Il seguito di una storia ed un altro incontro

Sono tornata a trovare un ragazzo del quale dovevo finire di raccontarvi la storia. L'avevo lasciato tra serre ed orti nella pianura cuneese. Questa volta invece lo cerco in montagna, perchè nel frattempo i suoi sogni si sono concretizzati ed adesso gli animali ci sono.

E' il 20 ottobre, la piana del fondovalle della Valle Stura è secca, la siccità, il caldo ed il vento hanno lasciato un segno evidente. Stiamo cercando un piccolo gregge, cosa abbastanza normale da queste parti, nella terra della pecora sambucana.

Li troviamo accanto ad un boschetto, le pecore cercano un po' di verde nel sottobosco, pascolando anche le foglie dei rovi. Adesso il gregge non esiste solo più nei sogni, ma è fisicamente presente, con tutte le sue esigenze da soddisfare, prima fra tutte quella di essere sfamato. Le prime pecore sono arrivate giusto un mese fa, poi altre la settimana scorsa ed oggi arrivano le ultime. Sono 85, 86 con il montone del Centro Arieti della Comunità Montana. Mi sono già nati 54 agnelli. Fossi stato da un'altra parte avrei preso Biellesi, ma ovviamente qui la Comunità Montana vuole le Sambucane. Sono soddisfatto di queste, sono animali belli, li ho presi da un pastore della valle.


Donato adesso è un pastore o meglio, sta imparando a diventarlo. Con un grande sorriso, mi dice che, oltre alle pecore, nel frattempo è arrivato anche l'amore. Lei si chiama Alice, purtroppo oggi non può essere presente. “Lavora, fa la barista, ma il bar lo chiuderà ed aprirà un granatin. Anche lei è convinta di questo, le piace, mi da una mano. Adesso vedremo come riusciremo ad organizzarci, in futuro.” Il viso di Donato è stanco, ma spiega come le sue giornate si siano ulteriormente complicate, con l'arrivo delle pecore. “Mi alzo alle 3:45, vado in stalla, guardo gli agnelli… Alle 5:45 devo essere in piazza a Cuneo a montare il banco. Finito il mercato vengo dalle pecore, le metto fuori, vado al pascolo fino a sera. Non si finisce mai prima delle 22:00, quando va tutto bene. Adesso faccio ancora sei mercati, solo con queste pecore non posso vivere.
 
 

Le pecore vanno avanti ed indietro cercando qualcosa da pascolare. “Dal prossimo autunno penso di mollare qualche mercato, i meno importanti. All'inizio così hai un po' di paura. Quando non le hai, non vedi l'ora che arrivino, le pecore, ma adesso… inizia il bello! Ci va un attimo per mettersi in quadro, le greppie, il fieno, ancora adesso non sono del tutto a posto. Ma poco per volta…” Non è capace a stare con le mani in mano, Donato. E' abituato a muoversi, a fare mille lavori, ed adesso ammette che il pascolo un po' gli pesa. Probabilmente pensa a tutte le cose che dovrebbe fare altrove.
 
 

Nel frattempo sulla strada passa una transumanza, dei margari che tornano in pianura. Hanno passato l'estate in alpeggio, nel vallone che sale al Colle della Lombarda, poi hanno concluso la stagione pascolando per qualche tempo nel fondovalle ed adesso rientrano in cascina. Le vacche avanzano a gran carriera, spingendosi e marciando veloci.


Non ci sono rudun, solo poche campane, e fa uno strano effetto assistere a questo passaggio quasi silenzioso. E' una fortuna che qui ci sia questa vecchia strada militare che attraversa la piana correndo tra i prati e attraversando piccole frazioni, mentre i paesi principali sono collocati sulla strada che sale al Colle della Maddalena. Quella è una via molto trafficata e gli abitanti dei paesi si lamentano per l'ingorgo e l'inquinamento che causano i numerosi TIR. Ma cosa vorrebbe dire spostare parte del traffico su questa tranquilla stradina così utile per le attività agricole? Qui almeno si può transumare a piedi, scendendo senza infastidire nessuno.
 

Lì vicino c'è un'altra mandria ed un altro ragazzo da intervistare. Fabio (classe 1992) non possiede animali, ma dice di essere cresciuto in mezzo alle bestie. Da quando avevo due anni… Ho sempre aiutato. Mia nonna aveva delle vacche, ma quando sono nato io non c'erano già più.

 

Alto e ben piantato, viso aperto e sincero, Fabio vive ad Aisone, dove aiuta i fratelli Renzo e Carlo Giraudo, allevatori di bovini di razza piemontese, sui vicini di casa. Il paese è piccolo, antico, tagliato a metà dalla trafficata strada statale. La vecchia stalla sotto casa non bastava più, così appena ai piedi dell'abitato, nella piana del torrente Stura, c'è la stalla nuova. Fabio è un tuttofare: “Vado ad aiutare, mi piace, ho questa passione qui. Sto con loro tutto l'anno. D'estate le vacche vanno in montagna, ma noi stiamo giù a fare i lavori. C'è da fare il fieno e bagnare i prati. La scuola l'ho smessa subito, dopo le medie. Mi piace fare tutti i lavori tranne stare al pascolo, perchè mi annoio. Fare il fieno, pulire le stalle, tutto.

 

Mi spiega che le vacche non vengono munte, ma tutto il latte è destinato ai vitelli. Carlo mi ha insegnato di più con le vacche, Renzo con i macchinari. A volte mi capita di essere da solo perchè loro devono andar via, ma me la so cavare. Do da mangiare alle vacche, faccio i miei lavori. Anche se una vacca deve partorire, se proprio non è una situazione difficile, so cosa devo fare, pian piano. Altrimenti se s'è bisogno chiamo qualcuno. Adesso è arrivato Donato, altrimenti di giovani che fanno questo qui non ce ne sono. Io non ho molto tempo libero, lavoro sempre qui. Il lavoro mi piace, al mattino mi alzo alle 6:00 e ce n'è per fino alle 22:00, la sera. Qualche volta vado a fare un giro alle fiere e capiterà quelle cinque, sei volte all'anno che vado a far festa, altrimenti la sera vado a dormire!

 

E' arrivato anche Renzo e così scatto una foto del terzetto, prima di ripartire. Come ultima cosa chiedo a Fabio cosa si aspetta dal futuro. Non si sa ancora, da soli è dura, per adesso si va avanti così. Mi piacerebbe avere bestie mie, si vedrà.” Per adesso però sembra essere soddisfatto della sua vita attuale.

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  1. Sono contenta che durante la tua visita in Valle Stura, tu abbia avuto l'occasione di incontrare Fabio. Era uno dei ragazzi che ti avevo segnalato come possile intervistato per il tuo libro. Conosco il ragazzo da quando era piccolo e ho sempre creduto che potesse essere" l'erede" giusto per l'azienda dei fratelli Carlo e Renzo con i quali Fabio non può che imparare al meglio il mestiere. Gloria

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