Il ruolo fondamentale dei pastori: PROPAST a Paesana

La scorsa settimana si sono tenuti due incontri con gli allevatori a Paesana ed a Frassino. Inizio a sintetizzare quanto emerso il 12 maggio in Valle Po, dove era presente anche il Presidente della Comunità Montana Perotti, che si è fatto carico di denunciare le principali problematiche della pastorizia in quest'area. "I pastori svolgono un'azione fondamentale per la montagna nei ruoli più disparati, da quello territoriale a quello sociale. Con la reintroduzione del lupo siamo tornati indietro di 300 anni. L'ottica ambientalista fa male alla montagna: è in pericolo il soggetto uomo, non gli animali selvatici. La parte politica si deve far carico di questa situazione. Il lupo è un problema, cosa succederà se aumentano? Si andrà a mettere in pericolo l'incolumità delle persone? Ai pastori bisogna dare un risarcimento che corrisponda al prezzo di mercato reale, visto che già non si valuta il valore affettivo dell'animale."

"I pastori devono avere quel minimo di comodità rapportato all'anno 2011, altrimenti è ovvio che smettano. Qui la legge HCCP ha ucciso i formaggi di montagna, i veri formaggi tipici. Da parte nostra c'è la volontà di rendere tracciabile il nostro formaggio, non che venga venduto tutto insieme con il nome di Bra.
Per quanto riguarda gli affitti, la parcellizzazione elevata fa sì che certe risorse non siano disponibili. Ci sono amministrazioni comunali che aumentano gli affitti per avere risorse, ma è sbagliato. Bisogna dare la precedenza ai residenti, a chi fa delle vere opere di manutenzione. I Comuni non ne devono approfittare, perchè non rendono un servizio al territorio. Nell PAC ci sono troppe cose che vanno a vantaggio solo della pianura, troppi interventi a favore di chi ha i soldi e non delle piccole imprese. La montagna è uno spazio a sè, com'è possibile che questo non venga capito?
".

In generale si è registrato un senso di sfiducia, che nasce da una situazione non florida. In Valle Po sono presenti solo più 4-5 pastori, due dei quali erano presenti all'incontro. "Una volta c'erano 20 greggi, almeno. Non è solo colpa del lupo, ma quello ha dato il colpo di grazia", afferma uno di questi, Pietro Giaime. Anche gli allevatori di bovini hanno però denunciato svariate problematiche che si sommano a quelle già elencate dal Presidente Perotti. "C'è tanta gente che ha smesso, e non solo anziani."
Per quello che riguarda la difesa dal lupo, nessuno impiega cani da guardiania, ma viene praticato il pascolo gestito e l'utilizzo di recinzioni mobili, che vengono spostate ogni 2-3 giorni e movimentate manualmente.
In Valle si denuncia una generale arretratezza per quanto riguarda le infrastrutture (abitazioni, stalle e locali di caseificazione). "Una volta quasi tutti caseificavano… Oggi si è persa la tipicità dei prodotti. Non si può vendere tutto con il nome di Bra!". Viene però sottolineato che è in corso un progetto della Provincia sulla caratterizzazione del Nostrale d'Alpe.
"Le abitazioni tradizionali non hanno le dimensioni e le altezze adatte per ottenere le autorizzazioni alla caseificazione, inoltre ci sono vincoli aggiuntivi in tutte le zone del Parco del Po, non lasciano usare i container per l'impatto ambientale".
Il costo degli affitti è comunque risultato essere tra le problematiche più incisive. "Servono durate dei contratti maggiori, per poter favorire gli investimenti." Ad Oncino, Ostana e Crissolo vengono già stipulati contratti a 6 anni.

Il rappresentante di Coldiretti ha ripreso alcuni dei punti emersi. "Nell'ambito della Festa dei Margari che si terrà a Saluzzo abbiamo organizzato anche delle iniziative che servano a far capire alla gente cos'è questo mestiere e non solo il bello della rudunà per le strade. Giovedì 19 presso la nostra sede di Saluzzo ci sarà appunto un incontro per spiegare il progetto Propast, con la partecipazione dell'Assessore Sacchetto e del funzionario regionale Luigi Ferrero.
Le risorse messe a disposizione per il problema lupo non sono sufficienti: ci sono problemi non solo per chi subisce i danni, ma anche per chi non li subisce! Non dobbiamo solo dirci le cose tra di noi, che siamo tutti daccordo, ma bisogna intervenire sulle normative europee che pongono il lupo come specie a protezione assoluta. Non vogliamo il far west, ma un po' di contenimento è necessario!
Per la gestione dei pascoli, dev'essere fatta con un po' di riguardo verso chi usa veramente la montagna. C'è stato rigore sulle foto aeree, che si prestano per i rilievi sui campi coltivati in pianura, ma su tante altre cose invece no!
".

Il pastore Walter Allioli denuncia le difficili condizioni di lavoro con la ricomparsa del lupo: "Non sono solo le pecore uccise ed eventualmente un prezzo di rimborso giusto… E' che devi sempre starci dietro ed in certi posti non puoi più andare, devi chiuderle prima alla sera, non mangiano più bene. Non è una questione di soldi, si vuole solo poter lavorare tranquilli! Questo è un lavoro che è fatto anche di soddisfazione. Al mattino aprile quando vuoi, ma devi starci dietro sempre. Prima, ad agosto, le lasciavi andare su, adesso non puoi. Un po' per il lupo, un po' per altre cose, si finirà per smettere. Ti manca l'erba perchè certe zone non le pascoli più, non scendi più con le pecore belle, ma il tempo e la spesa sono sempre li stessi, anzi, il tempo da spenderci dietro è ancora maggiore. Se il lupo era sparito… un motivo c'è!"
"Bisognerebbe cintare il lupo, non le pecore…", suggerisce qualcuno.
"Lasciateci lavorare, il lupo è anche una limitazione per chi faceva il fieno in valle!", aggiunge qualcun altro.
Il margaro Airasca racconta di aver venduto le capre: "…per disperazione! Su 22 rimaste, 10 me le ha uccise a 200 metri dalle case. Alla sera le mettevo sempre dentro, è successo a fine luglio. Mi ha anche mangiato un vitello di 10 giorni, è successo quando ero in Val di Susa. Non ha paura dell'uomo, li ho visti, erano in tre, mi stavano mangiando una capra, non sono scappati."
Da più parti si sottolinea un forte NO agli incentivi ed al premio di pascolo gestito. "A me hanno dato 500 euro…", afferma Giaime.
"Noi non siamo mai tranquilli, non voglio soldi, non voglio più il lupo! In questo lavoro lo sai che non sei mai libero, ma così è ancora peggio!"

Riccardo Ferrato è qui a rappresentare il figlio Bruno, titolare dell'azienda. "Non è solo il lupo, ci sono tutti gli altri problemi. In alpeggio ci porteremo una roulotte, perchè su non c'è niente. I pastori sono tutti abbandonati, perchè anche le Associazioni non li aiutano… però siamo che tutti teste che ciascuno tira per sè. Bisognerebbe unirsi, per esempio per la macellazione. Ci sono pochi macelli, con il costo di trasporto e tutto il resto, se fai le cose in regola non ti resta più niente.
Ci sono anche leggi assurde, con le capre non puoi andare in bosco: è tutto pieno di rovi, è tutto sporco, è un controsenso non lasciar pascolare lì!
"
Perotti sottolinea ancora come il gregge stia perdendo la sua funzione. "Servirebbe un incentivo per riconoscere il ruolo del gregge."
In conclusione, anche questo incontro ha portato alla luce varie problematiche ed una situazione di disagio generale che tocca la montagna, specialmente per chi la vive nel corso di tutto l'anno e non solo nel "breve" periodo dell'alpeggio.

Vi chiederei a questo punto di esprimere la vostra opinione su questo logo messo a punto da Michele Corti per identificare il progetto PROPAST. Che ne dite?

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