Anche se non avessi trovato lui…

Un’altra coppia unita dai sentimenti e dalla passione per il mondo dell’allevamento, che poi comporta anche il lavorare insieme. Sotto i trent’anni c’è Roberta (1993), anche se la maggior parte delle risposte me le da Marco (1979). Questa famiglia già la conoscevo indirettamente per questioni di pastorizia, il papà di Marco è un pastore vagante e, quando gli avevo fatto visita lo scorso anno mi aveva indicato l’alpeggio dove c’era il figlio con le vacche.

Non c’è mai stata una vera decisione, è venuto così. Il papà guarda le pecore, io mi sono messo a lavorare con le mucche. Ne abbiamo sempre avute, poi a casa non stavano più, gli anni passano anche per me e bisognava prendere una decisione…“.  E così adesso Marco ha affittato una cascina, dove tiene queste vacche, le munge e vende il latte, le tiene al pascolo fin quando ce ne sarà la possibilità.

Anche Roberta è nata in una famiglia dove ci sono sempre stati animali in stalla. “Mi è sempre piaciuto fare questo, mio papà ha sempre avuto le mucche. Ho fatto un anno di alberghiero, poi ho smesso. D’estate lavoravo in un agriturismo dove vanno su loro in montagna. Mi piace questa vita, non mi pesa non avere tempo libero. Anche per il fatto che si giri, si cambi cascina, mi adatto, sono abituata. Sinceramente non so cos’avrei fatto se non avessi trovato lui… ma comunque sarei rimasta a lavorare in casa con le mucche.

La mandria adesso è al pascolo non lontano dalla cascina, nei prati vicino alla ferrovia. Marco e Roberta stanno per prepararsi a spostare gli animali, con un pizzico di tensione legata alla presenza della strada ferrata ed al pericolo che questa rappresenta. “Mio papà andava in alpe con mio nonno, poi dopo lui mandava su le manze in affitto. A me la montagna piace, non vorrei mai dover scendere. Qui non è proprio pianura, altrimenti non mi piacerebbe stare in quelle cascine nel basso, nella nebbia.

Marco è “…praticamente nato in montagna, perchè sono nato il primo di luglio. Siamo sempre andati lì, si chiama Giascros o Ghiaccio Croso, ogni cartina lo scrive a modo suo. C’è la strada fino ad un certo punto e poi vai a piedi. Quando è ora di andare su non vedi l’ora, ma quando poi l’erba cambia colore allora preferisco scendere. L’importante è che stiano bene le mucche, anche se su di sicuro sei più tranquillo.

Finalmente passa il treno, e allora si può pensare ad attraversare in corrispondenza del passaggio a livello. “Mungiamo e diamo via il latte… Con le mucche siamo un giorno di qua, uno di là, non si può pensare di fare il formaggio. E poi dover “trascurare” le vacche per andare in giro a vendere la toma no, non fa per me.

Gli animali attraversano con qualche perplessità, poi imboccano la strada dietro a Roberta, fino a raggiungere il nuovo pezzo dove Marco ha già tirato buona parte dei fili. “Per il futuro spero che questo lavoro venga a migliorare, perchè di resa ce n’è ben poca”, commenta lei. Per adesso aiuta Marco, ma ha intenzione di cercare un lavoro, almeno fino al momento di salire in alpeggio.

Sarebbe bello poter vivere del proprio lavoro, specialmente con un mestiere che da una parte è una passione, ma che dall’altra richiede così tanto tempo e così grande impegno. Ma il reddito è poco, aumentare le bestie vuol dire aumentare le spese. Anche questa giovane coppia si trova a fare i conti con grandi decisioni per cercare di coniugare vita, lavoro, rendita, possibilità di formare una famiglia…

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