E’ (anche) colpa loro!

Uno dei motivi per cui la mia presenza qui sul blog non è più costante è puntuale è facilmente spiegabile con delle immagini.

E’ la stagione delle nascite dei capretti. Avendoli qui vicino a casa, parte della loro “gestione” spetta a me. E poi c’è la neve a complicare il tutto. Adesso finalmente le temperature si stanno alzando, splende il sole, scioglie il ghiaccio e si inizia a sperare di poter “ripartire” con il gregge. Non che dopo ci sia poi da girarsi i pollici, ma in questi giorni davvero non c’è di che tirare il fiato.

A differenza degli agnelli, le cui nascite avvengono più o meno costantemente durante tutto l’anno (a meno che non intervenga il pastore per evitare i parti in un certo periodo e concentrarli in un altro), il calore delle capre normalmente è verso la fine dell’estate. Qui potete trovare un po’ di informazioni scientifiche su questo tema. Nell’immagine invece vedete Fiocco, il primo nato del 2012, intento a giocare ed esplorare il suo piccolo mondo.

Per adesso è d’obbligo il confinamento in stalla, visto il clima all’esterno. Nonostante la capra sia meno esigente della pecora in fatto di pascoli (specialmente per quanto riguarda le razze locali, più rustiche ed adattate all’ambiente montano ed all’allevamento estensivo), nel momento dei parti e dell’allattamento del capretto risulta essere più delicata degli ovini. Infatti solo pochissimi agnelli sono stati messi in stalla con le loro mamme…

Qualche capra ha voluto strafare, come la vecchia Alpina che ha ben pensato di partorirne addirittura quattro. Tre femminucce e, per ultimo, un maschio, il più forte ed astuto della brigata. Questo quartetto comunque richiede cure particolari ed un box a parte, poichè anche la mamma è stata provata dal parto e loro necessitano di integrazioni al suo latte, insufficiente per allevarli tutti.

Stellina è stata l’unica a nascere all’aperto, insieme al gregge, senza riportarne conseguenze negative. Molti pastori poi hanno capre e pecore insieme e non dispongono di strutture per ricoverarle, quindi i capretti nascono e crescono all’aperto. Ci si tempra da piccoli…

Nonostante tutto quello che c’è da fare in questi giorni, capita anche che io mi fermi per qualche istante a guardarli. Passa la stanchezza, passa la fatica, ti dimentichi delle taniche d’acqua portate su a braccia, della strada scivolosa, del freddo patito, quando vedi i capretti che saltano dappertutto con la loro faccetta furba. Raramente mi porto la macchina fotografica in stalla, tanto è quasi impossibile farli stare fermi per fotografarli! Se non aggiorno sempre il blog come un tempo comunque è anche colpa loro!

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