!
    Fermarsi un attimo ed attendere che passino a noi non reca ne danni e ne problemi.
    A voi si e tanti!

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